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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
È arrivato il vino novello

di Riccardo Farchioni

Il 6 di novembre di ogni anno c’è un evento molto particolare, atteso con ansia da una moltitudine di appassionati: l'entrata in commercio del Vino Novello. I numeri parlano chiaramente di un successo: quest’anno, per la prima volta -secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori- si produrranno più di 20 milioni di bottiglie quando erano state meno di 5 milioni nell’87 e quasi 18 milioni lo scorso anno. I prezzi, da 2 a 6 euro la bottiglia sono stabili o in lieve calo. Le motivazioni con le quali un vino che viene spesso guardato con una certa sufficienza dagli “addetti ai lavori” incontra invece il favore di molti sono tante: è immediatamente piacevole, poco impegnativo (anche a causa della scarsa tannicità, e dunque anche scarsa longevità) e per questo piace alle fasce di pubblico che prediligono bevande di facile approccio; è abbinabile con disinvoltura a piatti semplici e di largo consumo, e poi è il primo a testimoniare dell'ultima vendemmia, ed è il primo a consolare dell’arrivo del freddo e delle giornate corte, magari in allegra compagnia davanti ad un piatto di castagne arrosto.

Con il Novello siamo di fronte uno di quei casi nei quali una apparentemente ingenua e piacevole naturalezza viene ottenuta attraverso assai consapevoli strumenti tecnologici; infatti, esso viene ottenuto in qualche modo sostituendo o modificando i percorsi che la natura (seppur guidata) segue per trasformare l’uva in vino. Al principio, come al solito, vennero i francesi: intorno alla metà del secolo scorso il ricercatore Michel Flanzy, sperimentando la conservazione dei grappoli in un ambiente saturo di anidride carbonica si accorse di aver ottenuto (involontariamente) un mosto piacevolmente profumato. E la tecnica di produzione in poche parole è la seguente: i grappoli con gli acini interi sono posti all'interno di apposite vasche nelle quali viene prima prodotto il vuoto d'aria e poi immessa l’anidride carbonica. Gli acini del fondo vengono schiacciati liberando del mosto ed i lieviti contenuti innescano un particolare processo di fermentazione intracellulare. Al termine del ciclo si procede alla vinificazione in rosso, con una lieve pigiatura e un'ulteriore fermentazione di qualche giorno.

Quali sono gli aspetti nei quali l’Italia si è andata differenziando dalla Francia? Innanzitutto, il Beaujolais Noveau francese è appannaggio della omonima regione della Borgogna, e il vitigno utilizzato è esclusivamente il Gamay, mentre noi abbiamo trasferito nel novello la nostra ricchezza di vitigni e di territori. E specialmente oggi, con la grande attenzione che si ha verso le uve autoctone, ecco i vari Aglianico per Basilicata e Campania (dove trova valorizzazione anche il Piedirosso), il Barbera e Dolcetto per il Piemonte e ancora il Cannonau per la Sardegna, il Sangiovese per Toscana, Umbria e Marche, il Cesanese per il Lazio, il Montepulciano per Abruzzo e Molise, la Corvina per il Veneto, lo Schioppettino per il Friuli Venezia Giulia, il Teroldego e Marzemino per il Trentino Alto Adige, il Primitivo, Negro amaro e Uva di Troia per la Puglia, il Nero d’Avola per la Sicilia, il Gaglioppo per la Calabria, il Lambrusco per l’Emilia Romagna. E poi non bisogna trascurare il fatto importante che mentre nel Beaujolais Noveau il vino viene interamente ottenuto con la tecnica della macerazione carbonica, nel disciplinare italiano può essere utilizzato vino “normale” fino al 70%, e questo rende il nostro Novello in qualche modo più “importante”.

Gli appuntamenti per festeggiare il novello sono sparsi per tutto il territorio nazionale, anche se il vero e proprio “tempio” del Novello è il Salone di Vicenza, che il 5 novembre accoglierà i suoi visitatori ad ingresso libero con oltre cento espositori. Inoltre, il Movimento del Turismo del Vino il 6 novembre dalle 10.00 alle 18.00 organizza "Novello in Cantina": in quasi 100 cantine in tutta la penisola le porte saranno aperte al pubblico per un approccio al vino Novello.

L'immagine è tratta dal sito www.vinostore.it

2 novembre 2005

 
 

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