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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Quando Vino fa rima con Poesia, il caso di Viniscola
di Mario D'Acunto

A Siniscola, in provincia di Nuoro, il binomio vino e poesia da qualche anno mobilita le energie di un intero paese, oltre che di organizzatori e concorrenti, per l'occasione del Viniscola, un concorso che abbina vini rossi e poesia, e nelle ultime edizioni anche formaggio e una esclusiva specialità locale di cui vi dirò dopo.

Innanzi tutto un cenno su Siniscola, cittadina che fa parte delle Baronie e più propriamente della sub-regione della Baronia di Posada, ora chiamata Baronia di Siniscola perché questo è il centro più importante. Il centro abitato di Siniscola si sviluppa nella piana alluvionale del rio omonimo, a 40 metri sopra il livello del mare. Nonostante la vicinanza al mare, il territorio del comune di Siniscola può essere definito, dal punto di vista morfologico, prevalentemente collinare (circa i 4/5 dell'intera superficie), ed è dominato, nella parte nord-occidentale, dal massiccio del Monte Albo.

La conoscenza dell'esistenza del Viniscola la devo a mia cognata Elena che lavora al comune di Dorgali (circa 50 km a sud di Siniscola) e la curiosità di saperne di più mi ha portato a Siniscola, dove due degli organizzatori, Santino Marteddu e Patrizio Sanna mi hanno gentilmente ospitato per spiegarmi come si svolge questo interessante concorso. Il premio è organizzato dal Rotary club locale, di cui Santino e Patrizio fanno parte. La mia visita non poteva non prevedere una sosta nel terreno di Santino, dove lui e la moglie, la signora Giovanna, mi hanno fatto da Cicerone e, tra vigneti di uve cannonau e bovale, e generosi alberi da frutta, Santino mi ha spiegato la sua vita di viticoltore.

"Il Concorso Viniscola - dicono Santino e Patrizio - si propone di valorizzare i vini rossi e incentivare le tecniche di buona produzione. Poniamo una particolare attenzione al consumo di vino di qualità coinvolgendo l'intero paese e i turisti." In effetti, il termine concorso è un po' riduttivo per delineare cosa sia il Viniscola, difatti, abbinato alla gara vera e propria, ogni anno c'è almeno un convegno che affronta varie tematiche e in genere con relatori che sono degli autentici esperti. Ad esempio dai convegni del Viniscola sono passati relatori come Giovanni Antonio Farris, professore del Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università di Sassari che ha trattato temi come "Biotecnologie delle piccole cantine", oppure Vittorio Sella che ha trattato il tema della viticoltura nella nuova politica comunitaria, o ancora Giacomino Zirottu cha ha trattato lo scorso anno il tema del concorso, vale a dire il connubio tra Vino e Poesia. A scorrere i nomi delle cantine invitate che hanno dato un contributo alla buona riuscita del concorso ci si accorge di come sia presente il meglio dei vinificatori sardi, da Argiolas Vini a Sella e Mosca, da Contini alle cantine sociali di Santadi, Tortoli e Dorgali, da F.lli Meloni a Iosto Puddu, solo per citarne alcuni.

La giuria composta da esperti altamente qualificati ha potuto giudicare i vini in gara in base ad una griglia di valutazione preparata dal presidente di giuria Angelo Concas. Nel 2005 hanno partecipato al Viniscola in qualità di concorrenti oltre 60 produttori di vino, principalmente della Baronia. A vincere l'edizione 2005 è stato il vino oroseino di Gino e Antonello Nanni, al secondo posto i vini di Cristain Karrer, svizzero di nascita, ma da anni trapiantato ad Orosei, una stupenda localita poco più a sud di Siniscola.

Vi dicevo all'inizio di una particolare specialità unica nel suo genere, Infatti, parlando di Siniscola non possiamo dimenticare Sa Pompia, un particolare frutto da cui si ottiene un dolce tipico di Siniscola. "Sa Pompia", o "Citrus mostruosa", è un agrume dalla buccia spessa, ruvida e deforme. Non se ne conosce l'origine, se o quando venne importata a Siniscola o se si tratta di un ecotipo. Il frutto, coltivato da antichissima data, può pesare sino a 700 grammi. A Siniscola "Sa pompia" deve la sua sopravvivenza al fatto che da essa si ricava l'omonimo dolce, che è il più tradizionale della zona, la cui ricetta si è tramandata oralmente nel corso dei secoli. La signora Giovanna ci ha fatto assaggiare il dolce omonimo prodotto che ha un sapore davvero unico, ed è stata davvero una fortuna, in quanto è un prodotto diffilmente reperibile fuori da Siniscola.

Un cenno alla poesia, al concorso hanno partecipato i massimi poeti in limba, cioè in sardo, nella varie articolazioni linguistiche, barbaricino, logudorese, campidanese. L'edizione 2005 è stata vinta da un poeta che oltre che essere particolarmente bravo è anche un mio carissimo amico, si tratta di Gonario Carta Brocca di Dorgali, e spero di rendergli merito se termino questo mio breve resoconto da Siniscola con la sua poesia vincitrice, anche se purtroppo per ragioni di spazio solo con i versi finali:

Ovrettu

...
Sa luna incurruttada
a conca bassa andat custa notte
sizinde una pantama
de faula e veridade
e s'umbra sua iscuricat su chelu
e s'umbra sua iscuricat sa terra;
in su coro `e s'eressia
solu triste chisina d'impotessia.

Agguato

...
La luna ottenebrata
vaga a testa bassa questa notte
inseguendo un fantasma
di verità e menzogna
e la sua ombra confonde il cielo
la sua ombra frastorna la terra;
nel cuore della gente
solo cenere triste d'impotenza.

9 dicembre 2005

Le foto: fette di sa pompia, Santino Marteddu e sua moglie Giovanna, il loro cannonau, commissione di degustazione, sa pompia e vino rosso.

 
 

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