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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Vinòforum 2006: gusto, cultura e solidarietà

di Riccardo Brandi

Dal 26 maggio al 10 giugno si è svolta a Roma la terza edizione di Vinòforum; la bella manifestazione nata dalla volontà di E. De Venuti che, nel corso della sua evoluzione, ha assunto ormai connotati e valori di spessore. Nella nuova location di Piazzale Clodio, sono state oltre 170 le aziende vinicole provenienti da tutta Italia con più di 500 etichette in degustazione, tra cui diversi nomi di eccellenza, in un villaggio di più di 3000 mq dove hanno trovato spazio aree spettacolo, corner eventi e meeting point. Tutto ormai è dimensionato per i grandi numeri; uno su tutti il target di affluenza che si sperava di raggiungere e che è stato ampiamente centrato: più di 20.000 visitatori.

Un contenitore che apre la stagione estiva Romana regalando una serie di eventi variegati e sempre interessanti: seminari, convegni, corsi di degustazione e lezioni di cucina, cene a tema, presentazioni editoriali, mostre di pittura, sfilate di moda e concerti. Un modo per passare le serate che ci ha convinto e che ha convinto il pubblico, forte anche di contenuti sociali ammirevoli e fortemente condivisi con il cuore dei Romani e di tutti i turisti che vi hanno aderito.

Sì, perché all’iniziativa “WINE FOR LIFE” della Comunità di Sant’Egidio già presente nel 2005, si è aggiunto in questa edizione il sostegno al Progetto India dell’UNICEF. Quindi lotta all’AIDS attraverso il sostegno al Progetto Dream, con l’acquisto di bottiglie dal bollino Wine for Life e presenza Unicef con un suo stand, dove era possibile effettuare donazioni libere, ma già accedendo alla manifestazione è stato possibile contribuire attraverso la quota prelevata da ogni biglietto venduto. Questa è la prospettiva che ci preme porre in luce sopra ogni cosa. Sono questi i colori che hanno decorato questo Vinòforum: il rosso del bollino Wine for Life e l’azzurro del logo Unicef.

Lodevole e coraggiosa la mossa di E. De Venuti che continua ad ampliare una strada da lui stesso aperta: accomunare il movimento enogastronomico alla solidarietà; e non capita spesso di ritrovare questi discordanti aspetti della vita nel medesimo contesto. La ricchezza del circuito vitivinicolo e l’opulenza delle migliori produzioni made in Italy del settore gastronomico contrastano con la povertà e la fame di certi paesi Africani o, nello specifico, di determinate zone dell’India. Ancor più sono in antitesi con la tristezza delle morti inutili che con queste iniziative si è voluto contribuire a ridurre sensibilmente.

E’ un accostamento che stride un po’ con la sensazione di benessere che accompagna usualmente questo tipo di serate, ma a noi non può che piacere l’atteggiamento con cui l’organizzazione ha voluto prendere una posizione forte, stravolgendo un po’ le abitudini dei gourmet e degli enoturisti, ma volendo conferire loro una più consistente valenza sotto il profilo umano. Nella conferenza stampa, che ha seguito la simbolica cerimonia d’inaugurazione, l’On. Bruno Manzi, assessore alle attività produttive, ha posto l’accento sulle peculiarità di una manifestazione che ha saputo portare su livelli di pregio sia la componente promozionale di un settore produttivo rilevante, sia l’encomiabile sensibilità che si respira all’interno del villaggio in virtù delle iniziative benefiche sostenute. Il primo aspetto è stato rimarcato dal dr. Fabio Massimo Pallottini, commissario straordinario ARSIAL che ha puntato su tutto il movimento regionale, valorizzato nel confronto con le altre realtà territoriali. Il secondo è stato invece approfondito dall’avv. Claudio Urciuoli, presidente del Comitato Provinciale UNICEF che, dopo aver ringraziato l’organizzazione per un invito così apprezzabile e inedito, ha poi spiegato in dettaglio l’importanza del Progetto India.

Un progetto che vuole intervenire sul tasso di mortalità infantile (2.000.000 morti nei primi 5 anni di vita in talune aree geografiche della penisola indiana) attraverso un’azione strutturale. Ci ha toccato particolarmente questo progetto e, per comprenderne meglio la sostanza e promuoverlo al meglio, abbiamo voluto parlare con il presidente Urciuoli, avendo così modo di capire come ci siano davvero enormi quanto assurde perdite che con mirati interventi formativi è possibile ridurre drasticamente. Quindi un programma che non sventola nuove infrastrutture a fronte di ingenti investimenti, ma un’azione che interviene sulla crescita culturale degli stessi abitanti del luogo. Opportunamente selezionati e preparati, gli stessi medici e paramedici indiani saranno in grado di curare tante malattie per noi banali, ma che in quel paese possono essere letali.

Dunque una manifestazione completa sostenuta dalle istituzioni pubbliche, da quelle comunali a quelle regionali e con il contributo di partner di rilievo. Noi l’abbiamo frequentata con avida assiduità, degustando Amaroni di gran pregio, un Montiano un po’ ruvido ma di grande personalità, Brunelli blasonati e proposte nuove ma di qualità, spumanti e champagne dal perlage fine e inebriante, oli e acque minerali. Abbiamo partecipato a degustazioni guidate di sigari in abbinamento a cioccolata o Barolo Chinato, abbiamo apprezzato piatti raffinati e gustosi, assistito a convegni di settore con relatori d’eccezione e presentazioni di libri di cui presto parleremo più approfonditamente. Abbiamo incontrato produttori e addetti ai lavori, persone competenti e cortesi che ci hanno proposto prodotti di qualità eccellente o intrattenuto con abilità frutto di estro (Federico Quaranta voce di Decanter su Radio2) o preparazione (Luca D’Attoma enologo di livello internazionale). Abbiamo ascoltato ottima musica in un’atmosfera gradevole e rilassante ed apprezzato le sfilate dei giovani stilisti; insomma, ci siamo divertiti.

Ma soprattutto, ci siamo sentiti orgogliosi per aver avuto la possibilità anche di aiutare qualche bimbo che ha avuto la sfortuna di nascere in un luogo meno florido del nostro.


18 luglio 2006

 
 

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