"Bianchisti" di tutto il mondo, unitevi! Il Poggio alle Gazze se ne va...

Doveva succedere prima o poi, ed è successo. Sì, perché i segnali c’erano tutti: quante volte sulla nostra strada abbiamo incontrato vignaioli che avevano spiantato il loro trebbiano per aumentare la produzione di vino rosso? Questo forse non era troppo importante, vista la fama di cui gode il trebbiano, e poi in genere erano vigne vecchie, per le quali sperimentazioni anche accanite probabilmente non avrebbero portato a nulla.

Ma lontano dalle luci della ribalta, chissà quante volte sarà successo: un bianco ben riuscito, frutto di qualche buona idea, un modo originale per far esprimere il territorio, un vino che magari aveva una piccola fama locale, una clientela affezionata. Ma il territorio lì si esprimeva meglio sui rossi, e poi oggi come oggi sono questi i vini che vengono venduti meglio. Quindi, via l’uva bianca.

Stavolta la vittima è illustre: ad andarsene è il Poggio alle Gazze, Sauvignon blasonato della Tenuta dell’Ornellaia. Ce lo fa sapere un annichilito Jo Cooke in una “Daily News” di winespectator.com del 18 Febbraio ultimo scorso. La vendemmia 2001 è stata l’ultima, dopo di che, via tutto: cabernet franc e merlot a prendere il posto del sauvignon. Non solo, ma la produzione nel 2001 è stata inferiore al solito, e neanche una bottiglia andrà a dissetare i nostri amici d’oltreoceano. Che sberla, ragazzi: "abolire" un vino che nel 2001 ha preso 91/100 ed è stato piazzato ad un rispettabilissimo 66^ posto nella “top-100” della rivista americana. Anche se, va detto, al numero uno l’anno scorso ci era finito proprio l’Ornellaia...

Il giornalista statunitense scrive che “Antinori non è stato disponibile per alcun commento”, aggiungendo però che “fonti dell’azienda si sono affrettate a precisare che la decisione è stata presa da Lodovico Antinori e dall’enologo Thomas Doroux, senza alcuna indebita pressione del partner statunitense”, che poi sarebbe l’azienda di Robert Mondavi, co-proprietaria della Tenuta.

E adesso, chissà, succederà come per i grandi fatti di cronaca: un giorno un pirata della strada fa una strage tremenda e nei giorni successivi le strade sembrano riempirsi di pirati in ogni angolo, per un paio di settimane i telegiornali ne scovano almeno uno ad edizione. Noi speriamo che almeno in questo caso non succederà: “bianchisti” di tutto il mondo, unitevi!


Riccardo Farchioni
(20/2/2002)