Alba: vino e internet a Go Wine

 
 

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Domenica 30 Settembre Alba, capitale delle Langhe, è stata letteralmente invasa da una folla di appassionati del bere di qualità. L'occasione è stata la festa del vino organizzata dall'associazione Go Wine (per tutte le informazioni si può visitare il suo sito www.gowinet.it), che si è snodata lungo tutta la via Vittorio Emanuele II fino a piazza del Duomo. Una volta acquistato il bicchiere, il pubblico aveva la possibilità di sbizzarrirsi negli assaggi dei vini esposti nei banchi di degustazione corrispondenti ai comuni di Langa e Roero come Barolo, Monforte, Serralunga, Verduno, Dogliani, Castiglione Falletto, La Morra, Monteu Roero ed altri ancora. Nella piazza del Duomo si è svolta una degustazione di cioccolato che ha avuto grande successo.

Opera meritoria di Go Wine è stata organizzare, oltre al naturale momento della degustazione e del contatto diretto con la "materia" vino, uno spazio dedicato alla riflessione e alla discussione che si è tradotto in un incontro pubblico sul problema del rapporto fra vino ed internet, o meglio sullo "stato dell'arte" della comunicazione del vino via internet. E l'iniziativa ha avuto successo, perché il pubblico, fatto di gente comune, ma anche di piccoli e grandi produttori delle Langhe ovviamente interessati al problema, è stato numeroso e attento nonostante alle proprie spalle continuasse a scorrere il flusso dei visitatori della manifestazione.

A descrivere il panorama dell'informazione sul vino tramite il Web sono intervenuti Franco Ziliani, di Winereport (www.winereport.com) e chi scrive per l'AcquaBuona, iniziando da una presentazione dei siti che erano lì a rappresentare. Da parte nostra, abbiamo cercato di sintetizzare la filosofia delle nostre pagine partendo da una riflessione: internet è un mezzo dalla grande "democraticità", in quanto permette di esprimere e diffondere le proprie idee, e quelle altrui, senza la necessità dei mezzi e delle strutture che sono inevitabilmente associate alla tradizionale stampa su carta. Ecco che quindi un sito come il nostro può e vuole essere l'ideale mezzo di espressione di una realtà vista "dal basso", dai nostri occhi (che cercano di essere anche i vostri), e da quelli di coloro che questa realtà contribuiscono a determinare, nel nostro caso i produttori di vino, o i protagonisti della nostra enogastronomia in generale.

Assai diversa la filosofia e l'impostazione che Franco Ziliani dà al "suo" Winereport del quale è, come ha detto lui stesso, monarca assoluto decidendone contenuti, taglio e collaboratori. È lo spazio in cui scrive quello che pensa, spesso cose scomode, polemiche, ma dettate dalla massima onestà e cose che "molti pensano ma non hanno il coraggio di dire, o le dicono a bassa voce". Bersaglio principale delle sue critiche sono ad esempio quegli importanti (anzi: importantissimi) produttori di Langa che declassano i loro Barbaresco non spiegando il perché in modo convincente, a quelli che "dopano" i vini snaturando completamente i vitigni da cui partono, o i soggetti che monopolizzano e cercano di "blindare" l'informazione sull'enogastronomia.

Ma blindare l'informazione, aggiungiamo noi, è molto difficile quando si ha a che fare con internet, questo è il bello. È molto semplice, naturale e rapido (bastano dei semplici "click") avere un ventaglio così ampio di pareri e di opinioni (e poter scegliere di volta in volta) che (è quello che speriamo) almeno in questo ambito i "monopolisti" di cui sembra così innamorato il nostro Paese non avranno vita facile.

Il moderatore del dibattito, Luca Ferrua de La Stampa, ha stimolato la discussione chiedendo se in qualche modo è possibile "inquadrare" il lettore dei rispettivi siti. Questo è naturalmente possibile dalle lettere che arrivano (provenienti da appassionati, da chi vuole iniziare a capire qualcosa di vino, ma anche da produttori) e dagli "abbonati", cioè coloro che chiedono di ricevere le novità del sito tramite e-mail. Per avere un più preciso monitoraggio, Winereport ha deciso di istituire un "club" al quale è possibile iscriversi e accedere con una password.

Ma il panorama del vino trattato su internet si riduce solo a questi due siti? Certo che no: a parte quelli che sono "emanazione" di grosse realtà le quali hanno "anche" un sito internet (www.slowfood.it e www.gamberorosso.it), possiamo menzionare www.enotime.it (rappresentato ancora da Ziliani), www.winenews.it, www.lavinium.com, www.tigulliovino.it, il www.clubpapillon.it di Paolo Massobrio, il www.veronelli.com del "padre nobile" della nostra enogastronomia, ognuno con il suo taglio e la propria filosofia. Insomma c'è proprio da scegliere, per fortuna!

L'incontro si è concluso con un accenno alla "realtà" locale: "cosa vi piace e cosa non vi piace della Langa?", ha chiesto Ferrua: "Beh, la Langa ha il Nebbiolo, e poi ha paesaggi stupendi", ha risposto Ziliani. "Quelli che non mi piacciono sono i produttori che dicono una cosa e ne pensano un'altra, che insomma sono diventati un po' furbi, anche se bisogna capire che sono persone che adesso girano il mondo mentre prima conoscevano a malapena il mare...". Da parte nostra, rimaniamo incantati ogni volta (ed è assai spesso) che incontriamo quei produttori di Langa (ma potremmo dire più in generale piemontesi) che con modestia e quasi scusandosi ci fanno assaggiare i vini che ci lasciano poi esterrefatti per la loro bontà. Ma rimaniamo altrettanto delusi quando siamo testimoni di una visione del vino come realtà per pochi, come ci sembra sia accaduto con lo stand di Langa In nell'ultimo Vinitaly.


Riccardo Farchioni
(2 Ottobre 2001)

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