Vini lucchesi
all'enoteca La Brilla

 
 

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A Villa La Bianca, nei pressi di Camaiore, eravamo già stati , per esempio per incontrare Luigi Veronelli, nella scorsa primavera, ma ancora non c'era capitato di gettare l'occhio sul retro del bell'edificio principale che offre Bed&Breakfast. Restiamo così sorpresi, girando l'angolo, dalla alta ciminiera di mattoni che ci sovrasta, un poco minacciosa, e che sovrasta un antico opificio perfettamente riadattato in veste d'enoteca. All'interno il salone con monumentale caminetto che l'Enoteca La Brilla, situata nell'adiacente villa, utilizza per le serate importanti.

Non siamo infatti qui per caso, ma per partecipare a una serata organizzata dall'enoteca e dalla condotta Slow Food Arcigola di Viareggio, serata dedicata ai vini lucchesi: "Lucca nel bicchiere". Una serata a tema, con un gustosissimo menù focalizzato su prodotti toscani e in particolare su quelli della provincia di Lucca, che comprende sia il versante rivierasco versiliese che l'oltramontana Garfagnana, vera miniera di prodotti agroalimentari.

Insieme ai redattori de L'AcquaBuona, a cui e' affidata l'introduzione della serata, sono presenti i produttori di tre aziende della Lucchesia: l'Azienda Agricola Il Colle, l'Azienda Agricola Colle di Bordocheo e la Fattoria Colleverde. Ad accompagnare i vini la cucina dell'enoteca e i prodotti di due celebri norcinerie, Falaschi di San Miniato e Bonuccelli di Camaiore.

La serata si apre con una introduzione del nostro Fernando Pardini, che dà una lettura personale della situazione del comprensorio lucchese, un giudizio positivo che non nasconde però le ombre che ancora esistono, che si riflettono in grandi variazioni di qualità e rendono problematica l'affermazione globale del vino della provincia. Terminata l'introduzione, che riportiamo in altro articolo, iniziamo a gustare la prima serie di vini e, nell'ordine: crostini con crema di lardo di Bonuccelli e spuma di gota e salsiccia tartufata di Falaschi; spezzettata di soppressata di cinta senese sempre di Falaschi e lardo di Camaiore con fagioli zolfini di Bonuccelli. Inutile dire che con tali delizie si sposano ottimamente i giovani vini proposti, tutti dell'annata 2000. Il Terre di Matraja DOC Colle Verde 2000, composto da sangiovese con un 10% di ciliegiolo, si presenta con un olfatto ampio addolcito da note vanigliose, lo troviamo vinoso, di buona intensità e adornato di spunti che definiremmo cosmetici. Non sembra liscissimo al gusto, a causa di un centro bocca non consistente e tannini un po' sabbiosi, ma, come spiega subito Giampiero Tartagni, patron di Colleverde, si tratta di un campione di botte e ci assicura che il vino acquisterà morbidezza in poco tempo. A seguire il Montrasio Colline Lucchesi DOC 2000 de Il Colle, dai profumi meno intensi e meno estroversi, su note mineral-ferrose. Compatto al gusto, semplice e non molto sapido, con cenni vegetali e media persistenza. Un vino sicuramente meno complesso, di facile beva e comunque dal prezzo assai interessante (6.500 lire al pubblico). Infine il DOC Colline Lucchesi del Colle di Bordocheo, che subito ci colpisce per il bel fruttato dove predominano i frutti di bosco (lampone) e a cui si associa una elegante cipria e qualche sentore vegetale. Su tutto però notiamo una addolcitura un po' acescente, che ricorda la frutta stramatura e che troviamo tipica di certi vini Lucchesi; niente di grave, ma una caratteristica che personalmente non ci sembra elegante. Acescenza che comunque scompare al gusto, dove il vino è pulito e mantiene la complessità del frutto notata all'olfatto.

Questa prima fase della cena è conclusa dagli interventi di Lamberto Tosi, agronomo de Il Colle, e Tartagni, che descrivono i loro prodotti e rispondono alle domande di un pubblico ben mangiante ma anche curioso.

Si passa al primo, con gli Spaghetti Latini con sugo sull'uscio dell'orto, freschi e saporiti e in cui notiamo l'ottima scelta della pasta, il Cru Fondatore Cappelli. Seguono i Pizzichi di farro con speck e porri, sorta di maltagliati di farina di farro, prodotti ovviamente con l'ormai celebre farro della Garfagnana.

Con questo piatto, più sostanzioso, passiamo alla seconda serie di vini, che accompagneranno anche l'ottimo Stoccafisso alla versiliese con cipolle bionde e pomodori. I vini sono: Merlot Montrasio 2000 de Il Colle, il Picchio Rosso 1999 del Colle di Bordocheo e il Syrah Nero della Spinosa 1998 di Colleverde.

Il Merlot di Montrasio è un vino di cui abbiamo già detto e che si conferma, in questa annata, l'ottimo prodotto che avevamo assaggiato. I profumi sono tipici e puliti, inizialmente floreali, poi sentiamo sorgere un ricco fruttato che ritroviamo al gusto dove il vino è pieno, succoso e persistente, con un sentore vegetale di bacca fresca che lo rende veramente piacevole. Una buona complessità in un prodotto che non vede legno. Il Picchio Rosso è un sangiovese dal naso poco tipico per alcuni spunti vegetali che accompagnano la tipica violetta del vitigno. Percepiamo leggeri sentori animali e cipriosi, bacche e polvere da sparo per un olfatto assai complesso. Al gusto il vino è di buon impatto e aromatico, quasi pepato, con una chiusura un po' rapida e asciugante. Infine il syrah di Colleverde, dal colore porpora denso e impenetrabile, e elegantissimi aromi di frutta nera e cosmetico, lacca e pepe verde. Un vino che potremmo dire masticabile, rotondo e armonico, solo con un eccesso non trascurabile di legno evidenziato da aromi balsamici, alpestri. Un prodotto non facilissimo alla beva, da meditare e maturare.

Conclude la bella serata un Sorbetto della Brilla al Chianti Classico, una curiosa e riuscita interpretazione del vino toscano.

Luca Bonci
29 agosto 2001

 

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