Affluenza record al
Wine Festival di Merano

 
 

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Si è conclusa la decima edizione del Wine Festival di Merano, che aveva aperto puntuale i battenti alle 10 di sabato 10 Novembre. Ad attestare il successo della manifestazione organizzata dalla Gourmet's Internazional sono sufficienti le seguenti semplici cifre: nei primi due giorni l'affluenza del pubblico è stata di 3000 persone circa, contro le 3300 nell'intera edizione dell'anno scorso; questa impennata delle presenze, va detto, ha messo a dura prova l'organizzazione dell'evento.

Il successo, come spesso accade, porta a problemi di crescita che si sono tradotti quest'anno nel forte malumore degli "emergenti" della Toscana, decentrati per assoluta mancanza di spazio nel Palais Esplanade: questa sede, pur suggestiva e vicina al Kurhaus, non è stata così frequentata come quella principale. A questo proposito, ci ha detto il capo dell'ufficio stampa Roberto Rinaldi, è comunque da escludere un trasferimento di sede del Festival, sia perché non ce ne sarebbe una più grande a Merano, e poi perché non si vuole aumentare la dimensione della manifestazione.

La suggestione del luogo, l'organizzazione accurata e la scelta oculata dei partecipanti rigorosamente nel segno della qualità sono le armi vincenti del Wine Festival di Merano che ormai non è più solo punto di riferimento per l'enologia ma anche per la gastronomia italiana, fatto suggellato dalla presenza di Luigi Veronelli che si è detto dispiaciuto di essere venuto solo quest'anno per la prima volta.

Infatti, nell'ambito di Culinaria, a soggetti ormai "cult" (come per esempio Amedei, la cui tavoletta prodotta dal cacao della piantagione Chuao in Venezuela è stata letteralmente presa d'assalto) erano affiancati tanti "artigiani del gusto" che vedono nell'evento una vetrina di primo livello dove esporre le loro produzioni di olii d'oliva, patè, torroni, formaggi, caffè, sorbetti, paste artigianali...

L'affluenza straordinaria di quest'anno si sarebbe potuta già prevedere all'apertura, dalla lunga coda davanti alla cassa; anche se gli efficienti guardarobieri smaltivano in fretta i cappotti (bellissime, terse e fredde le prime due giornate a Merano) era inevitabile che si formasse un "tappo" sulle scale di accesso alla distribuzione dei bicchieri e alle sale di degustazione. Nonostante tutto, però, fino alle 12 il clima è stato relativamente tranquillo, in particolare nel settore della "Union de Grands Crus de Bordeaux" dove ci trovavamo, immersi in un ambiente rarefatto, silenzioso, quasi ossequioso dei vini immensi che lì venivano presentati.

Dalle 12 alle 16 l'affluenza ai banchi è stata invece massiccia, in particolare nella Kursaal (top producers di Toscana, Alto Adige e Friuli), nei balconi e nel Pavillon des Fleurs (top producers ed emergenti di Piemonte, top producers veneti) dove spiccava la carismatica presenza di Bruno Giacosa. Nel frattempo, al Palais Esplanade il numero di presenze era molto più basso. Situazione analoga la domenica, giornata nella quale si poteva temere una "esplosione" di presenze che fortunatamente non c'è stata. Lunedì 12 al Wine Festival si è affiancata, nella suggestiva sede dell'Hotel Palace, la degustazione dei migliori vini della Freie Weinbauern Südtirol, associazione di 37 piccoli produttori altoatesini.


Riccardo Farchioni
(13 Novembre 2001)

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