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Author: Franco Santini

Dall’Abruzzo interno arriva Lomanegra: i cru di Rosarubra che non ti aspetti…

Alla scoperta della linea Lomanegra della cantina abruzzese Rosarubra di Città Sant'Angelo, nell'entroterra pescarese. Cru singoli nella zona di Pietranico - dove antichi palmenti in pietra raccontano di una storia centenaria legata al vino - su appezzamenti sparsi con esposizioni e suoli diversi, ciascuno con il suo vitigno, lavorato in biodinamica e con lieviti autoctoni. Produzioni piccole, fascia premium o oltre, e vini più difficili da vendere...

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Prosecco Andreola e le Rive: quando il suolo smette di essere uno sfondo e diventa il punto

Il Prosecco DOC ha raggiunto numeri da capogiro, ma ha anche questo successo ha messo in secondo piano le differenze tra zone, tra suoli, tra annate. Andreola è un'anomalia, e non piccola: 111 ettari di vigneto, tutti sulle colline più ripide del Valdobbiadene DOCG, tutti lavorati a mano, con pendenze che spesso superano il 30%. Viticoltura "eroica" a tutti gli effetti (come recita il decreto ministeriale). E poi sette versioni dello stesso vitigno — la Glera — che non si assomigliano

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Casauria DOCG: i grandi rossi c’erano già, ora hanno anche un nome

In occasione del Vinitaly, un a degustazione che ha convinto tutti: una sottozona della produzione del Montepulciano d'Abruzzo che, forte di un territorioi dalle caratteristiche particolarmente vocate, ha deciso di darsi un disciplinare rigoroso, a partire dalla resa massima in vigna fissata a 90 quintali per ettaro contro i 140 della DOC regionale. E i risultati stanno arrivando

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Nero Buono e Bellone: Cantina Cincinnato e le radici profonde di Cori

Cori, in provincia di Latina è arroccata sui Monti Lepini con le spalle appoggiate all'Appennino e gli occhi rivolti verso il Tirreno. Questa piccola città laziale custodisce un patrimonio ampelografico che questa cantina cooperativa sfrutta appieno: bellone, nero buono (un'esclusiva di questo territorio), cesanese, per ottenere bollicine, vini freschi, e un rosso da vendemmia tardiva. Con il problema di fronteggiare la scarsa visibilità del Lazio come soggetto vitivinicolo, e avendo dalla propria parte anche un bel resort.

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Wine Paris, capitale europea del vino (con la speranza che l’Italia abbia lo spazio che merita)

Non è più soltanto una fiera in crescita. Wine Paris sta diventando, nei fatti, il nuovo baricentro fieristico europeo del vino con un progressivo sorpasso nei confronti di ProWein Düsseldorf. Ma c'è un problema: una voce che circola con insistenza tra gli espositori è la possibilità, per la prossima edizione, di concentrare la presenza italiana in un unico grande padiglione collocato però al di fuori del corpo principale della fiera. Una soluzione penalizzante per i nostri produttori

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Buttafuoco Storico, trent’anni dopo: appunti da una denominazione poco raccontata

Trent’anni possono essere una ricorrenza. Oppure un’occasione per interrogarsi sul senso di un percorso. Accettando l’invito del Club del Buttafuoco Storico per l’apertura delle celebrazioni del trentennale, la sensazione iniziale è stata soprattutto questa: trovarsi davanti a una denominazione poco frequentata dal racconto nazionale, ma sorretta da una struttura interna sorprendentemente solida. Il sodalizio fondato nel 1996 offre così un punto di osservazione privilegiato, più che un momento celebrativo in senso stretto.

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Dentro il Cerasuolo di Vittoria: equilibrio, stile e riconoscibilità

Ampia rassegna di assaggi di un vino frutto dell'unione di nero d'Avola e frappato di Vittoria che, soprattutto nelle versioni più convincenti, si conferma come il vettore più immediato di freschezza, fragranza e riconoscibilità aromatica. Un vino alla ricerca di una piena identità essendo ancora terreno di confronto irrisolto tra visioni produttive, stili e aspettative diverse

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I rossi della Valle d’Aosta in 5 cantine: un laboratorio naturale di contemporaneità

Raccontare oggi i vini rossi della Valle d’Aosta significa, volenti o nolenti, parlare di vino contemporaneo. Non nel senso modaiolo del termine, ma come risposta concreta — e spesso inconsapevole — alle istanze del bere attuale: freschezza, dinamismo, tensione, bevibilità, identità territoriale leggibile senza sovrastrutture. In questo senso la montagna non è uno stile, ma un dato genetico. Altitudini, escursioni termiche, suoli poveri, viticoltura estrema: tutto concorre a costruire vini che raramente cercano la potenza e quasi mai l'opulenza, puntando piuttosto su acidità vive, profili agili, progressioni gustative più che volumi.

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Rossese di Dolceacqua: un rosso leggero che intercetta il cambiamento

Nel momento storico in cui molti grandi rossi di struttura faticano a mantenere posizioni consolidate, alcune denominazioni mostrano una capacità di tenuta legata a scelte stilistiche diverse. Il Rossese di Dolceacqua rientra in questo quadro non come eccezione virtuosa, ma come caso speciale di coerenza tra territorio, vitigno e domanda di mercato. Un rosso che non nasce per inseguire la potenza, e che oggi si ritrova allineato a una sensibilità più attenta a freschezza, bevibilità e misura.

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“Degustarte” a Riparbella: il passo lento tra i murales per scoprire un angolo (ancora) poco noto del vino Toscano

Degustarte è un evento che si svolge a Riparbella, borgo nella campagna pisana vicino al mare e prossimo a Bolgheri. Intreccia vino e arte nel segno della lentezza e della scoperta, tra opere contemporanee e soste in cantina, dove ogni tappa è un incontro con un artista e con un’azienda. Eccone tre tappe interessanti: Colline Albelle, Tenuta Prima Pietra e Caiarossa

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Eccellenza plurale: le uniche quattro cantine italiane a conquistare in 40 anni i Tre Bicchieri per bollicine, bianchi, rossi e dolci

C’è un filo sottile che unisce quattro cantine italiane diversissime per storia, dimensione e geografia, ma accomunate da un traguardo particolare: essere riuscite, nel corso degli anni, a ottenere i Tre Bicchieri del Gambero Rosso in tutte e quattro le categorie fondamentali del vino – bollicine, bianchi, rossi e vini dolci. Una rarità assoluta, come […]

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Il Roero a Roma: vini e territori che sanno parlare di sé

La conferma di un percorso di maturità: oggi il Roero non ha più bisogno di definirsi “alternativo” alle Langhe, ma si presenta come un territorio consapevole, riconoscibile e dotato di una sua voce limpida. I Roero colpiscono per la loro facilità di beva, pur mantenendo complessità e profondità, e ben interpretano il gusto contemporaneo: misurati, gastronomici, di straordinaria piacevolezza, eppure profondi e intriganti come i grandi Nebbiolo sanno essere.

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Vinòforum e la lezione del pubblico: meno gergo, più convivialità

L’editoriale di Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero Rosso, è solo l’ultimo in ordine di tempo (puoi leggerlo qui): sono in molti ormai a pensare che il linguaggio del vino stia scontando il “peccato originale” di essere stato per troppo tempo eccessivamente tecnico, colto e spesso autoreferenziale. Ruggeri non fa che ribadire, con la consueta capacità […]

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Cantina Val Peligna: il cuore antico della viticoltura abruzzese che guarda al futuro con Bio Cantina Orsogna

Profilo di una delle prime cooperative vinicole d’Abruzzo, fondata nel 1956 nel territorio della Valle Peligna, una delle culle della viticoltura italiana come testimoniano Ovidio, Plinio il Vecchio, e i tanti reperti archeologici. L'approccio è essenziale e artigianale, in linea con la filosofia della Bio Cantina Orsogna. Fermentazioni spontanee, nessun lievito selezionato, niente solfiti aggiunti...

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Il mosto cotto di Osteria Futuro: per trasmettere i saperi del tempo antico alle giovani generazioni

Il mosto cotto “non è solo un prodotto, ma è il risultato di un viaggio nel tempo, un viaggio nel mondo dei nostri padri, a indagare il passato, insieme agli altri concetti di memoria e biodiversità”. Parola di Mario Iacomini, cuoco custode abruzzese, che assieme ai suoi soci e collaboratori sta sviluppando un progetto di salvaguardia e di riscoperta del cosiddetto "fluido divino"

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Mondial des Vins Extrêmes 2024: che qualità!

La viticoltura eroica non è solo una pratica agricola, ma una forma di resistenza culturale e ambientale, che preserva paesaggi unici e tradizioni vinicole storiche. Partecipare a un concorso come il Mondial des Vins Extrêmes significa non solo competere per un riconoscimento di qualità, ma anche contribuire alla salvaguardia di ecosistemi fragili e alla promozione di una viticoltura sostenibile.

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Landdrea Gin: l’eccellenza della distillazione al servizio di una bella idea imprenditoriale

Nel panorama sempre più affollato dei gin artigianali, mi sono imbattuto per caso in un progetto tutto italiano, che consiglio di seguire con attenzione a tutti gli appassionati: Landdrea Gin. Questo ambizioso progetto, nato nelle Marche ma con radici che si estendono fino al Trentino, punta a ridefinire gli standard del gin artigianale italiano, combinando tradizione, innovazione e un profondo rispetto per il territorio.

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Il magliocco canino di Casa Comerci: un vino di territorio dalle grandi prospettive

Nel cuore della Calabria, tra le colline di Nicotera, Limbadi e Comerconi, si trova Casa Comerci, custode di una tradizione secolare legata al vitigno magliocco canino. Una varietà autoctona, acida e rustica, caratterizzata da una buccia spessa e ricca di tannini, che rappresenta un pezzo importante della storia vitivinicola calabrese, qui al centro di un’interessante riscoperta e conseguente valorizzazione.

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