Chi siamo

L’AcquaBuona: periodico di cultura enogastronomica
In rete dal 1999, per amor di terra

Testata registrata presso il Tribunale di Lucca
(Registrazione n. 812 del 14-15 dicembre 2004)
ISSN 1592-2855

Direttore responsabile: Fernando Pardini
Vicedirettore: Claudio Mollo
Coordinatore editoriale: Riccardo Farchioni

L’AcquaBuona nasce nel giugno 1999 per cercare di colmare una esigenza insopprimibile: comunicare esperienze intime che avessero a che fare con il vino ed il suo mondo. Una sorta di epistolario, fatto di piccoli racconti, assaggi, viaggi, incontri. Con la prerogativa di parlare sempre e comunque di cose vissute in prima persona. Sembrava uno scherzo, ma la perseveranza e l’entusiasmo degli ideatori, unito al contributo fortissimo di un numero via via crescente di lettori e simpatizzanti, hanno fatto lievitare la “cosa” fino a farle assurgere la fisionomia di una rivista vera e propria.

Di strada ne è stata percorsa e dall’iniziale idea già molte cose sono cambiate: sono aumentati i servizi e le rubriche, e nuovi collaboratori si sono associati all’impresa, ognuno con la sua professionalità e, ci fa piacere dirlo, tutti mossi da sincera passione. Restano dei punti fermi: raccontare solo e soltanto di cose viste e vissute (e non per sentito dire); raccontarle mettendoci sempre e comunque un po’ di se stessi; non dare voti ad alcunché, casomai far capire dalle parole, finanche dai silenzi, il proprio grado di immedesimazione, uno scorno o una emozione.

L’AcquaBuona è una rivista enogastronomica che si trova orgogliosamente, esclusivamente sulla rete. Si prefigge di parlare di vino, cibo e buon vivere per comunicare col mondo, con gli appassionati e con le aziende del settore. Pur non esistendo una versione cartacea, L’AcquaBuona è regolarmente registrata  in Tribunale. Il comitato editoriale è costituito da Riccardo Farchioni, Luca Bonci e Fernando Pardini.

A partire dal 2003, L’AcquaBuona ha smesso la sua veste puramente virtuale per immergersi nel mondo reale, organizzando eventi, degustazioni, incontri. Nel frattempo, il 15 dicembre 2005, alla rivista si è affiancato un BLOG, un po’ per stare al passo con i tempi un po’ per rilassarci e divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista, per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra. E infine, ultima nata, ecco acquabuona.tv, per lasciar parlare le immagini.


L’AcquaBuona
è:

Luca Bonci, insieme a Riccardo Farchioni ha fondato nel 1999 L’AcquaBuona. Cura la veste grafica e gli aspetti tecnici legati al funzionamento del sito senza però trascurare gli oneri degustativi e redazionali che fanno de L’AcquaBuona una rivista ricca di contenuto.
l.bonciacquabuona.it

Riccardo Farchioni, scrive, legge, colleziona, viaggia, cerca di capire e di raccontare. Di vino, di cultura gastronomica, di cucina, e di agroalimentare di qualità. Assieme a Luca Bonci ha fondato nel 1999 L’AcquaBuona e ne coordina i contenuti editoriali. farchioniacquabuona.it

Fernando Pardini, toscano, giornalista  infatuato di vini, terra e contadinità, fin dall’inizio nell’avventura come una delle colonne portanti della rivista. Suo L’appunto al Vino così come molte altre scorribande contate su vignaioli, vini, viaggi, rassegne e suggestioni. Con buone dosi di ingenuità è fermamente convinto che i messaggi della terra – con i gesti che li sottendono – siano sostanzialmente incanto. E che parlare di vino sia come parlar di se stessi. Dal 2002 al 2006 collabora con Luigi Veronelli nel glorioso periodico Veronelli EV, per il quale scrive di vino e olio (sua la rubrica fissa “Le intimità dell’olio”). Dal 2003 collabora stabilmente con la Guida Vini d’Italia de L’Espresso, di cui è da tempo uno degli autori principali.
pardiniacquabuona.it

Vincenzo Ramponi, da sempre appassionato di vino e whisky. Sommelier diplomato col primo corso triennale tenuto dall’AIS Versilia anni fa, quando ancora sembrava così strano stare ore a parlare intorno a una bottiglia. Il suo appoggio morale sta sotto a molti degli articoli che leggerete.
ramponiacquabuona.it

Lamberto Tosi, agronomo ed enologo (laureato in Scienze Agrarie e in Viticoltura ed Enologia presso l’Università di Pisa), collabora con aziende della Toscana come consulente Vitivinicolo, fa parte della Commissione di degustazione delle Doc della Camera di Commercio di Lucca, è Assaggiatore di olio metodo COI iscritto all’albo Nazionale e si occupa anche di Agricoltura Biologica. Sua la rubrica tecnica La parola all’agronomo.
tosiacquabuona.it

Con L’AcquaBuona collaborano:

Irene Arquint
“Per non assuefarsi, non rassegnarsi, non arrendersi, ci vuole passione. Per vivere ci vuole passione”, lo ha scritto Oriana Fallaci in “La forza della ragione”. Che non ho letto perché dopo “Lettera a un bambino mai nato” e “Insciallah” ho deciso che ne avevo abbastanza. Ma condivido. E faccio mia. Pietrasanta (siamo in Toscana, provincia di Lucca) è stato il primo luogo dove ho visto il sole, culla del tordello versiliese e dell’artigianato scultoreo. Erano alle porte gli anni di Piombo. L’uomo aveva appena conquistato la Luna. Mio padre aveva una Fiat 128 bianca. All’avanguardia per l’epoca. A me piaceva perché mi riportava dai nonni, nei lungi tragitti sulla vecchia Aurelia tra Roma (dove ci eravamo trasferiti) e la Versilia, finestra settentrionale affacciata sul mare della Toscana. Quel viaggio aveva già in sé il germoglio di una storia degna di un libro. Il paesaggio che attanaglia e poi degrada oltre il finestrino: palazzi, cemento, treno, mare, la campagna che prende il sopravvento, case a misura d’uomo, buoi, ancora mare. Infine il mìo mare. Ho ancora negli occhi la paletta delle pattuglie che fermavano l’auto. Con il mitra spianato. Una regola. Sarà lì che ho dichiarato guerra alle armi. E poi le gite ai Castelli Romani, con immancabile sosta alle fiaschetterie: la spuma per me e mia sorella, e un cartoccio profumato di porchetta per tutti. Da aprire sul tavolaccio di legno, con la carta gialla come vassoio. Non ne ho più mangiata di tanto buona. Penso che sia nei castelli romani dove si è acceso in me il gusto per la convivialità. Rafforzatosi durante le vendemmie da bambina. Già le passioni. Ne ho tante, necessariamente non in quest’ordine: i budini di riso, il pesce crudo (ma all’italiana), i tortellini di Bottura e la carbonara di Pipero, il falafel, la moto, gli amici sinceri (sul palmo di una mano), i miei figli (tre), la beltà della tavola, il sorriso altrui, il profumo del mìo mare d’inverno, la salsiccia cruda spalmata sul pane di patate appena sfornato. Detesto le carote cotte, la falsità, il consumismo, le lusinghe, le polemiche, i permalosi. Forse perché lo sono anch’io, ma non me lo venite a dire. Detesterò anche voi. Amo scrivere, da sempre. Per questo sono diventata giornalista. Un mestiere che unisce almeno tre altre passioni: il profumo della carta, il pensiero che diventa eterno su essa, il cibo. E poi appaga la mia innata curiosità, e la passione per il bello. In senso lato. Perché potrebbe essere bello anche qualcosa di non tangibile (l’odore di arrosto che mi veniva incontro quando salivo correndo le scale della nonna), lontano dai canoni in cui si riconoscono i più (che bello il biroldo, sanguinaccio, buristo per dirla alla toscana). Per me è bello ciò che appaga. E vuoi mettere la tavola…

Riccardo Brandi (brandiacquabuona.it), romano, affronta con rigore un lavoro votato ai calcoli ed alla tecnologia avanzata nel mondo della comunicazione. Valvola di sfogo a tanta austerità sono le emozioni che trae dalla passione per il vino di qualità e da ogni aspetto del mondo enogastronomico. Ha frequentato corsi di degustazione (AIS), di abbinamento (vino/cibo), di approfondimento (sigari e distillati) e gastronomia (Gambero Rosso). Enoturista e gourmet a tutto campo, oggi ha un credo profondo: degustare, scrivere e condividere esperienze sensoriali.

Leonardo Mazzanti (mazzantiacquabuona.it), viareggino…”di scoglio” poiché cresciuto a Livorno. Da quando in giovane età gli fecero assaggiare dei vini qualitativamente interessanti si è fatto prendere da una insanabile/insaziabile voglia di esplorare quanto più possibile del bevibile enologico. Questa grande passione è ovviamente sfociata in un diploma di sommelier e nella guida per diversi anni di un Club Go Wine a Livorno. Riposti nel cassetto i sogni di sportivo professionista continua nella attività agonistica per bilanciare le forti “pressioni” enogastronomiche.

Claudio Corrieri, livornese fin nel midollo, è sicuramente molto appassionato di cibo e di vino, tanto che per vivere in sintonia con le sue passioni si è creato due isolette di sana “ipocrisia” enogastronomica dove esercitare la pratica di oste a tutto campo. Sia che lo troviate in estate al ristobeach “Lo Scoglietto” di Rosignano durante estenuanti trattative con i pescatori locali, o in inverno a Livorno presso il ristorante “In Vernice” a chiacchierare fitto con amici enofili, lo riconoscerete per quel calice rotante nella mano destra da cui non si separa mai. Ma non scambiatelo per un avvinazzato qualunque. Pensate che si è conquistato la fiducia di assaggiatori ben più seri e professionali quali sono quelli della guida dei vini d’Italia de L’Espresso! O si è trattato di una sbornia serale o veramente il ragazzo comincia a capirci qualcosa…mah, ai posteri la vinosa sentenza.

Francesca Lucchese (info@enocentrica.it), nata a Francoforte, pisana da una vita, piovuta per caso e per amore nel Chianti fiorentino. Giornalista pubblicista con in tasca il famigerato tesserino e nella penna un decennio di reportage, interviste, recensioni. Il mio gioco preferito da bambina: la Olivetti Lettera 32 di mamma. Quando mi chiedevano “Cosa vuoi fare da grande?” non rispondevo “la ballerina” ma “la giornalista”. Poi una laurea in Scienze della Comunicazione e un Master in Comunicazione enogastronomica. Amo il caffè a letto e i cruciverba senza schema. Non resisto al richiamo di una storia da raccontare. Scrivere il Food & Wine è il mio mestiere. Sempre meglio che lavorare.

Claudio Mollo (c.molloacquabuona.it), giornalista enogastronomo ed esperto in comunicazione, scrive su numerose testate specializzate italiane e straniere. Autore di libri sulla tradizione gastronomica, segue da diversi anni le evoluzioni delle nuove tendenze culinarie internazionali. Divulgatore e promotore dell’agroalimentare nazionale di qualità, collabora da lungo tempo con l’alta ristorazione, mentre per il settore vino, segue da vicino le vicissitudini dell’enologia italiana e spagnola.

Maria Lucia Nosi (nosiacquabuona.it), laureata in lingue e letterature straniere all’Università di Siena, lavora a Firenze nel settore dell’organizzazione degli eventi. Golosa fin dalla tenera età è riuscita a trasformare un piccolo vizio in una vera e propria passione. Dopo aver frequentato dei corsi di avvicinamento sui formaggi e sul vino, si è poi avventurata nel mondo dei distillati diventando assaggiatrice ANAG e approfondendo così le sue conoscenze sulla grappa e l’acquavite. Il prossimo passo? Naturalmente sarà mosso verso il mondo del whisky, o whiskey che scriver si voglia, e del sigaro.

Roberta Perna (pernaacquabuona.it), “mancata chef”, come molti dei suoi parenti ed amici la definiscono, porta oggi avanti con devozione la causa del buon vino e del cibo di qualità, legati a doppia corda alla cultura dei popoli e al turismo. Socia dello Studio Umami – comunicazione enogastronomica – è sommelier, docente in corsi di vino e giornalista di settore. Ha collaborato con Vini di Bargiornale, Euposia, Fuoricasa, Fermento Birra e Il Corriere di Firenze. Attualmente scrive per Bargiornale, Vita in campagna, Sapori e Piaceri e Gola Gioconda.

Paolo Rossi (p.rossiacquabuona.it), versiliese, laureato in lettere, lavora a Milano nel campo editoriale. Nel vino e nel cibo cerca il lato emozionale, libertario, creativo. Insegue costantemente la bottiglia perfetta, ben contento che la sua ricerca non sarà mai appagata.

Franco Santini (santiniacquabuona.it), abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri. Pian piano, da argomenti tecnico-scientifici è passato al vino e all’enogastronomia, e ora non vuol sentire parlare d’altro! Grande conoscitore della realtà vitivinicola abruzzese, sta allargando sempre più i suoi “confini” al resto dell’Italia enoica. Sceglie le sue mète di viaggio a partire dalla superficie vitata del luogo, e costringe la sua povera compagna ad aiutarlo nella missione di tenere alto il consumo medio di vino pro-capite del paese!

Lola Teale (lolatealeacquabuona.it), dopo la laurea in storia e il master “Arte di Scrivere”, si è dedicata alla traduzione dall’italiano all’inglese cercando di unire le sue passioni e origini in una cosa sola: la storia, scrittura creativa e l’enogastronomia da una parte e la lingua e cultura inglese dall’altra. Dalla fine del 2006, oltre ad avere altre collaborazioni come traduttore freelance.


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