Sagrantino Passito: invito alla meditazione
di Lamberto Tosi e Vincenzo Ramponi

Non si tratta di retorica. La degustazione di un vino come il Sagrantino Passito di Montefalco non può essere fatta per caso. C'è bisogno di un tempo dilatato per concentrarsi in questo che non è mai un assaggio banale.

E per questo, in un tranquillo dopocena, preparandoci la strada con una riserva di Rosso di Montefalco 2000 abbiamo intrapreso questo incontro con quattro Sagrantini Passiti di dell'annata 2000. I vini, gentilmente forniti dal Consorzio di Montefalco, sono stati tutti ottimi incontri, dei quali parleremo più diffusamente in seguito, ma che ci hanno piacevolmente convito ognuno in una sua tipologia differente.

Bisogna dire in premessa che lo stile del Sagrantino Passito, più uniforme nel passato, ha seguito ultimamente strade diverse, più immediate e sensibili alle tendenze del mercato in qualche caso, segno questo di una vitalità e di una ricerca che anima questo consorzio. Qualunque sia lo stile però, le caratteristiche di questo vino sono inconfondibili: dalla importante presenza di aromi terziari ai sentori di confettura, dalla possente struttura e ampiezza tannica in bocca, sempre accompagnata da una discreta dolcezza, alla lunghissima persistenza. Vino dunque da meditazione non solo come tipologia, ma anche come sostanza, che pretende il suo tempo per essere appieno capito e apprezzato. Ma passiamo alla descrizione dei vini.

Sagrantino Passito 2000 - Rocca dei Fabbri
L'aroma alcolico iniziale, subito accompagnato da profumi di prugna passa, ciliegia sotto spirito e spezie, ed il colore intenso sulle note del rosso rubino precedono un corpo ampio e una nota dolce che non copre la tannicità, evidente ma non aggressiva. In bocca si riconosce una buona coerenza con il profumo, sempre nelle note di prugna e ciliegia sotto spirito. Ritorna alla fine l'alcolicità che si accompagna con una buona persistenza. Si tratta di una interpretazione rigorosa del Sagrantino, passito, assai "vinosa".

Sagrantino Passito 2000 - Colpetrone
Il colore intenso e cupo prelude ad intensi profumi di frutta passa (uva e prugna) accompagnati da sentori di cioccolato. In bocca la nota dolce predominante (forse derivata dalla minore gradazione alcolica di questo vino 14% contro i 15,5-16% degli altri) rende la tannicità più aggraziata e rimanda a una chiara sensazione di confettura di prugne e ciliegie. La nota dolce pervade anche il finale dove l'alcolicità non contrasta mai con le note di caffè zuccherato. È la versione più accattivante di Sagrantino di questa degustazione, che risulta anche quella meno centrata sulla caratterizzazione del vitigno.

Sagrantino Passito 2000 - Antonelli
Se volete capire come si possa coniugare eleganza ed equilibrio con la tipicità delle uve Sagrantino dovete degustare questo Passito. E', a nostro parere, la versione che coniuga meglio tipicità con eleganza tra le quattro bottiglie degustate. Il colore rosso rubino profondo ci introduce a sentori eterei ma precisi di frutta rossa fresca, ciliegia nera e marasca dolce, che ritroviamo anche nel gusto con eleganza e precisione. La nota dolce che accompagna la degustazione mai stravolge le presenze tanniche morbide e l'equilibrio che si sviluppa in tutti gli aromi che incontriamo: dal mirtillo maturo alla confettura di ciliegia, fino ad una nota speziata tra la cannella ed il cioccolato amaro. La lunga persistenza consente di soffermarsi con calma alla scoperta di questi aromi. Veramente un vino di grande carattere.

Sagrantino Passito 2000 - Milziade Antano
La versione che forse più si riconosce nella tradizione del Sagrantino Passito. La tannicità è sempre presente. Il colore rosso rubino, nella media della selezione, accompagna aromi di frutta matura dove ritornano prugna passa e ciliegia secca; al gusto si scoprono aromi di mirtillo, e nel finale riappare una certa acidità accompagnata da note di cioccolato e di spezie (chiodo di garofano). Vino che dà la sensazione di avere ancora una fase di affinamento davanti a sé, per potersi esprimere al meglio.

Finisce qui la nostra breve escursione nel Sagrantino Passito e la concludiamo con una breve nota sugli abbinamenti; nonostante questo vino sia annoverato tra i vini da meditazione e come tale trovi abbinamenti solo con cioccolato extra fondente e poco altro, abbiamo voluto provare un abbinamento a diversa latitudine: una torta di grano saraceno della tradizione altoatesina nella quale sono presenti in grande quantità nocciole e che viene farcita con una marmellata di ribes rosso. A nostro parere un successo: provare per credere!

23 giugno 2004

Assaggi effettuati nel maggio 2004