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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Cronache, ricordi, assaggi, anticipazioni. Il Primitivo Artas in assaggio
di Andrea Gabbrielli

È stata una degustazione davvero interessante quella dell’Artas, il Primitivo del Salento Igt di Castello Monaci, l’azienda salentina di cui il GIV (Gruppo Italiano Vini) nel 2000 si è assicurato il 60% delle quote acquistandole dai fondatori, i coniugi Vitantonio Seracca e Lina Memmo.

Da quell’anno in poi i cambiamenti sono stati numerosi. Infatti l’ingresso del GIV – primo gruppo “forestiero” a sbarcare in Puglia con l’obiettivo di investire - ha permesso l’ampliamento della superficie vitata e l’adeguamento e la modernizzazione della cantina ma soprattutto ha assicurato a Castello Monaci una nuova solidità finanziaria oltre a più ampie prospettive di mercato. Nel corso di questi anni la strategia aziendale è stata messa a punto dimostrando con i fatti che l’intervento di un grande gruppo (le previsioni del fatturato consolidato 2007 del GIV si stimano in 300 milioni di Euro) non vuol dire né appiattimento né cedimenti sulla qualità ma estrema serietà di comportamento e qualità nella quantità. Se inizialmente la spinta all’acquisto era stata la paura della concorrenza dei vini del Nuovo Mondo a cui solo il nostro Sud sarebbe stato in grado di competere con cospicue quantità di vini a costo contenuto, nel corso del tempo e grazie anche alle conoscenze acquisite sul terreno, l’obiettivo è diventato la produzione di vino di qualità tout court.

“Il sud è pieno di vitigni importanti, di qualità moderna e competitiva – ha detto durante la presentazione l’amministratore delegato Emilio Pedron – ma fare qualità non è facile. È vero che qui la natura fa quasi sempre il suo dovere però abbiamo dovuto fare molta esperienza prima di capire come e cosa fare”. Un concetto ampliato dal coordinatore enologico del GIV, Christian Scrinzi, che ha evidenziato “È più facile fare vino in Sicilia che non in Puglia anche perché qui c’è la necessità di avere tante frigorie a disposizione durante tutto il processo di trasformazione a partire dalla vinificazione se si vogliono vini fini e armonici”.

Castello Monaci è un maniero di origine normanna, un vero château con attorno 150 ettari di vigneti totalmente meccanizzabili, nelle vicinanze di Salice Salentino e in prossimità di Lecce. Qui il clima è tipicamente mediterraneo con inverni miti ed estati calde, e una piovosità contenuta, circa 600 mm annui, tra i mesi di novembre e marzo. Negli altri mesi l’apporto idrico alle viti è assicurato dall’intensa umidità notturna ed eventualmente dall’irrigazione di soccorso, usata con cautela in considerazione dell’alta salinità dei suoli. I terreni sono per lo più pianeggianti con presenza di sabbie nate dalla frammentazione delle lastre di roccia tufacea situate ad 1 metro sotto al piano di campagna. I vitigni presenti sono primitivo, negroamaro, malavasia nera e verdeca oltre a merlot, cabernet e syrah.


La degustazione (2001-2006)

L’assaggio è stato effettuato presso l’Hotel Parco dei Principi lo scorso 15 giugno. A presentare i vini per il GIV, l’amministratore delegato Emilio Pedron e il coordinatore enologico Christian Scrinzi, con l’accompagnamento dei commenti pirotecnici di Paolo Lauciani dell’AIS. Artas è un uvaggio di primitivo (85%) e di negroamaro (15%) salvo che per il 2005, anno in cui il primitivo è stato vinificato in purezza. Quelle che seguono sono le mie note di degustazione.


Primitivo del Salento IGT Artas 2001 (Alcol 14%; acidità tot. 6,20 gr/lt; estratto 32,5 gr/lt)

È un vino frutto di condizioni meteo ottimali che hanno favorito le basse rese e uve molto sane. Ha colore granata con una vena violacea ancora accennata e profumi che vanno verso il tostato, il caffè, il tabacco scuro e la terra ma si avvertono anche sentori di frutti rossi. In bocca la tannicità è molto equilibrata e il vino è sapido, pieno e fresco. È lungamente persistente e ha una finale di frutta. È un bel vino di territorio, strutturato e longevo.


Primitivo del Salento IGT Artas 2002


Piogge concentrate nel mese di luglio e poi tempo buono sino alla vendemmia. Ha colore granata di buona intensità e concentrazione. Al naso prevalgono le ciliegie sotto spirito, le note speziate e di legno dolce. Il finale è di tabacco scuro aromatico. In bocca è caldo, la beva è piacevole e sapida, di buona intensità con un finale di frutta rossa. È un Artas molto piacevole, equilibrato, di buona intensità.


Primitivo del Salento IGT Artas 2003 (Alcol 14%; acidità tot. 6,30 g/l; estratto 39 g/l)

In primavera le gelate tardive e l’estate lunga e calda hanno dato uve sane e ricche di zuccheri. Ha colore granata con intensi riflessi violacei. Al naso è molto ricco e ha un intenso sentore di marasche sotto spirito e una leggera speziatura in finale. In bocca i tannini sono piacevolmente dolci, il vino è fresco, equlibrato, sapido con un finale concentrato tendente al balsamico. È una versione di Artas più robusta ma anche più complessa.


Primitivo del Salento IGT Artas 2004 (Alcol 14%; acidità tot. 6,00 g/l; estratti 39 g/l)

Autunno piovoso, inverno freddo e primavera mite hanno dato uve sane e ricche di zuccheri. Ha colore granata con riflessi violacei. Ha profumi fruttati, molto potenti e intensi in cui si avvertono i frutti rossi, dolcemente speziati, note di macchia mediterranea e di timo. In bocca è pieno, caldo, intenso, lungo con una tannicità elegante e armonicamente fusa con la struttura. Un grande primitivo salentino.


Primitivo del Salento IGT Artas 2005 (Alcol 14%; acidità tot 6,00 g/l; estratto 37,2 g/l)

Autunno e inverno con giusta piovosità, primavera mite ed estate secca con buona escursione termica hanno dato uve eccellenti. Ha colore granata con una vivissima vena violacea e profumi molto netti e concentrati di frutta matura e note di macchia mediterranea, inchiostro e prugna secca. In bocca è caldo, cremoso, con tannini dolci e speziati lungamente persistenti. È un vino di gran classe, complesso e potente.


Primitivo del Salento IGT Artas 2006

È un’anteprima. Ha colore rubino violaceo, molto profondo. I profumi intensi e persistenti sono fruttati, speziati con delle note molto avvincenti di confettura di more, cherry brandy, ciliegie sotto spirito, legno dolce e un spruzzo di pepe bianco. In bocca è sontuoso, caldo, cremoso, piacevole. È un vino di grande intensità ancora tutto da sbocciare.


21 luglio 2007
 
 

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