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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
I Supertuscan di Castello di Bossi. Verticali di Corbaia e Girolamo

di Riccardo Farchioni

Dopo una storia plurisecolare il Castello di Bossi, posto in un luogo da sogno nella zona meridionale del Chianti Classico di Castelnuovo Berardenga, fu acquisito dalla famiglia Piccolomini di Siena. L'abbandono della mezzadria, il conseguente spopolamento delle campagne portò ad una crisi del settore agricolo ed anche Bossi subì un lento decadimento fino all'avvento degli attuali proprietari, la famiglia Bacci.

L’azienda, nella sua veste moderna, risente della impostazione “tachisiana”, con il grande enologo che nel frattempo operava applicando la sua filosofia “internazionalista” anche a Castello dei Rampolla, nel Chianti Classico settentrionale di Panzano, seminando le premesse di Supertuscan ormai di lunga storia e gloriosa carriera. Anche qui a Bossi si traggono i vantaggi dell’eredità di vigne di cabernet sauvignon e merlot piantate quaranta anni fa e tuttora "operative", i cui frutti dal 1999 vengono gestiti dall'enologo Alberto Antonini.

Oggi Castello di Bossi, con i suoi oltre 120 ettari vitati, si identifica con Marco Bacci che, sicuro di sé ed entusiasta dei suoi vini, si sta “allargando” (anzi, si è allargato) con le altre due tenute di Renieri a Montalcino (il primo Brunello, annata 2003, arriverà l’anno prossimo ma intanto ci sono i Supertuscan Re di Renieri e Regina di Renieri) e Terre di Talamo in Maremma. E questo grazie anche alla solida prospettiva data all'azienda dalla "nuova generazione" dei figli Jacopo e Maurizio.

Il Corbaia nacque quasi come un hobby, e fino al 1993 era costituito da sangiovese, cabernet sauvignon e merlot. Il cabernet sauvignon proviene dal podere chiamato Bellavista, mentre Corbaia è il nome del podere del sangiovese. Successivamente questo vino è diventato un sangiovese al 70% con saldo di Cabernet Sauvignon. Il Girolamo è un merlot da singola vigna vecchia di quaranta anni (dalle rese bassissime, si arriva ai venti quintali d’uva per ettaro), ad eccezione del 2003, quando a causa dell'annata caldissima e siccitosa si dovette ricorrere ad un 15% di uve provenienti da impianti più giovani.

Le verticali

Corbaia

Corbaia 1985

Bel naso dolce e suadente, con punte floreali. Il bicchiere in rotazione sprigiona con grande intensità toni di frutta rossa caramellata, poi appare qualche tono più acidulo, ed emerge la foglia di tè. Il vino entra al palato con medio corpo, spinge soprattutto in acidità, aromaticamente appare un po' stanco, è acidulo ma ha buona grinta. Finale dai toni lievemente ammandorlati.

Corbaia 1988

Naso dolce e di buona intensità, nel quale emergono sensazioni di frutta rossa e nera in versione confetturata, ai quali si aggiungono toni speziati e un pochino acri. Poi, ancora, una imperiosa folata menta e liquirizia; alla fine il quadro olfattivo si assesta su un melange di bella levigatezza. In bocca si avvertono discrete pienezza e densità, ed il finale si mostra di buon carattere suggellando un quadro equilibrato e con un tannino fine e cremoso. Insomma, un bel vino.

Corbaia 1990

Bel naso fine e brillante, con limpidi sentori di fiori, frutta e spunti di liquirizia. Al palato parte con buon carattere e verve, ma un tannino piuttosto duro arriva presto a “tagliare” una beva resa comunque succosa da una acidità ancora ben presente. Lungo nel finale.

Corbaia 1993

L’olfatto è dominato da una piacevole caramella di frutta rossa, ancora elegante e fine, e da una bella componente speziata; successivamente si affaccia nel quadro aromatico una punta di surmaturazione. Bell'attacco pieno e dolce, tenuta aromatica di buon carattere, vino fresco dalla buona succosità e con un tannino un tantino "sgranato". Termina lungo.

Corbaia 1994

È il primo Corbaia senza merlot ed ha un olfatto dal fruttato maturo, di approccio dolce, fine, levigato e brillante. Naso bello ed elegante, oltre che persistente. Attacco in bocca subito fresco, dal fruttato fragrante che si propaga lungo tutta la beva. Bevibilità estrema, brillantezza aromatica, finale ampio e molto bello. Bel vino davvero.

Corbaia 1995

Naso di discreta intensità e bella eleganza, di impronta prevalentemente floreale, con spunti cosmetici. Diverso il carattere al palato dove appare compatto e concentrato, stenta a distendersi e possiede qualche tono amarognolo, esibendo comunque buona polpa. Finalmente viene fuori bene nel finale, ampio e lungo con una scia fruttata e vegetale.

Corbaia 1996

Chiuso, appare giovanile, ancora di bella finezza floreale. Si apre bene, levigato, con cenni di liquirizia e spezie. In bocca è aromaticamente fine, ma di impatto limitato ed un pochino scarno; prevale la componente acida che rende fresca una beva che però non appare sostenuta da un sufficiente corredo aromatico. Comunque termina lungo e siglato da una buona freschezza di frutto.

Corbaia 1997

Qualche spunto che ricorda il solvente sporca inizialmente un naso che successivamente si riassesta bene, rimanendo non intensissimo anche se molto levigato. Buona pienezza, qualche spigolo e tannini un po' duretti, buona acidità. Lungo.

Corbaia 1999

Per la prima volta colore molto fitto e naso profondo, opulento, dolce, molto prugnoso e con una importante componente di frutto nero (ribes e mirtillo). Bocca dolce e piena, un pochino sciropposa nella sua dolcezza. Potente e lungo nel finale.

Corbaia 2000

Frutta rossa e delicata speziatura, ampio e penetrante più che profondo, con una componente liquiriziosa e cenni di laccatura. Una entrata vellutata prelude ad un vino dolce ma non monotono, cremoso ma non ingombrante. Buono, lunghissimo, equilibrato.

Corbaia 2001

Elegante, non apertissimo, quasi austero nella sua espressione, compassato. Qualche spunto vegetale compare in un attacco pieno, concentrato ma succoso, nervoso e ancora da assestarsi per una certa invadenza delle note tostate. Bella lunghezza.


Girolamo

Girolamo1997

Al naso si avverte un frutto rosso levigato, che comprende anche il lampone, oltre a note lontane di sottobosco e tartufo; il quadro è scintillante e di bella persistenza. La bocca è snella, rabarbarosa, ed un pochino in deficit di frutto e consistenza, specialmente verso il finale. Ma aromaticamente il vino è teso e spedito, e dal tannino delicato. Lunghissime note finali di foglie bagnate.

Girolamo 1998

Quasi diametralmente opposto all’annata precedente: serioso, un pochino laccato, complessivamente poco espressivo, ma non privo di eleganza. Al palato si allarga prepotente ma rimane un pochino esile e il tannino "gratta" verso il finale. Nel finale note di foglia di tè e spunti vegetali.

Girolamo 1999

Naso inizialmente ispido e caratteriale con note cosmetiche, profondo e quasi austero. Poi si allarga su una bella eleganza e poeticità di frutto. Entra cremoso in bocca, e poi va in bellisima progressione, supportata da straordinaria setosità. Si allarga gentile e maturo finendo (come al solito) interminabile su tannini impalpabili. Un grande esempio di merlot profondamente marcato dal territorio.

Girolamo 2000

Frutta nera, liquirizia segnano un olfatto cupo e profondo nelle sue sensazioni. Al palato parte con note caldamente "fruttuose", poi si dimostra piuttosto statico, “virando” verso la confettura di frutta nera, godibile anche se non profondissima. Tannino finissimo e finale coerente e lungo.

Girolamo 2001

In un naso confetturato, con cenni di cottura ed una dolcezza un pochino superficiale: peccato, data l'annata. La bocca mostra una grande estrazione a stento governata dal nerbo acido, e in definitiva si mostra un tantino sciropposa, anche se il frutto è forse più carnoso che all’olfatto. Tannini fini e dolci, e finale lunghissimo.

Girolamo 2003

Naso solare e delicatamente laccato, se si vuole un pochino ingenuo, ma assolutamente ineccepibile. In bocca sfoggia un nerbo insospettato, una elegante speziatura, buona dinamica e tannino scintillante. In definitiva un vino molto buono.

Degustati in azienda nel dicembre 2006
Nella seconda e terza foto, Marco Bacci

3 aprile 2007

 
 

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