Viva la trafila!

Testo di Paolo Rossi
Foto di Anteo D'Angiò

L'ho trovata. Alla fine l'ho trovata. Dopo anni di ricerche una domenica, in un mercatino di robe vecchie in una piazza di Pontremoli mia moglie mi tira per un braccio e mi indica una cosa.
La osservo, la rigiro fra le mani.
È lei. Ho trovato finalmente una trafila manuale per la pasta. Bellissima. Corpo in alluminio, forme anni cinquanta, coclea e trafila in ottone. Formato: tagliatelle. Meravigliosa.
L'ho comprata al volo, per pochi euro. L'ho portata a casa, osservata, smontata, pulita, rimontata. Un oggetto d'antiquariato? Macché! Mentre la rimontavo stavo già adocchiando il sacchetto della farina!

Come chissà quante altre piccole trafile era stata abbandonata o declassata al ruolo di roba vecchia. Nelle dinamiche sociali e gastronomiche degli anni del benessere non c'è più tempo per fare la pasta in casa, e non ci sono più le conoscenze materiali diffuse per utilizzare uno strumento come questo.

Eppure questa trafila ha la lentezza giusta, il ritmo manuale ideale per far rinascere sapori altrimenti impossibili. La fissi al tavolo, impasti la farina con l'acqua, inserisci un pezzetto di pasta dall'alto, giri lentamente, e dal caldo colore dell'ottone o del bronzo vedi scaturire il prodigio di qualcosa che prima non aveva forma e adesso si è concretizzato in una dimensione alimentare.

È un oggetto tremendamente evocativo: mentre giri la manovella ripensi a tutta la storia sociale che gli sta dietro. Ai campi di grano duro del meridione, alle sorgenti dove attingere l'acqua, alle domeniche di festa, ai sughi di cacciagione, ai pomodorini appesi, ai colori forti del vino in tavola e delle cucine d'altri tempi.

La lentezza della storia, la storia di personaggi sempre rimasti in ombra: cuoche e cuochi, mogli, donne a servizio... giri la manovella ed è un continuo flusso evocativo che scaturisce dal fruscìo morbido e sordo che fa la pasta quando passa attraverso l'apertura della trafila. Intervallato dal colpo del coltello che decide la lunghezza che avrà il pezzo.

Ci sarà mai un produttore di attrezzi per cucina che riproporrà la trafila manuale per pasta? Non elettrica, manuale. Elettrica è già un mezzo controsenso. La trafila vuole lentezza e silenzio. È anche uno strumento per sognare, che diamine!

Tagliatelle di trafila ai funghi porcini

Per le tagliatelle
-Farina di semola rimacinata di grano duro
-Acqua

Per il sugo
-Funghi porcini
-Pomodoro
-Aglio
-Olio
-Sale
-Pepe
-Prezzemolo
-Nepitella

5 dicembre 2006