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Periodico di cultura enogastronomica - In rete dal 1999, per amor di terra

Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Cronache, ricordi, assaggi, anticipazioni. Dedicato al coraggio di Vincenzo Conticello
di Andrea Gabbrielli

Non vedevo il mio amico Vincenzo Conticello dell'Antica Focacceria San Francesco di Palermo da un po' di tempo, poi nell'arco di quindici giorni ci siamo incontrati un paio di volte. La prima è stata all'aeroporto Leonardo da Vinci a Fiumicino. Erano da poco passate le 7.30 e io stavo cercando qualche giornale nella libreria delle partenze nazionali prima di imbarcarmi per Cagliari. Mentre stavo leggendo i titoli dei giornali mi sento chiamare e lo vede mentre mi sorride. Ci abbracciamo da vecchi amici. Accanto a lui ci sono delle persone piuttosto robuste che dopo avermi fissato per qualche secondo e capito che non ero un pericolo, volgono lo sguardo verso l'esterno della libreria. Ci vuole poco per capire che non sono chef in trasferta. Scambio qualche parola con Vincenzo poi lui mi saluta e se ne va in mezzo a loro.

La seconda volta è stato qualche giorno fa. Ero a Marsala e mi ero recato in un bar nei pressi della Facoltà di Agraria, per mangiare un panino prima di iniziare la mia lezione. Una macchina blindata, con i vetri oscurati e il lampeggiante sul tetto, si ferma. Scende una persona che con la mano mi fa segno di aspettare mentre un altro, dopo aver attentamente osservato la strada, apre la portiera posteriore da cui scende Vincenzo che mi saluta. Un rapido abbraccio e poi di nuovo subito via, con i suoi angeli custodi.

Vincenzo Conticello ormai vive così, ventiquattro ore su ventiquattro. Non è una vita né facile né comoda e per di più ulteriormente limitata dalle procedure di sicurezza. Sembra un film ma purtroppo non lo è. Dietro quel suo sorriso c'è tensione, preoccupazione, stanchezza ma soprattutto c'è l'incertezza di chi non sa quando finirà. L'incubo ha avuto il suo apice quando dopo aver subìto ricatti e onerose richieste di "pizzo", Vincenzo ha deciso di passare all'azione denunciando i suoi estorsori. L'epilogo martedì 18 Settembre 2007 in un aula di tribunale a Palermo. Interrogato dal giudice ha detto "È lui, l'uomo con le stampelle, quello che veniva nel mio locale a fare le richieste estorsive" ha detto indicando Giovanni Di Salvo, l'uomo che più volte era andato a chiedere i soldi o a proporre mediazioni per conto del racket mafioso.

Molti cronisti hanno scritto che prima di allora erano stati rarissimi i casi in cui una vittima riconosceva pubblicamente il suo persecutore. Alla fine del processo, durato un anno e mezzo, sono stato condannati: Francolino Spadaro a 16 anni di carcere, Giovanni Di Salvo a 14 anni, Lorenzo D'Aleo a 10 anni e sei mesi mentre Vito Seidita (che ha scelto il rito abbreviato e quindi ha avuto diritto ad uno sconto di pena) rimarrà al fresco per 8 anni.

Qualcuno dei collaboratori di Vincenzo dopo la sua prova di coraggio lo ha abbandonato ma lui continua a darsi da fare. Frequento la Focacceria da sempre. È un bel posto nel centro storico di Palermo di cui ho scritto molte volte e l'ho fatto conoscere a molte persone. L'indiscussa professionalità di Vincenzo mi ha sempre permesso di fare una bella figura. Per me è stato naturale volerlo nella squadra di Sicilia en primeur nel 2003 nonostante le perplessità di chi pensava che panelle o pani ca' meusa fossero sapori troppo grevi per i sofisticati palati degli invitati della stampa estera. Invece ebbe un indice gradimento altissimo e fu uno dei motivi del successo della manifestazione.

Mi piace ricordare la sua capacità di fronteggiare le situazione più difficili come quando a Pechino, in occasione di una manifestazione sui vini siciliani, la dogana cinese bloccò tutto l'occorrente (ricotta, canditi, ecc.) per preparare la cassata e i cannoli per la cena di gala a cui avrebbero partecipato più di cento invitati. Vincenzo non si perse d'animo e con la sua squadra riuscì a convincere quelli della manutenzione dell'albergo (una vera e propria impresa farsi comprendere) a segare un grosso tubo di rame utilizzandolo per dare la tipica forma cilindrica alla scorza dei cannoli. Ma la cosa più complessa fu creare la ricotta, preparazione del tutto sconosciuta nel Paese orientale. Nonostante le numerose difficoltà di ordine caseario da risolvere, alla fine sui tavoli arrivarono sia i cannoli che una cassata molto ben decorata farciti di un fantasioso succedaneo creato ad hoc che piacque molto. Conticello e la sua squadra furono molto applauditi.

L’Antica Focacceria San Francesco nasce nel 1834 anche se suo nome attuale risale al 1902. I fratelli Conticello sono la quinta generazione che gestisce l’attività che fa partte dei Locali Storici d’Italia. Il menù è composto dai piatti della tradizione gastronomica popolare siciliana: dalla pasta con le sarde alla focaccia schietta e maritata allo sfincione al pani ca’ meusa. Cannoli e cassate completano il pasto annaffiato dai migliori vini siciliani. Prezzi modici, tavoli all’aperto e apertura sino a notte inoltrata. Se passate per Palermo il mio consiglio è di farci un salto per assaggiare le mille specialità della cucina siciliana. Rimarrete soddisfatti. Non sarà solo un pranzo o uno spuntino ma anche un gesto di solidarietà. Vincenzo Conticello e il suo staff se lo meritano.

Antica Focacceria San Francesco
Via E. Paternostro, 58 Palermo. Tel. 091 320264

Nella immagine: Vincenzo Conticello con Ines Aronadio, dirigente dell'Istituto per il Commercio Estero, nella Città Proibita (Beijing)

16 aprile 2008

 
 

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