La cucina d'avanguardia:
tra piatti surreali e sapori indefiniti ...
di Stefano Buso (s.buso
acquabuona.it)
Siamo nella trincea del gusto, difendiamo la qualità ed il diritto
sacrosanto di affidare la cucina, quindi anche la ricerca gastronomica,
a personaggi che hanno molto da dire oltre che da dare, con la loro
professionalità e la loro voglia di stupire...
Parlando
di "preparazioni d'avanguardia" a tavola, per dare all'argomento
una giusta connotazione tecnica, vi dirò che assistiamo sempre
di più al tentativo di creare piatti ed accostamenti di pura
ricerca, creando sperimentazioni di gusto estremo, quasi "cult",
ed elaborazioni che partono dalla cucina regionale locale per poi fondersi
con la cucina Fusion o d'Avanguardia creando anche filoni originali
ed autonomi, come quella concettuale e molecolare proposta dallo chef
catalano Ferran Adrià. La cucina si trasforma in un vero
e proprio campo di battaglia, dove ogni ingrediente appostato stoicamente
in trincea, difende le proprie origini, denominazioni e gusto primordiale
ma alla fine dovrà cedere sotto i colpi di baionetta (ergo coltello)
del cuoco "alternativo" e creativo, che darà poi luce
a piatti sicuramente meritevoli d'esser gustati. Si cerca di magnificare
gusti decisi ed improbabili, tra il vago e l'incerto che andranno a
far parte d'un universo del gusto creativo, dove non c'è posto
per chi ama i soliti gusti, le solite minestre, i soliti ingredienti
ma bensì per persone che amano sentirsi avvolgere da sensazioni
culinarie estranee, nuove ma buone, che appagano sensi come il gusto
e l'olfatto e la vista.
Lo
chef Catalano Ferran Adrià, uno dei più grandi cuochi
al mondo, con il quale ho tenuto un recente ricco scambio epistolare,
per arricchire le mie conoscenze gastronomiche, mai e poi mai smette
di stupire con i suoi piatti ed idee, che sono vera energia innovazione,
shock, arte! Ferran Adrià è uno sperimentatore della cucina
concettuale e di quella molecolare e nei suoi ristoranti, come El
Bulli di Cala Montjoy o nei Fast
Good di Madrid, propone un nuovo modo, non solo di mangiare,
ma anche di avvicinarsi all'elemento cibo, una sorta di contatto multidimensionale.
Ferran
Adrià, parlando del suo lavoro afferma: "Di solito, nelle
interviste che mi fanno, sono considerato il pioniere e il massimo rappresentante
della cucina molecolare, quando in realtà io non lo ho mai affermato
e neppure considero la mia cucina "molecolare"; per dissipare
ogni confusione voglio ora dire la mia opinione a proposito e premetto
che ho il massimo rispetto e ammirazione per il lavoro degli scienziati,
che, nel corso degli anni, hanno saputo realizzare un lavoro di enorme
serietà, e questo è un altro motivo per cui non si banalizzi
tale impegno con affermazioni superficiali. Il termine cucina molecolare
viene spesso affiancato con gastronomia molecolare; fin dal 1980 una
serie di scienziati affezionati alla gastronomia (N.Kurti. H.McGee e
H.This) iniziarono ad interessarsi ai processi chimici e fisici che
si producevano in cucina; si trattava di un movimento che si prefiggeva
di spiegare il perchè di queste reazioni a cui appunto si diede
il nome di "gastronomia molecolare". Ma la cucina in un certo
senso è di più, è un'altra cosa. Tanto è
vero che scrivendo la "Sintesi della nostra cucina", un solo
punto su 23 era dedicato alla ricerca scientifica. Ciò detto,
se qualche cuoco desidera qualificare il suo lavoro come cucina molecolare
è libero di farlo. Però insisto, non è il nostro
caso"
A volte, se la ricerca culinaria è attuata con tecnica e con
decisa e comprovata professionalità, si arrivano a realizzare
piatti certamente importanti e di qualità. Grazie a personaggi
come il creativo Ferran, la cucina vive un periodo illuminato e di indubbia
attenzione! Più volte, nei miei pezzi, ho affermato che la cucina
intesa come sottile e qualificata ricerca per implementare la qualità
della vita umana non deve mai essere statica ma sempre in itinere. La
capitolazione del gusto avviene sempre e in ogni caso, quando mentalmente
ci fossilizziamo su sapori scontati. Personaggi planetari come Ferran,
ci infondono speranza e stima, ecco perché di lui e della sua
arte magnifica ho voluto parlare nel mio libro e tra le pagine di AcquaBuona.
9 giugno 2006
Immagini tratte da www.elbulli.com e www.lomejordelagastronomia.com