Wine tasting d'autore a Venezia

di Riccardo Farchioni, nostro inviato

Venezia, 25 settembre 2006. È il primo vero giorno d'autunno, e c'è anche un accenno di acqua alta che mette in fila indiana i turisti sulle passerelle di legno, ma che fa andare quelli che hanno fretta a piedi nudi nell'acqua di Piazza San Marco. A poche centinaia di metri c'è l'Hotel Monaco & Grand Canal, che non è nuovo nel prestare le sue sale ad eventi di tipo enogastronomico (vedi la presentazione della Guida Ristoranti dell'Espresso di un paio di anni fa).

Qui si è svolta la decima edizione del "Wine tasting d'autore", ossia la degustazione di una selezione dei vini importati e/o distribuiti dalla Cuzziol Spa, importante agenzia con target medio-alto che non esclude dai suoi interessi la birra (60 etichette) e i prodotti alimentari di qualità. Oltre all'Italia, molta Francia, ed in particolare molta Borgogna nel "portafoglio" (900 etichette) di una realtà nata cinquant’anni fa, quando Renzo Cuzziol e signora aprirono il loro negozio di alimentari, e cresciuta prepotentemente nel corso degli anni uscendo dal suo territorio d'origine, il Triveneto, per diventare un importante soggetto nazionale che vede oggi al vertice i fratelli Giuseppe, Maria Grazia e Luca.

Un appuntamento, questo veneziano, organizzato con cura; vi si respirava quella rinfrescante aria di internazionalità che questo tipo di eventi sa far circolare, consentendo confronti culturalmente proficui fra territori accomunati dal "blasone" ma naturalmente diversi nelle espressioni della loro viticoltura. E, il che non guasta, arricchito dalla competenza di operatori abituati ad andare al di là di una regione o di una nazione, non per rinnegarli, ma per comprenderli più profondamente.

Di seguito, suggestioni sparse.

Francia - Borgogna

Les Héritiers du Comte Lafon
17 sono gli ettari di proprietà di Dominique Lafon che inizia in questo lembo meridionale di Borgogna la sua attività nel 1999, esponente della quinta generazione in una attività iniziata nel 1865. Biodinamico.

Mâcon Milly-Lamartine Clos De Fur 2004

Naso elegante e di impianto maturo, pervaso di toni mielati e di agrume dolce. Pienezza ed acidità si bilanciano a configurare un quadro equilibrato e di bell'assetto formale. Beva invitante e finale ancora agrumato anche se più asprigno.

Daniel Dampt
Nel cuore della Borgogna dello Chablis, 27 ettari di cui 13 classificati Premier cru.

Chablis 2005

Naso "appuntito", mentolato, ancora piuttosto chiuso. In una bocca grassa una bella e tranquilla progressione conduce verso un agrume pulito che nel finale lascia nel palato sensazioni di grande piacevolezza.

Vincent Girardin
Esponente dell'undicesima generazione di vignaioli della sua famiglia, inizia nel 1982 con soli due ettari di vigna ai quali aggiunge alcune parcelle quando il padre si ritira dall’attività, arrivando a sette ettari. Sei Grand cru ed altrettanti Premier cru "bianchi" nella Côte de Beaune. Tre i vini rossi nella Côte de Nuits, un Premier cru e due Grand cru.

Beaune 1er Cru Vignes Franches 2002

Il frutto è in primo piano, ed è esposto con dolcezze non prive di qualche ingenuità; la bocca, invece freschissima, tende a serrarsi nel finale lasciando qualche sensazione asciugante.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Morgeot 2003

Naso segnato da toni affumicati e palato di buona compattezza che, seppur di svolgimento non travolgente, sa esprimere una potenza non trascurabile. Si intravede un leggero spunto ossidativo ma la chiusura è bella, larga e matura nei toni.

Puligny-Montrachet 1er Cru Vielles Vignes 2003

Un naso levigato e raffinato esprime una frutta gialla fascinosamente trasfigurata. Una partenza fresca e gagliarda preannuncia una beva che procede scattante e termina con un bel finale rinfrescante.

Echézeaux Grand Cru 2004

Un carattere floreale di esemplare eleganza, penetrante e di grande persistenza, configura un naso di grande seduzione. Vellutato al palato, conserva una trama ampia e ariosa fino ad un finale leggermente addolcito.


Domaine Dujac
È fra le new entry della Cuzziol. Fra i possedimenti dell'azienda, cinque Grand cru: Clôs-de-la-Roche (1.95 ettari), Clôs-Saint-Denis (1.47 ettari), Charmes-Chambertin (0.8 ettari), Echézeaux (0.69 ettari), Bonnes-Mares (0.43 ettari). Anche qui, minimizzazione dell'uso di sostanze chimiche in vigna e pratiche biologiche/biodinamiche.

Morey-St.-Denis Village Rouge 2004

Naso intenso ed estroverso, con suadenti profumi di rosa e fragolina di bosco. Toni vegetali e liquiriziosi si avvertono accentuati in una bocca.dalla chiusura piuttosto rapida.

Gevrey Chambertin 1er Cru Aux Combottes 2004

Menta, liquirizia e frutta di bosco lieve vengono presentati con eleganza assoluta e seducente ed affiancati lentamente da sensazioni di incenso. Ancora eleganza e fascino in un palato di grande vitalità, snello e amplissimo, dal finale invasivo. Che bel vino!

Domaine Robert Arnoux
Raccolto attorno al villaggio di Vosne-Romanée ed "operativo" fin dal 1858, vanta tre Grand cru (Romanée-St.-Vivant (0.35 ettari), Clos de Vougeot (0.45 ettari) ed Echézeaux (0.95 ettari)) oltre a cinque Premier cru.

Vosne-Romanée Village 2004

Naso profondo, anche un pochino ombroso, che si esprime con buona dolcezza e senza grandi clamori. Beva piacevole, con un frutto espresso con bella eleganza.

Echezeaux Grand Cru 2001

Inizialmente scorbutico e con qualche tono vegetale e di erbe aromatiche sopra le righe, il naso si ricompone rapidamente diventando levigatissimo, profondo, di impeccabile eleganza, persistente. Conturbante e seducente in una bocca decisa, delicatemente liquiriziosa, che esplode letteralmente fino ad arrivare ad un finale interminabile. Assaggio eccellente.


Fery-Meunier
Dal nome dei soci, accomunati naturalmente dalla passione per il vino, comprende quindici denominazioni ottenute da vigneti propri, ed altre dieci denominazioni da uve conferite. Il Savigny è classificato Premier cru, mentre Grand cru sono il Clôs du Vougeot e lo Charmes-Hambertin.

Côte de Nuits Villages 2002

Ad un olfatto fine e pungente, segue una bocca viva e freschissima, quasi agrumata.

Hautes Côtes De Beaune Rouge 2003
Un naso franco anche se piuttosto semplice trova il suo seguito in un palato dal fruttato piacevole e dalla trama serrata.


Jean-Jacques Confuron
L'attuale gestione, di Alain e Sophie Meunier, ha avuto inizio nel 1988. Un vino è classificato Premier cru (il Nuits Saint Georges Les Chauboeufs) e due vini Grand cru: il Clôs du Vougeot ed il Romanée St. Vivant. Entrambi problematici, dobbiamo dire, gli assaggi. Il Nuits-Saint-Georges Les Fleurières 2003 possiede un naso poco borgognone, concreto e "concentrato". Al palato colpiscono i toni molto maturi del quadro aromatico. Per quanto riguarda il Côtes De Nuits Villages 2002 ci fermiamo all'esame olfattivo, che sconta pesanti toni surmaturi.


Domaine David Duband
Formatosi alla Scuola dei vini di Borgogna di Beaune, nel 1993 comincia a lavorare nella azienda del padre e due anni dopo ne prende il completo controllo. Al suo attivo, due Premier cru (Nuits St. Georges e Gevrey-Chambertin) ed un Grand cru (Echézaux).

Gevrey-Chambertin 1er Cru Les Evocelles 2004

Naso marcato da spunti metallici, e bocca scorrevole e fresca, venata da sensazioni vegetali ma anche fine e penetrante. Grande bevibilita e bell’allungo finale.

Nuits St. Georges 1er Cru Les Proces 2004

Un Borgogna piuttosto "maschile" nei toni, che espone un fruttato prepotente e non privo di qualche spunto acre. Dopo una partenza un pochino incerta la beva si fa fresca e decisa, mettendo in evidenza piu potenza di frutto che autentico charme.


Domaine Comte Armand
"Biodinamico" fin dalla fine degli anni ottanta, questo Domaine si identifica con un vino, il Pommard 1er Cru Clos des Epeneaux, frutto di un vigneto di 5.23 ettari che risale alla fine del settecento, piantato ad altissima densità (12500 piante per ettaro) e diviso in parcelle di età omogenea.

Pommard 1er Cru Clos des Epeneaux 2000

Finissimo, delicato e intriso di una rosa seducente, propone poi una bocca cedevole e delicata, di estenuata bellezza, che riserva però per un finale di grandissima ampiezza una insospettata ed improvvisa grande e coinvolgente energia. Molto bello.


Francia - Bordeaux

La proposta bordolese pesca nell'ensamble di Chateau che risponde al nome di Vins et Vignobles Dourthe: 230 ettari complessivamente, vini firmati da Michel Rolland.


Chateau Pey La Tour
Ubicato a nei pressi di Bordeaux, nel villaggio di Salleboeuf, possiede 142 ettari piantati in prevalenza a merlot.

Bordeaux Superieur Reserve du Chateau 2003

Costituito da 75% di merlot, 15% cabernet sauvignon e poi cabernet franc e petit verdot esprime un frutto con ostentazione ma anche con innegabile eleganza e intramezzato da venature vegetali, terrose e di liquirizia. Al palato tende a cedere verso un approccio più facile, di maturità anche un tantino aggressiva. I tannini sono di finezza straordinaria.

Chateau Le Boscq
18 ettari nella denominazione Saint Estèphe, nel Médoc. Prevalenza merlot nei vigneti posti alla sommità di una collina che guarda l'estuario del fiume Gironde.

Saint-Estèphe 2003

Ottenuto da merlot (60%), cabernet sauvignon (27%), e una buona percentuale di petit verdot (10%), sfoggia un naso ampio ed elegante, ed una beva equilibrata che non va sopra le righe basandosi sulla godibilità di un frutto maturo. Ancora tannini molto fini.

Per finire, l'Essence de Dourthe 2002. otto ettari selezionati dalle denominazioni Saint-Estèphe, Pessac-Léognan, Haut-Médoc: 6000 bottiglie in tutto il mondo. Naso dolce e maturo, bocca pastosa e vellutata: la quintessenza del vino "piacione".


Chateau Marsau
Non fa parte della famiglia Dourthe, ma il responsabile è lo stesso, ossia Jean-Marie Chadronnier. Otto ettari di vigneto.

Bordeaux Côtes de Francs 2003

Levigato, anche pungente, in difinitiva elegante al naso; parte subito deciso e concentrato al palato, dove la iniziale bella finezza va modificandosi fino ad arrivare ad un finale di piacevolezza più scontata.


Francia - Alsazia

Marcel Deiss
Fondata da Marcel, l'azienda è oggi gestita da Jean Michel, e conta su 27 ettari suddivisi in 9 comuni. Tre Grand cru costituiscono il top della produzione. La moglie di Jean Michel possiede una sua propria azienda: abbiamo assaggiato il suo Nature 2004, vino da agricoltura biodinamica, di grande piacevolezza gustativa.

Engelgarten 2001

All’olfatto di questo complicato blend (riesling, pinot grigio, beurot, muscat e pinot nero) inizialmente si avvertono preponderanti toni idrocarburici, poi un frutto maturo a sua volta contrastato da un agrume più acuto; il quadro che ne risulta è indubbiamente affascinante. Stesse sfaccettature si scorgono in un palato pastoso e in un finale che invade prepotente la bocca.

Rotenberg 2002

Blend di riesling e pinot grigio, ha colore giallo carico, e mostra un approccio basato sulla dolcezza e maturità del frutto: albicocca, miele, frutta secca esposti con prepotenza e insistenza, appena sfumati da sfumature fumé. Potente in bocca, è anche innervato da una evidente spina acida e nella componente aromatica si evidenziano maggiormente sentori apportati da muffa nobile; finale dalle belle sensazioni di agrumi canditi.

Riesling Gran Cru Schoenenbourg 2001

Naso elegante e di grande impatto, vede competere e rincorrersi l'agrume maturo e le sensazioni di idrocarburi, gli spunti floreali di iris e la marcatura minerale. Poesia pura al palato, dove esplode ma mantenendosi equilibrato e perfettamente bilanciato nelle sue componenti. Beva vellutata e scorrevole, finale interminabile.


Germania – Mosella

Weingut Heymann-Loewenstein
Terroir ideale per grandi Riesling: questa è la Mosella, dove gli acini hanno fino a 160 giorni per maturare "a fuoco lento", nei vigneti piantati su ripidissimi terrazzamenti.

Schieferterrassen 2005

Al naso domina la nota penetrante di pompelmo che si conferma in una bocca freschissima e cremosa.

Der Uhlen 2005

Questo 1er Cru, Il "Montrachet della Mosella" sfoggia un naso persistentissimo, fatto di agrumi, pesca bianca e pera Williams. La bocca ha qualcosa di cedevole che conferisce ariosità alla beva, e al contempo una ostinata linea aromatica, complessa e piacevole anche perché arricchita da affascinante mineralità.


Spagna

Belandrade y Lurton
Didie Belondrade è francese, ma il suo vino è spagnolo. Nasce nella regione del Rueda, a Nord-Ovest di Madrid, poco lontano dalla Ribera del Duero. Nelle vigne esclusivamente l'autoctono verdejo e due vini, uno maturato in acciaio e uno che soggiorna otto mesi in barrique.

Rueda Superior 2005

Scorza di limone ed erba tagliata sono i profumi che più netti risaltano in un naso di bella intensità. Fresco e spedito in bocca, non nasconde bello spessore e chiude con un finale rinfrescante.

Quinta Apolonia 2005

Toni garbati del rovere si avvertono ad accompagnare profumi suadenti di agrumi maturi e frutta esotica. Molto grasso e pastoso, mostra in bocca una partenza ricca di spunti terziari che si stemperano nel prosieguo della beva. Finale di nuovo fruttato.


Bodegas Leda

Il territorio è quello della Ribera del Duero, ma i vigneti dai quale si trae il Viejas Viñas (14 ettari tutti oltre i 50 anni, alcuni prefillosserici) sono situati in parte nella zona di Valladolid e in parte in quella di Zamora, fuori dall'area della DOC. I vini sono “curati” da Mariano Garcia, enologo per un paio di decenni presso la “mitica” Vega Sicilia.

Mas de Leda 2003

Naso sfumato, fruttato e speziato, non privo di qualche rimando vegetale. Al palato ha nerbo e un carattere che riesce ad imbrigliare gli apporti aromatici del legno piccolo dove soggiorna per diciotto mesi. Se la tensione della beva è la sua maggior virtu, d'altro canto si avverte qualche dolcezza di troppo.

Viejas Viñas 2003

Colore cupo e naso profondo, senza toni facili, caldo e coinvolegente. In bocca maggior dolcezza e e grande pastosità ma anche una chiara spina acida. Tannini imponenti.

Italia

Armando Parusso
Siamo tra Castiglione Falletto e Monforte d’Alba, in località Bussia: 20 ettari di vigneti situati nelle aree di Bussia, Ornati, Le Coste, Mariondino e Villero. L’azienda è arrivata alla quarta generazione di vignaioli. Sorprendente il Barolo 2003, sentito qui in anteprima, che non sembra risentire dell'annata esprimendosi ampio e lieve, pressoché privo di appesantimenti nell'espressione aromatica, anche se non sfugge ad una certa immaturità dei tannini.

Barolo Riserva Vigne Vecchie del Mariondino 1999

Vino che si pone tranquillamente al livello dei migliori Borgogna assaggiati nella giornata: straordinaria eleganza e profondità comunicate in modo esplicito e diretto, ed impreziosite da seducenti note di sottobosco e cedro. Al palato è coinvolgente ma anche lieve, dall'espressione netta e dall'andamento di beva inarrestabile.

Barolo Bussia 2001

Dopo la Riserva 1999 questo Bussia esprime un quadro ricco di sensazioni, ma meno focalizzate e comunicate con più timidezza. Al palato appare meno teso, più orizzontare e planante, e un tannino importante segna il finale di beva con una decisa serrata, per poi ritirarsi e lasciare spazio ad un delicato finale.


Podere Forte
110 ettari (fra vite e ulivo) nell'incantevole contesto della Val D'Orcia, a sud di Siena. Due vini a monovitigno sangiovese (uno, il Petruccino, dall'ottimo rapporto qualità prezzo) e il blend Guardiavigna che oltre a sangiovese comprende cabernet sauvignon e franc, e petit verdot.

Petrucci 2004

Sangiovese in purezza che soggiorna diciotto mesi in legno nuovo, alla data dell'assaggio è imbottigliato da poco, sconta al naso una certa invadenza del rovere, esprimendo comunque un bel frutto rosso ribadito in un palato scorrevole che si conclude con tannini di bella qualità.

Guardiavigna 2004

Naso ampio e profondo che riesce a trasmettere in modo arioso una potente componente fruttata. Concentrato e levigato in bocca, termina con straordinaria ampiezza. Molto buono.


Tenuta di Trinoro

Siamo al confine fra Toscana e Lazio: non c'è un acino di sangiovese (semmai cesanese e uva di Troia) nei vigneti ad altissima densità (10000 piante per ettaro) e dalla resa bassissima (40 quintali per ettaro) di questa azienda dai vini introvabili e concupiti, ottenuti con prevalenza di merlot, e poi con cabernet sauvignon e franc, e petit verdot a completare. Nel Cupole sono compresi anche cesanese e uva di Troia. La vendemmia si è svolta, nel 2004, durante la prima metà di novembre.

Cupole 2004

Ottenuto da 60% di merlot, 25% di cabernet franc, e poi da cabernet sauvignon, petit verdot, cesanese e uva di Troia, sfoggia un naso sorprendente: lieve arioso, dagli spunti delicatamente floreali. Anche in bocca è leggero e di grande ampiezza. Vino molto piacevole.

Tenuta di Trinoro 2004

Trecento bottiglie in Italia di questo vino dal naso elegantissimo e di bella profondità, con il frutto trasfigurato dei migliori Bordeaux. Peccato che in bocca si piombi in una ben più concreta realtà fatta di note calde e confetturate espresse su di un supporto pastoso e in definitiva un pochino ripetitive.

Per concludere, due “bollicine” di grande piacevolezza. Il Brut Millésime 1996 di Bruno Paillard ha naso affascinante, dove i toni preponderanti di crosta di pane e lieviti vengono completati in un palato vivo e di grande nerbo, ma allo stesso tempo di consistenza carezzevole. Di Champagne Monmartre, piccola maison conduzione familiare (17 ettari quasi tutti catalogati Premier cru, 150 mila bottiglie prodotte) sentiamo il Brut Carte Blanche 1er Cru, dal naso delicato ed austero, più comunicativo in una bocca fresca, agrumata e di grande persistenza finale.


Nella foto riferita a Weingut Heymann-Löwenstein, Cornelia Heymann-Löwenstein e Reinhard Löwenstein


8 ottobre 2006