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Periodico di cultura enogastronomica - In rete dal 1999, per amor di terra

Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Val Senales, un piccolo mondo oltre la galleria

di Luca Bonci

Non è certo la più sperduta delle valli alpine, anzi, gode di una certa notorietà, ma sarà perché è comunque una valle chiusa, sarà per la pur comoda galleria che la separa dalla Val Venosta, sarà per il carattere dei valligiani, il fatto sta che in Val Senales persiste un fortissimo senso di ruralità.

Ruralità e rispetto per se stessi, come si capisce subito da un veloce sopralluogo. Nonostante la valle chiuda su un ghiacciaio e un comprensorio sciistico abbastanza sviluppato, solo al termine della strada, a Maso Corto, si nota il tipico sfruttamento legato alla presenza delle piste: una grossa funivia, impianti sui versanti e un brutto contenitore moderno di miniappartamenti. Fino a quel punto, lungo i 25 chilometri della strada, gli unici impianti in vista erano quelli che collegano gli alpeggi sempreverdi al fondovalle, che portano in su viveri e suppellettili e, in direzione opposta, i contenitori di acciaio inox colmi di gustosissimo latte, pronti per essere svuotati nelle cisterne della locale centrale.

Una vita contadina, arricchita certo dall'agriturismo, ma che non sembra rinunciare ai propri riti o adattarsi troppo ai comodi del turista-forestiero-invasore, presenza gradita, ma nei giusti limiti.

Questa è stata l'impressione che ci hanno dato Heidi e Reinhard, padroni di casa del maso Pifrailerhof, nei pressi di Certosa/Karthaus. Maso abbastanza imponente, ben curato come sempre da queste parti, ma per nulla lezioso, anzi, diremmo essenziale. Appena vi arrivi non puoi sbagliarti, l'odore è quello della stalla, qui non troveremo il latte nella caraffa appena riempita dalla busta di tetrapack. È Reinhard che cura le bestie, e Heidi che cucina, per la famiglia, dai figli alla vecchia nonna che di tanto in tanto spunta dalle sue camere, e per gli ospiti. Cibo abbondate e proprio come a casa vostra, anzi a casa loro, visto che il menù sembra lo stesso per tutti gli abitanti della casa. Ma certo, non deve neppure essere difficile fare piatti gustosi, visto che dal latte al formaggio, dalle uova, alla carne, dal pane agli ortaggi, quasi tutto quello che mangerete al Pifrailerhof, ha origine proprio lì. E il pensiero va a quelli alberghi di lusso che qualcuno ha il coraggio di catalogare come agriturismi, in Toscana ce ne sono a iosa, dove l'unica autoproduzione che possa giustificare l'appartenenza al genere è magari quella di vino, servito a caro prezzo sulla tavola.

Certo, Pifrailerhof non è di lusso, e la vita va accordata ai tempi della terra, cena e poi a nanna, specialmente di inverno, quando il maso non apre le ampie sale estive e la gasthaus dove viene servita la cena è l'unica stanza comune dove passare un po' di tempo, senza TV... naturalmente!

Una buona occasione per leggersi un libro, o per farsi delle belle dormite e alzarsi al mattino presto, che le cose da vedere nei pressi non mancano, come la bella chiesina di Madonna di Senales (poco fantasiosa tradizione di Unser Frau in Schnals, ovvero Nostra Signora di Senales). E più che la chiesina, una piacevole ricostruzione barocca di uno dei più antichi santuari del Sud Tirolo, è da vedere il piccolo cimitero che la circonda. Foto in bianco e nero, abiti tipici ed espressioni di altri tempi, se non... se non che guardando le date vi accorgerete che non si tratta di vecchie sepolture, ma anzi, che sono in gran parte molto recenti, quasi che nell'immagine dei defunti le espressioni dei valligiani non siano cambiate da un secolo a questa parte.

Una ruralità che è anche religiosità condivisa e mantenimento delle tradizioni più legate a culti antichi, forse intrecciati a residui pagani, come si nota dalla scritta a gesso sopra la porta della stalla, che indica il passaggio dei magi che, nella notte dell'Epifania, vagano da maso a maso per portare la benedizione del fumo santo e la protezione per bestie e fedeli.

E dietro alla porta così santificata la più varia e affollata piccola stalla che abbia mai visto: mucche, pecore, maiali, capre, cavalli... tutti insieme a farsi caldo come nella mangiatoia della natività.

28 marzo 2008

 
 

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