Grandine!

Dal gelo un caldissimo sangiovese: La macerazione pre-fermentativa a freddo
GoWine: Presentato il concorso letterario "Bere il territorio"

Per chi suona la campagna

Varietà autoctone del Valdarno Superiore: prime microvinificazioni

E fu prezzemolo per tutti

Vino e olio pugliesi a Castel del Monte

Una lezione di onestà
Alla ricerca del vino e dell'olio perduti

Progetto Piattaforma Ampeleografica

Anteprima 2002 - I Vini della Costa Toscana

Con gli olii alla rivoluzione

La voglia di cambiare

Ceppi di lieviti "autoctoni" per il Chianti

Il bastone senza carota

Il derby del vino

35^ Vinitaly: un primo bilancio

Bianchi di Montagna

Highlight di Toscana: i grandi si presentano

Sommeliers in Polonia

Il Poggio alle Gazze se ne va...

Cosa brilla nella paglia?

Il vino rosso difende dalle malattie cardiovascolari

Chi ha incastrato l'abboccato?

Occhio di falco

Il Treno Toscano delle Dolcezze

Presentato il progetto Enoturismo.it

Con certi pesci bevete il rosso!

L'AcquaBuona premiata a San Miniato

Dal mangiarbere giudizi meno altezzosi

Vini da poveri?

Affluenza record al Wine Festival di Merano

Ancora pareri sulla "DOC Toscana"

Alba: vino e internet a Go Wine

Due anni di AcquaBuona

Vini lucchesi all'Enoteca la Brilla

Introduzione alle Colline Lucchesi

Incontrare Veronelli: prima e seconda parte

In archivio


Würzburg e i vini di Franconia

Da che cosa traeva l'ispirazione Wolfgang von Goethe se non dai vini di Franconia? Si narra che il poeta avesse una particolare predilezione per i vini prodotti nelle verdi colline di questa regione della germania centrale. Nel 1821 ne ordinò ben 900 litri, di cui 192 in sole dieci settimane, e sembra proprio che se li bevesse tutti lui!

Le ampie estese vitate testimoniano tuttoggi la vocazione vinicola dell'area e, anche se i 35.000 ettari raggiunti nel 15esimo secolo non sono ormai che un ricordo, gli ultimi decenni hanno visto un deciso rilancio della produzione, anche grazie al saggio intervento pubblico che ha sovvenzionato il reimpianto di migliaia di ettari di vigne. Würzburg è la capitale amministrativa della basa Franconia e la capitale economica e spirituale dei FrankenWein. La città, cresciuta intorno al fiume Meno, unisce l'interesse enologico a quello storico e architettonico: bella la sovrapposizione di stili, dai resti medievali, al gotico e al barocco delle chiese, alle decorazioni rococò di molti edifici. E non si può non notare la vocazione vinicola, vista l'immensa vigna che ricopre completamente la collina posta a nord-est del centro. Bianchi sono i vini di Franconia (il 90% della produzione) e tipica la bottiglia tondeggiante riservata alla produzione di pregio, la cosidetta Boksbeutel che, nonostante non lo dimostri, contiene i soliti 750 millilitri. Non tutta la produzione va però nelle tozze bottigliette e molto diffuse sono anche delle assai anonime bottiglie da un litro, che soddisfano il forte consumo locale. Sì, perché in Franconia i tedeschi smentiscono un po' la loro fama, e non sono poi così comuni le gigantesche pinte di birra che altrove costituiscono la bevanda nazionale. Tra i vitigni il più tipico è il sylvaner, tanto che è spesso usato come sinonimo di FrankWein, anche se ad oggi la palma del vitigno più diffuso spetta al müller thurgau, forse per la maggior facilità di beva che questo vitigno fresco e aromatico dà ai propri vini. Abbiamo poi riesling, traminer, ruelander, rieslaner, kerner, ecc.

Molte uve quindi, e anche varie tipologie di vino. Secco (troken) o semisecco, più o meno selezionato. Tralasciando i vini di largo consumo abbiamo i Kabinett, con almeno 10 gradi alcolici; gli Spätlese, ossia i prodotti di vendemmie ritardate che diano un vino di almeno 11,4 grad; gli Auslese, che superano i 13,8 gradi e vengono prodotti da vigne selezionate e, infine, i Beerenauslese e Troken Beerenauslese, che provengono dalla selezione di uve surmature e botritizzate e che superano i 17,7 gradi il primo e i 21,5 il secondo che, essendo secco, ha svolto una completa fermentazione.

Insomma, veramente una gran varietà che abbiamo avuto modo di assaggiare in parte, in una bella degustazione tenutasi all'interno di ... un ospedale! Sì, un vero ospedale, funzionate e attrezzato, dove si offrono cure mediche ai piani superiori e belle bevute in cantina. A parte il contrasto che qualche salutista eccessivo potrebbe trovare tra il consumo d'alcol (moderato) e le finalità di un nosocomio, tale accoppiamento non è poi così strano nella zona. Infatti gli ospedali erano nel passato retti da beneficienza e donazioni e, in alcuni casi, si autofinanziavano anche con la produzione enologica. Questo è proprio il caso del Juliusspital, fondato nel 1576 da Julius Ecther, vescovo e principe di Würzburg. Scendiamo così nelle cantine di questo ospedale per trovarci in un ambiente veramente impressionate: lunghissimi corridoi in cui botti di tutte le età e tutte le dimensioni (dagli 80 hl ai 300 litri) si allineano sui due lati. Botti di rovere di Slavonia, nuove e anche molto vecchie, una è del 1899, funzionati o meno, alcune decorate con bellissimi altorilievi. Sfiliamo in questi lunghi corridoi mentre un dipendente un po' rubizzo ci spiega storia e meriti della fondazione, soffermandosi più su particolari pittoreschi che su le tecniche vinicole. Comunque sia riusciamo a capire che non tutta la produzione si svolge ormai nelle cantine dell'ospedale e che è in corso un rinnovamento degli impianti, per arrivare a una produzione qualitativamente al livello di quella internazionale.

Arrivati alla fine delle cantine ci aspetta la gradita sorpresa di bei tavoloni rustici apparecchiati e già forniti di una selezione di formaggi e salumi tipici, molti dei quali affumicati. Resistiamo, per il momento, agli invitanti profumi e iniziamo la degustazione.

Il primo vino che assaggiamo è un Müller Thurgau Troken 2000, paglierino al colore e profumato di mela matura. Gli aromi sono mediamente intensi e eleganti con cenni di frutta esotica. In bocca il vino è carnoso, di discreta acidità e lunghezza, semplice e franco.

Il sylvaner, come abbiamo detto, è un po' il vitigno principe della zona, ma il Sylvaner Kabinett Troken 1999 che assaggiamo ci sembra aromaticamente nascosto, e poco espressivo sia al naso che in bocca. Predominano spunti citrini e minerali e una nota amarognola nel finale.

Il Grauer Burgunder Spätlese Troken 1999 ha riflessi verdastri e profumi più intensi, eleganti e complessi. Il tono è fruttato, ma non mancano spunti floreali e penetranti di fiori gialli. Si tratta di una vendemmia ritardata e lo si evince anche dalla bocca corposa e in crescita. Il finale è lungo e piacevole, dal buon equilibrio acido-alcolico e dalla discreta persistenza olfattiva.

Ma eccoci al prodotto che più ci è piaciuto, il Riesling Kabinett 1998 è di colore paglierino dorato, e ha buona consistenza olfattiva in cui riconosciamo la frutta matura, melone e pesca, e pasticceria. Sentiamo anche spunti gommosi, forse non elegantissimi, ma che non disturbano il quadro. Bello al gusto, il vino e ampio e presenta una leggera abboccatura e bella beva, che si conclude con un piacevole finale, pulito e nuovamente secco. E' anche uno dei prodotti meno cari, 16 marchi e mezzo, circa 16.000 lire.

Sicuramente più importanti gli ultimi due prodotti, che infatti costano 23 e 34,5 marchi rispettivamente. Il Traminer Spätlese 1999 è dal colore paglierino dorato e al naso profuma di mela e rosa canina. Aromatico ma solo di media intensità olfattiva, al gusto è di buona struttura, abboccato ma con sottofondo di amaretto e finale molto lungo e espressivo in cui riconosciamo la pesca sciroppata. E' bello il contrasto dolce-amaro e il vino è assai succoso e dal buon corpo, però non di facile abbinamento e nel complesso non elegantissimo.

Concludiamo col Rieslaner Auslese 1992. Un prodotto di 14% dal colore paglierino dorato e dagli aromi un po' evoluti (notate l'annata!). Percepiamo gomma e frutta secca e, netto, il contributo delle muffa nobile. Prodotto intenso e persistente, abboccato ma contrastato da un tono amaro. Etereo e penetrante, sicuramente di gran corpo. Niente da dire, un prodotto interessante, ma nel complesso, e anche vista la classe del vino, continuiamo a preferire il Riesling prima assaggiato.

Si chiude qui la carrellata, per forza di cose limitata, ma che ha rappresentato una interessante introduzione ai vini di questa regione. Possiamo finalmente gustarci salumi e formaggi senza preoccupazioni, nel caso l'ospedale è vicino!

Luca Bonci
(29/9/2001)

 


prima pagina | l'articolo | l'appunto al vino | la parola all'agronomo | in azienda
in dettaglio | rassegna | visioni da sud | la cucina | en passant | mbud
appunti di viaggio | le annate | la guida dei vini | rassegna stampa | sottoscrivi