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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Il Fiano di Avellino sfidato dal Soave

di Fabio Cimmino

Produttori celebrati e bottiglie premiate si sono incontrate e scontrate all'ultimo sorso lo scorso 24 Luglio a Napoli. La netta vittoria del Fiano, se da un lato può far pensare ad un vantaggio di campo non trascurabile, dall'altro mi spinge a sottolineare che i cinque match sono stati tutti avvincenti e che in tutti casi si sono risolti con scarti veramente minimi. La giuria formata da 5 persone (escluso il sottoscritto, che in qualità di organizzatore ha deciso di non partecipare se non come semplice degustatore/spettatore) era composta da due giovanissimi fratelli, proprietari di una bella enoteca a Napoli e competenti conoscitori delle due denominazioni, un degustatore professionista di Salerno ed una coppia di semplici appassionati: una ragazza francese che non aveva mai assaggiato néFiano né Soave ed un giovane aspirante architetto che sicuramente aveva più dimestichezza col vitigno irpino che con la misteriosa (almeno per lui) garganega.

Si sono rivelati assai interessanti non solo i risultati espressi da questi due ultimi partecipanti, perchè i più "puri" e meno condizionati da un proprio background degustativo, ma anche le motivazioni con le quali di volta in volta hanno giustificato le proprie valutazioni. Infatti ogni degustatore è stato chiamato alla fine di ogni confronto ad esprimere una propria preferenza netta e decisa in modo che trattandosi di cinque giurati il verdetto non potesse mai finire in pareggio. Per la cronaca uno dei giurati ha totalizzato un finale di 3-2 per il Soave e per onore e merito allo sconfitto riporto il suo commento: "I fiano, che forse hanno una qualità maggiore, mostravano sempre, chi per un motivo chi per un altro, dei limiti. E da questo se ne evince che c’è ancora tanta strada da fare per i produttori nostrani." Condivisibile in parte questa disamina, dal momento che questi limiti spesso si rivelano eccessi di carattere che non a tutti dispiacciono, anzi in molti casi fanno la differenza. La degustazione è stata condotta rigorosamente alla cieca e senza sputacchiere, scelta difficile ma necessaria per evitare che i classici vinoni da degustazione potessero essere sopravvalutati ed avere la meglio. La tavola è stata inoltre imbandita con varie portate in assaggio, per accompagnare i vini e valutarne anche la capacità di abbinamento. Insomma una degustazione un po' fuori dai canoni tradizionali ma sicuramente molto più vicina alla realtà della gente comune e del consumo quotidiano.

MATCH #1
Monte Fiorentine 2005 Cà Rugate Vs Vigna della Congregazione 2005 Villa Diamante

Vittoria netta, ma non scontata, che ha fatto emergere qualche contraddizione tra i commenti dei degustatori. Il naso del Monte Fiorentine è apparso più intenso ed ampio, fine e minerale, mentre quello di Villa Diamante dopo le sue classiche note propedeutiche ed introduttive, di iodio e castagna affumicata, sembrava spegnersi troppo velocemente nel bicchiere. Di tutt'altro avviso i pareri riscontrati al palato, dove un finale più corto e leggermente diluito del Soave si arrendeva di fronte alla persistenza decisamente lunga e sapido-minerale offerta dal Fiano. La sola appassionata amica francese ha, convintamente, sostenuto il Soave, trovando poco piacevole l'eccessivo residuo di carbonica del fiano (si trattava di uno dei primissimi lotti imbottigliati).

MATCH #2
Ca' Visco 2005 Coffele Vs Colli di Lapio 2005 Romano Clelia

Due vini sottili ma allo stesso tempo dalla precisa definizione aromatica. Sobri ma solidi nel loro incedere, sia al naso sia al palato. La maggiore balsamicità e freschezza del Fiano nella fase finale, chiaramente percepibile dopo la deglutizione, ha fatto propendere, anche se di poco, i giudizi nella sua direzione. Nonostante, infatti, un filino di alcol in esubero, il Fiano di Lapio non è stato penalizzato quanto il Soave per la morbida rilassatezza ostentata in chiusura di bocca.


MATCH #3
Fiano d'Avellino Docg 2005 Guido Marsella Vs Monte Grande 2005 Prà

Durissima sfida per due campioni delle rispettive denominazioni. Due vini più concentrati, carichi e corposi rispetto a chi li ha preceduti. Nel caso del Soave ci troviamo addirittura di fronte ad un affinamento in legno. Nonostante un pò tutti abbiano, anche in questo caso, criticato l'alcol sopra le righe di Marsella, ne hanno premiato la maggiore riconoscibilità espressiva sia varietale che territoriale. Solo uno dei degustatori ha dichiarato una manifesta insofferenza verso Marsella. Io, pur senza schierarmi palesemente, mi sono limitato ad apprezzare molto, dalla mia postazione di osservatore privilegiato, la prova offerta dal Soav,e soprattutto dal punto di vista dell'impiego e dell'integrazione del rovere.

MATCH #4
Cupo 2005 Pietracupa Vs La rocca 2004 Pieropan

Non vi meravigliate della (voluta) disparità di annate. Pensavo, avendo assaggiato precedentemente i due vini, ad uno stimolante confronto nella diversità. Qui devo dire che se non avessi obbligato i giurati ad esprimere una preferenza secca si sarebbe chiusa in pareggio. Elegantissimo e sussurrato il potente giovanissimo Fiano di Sabino Loffredo, mineralissimo, ricco e suadente il Soave di Pieropan. Scontro tra titani. Sulla distanza sembrava che il veneto fosse sulla buona strada per prendere il sopravvento soprattutto con il salire della temperatura. Alla fine, in gergo pugilistico, diremmo vittoria ai punti del Fiano non senza qualche contestazione...


MATCH #5
Fiano d'Avellino Docg 2003 Pietramara Vs Foscarino 2004 Inama

Altra sfida tra annate non omogenee ed altro pareggio mancato con affermazione del vino irpino sul filo del rasoio. Inaspettatamente minerale il Fiano, nonostante l'annata e l'opulenza della materia prima, non di meno grasso ma freschissimo il bianco di casa Inama che scontava ancora un po' di legno da assorbire risultato determinante, alla fine, nello stabilire il vincitore.

Insomma una istruttiva esperienza e non semplicemente un "cappotto" come si potrebbe pensare. Se si fossero usati i punteggi centesimali (ascoltando i commenti dei giurati sui singoli vini) avremmo probabilmente avuto la conferma della vittoria dei Fiano nei singoli match ma una sorpresa in termini di punteggi totali a favore dei Soave.

Chissà?! Ripeteremo il prossimo autunno a Salerno la sfida con altre cinque gloriose etichette e vi faremo sapere.

31 luglio 2007

Immagini: Uva fiano e uva garganega, tratte da www.lavinium.com

 
 

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