Montepulciano d’Abruzzo 2012: che divertimento!

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vino divertenteDivertenti! Ecco, questo è il termine che mi viene subito in mente se dovessi sintetizzare i Montepulciano d’Abruzzo 2012. Cosa tutt’altro che scontata (il divertimento) nei tour de force delle degustazioni seriali guidaiole. Ho da poco ultimato insieme all’amico Andrea De Palma la selezione dei vini abruzzesi per la finale dell’edizione 2016 di Vini Buoni D’Italia del Touring Club (anche quest’anno di scena a Buttrio a fine Luglio e aperta al pubblico, maggiori info qui). Selezione drastica, come al solito, visto che su quasi 400 etichette ne abbiamo potuto portare in finale solo 23!

Al di la delle singole etichette ad impressionarmi favorevolmente è stata la qualità media davvero alta dei rossi dell’annata 2012. I presupposti per una buona riuscita c’erano tutti: un inverno piovoso e nevoso aveva accumulato buone riserve idriche in tutta la regione; una Primavera regolare, un’Estate calda ma non torrida e infine mesi di Settembre e Ottobre caratterizzati da condizioni climatiche favorevoli avevano poi assicurato una vendemmia ottimale, specie per le varietà tardive a bacca rossa. Insomma, si trattava davvero di quella che sulla carta poteva essere definita “un’ottima annata”.

E il riscontro del bicchiere ha confermato in pieno queste premesse. Sono davvero tanti i vini che mi sono piaciuti e che testimoniano quella che sembra essere una “nuova” strada del grande rosso abruzzese. Vini più semplici e immediati, almeno in apparenza, ma senz’altro meno rigidi e più disponibili verso la tavola.

I vinoni pesi massimi degli anni Novanta e Duemila avevano sdoganato, non solo in Abruzzo, lo stereotipo del montepulciano cupo, marmellatoso e fruttone. Un vino “di rinforzo” che esibiva in maniera spesso forzata quello che storicamente è sempre stato uno dei suoi punti di forza, ovvero la naturale densità materica, la polpa, la concentrazione, andandone a mascherare l’anima più spigolosa e autentica. Negli ultimi tempi, come ha sapientemente sintetizzato l’amico Bocchetti del Gambero Rosso <<[…] si sta assistendo a un processo inverso, si potrebbe dire una via più minimale e rispettosa delle caratteristiche del vitigno. Si comincia a capire che il nervosismo, le alte acidità e la naturale fittezza del montepulciano necessiti di poco; bisogna saperla accudire e farsela alleata, non addomesticarla>>.

L’annata 2012 – e poi anche la 2013 – sono ricchi di esempi in tal senso. Cataldi Madonna, Cirelli, Nicodemi, Valle Reale, Villa Medoro sono alcuni dei nomi che mi vengono in mente, ma ne dimentico  altri (giudizio personale indipendente dall’esito di commissione delle degustazioni guidaiole).

Vini che strizzano l’occhio al consumatore, freschi, dinamici, che trangugi con piacere, perfetti compagni della tavola. Spesso frutto di fermentazioni spontanee, con un uso del legno ridotto al minimo quando non del tutto assente, molto diversi fra loro perché provenienti da territori diversi e lavorati in maniera diversa. Ma vini che si lasciano bere da giovani e che hanno nel DNA la longevità ormai acclarata del grande rosso d’Abruzzo. Vini divertenti, insomma!

(L’immagine di apertura è stata presa dalla bacheca Pinterest della cantina vinicola spagnola Don Jacobo)

Franco Santini

Franco Santini (santini@acquabuona.it), abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri. Pian piano, da argomenti tecnico-scientifici è passato al vino e all’enogastronomia, e ora non vuol sentire parlare d’altro! Grande conoscitore della realtà vitivinicola abruzzese, sta allargando sempre più i suoi “confini” al resto dell’Italia enoica. Sceglie le sue mète di viaggio a partire dalla superficie vitata del luogo, e costringe la sua povera compagna ad aiutarlo nella missione di tenere alto il consumo medio di vino pro-capite del paese!

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