Il Giro d’Italia a tappe (golose). Frascati, gelato e vino!

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Grazie alla nuova generazione di viticoltori (ma non solo) che stanno rendendo giustizia ai vitigni locali, curandone la qualità anche se a scapito dei grandi numeri, per la tappa di quest’oggi non parleremo di vino, o almeno non direttamente: vorremmo farvi conoscere Gelati Di vino (a nostro parere anche Divini!) e l’arte gelataia di Roberto Troiani.

Roberto Troiani ha inventato un nuovo modo di fare gelato, ovvero coniugare gelato e vino, ben 23 anni fa. E’ stato il primo a sperimentare l’originale connubio e da allora in molti hanno cercato di imitarlo. Basterà farvi qualche nome delle coppe proposte per darvi un’idea: la crema al passito ( gelato cremoso alla Malvasia), la coppa Frascati Superiore (gelato a base di Frascati DOC con base vaniglia decorata con pistacchi e succo di mela) oppure il gelato al Cannellino (il vino passito ottenuto dal vitigno Malvasia di Candia ed altre autoctonie proprio nella zona dei Castelli Romani) o ancora il gusto Chardonnay e pesca. Non trascurate però gli originali gelati al sakè e il nuovissimo allo zafferano.

Gli ingredienti sono tutti selezionati dal sig. Roberto, come il latte biologico proviente da Lodi. Il gelato di Troiani si contraddistingue per gusto, genuinità ma soprattutto per la cremosità: diffidate sempre dai gelati con eccessiva presenza di ghiaccio!
Potete trovare il gelato al vino in via dei Quintili 24, a Frascati.

Nell’immagine: Cesanese e castagne

Elena Pravato

Se fossi un vino fermo sarei un Moscato giallo Castel Beseno. perché adoro i dolci (prepararli e mangiarli ) e resto fedele alla regola non scritta dei sommelier “dolce con dolce” . Inoltre è trentino come la terra che mi ha adottato. Se fossi uno spumante sceglierei un Oltrepò Pavese perché ricorda la mia Lombardia, dove sono nata e cresciuta. Se fossi un bicchiere sarei un bicchierino da shot o cicchetto, data la mia statura tutt’altro che imponente.

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Se fossi un vino fermo sarei un Moscato giallo Castel Beseno. perché adoro i dolci (prepararli e mangiarli ) e resto fedele alla regola non scritta dei sommelier “dolce con dolce” . Inoltre è trentino come la terra che mi ha adottato. Se fossi uno spumante sceglierei un Oltrepò Pavese perché ricorda la mia Lombardia, dove sono nata e cresciuta. Se fossi un bicchiere sarei un bicchierino da shot o cicchetto, data la mia statura tutt’altro che imponente.

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