Il Giro d’Italia a tappe (golose): la fragola di Terracina

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La quinta tappa parte da Frascati, con un percorso di 140 km che attraversa tutto il territorio pontino, passando per Cisterna, Latina, Sezze ed infine Terracina. A Terracina si coltivano le fragole Favette, la fragole più dolci d’Italia.

Siamo ormai abituati a fragole giganti a prezzi stracciati con ben poco sapore. Se assaggiate una Fragola di Terracina, farete un salto nel passato quando il frutto rosso era una dolce esplosione zuccherina. Se si reputa buona la quota di 9 gradi brix (unità di misura per la quantità di zucchero presente nella frutta) allora rimarrete basiti scoprendo che una fragola pontina può raggiungere 18 gradi brix!

Questa varietà di fragole venne introdotta negli anni Cinquanta del secolo scorso da un’azienda francese di sementi per testare il risultato, ma la semenza diede un ottimo risultato solo grazie al terreno salino dell’Agro Pontino. Infatti Favetta è un traslitterazione per il francese “Favette”. Si tratta di una produzione di nicchia, solo 100 ettari totali suddivisi fra piccole aziende che coltivano sia in serra che a cielo aperto.

Oltre che per la dolcezza, la fragola Favetta si distingue per la dimensione ridotta e tondeggiante e per il colore rosso vivo. Il profumo, poi, conquista ancor prima l’olfatto del palato.
Per l’elevato grado zuccherino si presta ad accompagnare piatti di pesce come una tartare d’orata oppure vi consigliamo uno smoothie a base di fragola favetta per una sferzata di energia e un carico di vitamina C equivalente ad una spremuta d’arancia ( 5 fragole=un’arancia).

I produttori, come ad esempio la Cooperativa La Favetta, stanno incrementando l’area coltivata, visto il successo. La Cooperativa citata riesce a produrre fino a 2000 confezioni di  fragole da 3 kg ogni giorno. Per info : info@lafavetta.it

Elena Pravato

Se fossi un vino fermo sarei un Moscato giallo Castel Beseno. perché adoro i dolci (prepararli e mangiarli ) e resto fedele alla regola non scritta dei sommelier “dolce con dolce” . Inoltre è trentino come la terra che mi ha adottato. Se fossi uno spumante sceglierei un Oltrepò Pavese perché ricorda la mia Lombardia, dove sono nata e cresciuta. Se fossi un bicchiere sarei un bicchierino da shot o cicchetto, data la mia statura tutt’altro che imponente.

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