

2019 L’AcquaBuona In vino veritas – Via N.Sauro, 21 55045 Pietrasanta (LU) | by WineTrade.it
La cosa che più mi ha colpito è che nell’anno domini 2019 la giustificazione addotta dal consorzio Chianti DOCG (che contempla e riguarda l’universo geograficamente diffuso dei Chianti NON Classici, che vanno dalla Rufina alle colline Pisane passando dai colli aretini, senesi, fiorentini e Montalbano) nell’annunciare l’adozione della nuova e “apicale” menzione GRAN SELEZIONE, sia stata sostanzialmente questa: “l’abbiamo creata per il mercato cinese e americano“.
Parole che mi rincuorano (ma viva la sincerità). 🙁
D’altronde anche la recente modifica del disciplinare di produzione varata dallo stesso consorzio e riguardante la possibilità di incrementare gli zuccheri residui nei vini va in quella direzione, no? Perciò la coerenza è la coerenza, e che diamine!
Ah, nota a margine: GRAN SELEZIONE è pari pari la stessa dizione invalsa da qualche anno per i Chianti Classico. Al tempo i “chiantigiani classici” non la giustificarono così, ma addussero semplicemente che avrebbe costituito il vertice assoluto della piramide qualitativa, nientepopodimenoche, avendo però “l’accortezza” di affidarsi a parametri prestazionali anziché al territorio (ultrasigh). 🙁
Oggi i vertici consortili del Chianti Classico, nonché i produttori stessi (chissà), mi immagino sprizzino contentezza da tutti i pori nell’apprendere del copia-incolla effettuato dai cugini chiantigiani (non classici), che non hanno badato poi tanto alle cautele e alle premure tipiche del buon vicinato.
C’è un di più, nel mare magnum dei Chianti DOCG: il varo di una ulteriore sottozona, Terre di Vinci, e il divieto di utilizzare il fiasco per la nuova e ambiziosa tipologia.
Siamo una squadra fortissimi.
“Per ‘ibbischeri un c’è paradiso”
E un dico altro.