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Esperimenti culinari ai tempi del Covid: cavolo cappuccio, guanciale, hamburger di tacchino e riesling renano

Praticamente in diretta vi racconto un piatto semplicissimo ma che mi ha regalato belle emozioni.

Ho preso un cavolo cappuccio, l’ho tagliato a julienne e saltato in padella con un filo d’olio, guanciale, sale, una spolverata di pepe bianco e sfumato con un po’ di vino alsaziano, un Gewurztraminer di Riefle del 2011, cru Pfaffenheim,che, ahimè, aveva preso un po’ di “marsalino” e avevo di conseguenza messo da parte per cucinarci.

A cottura quasi ultimata ho messo in padella un paio di banalissimi hamburger bio di tacchino (non ho aggiunto sale perché di solito vengono già saporiti a dovere) e ho sfumato con lo stesso vino per raggiungere lo stesso grado di dolcezza.

Il risultato mi ha riportato nelle osterie alsaziane, ad un ammiccante ricordo agro-dolce, agli amati piatti di charcuterie accompagnati da senape e crauti.

Ci ho abbinato il vino che vedete in foto, un Riesling Spatlese Trocken renano del 2001 di J.B. Becker, un tripudio di frutta candita e fiori gialli ma con una lama acida fenomenale, puro succo di pompelmo pronto a resettare le pupille.

A volte basta poco per godere a tavola!

 

One Comment

  • Luca Bonci ha detto:

    Bravo Leo! Nononstante non si faccia altro che mangiare da due mesi, mi hai fatto venire un’acquolina….

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