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La Francia in Oltrepò

Ci troviamo in Oltrepò ma è come essere in Francia.
Alla Tenuta Frecciarossa vi respiri aria da château, questo è, e una speciale misura che investe ‘gnicosa: Casteggio e i suoi fianchi di collina, l’ordine esatto dei vigneti, la sobria nobiltà delle architetture, le persone e i vini.

E’ l’artigianalità che sposa il cesello, con una particolare predilezione per il Pinot Nero, che qui molto prima di altre parti d’Italia venne imbottigliato già negli anni Venti del secolo scorso.
Nel 2019 la Tenuta ha festeggiato i suoi primi cento anni.
E se Carillo 2018 già mi stregò per delizioso nitore, ribadisce l’asserto questo 2019, dove la dispiegata suggestione aromatica e la disinvolta bevibilità non significano affatto semplicità.
Nelle pieghe di un sorso teso e succoso si cela un sottofondo che ricorda la pietra quando la sfreghi sopra un’altra. E’ come un’aria, come un soffio, ma ti trafigge.

Questo vino possiede il garbo, in piena coerenza con la personalità di Valeria Radici Odero, attuale frontwoman aziendale. Ma probabilmente risente anche della mano angelica di Cristiano Garella, talentuoso enologo nordpiemontese, che dei vini predilige il ricamo, non le asserzioni.

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