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Vigne Conti, un sussulto nel cuore del Candia

Saliti in cima alla collina il panorama ti lascia basito: da una parte l’azzurro della Versilia ai tuoi piedi, dall’altra il verde delle viti che stacca sul grigio delle Alpi Apuane. Il Candia è così, un gioiellino incastonato tra mare e monti dove la viticoltura a terrazzamenti trova la sua giusta definizione di “eroica”.

L’azienda è condotta da Angelo e Alice Conti, padre e figlia, coadiuvati dall’enologo Andrea Lupi, e solo nel 2011 hanno raggiunto finalmente il traguardo (davvero sudato visti e considerati i lavori per la realizzazione della strada e della cantina) di partire ufficialmente con la produzione, imperniata soprattutto sul vermentino, il vitigno principe della Doc, piantato tra i 100 e i 200 metri di altitudine su 13 ettari complessivi.

La serata si è svolta tra il serio e il faceto, tra un confronto “alla cieca” con bottiglie di altri produttori della zona e una sbicchierata tra amici, contornata da alcune prelibatezze veraci di Riccardo Santini e i caprini di Riccardo Giuseppini, che ci ha deliziato anche con la sua fisarmonica e e certe canzoni popolari.

L’assaggio alla cieca ha regalato le consuete sorprese e i vini di questa giovane azienda hanno ben figurato anche nei riguardi di bottiglie blasonate. Il Traverso 2020, 100% vermentino, nasce da una selezione di uve tra le vigne più alte e si apre con un naso delicato di fiori e frutta bianchi, erbette aromatiche e sfumature agrumate. Al palato è sapido e minerale, un vermentino “dritto” che scava in profondità, gli aromi si fanno sentire più intensi che al naso, il quadro complessivo risulta armonioso ed elegante e l’acidità accompagna una discreta persistenza.

L’Equilibrio 2020, sempre vermentino in purezza, è il sunto di vinificazioni separate in diversi periodo proprio per ottenere l’equilibrio ricercato, pensando ai sacrifici fatti in azienda per la realizzazione della cantina e a Sally di Vasco Rossi nella strofa “è tutto un equilibrio sopra la follia”, che calza proprio a pennello… Rispetto al precedente è meno incisivo, giocato più sulla morbidezza e sul frutto, che ricorda una macedonia estiva con un tocco di frutta esotica. Sempre presente comunque l’apporto minerale, così come l’acidità per un finale di buona lunghezza.

Ho apprezzato anche Ultramarina 2020 (in anteprima, ultima annata in commercio 2018, 2019 non prodotto), fuori degustazione alla cieca poiché è un assemblaggio 70% vermentino – 20% chardonnay 10% viognier, un vino sia ampio che profondo, dove il passaggio in anfora per 6 mesi ha intensificato l’apporto aromatico di frutta gialla, di agrumi e di erbe aromatiche. Al palato è corrispondente e la potenza è ben guidata dal binario acido-minerale. Da segnalare infine anche Preludio, vermentino spumantizzato con metodo Martinotti: una bollicina garbata, un attacco morbido su note varietali e una chiusura secca ad incentivare il sorso successivo.

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