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Vertosan e Arudi: amaro e vermouth medagliati a Bruxelles

Spirits Selection è uno dei principali concorsi internazionali dedicati al mondo dei distillati e delle bevande liquorose. La 22ª edizione della competizione, organizzata dal Concours Mondial de Bruxelles, si è “miracolosamente” svolta anche quest’anno nella capitale belga. Non avrà il fascino di tante località esotiche e lontane che hanno ospitato il concorso negli anni passati, ma Bruxelles resta sempre una città molto viva e piena di attrazioni. Per cui, il divertimento non è certo mancato! Dopo aver avuto il piacere di far parte della giuria anche quest’anno, a distanza di un paio di mesi, sono tornato ad analizzare i risultati del concorso per quel che riguarda l’Italia ed ho avuto modo di approfondire la conoscenza con alcuni prodotti che hanno davvero fatto fare un’ottima figura al nostro paese. Parlo di un amaro, il Ciardon di Vertosan, e di un Vermouth, il Bianco di Arudi, che hanno ricevuto la Gran Medaglia d’Oro, riconoscimento d’eccellenza conferito solo a quattro prodotti della nostra penisola.

Ma prima qualche numero per inquadrare il contesto. È stata, la ventidue, un’edizione da record: oltre 1.800 campioni da 47 paesi, raggruppati in 42 categorie, giudicati da esperti assaggiatori provenienti da 23 nazioni.

Quello di Spirits Selection è stato innanzi tutto un messaggio forte verso tutti gli attori del mercato. Un messaggio di incoraggiamento reciproco, dove produttori, importatori e distributori hanno dimostrato di credere nella professionalità e nell’impegno degli organizzatori, non facendo mancare il loro supporto anche in una situazione economica particolare e assurda come quella che stiamo vivendo. “I produttori attraversano una crisi senza precedenti, hanno bisogno di appuntamenti come questo, che mettono in valore tutta una filiera”, ha giustamente osservato Baudouin Havaux, Presidente del Concours Mondial de Bruxelles. Ma veniamo al resoconto.

Dopo essere stato il paese ospitante due anni fa, la Cina ci ha preso gusto e anche in questa edizione era in testa alle statistiche come quantità di campioni partecipanti, con il loro tradizionale Baijiu, il distillato di sorgo. Seguivano i prodotti derivanti dalla canna da zucchero (cachaça e rum), che stanno mostrando dei segnali di attenzione dal mercato sempre più importanti. Infine, brandy, acquaviti, gin e liquoristica.

L’Italia, anche se con ampi margini di crescita, era ben rappresentata e ha avuto prestigiosi riconoscimenti. In questo articolo non farò tutti i nomi dei medagliati: sarebbe una lista troppo lunga, con oltre cinquanta menzioni complessive, che vi invito a consultare direttamente sul sito online ufficiale della manifestazione, all’indirizzo results.spiritsselection.com.

Però, grazie alla collaborazione delle aziende, ho potuto riassaggiare con calma 2 delle 4 Gran Medaglie D’Oro conferite al nostro paese (riconoscimento che determina il vertice qualitativo e va a chi ottiene un punteggio medio superiore ai 91 centesimi), e ve ne voglio parlare.

Partiamo dalla Valle D’Aosta. Dall’azienda Vertosan di Châtillon, nella valle centrale della Dora Baltea, proviene quello che, risultati alla mano, è stato giudicato come il miglior amaro d’Italia: il Ciardon 2021.

Dal 2007 il marchio Vertosan è stato rilevato dalla famiglia Bernardini, da tempo attiva nel settore enogastronomico, che con sensibilità e capacità imprenditoriale ha saputo partire da solide basi tradizionali per dare nuovo slancio a una gamma di liquori e infusi a forte connotazione territoriale. Le ricette storiche, acquisite con il marchio Vertosan, sono state da attualizzate rispettandone le caratteristiche di piacevolezza e tradizione.

L’amaro Ciardon, con la sua base di cardo mariano, era famoso già dagli anni Settanta e, insieme al caratteristico genepì, è il fiore all’occhiello della produzione, completata da una selezione di grappe da monovitigni valdostani e dal primo Alpine Dry Gin della Valle d’Aosta, il VerGin. Le botaniche usate per gli infusi, coltivate nel raggio di pochi chilometri dal laboratorio dell’azienda, sono il frutto del lavoro di giovani produttori con i quali l’azienda ha avviato uno stretto rapporto di collaborazione.

Insieme a erbe officinali e radici alpine, la botanica protagonista di questo eccellente amaro è come detto il Cardo Mariano, in dialetto valdostanoCiardon”. Il nome deriva dalla leggenda secondo cui le macchie bianche presenti sulle sue foglie siano state prodotte dal latte della Madonna, che, inseguita dal Re Erode, usò questa pianta come nascondiglio. Il Cardo Mariano è noto per il suo influsso benefico sui processi della digestione, grazie a principi amari in grado di stimolare l’appetito, la secrezione gastro-intestinale e biliare. Le botaniche usate per il Ciardon sono messe in infusione in alcool neutro, poi filtrate e lasciate affinare in vasche d’acciaio. La ricetta originale è stata recentemente aggiornata, strizzando l’occhio verso il mondo della miscelazione e di un consumo più moderno. Ne risulta un amaro dall’aroma intenso e amaricante, ingentilito da lievi note agrumate, con una bocca equilibrata e ricca, dove resta ben evidente il sapore del cardo con le sue notorie qualità amaricanti.

Passiamo in Piemonte, ma senza cambiare proprietà. Massimiliano e Mirna Bernardini (sì, gli stessi di Vertosan) si appassionano alla storia della Premiata Fabbrica Liquori e Vermouth Martino Balbo, fondata a Torino nel 1916 e fornitrice ufficiale della Real Casa. Nelle loro ricerche tra antichi documenti, etichette, riconoscimenti ed altri resti del glorioso passato, rintracciano un raro libro di liquoristica.

Si tratta di un manuale professionale di ricette, pubblicato nel 1923, ad opera di Giulio Arudi, un aromatiere, che conteneva un resoconto dettagliato sulla liquoristica del periodo. Da qui nasce l’idea di riportare in vita la ricetta di un Vermouth classico che, riattualizzata da mani e saperi di eccellenza, torna sul mercato portando in omaggio il nome dell’autore del libro.

Beh, sta di fatto che anche questo Vermouth, nella versione bianca, ha convinto tutti a Bruxelles, aggiudicandosi anch’esso la Gran Medaglia d’Oro!

Il disciplinare di produzione rispetta i dettami del “Vermouth di Torino”, che prevede almeno il 50% di vini piemontesi aromatizzati con erbe – diverse dall’assenzio – coltivate o raccolte in Piemonte. Tra le principali botaniche ci sono oltre all’assenzio, arancia amara, coriandolo, limone. Al naso si presenta con le classiche note dolci e speziate, in cui sono evidenti i ricordi di agrumi, anice, noce moscata e vaniglia. In bocca ha un plus nella netta nota amaricante, conferita dall’assenzio, che ne bilancia l’attacco dolce e lo rende perfetto anche per una bevuta liscia, come si faceva una volta.

Che dire? Due prodotti davvero interessanti (da provare anche il Genepy di Vertosan, medagliato anch’esso) conosciuti grazie a Spirit Selections. Nel 2022 il concorso tornerà (si spera!) al suo format itinerante e si svolgerà a giugno in uno dei luoghi più importanti per la produzione francese del rum, particolarmente rinomato per i suoi distillati agricoli e tradizionali: l’isola di Guadalupa. Situata tra il Mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico, la Guadalupa è un arcipelago delle Antille francesi, le cui isole – Grande-Terre, Basse-Terre, Marie-Galante e le îles des Saintes – sono famose per l’altissima qualità della loro canna da zucchero. Un territorio ancora poco contaminato dalle rotte turistiche di massa e che, siamo sicuri, saprà emozionarci. Chiudiamo questo 2021 con l’augurio sincero di potervelo raccontare!

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