Digita una parola o una frase e premi Invio

Cantina Blasi: l’Umbria in tutte le sue declinazioni

La famiglia Blasi vanta origini secolari in Umbria, precisamente nell’areale di Umbertide, fin da quando Bino possedeva la miglior macelleria della zona, che poi ha dato luogo a una tradizione norcina che ancora oggi rappresenta un’eccellenza. E’ nel 2009 che Didi (figlio di Bino) e Mauro decidono di impiantare vigneti e costruire una moderna cantina di vinificazione, da affiancare a quella storica di affinamento situata nei sotterranei del Palazzo dei Conti Bertanzi (1742) e che la famiglia aveva acquisito.

Il desiderio di esprimere la cultura gastronomica, consolidata dunque nel campo della norcineria, anche attraverso il vino, era la naturale evoluzione di una passione per i prodotti del luogo in rapporto ad una legittima vocazione territoriale, che in Umbra risale al tempo degli etruschi.

Oggi siamo alla quarta generazione Blasi, dove Michele (nipote di Didi) coordina il lavoro in cantina, con il desiderio di conservare e trasmettere una vera e propria “impronta” del terroir, in cui ha visto nascere, crescere ed esprimere la sua famiglia, proprio attraverso i prodotti della loro terra.

Nei circa 30 ettari di vigneto di proprietà, vengono coltivati vitigni dal profilo internazionale che si contaminano di tipicità tra le colline umbre, ma anche vitigni autoctoni prettamente identitari, come il trebbiano spoletino, il grechetto o il sagrantino.

Ho avuto la fortuna di poter degustare alcune delle etichette di questa verace produzione, constatando ancora una volta che il pregiudizio, o meglio, lo stereotipo del vino di una certa regione o di un certo areale, davvero non esiste. A donare a ogni vino una sfumatura peculiare, sono sempre le specifiche caratteristiche pedoclimatiche legate alle stagioni, al terreno o alle esposizioni di vigna, finanche alle decisioni dell’uomo, che stabiliscono una potatura diversa, la raccolta delle uve un giorno prima piuttosto che una settimana dopo, ma anche un travaso anticipato o leggermente ritardato, una variazione di affinamento o di vinificazione in cantina. Anche questa volta, ho provato emozioni diverse, gustando prodotti che, come la musica che con solo sette note si rinnova sempre, vengono realizzati con uvaggi che si conoscono bene, ma che sanno suscitare sensazioni sempre diverse e dalle mille sfaccettature.

Rogaie bianco Igt 2020

Questo vino di sicuro impatto è realizzato con un blend che prevede 60% di uve chardonnay, 20% di traminer e 20% sauvignon blanc, raccolte manualmente e lasciate fermentare circa due settimane a bassa temperatura. Segue un affinamento di circa sette mesi in acciaio e un ulteriore riposo di circa 3-4 mesi in cantina, una volta imbottigliato. Se non avessi letto le percentuali di assemblaggio, avrei ipotizzato proporzioni equivalenti fra gli uvaggi, a fronte di un equilibrio aromatico davvero perfetto. Invece, chi conosce la materia prima che produce, sa dosare al meglio le varie componenti per ottenere la giusta armonia. Il calice emana profumi invitanti di frutta fresca a pasta gialla, come la pesca, ma anche albicocca, un velo di cedro e note più esotiche. In bocca è un’esplosione di gusto, che si espande fedelmente fra le varie componenti aromatiche attraverso una spinta acida accattivante e un calore ben compensato dalla freschezza; il sorso è abbacinante e ha una persistenza profonda e appagante che lascia intatte tutte le fragranze in una fusione eufonica. Delizioso.

Rogaie rosso Igt 2020

Altro assemblaggio di taglio internazionale, dove troviamo 70% di uve merlot e 30% di syrah. Ancora una volta devo rilevare una amalgama davvero convincente, che esprime un sapiente uso della misura nel regolare le proporzioni, realizzando un prodotto in cui nessuno dei due uvaggi prevale con le sue caratteristiche peculiari, bensì si completano vicendevolmente in sintonia. Alla consueta delicata raccolta e pressatura, segue un periodo di fermentazione alcolica a temperatura controllata per circa 15-20 giorni, in cui il mosto resta a contatto con le bucce. Completata anche la malolattica, il vino affina in acciaio per circa sette mesi per poi riposare in bottiglia ancora 3-4 mesi. Nel calice presenta una veste cromatica rubino scuro, intenso e vivido, offrendo al naso note fruttate in cui le bacche rosse la fanno ovviamente da padrone, ma lasciando emergere anche nuance floreali di viola e cenni balsamici. Al palato le fragranze fruttate riemergono con note di visciola, mora e ribes nero, accompagnate da un tessuto tannico ben levigato pur senza l’uso di legno; il sorso è solido, ampio e strutturato, sorretto da una buona nervatura acida e un respiro lungo. Non ambisce a lunghi invecchiamenti, godibile fin dall’inizio, convince per la sua beva concreta. Affidabile.

Impronta Igt Umbria Rosso 2018

Ecco un’etichetta manifesto, un manifesto molto sintetico, fatto di una sola parola che racchiude in sé l’essenza della motivazione che ha spinto la famiglia Blasi a realizzare un vino in grado di lasciare una vera e propria traccia “distintiva” dell’impegno profuso nel rappresentare, con il loro lavoro, le peculiarità e le potenzialità del territorio.

Questo vino così significativo viene prodotto con l’utilizzo di uve sagrantino per il 40% e con merlot e cabernet sauvignon equamente dosati. La fase della fermentazione segue il consolidato protocollo aziendale, temperatura controllata e permanenza a contatto con le fecce per circa 15-20 giorni, con svolgimento completo della malolattica. Dopo il travaso, il vino matura per due anni in barrique e poi affina in bottiglia per almeno un altro anno e mezzo. Nel calice è luminoso, fitto e cupo, mentre al naso si apre disponendo un ventaglio di aromi “chiari”, come la frutta polposa, il sottobosco e l’eucalipto, poi anche sentori di tabacco e cuoio. L’assaggio riproduce fedelmente la trama aromatica, emergono la prugna, le amarene e i mirtilli neri; la struttura è solida, l’acidità ben dosata, i tannini morbidi e vellutati, mentre l’allungo rimanda a fragranze balsamiche, a ricordi di cacao e caffè e a una scia vagamente minerale. La potenza del sagrantino è imbrigliata egregiamente nella sua veste bordolese, un sorso tira l’altro ed è Umbria. Testimonial.

Mammamia Umbria Igt Passito 2008

Dulcis in fundo arriviamo al passito, frutto (nel vero senso della parola) di una riuscita alchimia tra uve malvasia (50%), semillon (30%) e chenin blanc (20%), opportunamente selezionate e lasciate appassire sui graticci per circa sei mesi. La vinificazione prevede un lungo affinamento di 10 anni in piccoli carati da 125 litri, cui segue un ulteriore anno di riposo in bottiglia … insomma, una bottiglia che impegna 11 anni di lavoro prima di arrivare a noi. Si tratta quindi di un vino realizzato in limitatissime tirature, che incarna più che l’abbinamento alla pasticceria, un sano momento di meditazione e di attenzione dedicata esclusivamente alla degustazione. Colore ambrato, consistenza densa che sviluppa lacrime persistenti lungo la pancia del calice e profumi estremamente complessi, da cui emergono note di miele, di frutta candita, fichi secchi e datteri, con venature di burro di cacao e lievi sentori di tabacco da pipa. In bocca entra caldo e felpato, pingue e delicato, dolce ma minerale, denso e fragrante, dando luogo a una elegante danza sulle punte di ogni sfumatura. Commovente.

 

Cantina Blasi

Località San Benedetto,
06019 Umbertide (PG)
Perugia Umbria, Italy
+39 366 1428973
+39 339 8697891
info@blasicantina.it

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *