Digita una parola o una frase e premi Invio

L’importanza della o nel Vino Santo

Il cane rimane il miglior amico dell’uomo, ma il Vino Santo lo tallona da vicino e ha un brillante secondo posto. Il noto detto popolare oggi dovrebbe essere recitato infatti così: “il cane è il miglior amico dell’uomo, anche se il Vino Santo…”. Con tanto di puntini di sospensione.

Nel nome della tipologia la o riveste un’importanza significativa: il Vin Santo si fa eminentemente in Toscana e più in generale in Italia centrale. Il Vino Santo è soprattutto sinonimo di Trentino, anche se le cervellotiche disposizioni dei disciplinari di varie altre regioni (Umbria, Emilia Romagna, Marche) utilizzano la stessa variante nominale.

Il Vin Santo si offre/offriva ai bevitori in variegate declinazioni stilistiche: vino bianco secco ossidativo, vino bianco dolce ossidativo, vino bianco semisecco (ovvero semidolce) ossidativo, vino semirosso ovvero Occhio di Pernice ossidativo, vino nei fatti indistinguibile da un passito, eccetera eccetera.

Il Vino Santo, invece, è un bianco da uve appassite – spesso attaccate dalla celebrata muffa nobile – di straordinaria complessità aromatica, dovuta anche al prolungato affinamento di almeno 48 mesi (definito ancora “invecchiamento” nel disciplinare) pre-immissione sul mercato. Per gli acquirenti abituali della Settimana Enigmistica segnalo di sfuggita che secondo la tradizione il nome proviene dal periodo di pigiatura dell’uva passa la settimana santa che precede la Pasqua.

Ho ancora in mente –e quasi nel palato – bottiglie straordinarie dei Poli: “i” Poli erano e forse sono tuttora i due nuclei aziendali di Giovanni e di Francesco. Due marchi distinti e omonimi, due Vino Santo potenti e flessuosi, accomunati da una particolare ricchezza di profumi e da una raffinata modulazione di sapori. Da far invidia a un Trockenbeerenauslese della Mosella.

Con questa farcitura di ricordi in testa mi sono disposto con piacere a stappare un Vino Santo che non conosco, quello prodotto dalla storica sebbene poco nota azienda Salvetta presso Sarche. Storica perché attiva fin dagli anni Trenta del secolo scorso (e risalendo per li rami fino all’Ottocento, dove nel medesimo posto tale Giacomo Sommadossi produceva un Vino santo già rinomato all’epoca); poco nota perché poco nota.

Per tutto l’armamentario dei portati tecnici – come e dove è la vigna, chi fa cosa e come lo fa – rimando a questo documentato post di Camilla Malgarini, che è recentissimo (gennaio 2022).

Con l’età sono infatti sempre più annoiato dai dati genetici di un vino e – addirittura! in aperta violazione della sacra legge soldatian/veronelliana per cui solo “odorando e calpestando i luoghi” e “conoscendo le persone” si comprende un vino – mi stimola soprattutto e quasi soltanto il dialogo con la bottiglia (ma comunque non con il tappo o la capsula).

Potrei peraltro ammantare questa noia di parole più nobili, come “mi concentro sull’opera, non sull’artefice”. O con letture disputabili, e tuttavia fondate, come “per valutare un film di Visconti non è così decisivo essere stato dove ha fatto le riprese, sapere che pellicola ha usato il direttore della fotografia, aver parlato con gli attori o con il fonico”.
Ma la vivo così com’è, e chiusa lì. Chi dissente, dissenta. Nei limiti: altrimenti arriverebbe a soffrire di dissenteria, e sarebbe un problema suo.

Ma torniamo a questo Vin Santo. Si presenta in una bottiglietta volutamente “vecchio stile”, piena di medagliette sovrapposte da esposizione universale ottocentesca. Il vino, quanto a lui, è molto piacevole. L’annata 2016 propone un liquido scorrevole, poco denso e viscoso. Il colore è ambrato classico, così come i profumi (classici intendo, non ambrati): un ampio spettro di rimandi alla frutta disidratata, dai fichi ai datteri. Al palato conferma la sua silhouette longilinea, tendente alla magrezza ma senza alcuno spigolo ossuto. Il gusto è delicato, di buona espansione e progressione, sostenuto da una discreta vena acida e salina. Un Vino Santo non monumentale ma aggraziato, proporzionato, davvero riuscito.

___§___

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *