Il Ristoro Agricolo della Fattoria Sardi: da Casadei a Monk

0
3194

Sono andato al Ristoro Agricolo della Fattoria Sardi, alle porte di Lucca. Ci sono andato con un animo scanzonato da gita fuori porta, non pensavo di riceverne in cambio magìa.

Lì ci ho trovato vini campagnoli, gastronomici, di una purezza disarmante, che è purezza buona. Simpatici a pelle, in verità me li aspettavo: perché siamo da Sardi, perché conosco il loro stile, e perché conosco i loro vini.

Quello che non mi aspettavo è di trovarci una cucina così. O meglio, il fatto che a dirigere l’ambaradan cuciniero sia Damiano Donati, una certa predisposizione a tener drizzate le orecchie in verità te la trasmette, ma il percorso sviluppato negli anni da questo cuoco talentuoso e pensante ( miglior chef emergente d’Italia per la guida del Gambero Rosso ai tempi del Serendepico, poi l’esperienza pluriennale a Il Punto di Lucca) per passare dalla cucina creativa di un tempo alla cucina essenziale (nel senso di essenza) di oggi, mi ha lasciato chiare suggestioni in testa.

La sua cucina attuale è al servizio del territorio, e si cala alla perfezione nel contesto in cui é, nell’atmosfera che c’è lì, nelle cose che vivi lì, in quel momento, in quel luogo. Lontane le sirene dell’ego: il cuoco è un tramite, non il primattore, per lui parlano le cose che fa, e basta, senza bisogno di aggiungere altro. Una sorta di messaggero silente.

Ecco, le “cose” che fa Damiano Donati al Ristoro Agricolo della Fattoria Sardi conservano la purezza istintiva e pop di una musica per le aie, ma sanno proiettarti over the rainbow.

Come una mazurka di Raoul Casadei suonata da Thelonius Monk, a cui bastava un solo dito, da far scorrere su e giù per la tastiera, per trasportarti sulle rotte di una melodia che risuona dentro.

___§___

Contributi fotografici dell’autore

FERNANDO PARDINI

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here