La sostenibilità ambientale delle vendite “aggregative” di Vinix Grassroots Market

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Il concetto di sostenibilità, da vago, sta diventando sempre più preciso e stringente: anche in viticoltura, che è il comparto agricolo italiano economicamente più rilevante, e il conto dei rifiuti prodotti e delle emissioni di Carbonio sarà presentato in modo sempre più stringente, arrivando magari a puntare il dito persino contro gli “abbruciamenti” dei residui di potature a favore di interramenti e compostaggi.

Questo vale anche per il commercio, anzi di più. Chi va al supermercato si sente sempre più in colpa guardando le sue buste sempre più piene di vaschette e scatoline (anche se per fortuna sempre più riciclabili). E se il mondo del vino ha delle variabili aggiuntive, dalla fragilità degli involucri alla delicatezza del prodotto, in questo senso, la filosofia insita nel commercio on line organizzato “a cordate” usato dalla piattaforma di e-commerce Vinix Grassroots Market di Filippo Ronco appare assai vantaggiosa, e non solo per la razionalizzazione e minimizzazione delle spedizioni e dei trasporti.

Infatti, su quella che era solo una intuizione, si sta svolgendo uno studio del Politecnico di Milano che sembra corroborarla in pieno. Infatti, una spedizione “singola” in cartoni sovradimensionati a causa dei distanziatori “antirottura” (perdipiù effettutata “alla spicciolata”) è senz’altro più impattante in termini di peso (e quindi di rilascio di anidride carbonica durante il trasporto) di tanti cartoni “normali” tenuti stretti nei pallet utilizzati dalla piattaforma di Vinix, proprio per la filosofia “aggregativa” che lo contraddistingue.

Aspettiamo gli sviluppi della ricerca, nel frattempo pensiamo anche a questi aspetti, quando compriamo, e compriamo del vino on line.

L'AcquaBuona

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