L’Utopia di Montecappone

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I vini di Gianluca e Alessandro Mirizzi, protagonisti della cantina Montecappone di Jesi (AN), colpiscono perché in grado di unire, in una sorta di armonia ideale, l’impegno alla spensieratezza. Ricordano per certi versi alcuni film del mio cineasta preferito della storia del cinema, Federico Fellini. La mia tesi è altresì confermata dal Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico Utopia 2016 degustato negli ultimi giorni, e l’evoluzione è stata tale proprio perché assaggiato in più riprese.

Solare sin dalla tonalità, l’energia e il calore della bella costa marchigiana si riflettono soprattutto al naso: un tripudio di agrumi (cedro in primis), pennellate floreali di ginestra, mimosa ma anche timo limone, smalto e un accento iodato fedele al territorio.

Ritrovo la stessa armonia al palato, tutta la forza delle onde attraverso una sapidità vibrante e ben allineata alla freschezza dell’agrume; dunque coerenza, profondità ma senza in alcun modo intaccare la beva, dote quest’ultima che nei vini bianchi non deve mai mancare, a mio avviso. Abbinarlo ad un buon piatto di strozzapreti allo scoglio ritengo sia un preciso dovere morale.

Crediti fotografici Danila Atzeni

Andrea Li Calzi

Nasce a Novara, ma non di Sicilia, nonostante le sue origini lo leghino visceralmente alla bella trinacria. Cuoco mancato, ama la purezza delle materie prime, è proprio l’attività tra i fornelli che l’ha fatto avvicinare al mondo del vino attorno al 2000. Dopo anni di visite in cantina e serate dedicate all’enogastronomia. frequenta i corsi Ais e diventa sommelier assieme alla sua compagna, Danila Atzeni, che oggigiorno firma gli scatti dei suoi articoli. Successivamente prende parte a master di approfondimento tra cui École de Champagne, vino che da sempre l’affascina oltremodo. La passione per la scrittura a 360° l’ha portato, nel 2013, ad aprire il blog Fresco e Sapido; dal 2017 inizia la collaborazione con la rivista Lavinium e dal 2020 quella con Intralcio. Nel 2021 vince il 33° Premio Giornalistico del Roero. Scorre il nebbiolo nelle sue vene, vitigno che ha approfondito in maniera maniacale, ma ciò che ama di più in assoluto è scardinare i luoghi comuni che gravitano attorno al mondo del vino.

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Nasce a Novara, ma non di Sicilia, nonostante le sue origini lo leghino visceralmente alla bella trinacria. Cuoco mancato, ama la purezza delle materie prime, è proprio l’attività tra i fornelli che l’ha fatto avvicinare al mondo del vino attorno al 2000. Dopo anni di visite in cantina e serate dedicate all’enogastronomia. frequenta i corsi Ais e diventa sommelier assieme alla sua compagna, Danila Atzeni, che oggigiorno firma gli scatti dei suoi articoli. Successivamente prende parte a master di approfondimento tra cui École de Champagne, vino che da sempre l’affascina oltremodo. La passione per la scrittura a 360° l’ha portato, nel 2013, ad aprire il blog Fresco e Sapido; dal 2017 inizia la collaborazione con la rivista Lavinium e dal 2020 quella con Intralcio. Nel 2021 vince il 33° Premio Giornalistico del Roero. Scorre il nebbiolo nelle sue vene, vitigno che ha approfondito in maniera maniacale, ma ciò che ama di più in assoluto è scardinare i luoghi comuni che gravitano attorno al mondo del vino.

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