Di ritorno dall’Anteprima del Nobile/1 – Nobile di Montepulciano 2020: l’annata, i vini, il carattere

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Affrontare il Nobile di Montepulciano, e affrontarlo anzitempo rispetto ai tempi suoi, può portare con sé delle “insidie insidiose”; l’appuntamento annuale con le Anteprime “febbraiotte” ne costituisce una plastica dimostrazione. Certo è che l’annata in gioco può metterci del suo, e la 2020, da un certo punto di vista, il suo ce lo ha messo e ce lo ha messo in meglio.

Perché i rossi di questi luoghi sono tradizionalmente lenti a carburare, segnati in gioventù da una robustezza tannica e da una acidità “puntuta” che li fa sbuffare senza distenderli, talvolta chiudendone a riccio l’espressività e irrigidendone i movimenti. In questo senso, l’annata 2020 ne ha favorito la lettura, perché fra una insidia climatica e l’altra ( inverno insolitamente mite, giugno insolitamente piovoso, sopportabile caldo estivo, nervosa piovosità settembrina) ha sortito come risultato un buon equilibrio di base e una dote tannica meno imperiosa del solito, accompagnati da acidità discrete e pH piuttosto altini, a concretizzare vini magari non così predisposti alla lunga gittata ma, se raffrontati ai Nobile discendenti da annate più grintose e classiche, assai concessivi e rilassati.

Quanto all’essenza delle cose, e agli stili in gioco, vi sono ancora un paio di filoni che si “scontrano”, uno più modernista e fruttato, l’altro più classico e sfumato, con in  mezzo interessanti crossover. E comunque la mano ispirata di qualche cantina non propriamente sulla bocca di tutti sta facendosi apprezzare, al di là dei nomi più conosciuti.

Ora, è pur vero che qua e là si evidenziano ancora ruvidità e rusticità che il tempo forse non risanerà, ma il mainstream va sicuramente indirizzandosi su rotte buone, con disegni più limpidi, articolazioni più garbate, trame gustative più modulate e meno brusche. Con l’arrivo delle nuove Pievi – un passo deciso verso la zonazione -, c’è da auspicare che possano schiarirsi altri orizzonti, offrendo la stura a un ulteriore salto di qualità.

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I VINI DI UN GIORNO

Disposti in stretto regìme alfabetico, e non di predilezione, accanto al nome ho deciso di indicare la composizione varietale. Per dare il la ad una sottolineatura: gli uvaggi sono quelli dichiarati dai produttori stessi nelle schede tecniche, per cui c’è chi predilige scrivere sangiovese, chi prugnolo gentile. Non so se questa “ambivalenza” lessicale voglia sottintendere qualcosa, nella consapevolezza e negli intendimenti dei loro artefici, certo è che sulla reale essenza -e discendenza- del prugnolo gentile di Montepulciano dal punto di vista ampelografico si è detto e scritto di tutto: evidentemente c’è chi desidera essere più chiaro possibile, a scanso di equivoci.

ANTICO COLLE – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020  (sangiovese; merlot)

Il rovere tende ad addolcire le trame, il tratto gustativo è verace ma poco accomodante, reattivo ma un po’ rustico.

BINDELLA – NOBILE DI MONTEPULCIANO I QUADRI 2020  (sangiovese)

Di confortante aura tecnica ed implacabile nitore, alla cura formale associa una trama proporzionata, ordinata, ben scandita, appena frenata dal tannino in chiusura.

BOSCARELLI – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020    (prugnolo gentile; canaiolo)

Succo di frutti rossi, accensioni agrumate, equilibrio, brillantezza. L’acidità è ancora un po’ tagliente ma la misura abita qui. Una mano sempre più ispirata sulle rotte dell’equilibrio.

CANTINA CROCIANI – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020   (prugnolo gentile; canaiolo nero, mammolo)

Molto classico negli accenti, e molto puro, si muove con naturalezza offrendo una graziosa diffusività. Distintivo.

DEI – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020    (sangiovese; canaiolo nero)

Ancora compresso nell’esposizione, si impasta un po’ scontrandosi con una massa tannica non propriamente distesa, anche se non si fa mancare caratterizzanti sottotraccia fumé di matrice minerale.

EDOARDO MARIA VANNUTELLI – NOBILE DI MONTEPULCIANO SIGNORE DEL GREPPO 2020  (prugnolo gentile)

Segnato dagli empireumatismi e marcato da un tannino robusto e abrasivo, appare un po’ a corto di respiro e di ariosità, quantomeno ora.

FATTORIA DEL CERRO – NOBILE DI MONTEPULCIANO SILINEO 2020  (prugnolo gentile; altri)

Non del tutto irreprensibile nella definizione aromatica, è avvolgente, fruttato, dal tratto finanche vinoso, senza che lasci intravvedere però un preciso carattere.

FATTORIA DELLA TALOSA – NOBILE DI MONTEPULCIANO ALBORETO 2020 (sangiovese)

Coriaceo, austero, dal tannino rombante, si concede poco, è roccioso, in sé, in odor di evoluzione.

FATTORIA SVETONI – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020    (sangiovese; altre uve tradizionali)

Introspettivo, sulle sue, non esente da qualche rusticità, traduce schiettezza dietro le evidenze prugnose e liquiriziose.

GRACCIANO DELLA SETA – NOBILE DI MONTEPULCIANO  2020   (prugnolo gentile; canaiolo, merlot)

Frutto “scuro” ma buona freschezza di fondo. E se sfiora l’austerità (pur senza risultare arcigno), grip e croccantezza sono garantiti da una acidità vibrante.

IL MOLINACCIO – NOBILE DI MONTEPULCIANO LA SPINOSA  2020  (sangiovese)

Tondeggiante, pinotteggiante, elegante. Tutto -ante. Molto connotato stilisticamente, possiede una gentilezza finanche inusuale per un Nobile. Diffusivo e dolce nella dote tannica, ti conquista grazie alla garbata spontaneità. Una nuova certezza (una certezza nuova).

LA BRACCESCA – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020  (sangiovese; merlot)

Abbraccia uno stile moderno senza disperdere la misura: materia assai concentrata, tratto grafitato, sentori di vaniglia in accompagnamento, grinta, tannini un po’ rugosi.

LE BERNE – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020   (sangiovese)

A suo modo old style, annunciato da sentori di prugna e frutti “scuri” e da una percezione alcolica in leggero esubero, ha un tannino “d’argilla” che ne frena gli slanci, anche se possiede una buona freschezza di base.

LE BERTILLE – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020     (sangiovese; canaiolo, colorino)

Il frutto è “laccato”, compresso fra rovere e alcol; il sorso è compatto ma poco diffusivo, su rivoli dolciastri. Un amalgama da compiersi.

LUNADORO – NOBILE DI MONTEPULCIANO PAGLIARETO 2020  (sangiovese)

Ispirato da una apprezzabile naturalezza espressiva, scivola bene sul palato, appena caldo, con risvolti floreal-minerali e buon grip.  Interessante.

MANVI – NOBILE DI MONTEPULCIANO ARYA 2020   (prugnolo gentile)

Fondamenta eleganti, scorrevolezza, disinvoltura, presa gustativa e acidità portante. Un Nobile d’annata stilizzato, compiuto e in linea con le precedenti versioni.

MARCHESI FRESCOBALDI TENUTA CALIMAIA – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020 (sangiovese; merlot)

Colore imperativo & frutto compresso, anche se sotto pulsa freschezza. Strizzando l’occhio al gusto internazionale, appare poco caratterizzato tipologicamente.

POLIZIANO – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020   (sangiovese; canaiolo, merlot, colorino)

Integrità di frutto, consueta polpa, compattezza senza compressioni. Rilascia sapore, e lo fa con giusta intensità.

TENUTA POGGIO ALLA SALA – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020   (sangiovese)

Ricco, “sottoboscoso”, impattante, incisivo. Non la scioltezza, quella no, e una tentazione più evoluta a far capolino.

TENUTA POGGIO ULIVETO – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020   (prugnolo gentile)

E’ sottile, poco estrattivo, con un lato speziato-officinale in evidenza e un allungo solo discreto. Però simpatico.

TENUTA VALDIPIATTA – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020  (sangiovese; canaiolo nero)

Un buon calibro estrattivo guida il sorso nel verso della speditezza. Non possiede particolari doti di diffusività, è un po’ stretto, diciamo, ma è aggraziato, senza intemperanze alcoliche od occlusioni tanniche.

TENUTA TREROSE – NOBILE DI MONTEPULCIANO SANTA CATERINA 2020   (prugnolo gentile)

Floreale, delicato, sulle punte, c’è una buona acidità a dargli brio; stretto & affusolato ma coinvolgente per garbo e tensione, trasmette una sensazione di leggerezza.

TENUTA VALDIPIATTA – NOBILE DI MONTEPULCIANO VIGNA D’ALFIERO 2020  (sangiovese)

“Scuro”, robusto, liquirizioso, ancora arroccato, mostra poca luce nelle trame e un tannino un po’ ingombrante.

TIBERINI – NOBILE DI MONTEPULCIANO PODERE LE CAGGIOLE 2020    (prugnolo gentile; canaiolo, mammolo)

E’ l’estrazione super calibrata a rendergli in articolazione. Sottile, sapidissimo, infiltrante, dal carattere speziato, sconta un filino di rovere a chiudere ma la razza è di quelle buone. Fra i migliori.

VECCHIA CANTINA DI MONTEPULCIANO – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2020   (sangiovese; altri)

Frutto e fiore ma con una certa rusticità di fondo; sviluppo assai compresso, trama che spancia senza tendersi, sostanziale correttezza formale.

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Si ringrazia il consorzio di tutela del Nobile di Montepulciano per l’opportunità, l’ospitalità e l’accoglienza.

FERNANDO PARDINI

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