Derthona Due.Zero 2023. Un modo nuovo di dire timorasso

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Derthona Due.Zero è la storia di una piccola rivoluzione in atto nell’estremo lembo orientale del Piemonte vinicolo, a partire da un autoctono che sta diventando la “next big thing” del mondo del vino. Quello che sorprende, nel Piemonte rossista, è che si tratta di un vitigno bianco visceralmente legato a un ristretto areale d’origine: stiamo parlando del Timorasso dei Colli Tortonesi.

La rivoluzione in atto è quella di valorizzare il connubio vitigno-areale di produzione con un nome che ne sia sintesi e simbolo univoco: ecco che Derthona, l’antico nome romano di Tortona, diventa sottozona e appellazione univoca per i vini da uve timorasso prodotte secondo un apposito disciplinare all’interno delle valli che compongono i Colli Tortonesi (ad eccezione della già presente sottozona Terre di Libarna, in Val Borbera).

L’occasione per un fondamentale approfondimento sul Derthona è stata la manifestazione Derthona Due.Zero, nelle giornate del 12 e 13 marzo scorsi. Momenti clou, oltre al grande banco d’assaggio con i produttori all’interno del Museo Orsi di Tortona, la Masterclass con l’anteprima dell’annata 2021, arricchita dai preziosi contributi tecnici e storici di Andrea Dani (sommelier e comunicatore del vino), Davide Ferrarese (agronomo), Gianni Fabrizio (giornalista) e Gian Paolo Repetto (presidente del consorzio Colli Tortonesi).

Un po’ di storia
Le prime attestazioni di un’uva in grado di produrre un vino “limpido, potente e durabile” in zona tortonese risalgono al medioevo (Pier de’ Crescenzi), mentre il nome Timorasso emerge nell’Ottocento, dove in una cronaca del 1833 appare l’espressione “filari di Timorasi”. Proprio nel 19° secolo il timorasso raggiunge il suo apice di terreni vitati, diventando il vitigno piemontese bianco più diffuso, mentre il Novecento, in particolare il secondo Dopoguerra, vedranno una drastica riduzione della sua coltivazione in conseguenza dello spopolamento delle campagne e della crescita della superficie vitata a barbera. Negli anni Ottanta si scende addirittura a soli 5 ettari, mentre col 2000 si tocca il minimo: solo 3 ettari vitati a timorasso. Sarà il contributo di alcuni vignaioli pionieri, trascinati dall’entusiasmo visionario di Walter Massa, a dare nuova luce al timorasso: nel 2009 si sale a 25 ettari; oggi siamo a 330 ettari di timorasso, di cui 175 in produzione (1 milione di bottiglie la produzione attuale), dato che evidenzia in modo eloquente la gioventù di questo fenomeno e la “corsa” ai nuovi impianti di timorasso, esplicito riconoscimento del valore di questo bianco che ha caratteristiche di longevità e di potenziale evolutivo degne dei grandi vini mondiali.

Una geo-morfologia complessa
Grazie alla relazione di Davide Ferrarese è stato possibile apprezzare la complessità del territorio tortonese; stiamo parlando di un areale grossomodo di 50 chilometri in asse nord-sud per 25 chilometri est-ovest, composto da 46 comuni, suddivisi in vallate. A est la valle del Curone, a sud la valle Borbera, a ovest la Scrivia, al centro la val Grue.
Le altitudini assolute variano da 150 a 500 metri nella parte nord, tra 140 e 1000 metri nella parte centrale, tra 350 e 1700 nella più appenninica val Borbera. A complicare il quadro, ecco che l’andamento nord-sud delle valli si incrocia a reticolo, a livello geologico, con le differenti composizioni dei terreni: a nord prevalgono terreni marnosi (le cosiddette marne di Sant’Agata, conglomerati calcarei di origine marina), al centro il bacino terziario piemontese, che si estende su un ampio arco che arriva fino alle Langhe, sempre di origine marina; a sud si passa invece al dominio oceanico ligure-piemontese.

A livello ampelografico, il timorasso, data la sua storia travagliata, ha in vigna praticamente una sola selezione massale, che comporta di conseguenza grandi variabilità morfologiche nei grappoli. Si tratta in ogni caso, come rimarca Ferrarese, di un vitigno difficile, soggetto a produrre doppi/tripli germogli che se non controllati danno origine a un affastellamento produttivo e a problemi fitosanitari. Il grappolo è fitto, sensibile alla botrite e alle scottature solari. A fronte di queste problematiche, l’uva timorasso presenta valori naturali di acidità elevatissimi, che sono una delle principali ragioni della crescente attenzione, specialmente in tempi di innalzamento globale delle temperature.

La sfida della geografia territoriale
La prossima sfida per il Derthona sarà, secondo Gianni Fabrizio, quella di iniziare a individuare le principali sottozone; si parte da una situazione praticamente nuova, senza preconcetti, e si tratterà di individuare le tipicità territoriali locali partendo da una situazione geo-morfologica molto complessa, come abbiamo visto, per via del gioco delle valli, nord-sud, incrociato con le fasce geologiche in direzione est-ovest.

Il progetto Derthona
A livello amministrativo, la sottozona Derthona è stata presentata ufficialmente nel gennaio 2020 ed è in fase di approvazione per l’iter di ingresso nella DOC Colli Tortonesi. Con l’appellativo Derthona si potranno avere vini da sole uve timorasso, fermi, e in tre tipologie: “Piccolo Derthona”, vendibile dal primo marzo dell’anno successivo alla vendemmia; “Derthona”, dal primo settembre dell’anno successivo alla vendemmia; “Derthona Riserva”, dal primo marzo del terzo anno successivo alla vendemmia.

La degustazione – L’annata 2021
All’interno della torre del Dongione di Carbonara Scrivia si è svolta la degustazione per i giornalisti. Da notare il tutto esaurito in sala (oltre 30 giornalisti specializzati), con una forte presenza di reporter esteri. Impeccabile e puntuale il servizio AIS.
Si è trattato di una batteria di 41 vini dell’annata 2021, 8 vini dell’annata 2020 e un campione per 2019, 2018, 2017, 2016. I vini presentati erano in larghissima parte registrati come Derthona, 6 a Colli Tortonesi DOC Timorasso, due a Terre di Libarna e un Piccolo Derthona.

A livello agronomico, dalla relazione di Davide Ferrarese, si è trattato di un’annata con un inverno mite, con poca neve e un’estate asciutta, con temperature massime molto alte specie in luglio, mentre agosto ha avuto buone escursioni termiche. Vendemmia attorno al 10-15 settembre.

Derthona 2021  – Boveri Luigi
Paglierino trasparente, citrico e fresco al naso, ancora poco espressivo per la gioventù. Bocca sapida, di buona ampiezza, finale secco lievemente ammandorlato.

Derthona 2021  – Canevaro Luca
Paglierino carico brillante, naso per adesso trattenuto, con sensazioni iodate-minerali e fiori bianchi. Bocca polposa, coerente, sapida e lunga.

Derthona 2021  – Cantina sociale di Tortona
Naso dai toni dolci e tropicali di banana, bocca assai marcata dal legno, finale amarognolo.

Colli Tortonesi Timorasso 2021  – Cantine Volpi
Paglierino medio/intenso, naso finemente erbaceo, sauvignoneggiante, marino. In bocca l’acidità è in rilievo, ma scorre via un po’ in fretta.

Derthona 2021  – Cascina Gentile
Paglierino intenso, mostra un naso maturo, un po’ evoluto (tracce di ossidazione?). In bocca è più dinamico, avvolgente, di bella spalla. Non fa dell’equilibrio la sua carta principale, ma è interessante.

Derthona 2021  – Cascina Giambolino
Al naso presenta note formaggiose, un po’ crudo, con un vegetale pungente. Anche in bocca manca di focalizzazione, rilasciando sensazioni acido-amarognole.

Colli Tortonesi Timorasso 2021  – Cascina I Carpini
Giallo paglierino intenso, naso dai toni maturi, ma non eccessivi, di frutta gialla e note marine. Bocca ampia, fresca, sapida, bilanciata dalla nota matura.

Derthona 2021  – Cascina Montagnola
Naso fine, note agrumate, ricordi di kumquat, bocca di bella ampiezza, evidentissima la spalla sapida, buona lunghezza. Vino saporito, tra un paio d’anni sarà al top.

Derthona 2021 –  Daglio Giovanni
Paglierino dai riflessi medio-caldi. Naso peculiare dai toni fumé e di caramello. Bocca ampia in cui spicca la dolcezza del frutto e un residuo zuccherino assai importante, bilanciati dalla matrice sapida-agrumata. Da tenere d’occhio.

Derthona 2021  – Borgogno
Paglierino medio/intenso, al naso spiccano note di idrocarburi ed altre vegetali di foglia di pomodoro. Bocca ampia, morbida, minerale.

Derthona 2021 –  Iandolo Francesco
Paglierino trasparente, naso agrumato su cui si affaccia una lieve nota fruttata e di anice. Bocca di bella personalità, con al retronasale ancora anice e agrumi. Da tener d’occhio negli anni.

Derthona 2021  – La Colombera
Naso ancora un po’ chiuso, citrico, con sbuffi che ricordano la naftalina. Più bilanciato in bocca, con note di cereali.

Derthona 2021  – La Spinetta
Paglierino brillante, naso fine, sottile nota erbacea, bocca agile, tutta di cesello. Vino giocato sulle finezze, molto sussurrato. Grande tecnica e grande materia prima.

Derthona 2021  – La Vecchia Posta
Naso vegetale, foglia di pomodoro tenue e qualche rusticità artigiana. Bocca molto personale, dove al calore morbido fa da contraltare l’acidità affilata e la lunghezza salina. Bell’equilibrio di serenità, svincolato da rigidità tecniche. Ruspante, buono.

Derthona 2021  – Mandirola Enrico
Paglierino pieno, naso molto discreto, quieto, leggerissime note di duro di menta, caramello, idrocarburo. Tutto molto trattenuto. Bocca calda, bilanciata solo in parte dall’acidità. In fase di chiusura?

Derthona 2021  – Claudio Mariotto
Paglierino intenso, bocca ammorbidita da un residuo zuccherino assai presente, ma un problema al retronasale lo irretisce. Punto interrogativo.

Piccolo Derthona 2021  –  Monterosso
Paglierino brillante, naso eloquente su toni erbacei e agrumati. Bocca un po’ rigida per la tagliente acidità (susina acerba).

Derthona 2021  – Oltretorrente
Floreale, fiori di campo. In bocca è ancora crudo, affilato e tagliente per l’acidità. Promette bene, va atteso.

Derthona 2021 Thimios – Alvio Pestarino
Paglierino lieve e trasparente, naso ancora leggermente chiuso da cui emergono note marine, echi d’anice, e comunque molto trattenuto. In bocca è più aperto e personale, con frutta gialla, susina, pesca, bella acidità e sapidità. Tra 1-2 anni sarà molto interessante.

Atto a Colli Tortonesi Timorasso 2021 –  Poderi Cusmano
Paglierino con leggerissima velatura, naso affilato, frutta gialla, susina, qualche rusticità terrosa, cereali. Sfaccettato in bocca e bilanciato tra potenza e frutta succosa; finale amarognolo. Bel vino.

Terre di Libarna DOC Archetipo 2021  – Poggio di Poggio Ezio
Paglierino brillante, naso che presenta note di cereali e acqua marina; in bocca gioca per il momento principalmente sulla sapidità, chiusura retronasale sul vegetale, di foglia di pomodoro.

Derthona 2021 Ronchetto  – Poggio Paolo
Paglierino carico. Naso che gioca su sfumature dolci di pasticceria, crème caramel, caramelle. In bocca è potente, acidità ben presente, ma frenato per adesso da un finale un po’ asciutto.

Derthona 2021 Grue  – Pomodolce
Paglierino; naso che ricorda il verderame, con un erbaceo molto marcato, Bocca assai scorrevole, al momento sbilanciata sul versante dell’acidità.

Derthona 2021 Amerio Luca  – Rèis Wine
Paglierino pieno, naso fine, minerale, con lievissimo fruttato in sottofondo. Bocca ancora assai monocorde per l’acidità. Da attendere.

Derthona 2021  –  Sassaia
Naso fine e vegetale, poi lievi note di idrocarburo, cipria, scatola dei trucchi, note derivate dall’affinamento in legno. L’acidità è scalpitante, il bilanciamento con il legno non ancora risolto.

Derthona 2021  – Tenuta Garetto
Paglierino chiaro, naso di fresche note erbacee e minerali. In bocca l’acidità è ancora tagliente, con qualche scompostezza. Probabilmente in fase precoce.

Piccolo Derthona 2021 – Terralba
Paglierino intenso/dorato, naso “morbido” e sfaccettato con note di zabaione, china, crema pasticcera. Bocca calda e alcolica, potente e morbida. Pronto, forse già un po’ evoluto.

Derthona 2021 –  Terre di Sarizzola
Paglierino pieno, naso morbido, anche qui siamo in presenza di una impostazione che lascia più spazio a una lieve ossidazione, note di crema al Marsala. In bocca è più agile e scattante grazie alla naturale acidità.

Derthona 2021  – Valli Unite
Paglierino carico, impostazione sul naturale, naso tra idrocarburi e vegetale, forse un po’ stanco. L’attacco in bocca è più dinamico grazie all’acidità, anche se il finale rimane un po’ rustico e “seduto”.

Derthona 2021 Vietti
Giallo paglierino, naso floreale con ricordi di mimosa, mineralità che si apre verso l’idrocarburo su una tessitura agrumata. In bocca è ancora troppo giovane, ancora poco espressivo, saprà aprirsi.

Derthona 2021 Maggiora –  Vignaioli Battegazzore
Paglierino brillante. Raffinato e ben equilibrato, crema e mineralità. Bocca ben equilibrata tra frutto e sapidità: ben fatto.

Colli Tortonesi DOC Timorasso Francesca 2021 –  Vigne Marina Coppi
Giallo paglierino. Discreto al primo impatto, su note marine. Bocca assai marcata dall’acidità, un po’ imbrigliato al momento.

Derthona 2021 Lacrima del Bricco  –  Vigneti Boveri Giacomo
Naso discreto, lievi sensazioni marine. Bocca dall’acidità vibrante ma arricchita da una nota fruttata di pesca.

Derthona 2021 Imai Frago  –  Vigneti Fassone
Paglierino pieno, naso di bel bilanciamento, crema pasticcera in equilibrio molto interessante. Nespola giapponese, lievissima nota ossidativa ben integrata, bello sviluppo.

Derthona 2021  – Massa F.lli
Paglierino pieno, naso molto peculiare, idrocarburo, ricordi di gomma bruciata, cereale. Bocca molto dolce, ancora segnata dai primari di fermentazione.

Derthona 2021  – Vigneti Piemontemare
Mineralità e legno nuovo, acidità e vaniglia. Tra chiari e scuri, risulta poco coinvolgente.

Derthona 2021 Quadro  –  Vigneti Repetto
Bel naso marino, senza eccessi citrici. Bocca viva, sapida, fruttata, uno dei pochi vini oggi già dotati di equilibrio di tutte le componenti. Bel vino.

Derthona 2021  – Vite Colte
Paglierino pieno, naso equilibrato tra ostrica e susina gialla. Bocca ben bilanciata, sapido-minerale, senza eccessi di acidità spigolosa.

Derthona 2021  – Voerzio Martini
Naso fine di acqua marina, pesca gialla e susina; bocca fresca e dinamica, pulita e netta. Bel vino!

Derthona 2021 –  San Matteo
Colore dorato, naso ricco, largo. In bocca è caldo, d’impatto importante, ma manca d’equilibrio per la nota ossidativa in eccesso.

Derthona 2021 Ricci Carlo Daniele
Naso ricco d’impronta lievemente ossidativa ma ben giocata. Bocca ampia e fruttata, in cui si conferma la vena ossidativa. Interessante, da abbinare in modo mirato.

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Alcuni campioni del 2020
Un anno in più in bottiglia, e nei nove campioni assaggiati nel contesto della degustazione cieca si ritrova mediamente un maggiore equilibrio, componenti più amalgamate. Tra gli assaggi, spiccano il Derthona 2020 IMAI di Vigneti Fassone (bilanciato tra ostrica, susina e vegetale); il Derthona 2020 Cantine Volpi (naso erbaceo di erbe amare e foglia id pomodoro, bocca ben equilibrata); Derthona 2020 Cascina Giambolino (mare e sottofondo di idrocarburi, frutta integra); Derthona 2020 Mandirola Enrico (naso delicato di rosa e frutta, sallungo sapido); Derthona 2020 Vigneti Repetto (mimosa, polline, lieve idrocarburo, morbido in bocca, succoso, di bell’allungo).

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Assaggi sparsi
Alcuni assaggi sparsi tra i banchi dei produttori presso il Museo Orsi di Tortona.
Vietti, Derthona 2019: seconda annata prodotta da Vietti a Tortona, un vino severo, complesso, con note di idrocarburo e anice, e un bel finale.
Borgogno ha iniziato a produrre timorasso dall’annata 2015. Il suo Derthona base 2017 è buonissimo, in perfetto equilibrio tra frutto (pesca) e note di idrocarburo. Il cru Scaldapulce 2019 è ancora un po’ contratto, da attendere.
I Carpini: azienda da tenere d’occhio; tra i campioni assaggiati, da segnalare il Timoz, timorasso macerato 3 settimane. Albicocca fresca, impatto tannico al palato, lunghissimo. E il Timorasso Riserva 2018, personale, gessoso, elegantissimo e pur riconoscibile nella tipologia. Bellissimo vino.
Canevaro Luca Derthona 2017: morbido, con note eleganti d’anice e idrocarburo, ben fatto.
La Morella di Ferretti Enio Derthona 2016: incredibile vino sfornato da Enio, che azzecca l’annata felice e tira fuori un vino semplicemente strepitoso, giocato sulla nota rustica che è la sua caratteristica stilistica, portata a livelli prossimi al sublime.

 

Alcune considerazioni generali
Alcune considerazioni a caldo dopo gli assaggi alla cieca dei Derthona e dei Colli Tortonesi Timorasso 2021.
Il fattore tempo nel timorasso è un elemento chiave: nella maggioranza dei campioni assaggiati, l’annata 2021 presentava vini ancora giovanissimi, difficili da interpretare, fasciati da una acidità spiccata, con note agrumate intense.
Gestire un vino-vitigno così irrequieto è una vera impresa, e lo si è notato in alcuni campioni (6-8), in cui al contrario della gran maggioranza dei vini, dai colori paglierini e dai nasi agrumati, si riscontrava invece un’impostazione più ossidativa, con colori carichi tendenti al dorato e nasi più caldi, in alcuni casi già stanchi. Sarebbe interessante approfondire se si tratti di situazioni dovute alla gioventù delle aziende nei confronti del timorasso, o se siano scelte enologiche per approcciare in modo diverso l’irruenza acida del vitigno. In generale l’uso del legno non è apparso eccessivo, il suo utilizzo sembra più uno strumento per smorzare le esuberanze dei primi anni di vita.

Occhio ai langhetti
Basta leggere la lista delle aziende per capire che è in atto un fenomeno molto interessante: molti produttori blasonati stanno arrivando dalla Langa per produrre timorasso. Nomi come Vietti, Borgogno, Voerzio-Martini, La Spinetta (oltre a Roagna, che non era presente), danno l’idea di come in questi anni i produttori storicamente rossisti di Barolo abbiano intuito la necessità di avere nella gamma aziendale un bianco di alto livello. Fenomeno davvero interessante, anche perché, nei campioni degustati, la mano esperta dei produttori langhetti si fa sentire eccome, con dei Derthona centrati ed equilibrati. È un apporto, questo che viene dalle Langhe, che non può fare che bene a una sottozona così giovane come quella del Derthona.

Un tentativo di sintesi
Difficile fare una sintesi di questa lunga cavalcata nei Derhona 2021: tanta, tanta acidità ancora da domare, tanto idrocarburo, sicuramente tutti i vini ben inquadrati all’interno della denominazione. Una sfida: difficile uscire dalla gabbia di queste acidità marcatissime e trovare una propria espressione. È un bene o un male? Penso che adesso sia bene così, c’è da vedere cosa succederà in futuro con il raggiungimento della maturità degli impianti vitati (che oggi sono mediamente molto giovani) e con la progressiva esperienza acquisita da parte dei produttori. Importantissimo, a mio avviso, è l’apporto di saperi e conoscenze provenienti da altre zone. Ottima cosa il rispetto delle caratteristiche primarie del vitigno, senza il ricorso clamoroso ad affinamenti soffocanti. Da valutare bene l’impronta ossidativa riscontrata in un certo numero di campioni, che può sparigliare le carte, ma anche stravolgere i vini.

 

Complimenti al Consorzio di tutela dei vini dei Colli Tortonesi per l’organizzazione ben strutturata e l’ottima gestione logistica dei differenti eventi. Grazie a Doralinda D’Auria e Jessica Busoli di Fruitecom. che hanno curato alla perfezione la comunicazione e la logistica dei giornalisti: brave. Grazie infine all’associazione Derthona Giovani, che ha visto riunire produttori vinicoli e del settore alimentare per supportare la promozione del territorio: il buffet organizzato dopo l’anteprima a Carbonara Scrivia era semplicemente sorprendente. Tra gli assaggi non si può non citare le pesche di Volpedo di La Montemarzina, gli straordinari formaggi Montébore di Matteo Grattone (caseificio Terre del Giarolo), i finger food del Ristorante Civico 4 di Tortona, le carni della Macelleria Semino di Viguzzolo, i salumi della Foresteria la Merlina di Dernice, le proposte vegetali di Valli Unite.

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Consorzio di tutela dei vini dei Colli Tortonesi
Via Isidoro da Tortona 1, 15057  TORTONA
www.collitortonesi.com
E-mail: info@collitortonesi.com

derthonaduepuntozero

Foto dell’autore tranne la 1, la 3, la 6 e la foto di Enrico Crippa, fornite dal Consorzio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Paolo Rossi

Paolo Rossi (p.rossi@acquabuona.it), versiliese, laureato in lettere, lavora a Milano nel campo editoriale. Nel vino e nel cibo ricerca il lato emozionale, libertario, creativo. Insegue costantemente la bottiglia perfetta, ben contento che la sua ricerca non sarà mai appagata.

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