Vinum Alba: racconto della 45ª edizione, all’insegna dei giovani e sempre più internazionale

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Per la prima volta sono stato a VINUM, la Fiera Nazionale dedicata ai grandi vini del Piemonte, 45a edizione organizzata dall’Ente Fiera di Alba, in collaborazione con il Comune di Alba e la Giostra delle Cento Torri. Per due fine settimana, tra fine aprile e inizio maggio, la Città di Alba è diventata la più grande enoteca a cielo aperto d’Italia. Passeggiando fra gli stand, si respirava un’aria giovane e internazionale, con ragazzi, famiglie e tanti bevitori, curiosi e consapevoli, accorsi da ogni parte d’Italia e da molti Paesi esteri.

A dirlo sono i numeri: delle 160.000 degustazioni vendute (di cui oltre la metà online), più del 60% è stato acquistato da utenti nella fascia di età compresa tra i 18 e i 35 anni, con wine lovers arrivati ad affollare le strutture ricettive nelle colline di Langhe, Roero e Monferrato da ben 22 Paesi del mondo (Australia, Belgio, Brasile, Svizzera, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito, Indonesia, Giappone, Corea del Sud, Lussemburgo, Lettonia, Moldavia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Serbia, Svezia, Slovenia e USA), oltre che da tutte le regioni italiane (è mancato solo il Molise…amici bevitori molisani, ci siete?).

Oltre 700 erano le etichette in degustazione di circa 400 produttori piemontesi (alle quali si sono aggiunte nel primo weekend quelle dei produttori dell’Oregon, con i vini di Medford, città gemella di Alba, e quelli del Consorzio dei Vini della Valle d’Aosta, regione ospite della kermesse nel secondo weekend, oltre a una selezione di etichette dai cinque continenti curata da GoWine, per una panoramica globale), in abbinamento con i piatti della tradizione dello Street Food ëd Langa, curato dai Borghi cittadini sotto il cappello della Giostra delle Cento Torri.

Ad arricchire l’offerta enogastronomica delle quattro piazze della città, gli appuntamenti organizzati all’interno della Sala Beppe Fenoglio, presso il Cortile della Maddalena, andati tutti sold out, al pari delle esperienze proposte sul territorio. In tutto sono stati 7 i workshop sui formaggi in collaborazione con ONAF (l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio), e 14 gli appuntamenti di VinumLab, con le Master Class curate dall’AIS Piemonte, a testimonianza di una volontà di approfondimento culturale sempre più attenta e ricercata.

Allargando al territorio, confermata la formula di successo di Vinum in Cantina – con visite guidate tra vigne e barrique in compagnia di produttori ed enologi che hanno preceduto la degustazione di vini, in abbinamento all’aperitivo preparato da rinomati chef. Un successo, presso la pertinenza del Castello di Roddi, Vinum a Tavola, iniziativa promossa dal Comune di Roddi in collaborazione con Ente Fiera di Alba e Piemonte Land of Wine, per offrire una vetrina di prestigio alle eccellenze enogastronomiche piemontesi in cinque cene curate da altrettanti chef.

Decisamente interessante è stata la nuova formula lanciata, con la possibilità di gustare i piatti firmati dagli chef Raffaele Lenzi, Michele Minchillo, Davide Palluda, Paolo Griffa e Luigi Taglienti abbinandoli a proprio piacimento a oltre 100 etichette diverse di vini e 20 di vermouth. Il maniero langarolo, grande novità di quest’anno, è stato inoltre teatro dei corsi di cucina dove turisti italiani e internazionali hanno sperimentato le ricette di grandi piatti iconici di importanti chef.

Ho avuto modo di partecipare a tutto il programma e mi sono davvero divertito. Però, da specialista del vino, la mia attenzione era molto focalizzata sulle etichette in assaggio, e devo dire che non sono stato deluso. Nonostante qualche difficoltà dovuta al sano “affollamento” (Vinum non è un evento pensato per la stampa specializzata, ma una grande festa del vino), sono riuscito a provare diverse cose interessanti. Vi lascio, quindi, con la mia personale “top ten” di Barolo, Barbaresco + un saldo di Vermouth. (P.S. – ho volutamente segnalato bottiglie già pronte e piacevoli adesso, senza necessità di attendere chissà quali evoluzioni…insomma, bottiglie “glou-glou” da bere, coerenti con lo stile Vinum)

“Top ten” Barolo e Barbaresco

Barolo Cerretta 2018 – Ettore Germano
Barolo Rocche dell’Annunziata 2019 – Rocche di Costamagna
Barolo Bricco San Pietro 2018 – Abbona
Barolo Castellero 2017 – Brezza
Barolo Parussi 2018 – Sordo Giovanni
Barbaresco Bricco San Giuliano 2020 – Pelissero
Barbaresco Serraboella 2020 – Bera
Barbaresco Roncaglie 2020 – Poderi Colla
Barbaresco Pajorè 2020 – Rizzi
Barbaresco San Giuliano 2019 – Cecilia Monte

“Top six” Vermouth

Vermouth di Torino Superiore IGP Bianco – Carlo Alberto
Vermouth di Torino IGP Ambrato – Martini&Rossi
Vermouth di Torino IGP Ambrato – Del Professore
Vermouth di Torino IGP Rosso – Pelini’s
Vermouth di Torino IGP Rosso – Karminia
Vermouth di Torino IGP Rosso – Franco Cavallero Spirits

Franco Santini

Franco Santini (santini@acquabuona.it), abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri. Pian piano, da argomenti tecnico-scientifici è passato al vino e all’enogastronomia, e ora non vuol sentire parlare d’altro! Grande conoscitore della realtà vitivinicola abruzzese, sta allargando sempre più i suoi “confini” al resto dell’Italia enoica. Sceglie le sue mète di viaggio a partire dalla superficie vitata del luogo, e costringe la sua povera compagna ad aiutarlo nella missione di tenere alto il consumo medio di vino pro-capite del paese!

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