Barcelona!
 
 

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Un viaggio in Alsazia
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La botte di Heidelberg

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Barcellona, dove gli italiani non sanno se sia più facile leggere le scritte in spagnolo ufficiale o in catalano, lingua tanto simile all’italiano quanto sorprendentemente diversa. La città di Gaudì e delle sue fantastiche forme, della Sagrada Familia sempre in costruzione e dello scempio urbanistico delle scorse olimpiadi. Indissolubilmente legata al mare e al suo porto verso cui tutta la città sembra scivolare dai colli, e verso cui non si può fare a meno di indirizzarsi scendendo lungo le ramblas. Città di bar e di tapas e di vita notturna. Quante volte percorsa letterariamente seguendo le orme di Pepe Carvalho e le ricette di suo padre Montalban. Città che ruota intorno al suo centro gastronomico, al rutilante mercato della Boqueria in cui potete girare in tondo per un'ora prima di riuscire a decidervi che pesce comprare.

Un posto da vedere e rivedere ma che intanto ci ha fornito l'occasione per un primo assaggio di vini spagnoli, a noi profani sembrati di buona levatura benché acquistati, senza farsi troppi problemi, nel primo negozio all'angolo. Ecco quindi i vini che hanno accompagnato una cena di fine millennio iniziata a base di molluschi al vapore (le enormi cozze spagnole!) e totanetti minuti al guazzetto. Proseguita con triglie fritte, maruzzelle e farfalle al pesce tordo. Terminata da un saporitissimo roastbeff che avevamo acquistato già pronto da cuocere al mercato della Boqueria, un insaporito filetto di manzo infagottato in una spessa coltre di grasso di maiale che si era poi sciolta sul letto di patate e cipolline che lo aveva accolto in forno.

Torres Gran Viña del Sol 1998

Torres Rosato 1998

Marques de Grignon Rioja 1997

Torres Gran Reserva 1995

Ben tre dei vini bevuti erano della Torres, azienda familiare molto conosciuta sia in Spagna che all'estero (con tenimenti anche in Cile e California) che presenta sul mercato una gamma molto vasta di prodotti. 

Il primo bianco, a base chardonnay, ci ha subito piacevolmente impressionato per i suoi aromi floreali e la sua freschezza. Un'interpretazione dell'uva abbastanza tradizionale e piacevole, senza ricorso a legno. 

Abbiamo invece trovato abbastanza scadente il rosato, che non poteva competere col vino precedente né per aromi né per complessità.

Dai vini del Penedes siamo passati poi al Rioja, grande rosso spagnolo. Il Marques de Grignon, tempranillo in purezza dal colore rubino di media intensità, pur avendo una gradazione bassa (11.5%) si presenta con un bell'impatto, sia al naso, dove aromi cioccolatosi si sovrappongono a un penetrante sottobosco, sia in bocca dove mostra un buon corpo e una discreta persistenza.

Concludiamo col Gran Reserva, ancora di Torres, che ha accompagnato il filetto al forno. Un Cabernet Sauvignon di 13 gradi e tipico stampo internazionale, la sua dote migliore era rappresentata da una grande e equilibrata speziatura, mentre il frutto risultava un po' spento facendoci rimpiangere il vigore del Rioja.

Immagini: Casa Battlò dell'architetto Antoni Gaudì (1852-1926); volantino della metropolitana scritto in catalano: "Avviso, la notte dell'ultimo dell'anno la metro non si ferma"

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