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6-12/3/2000
 
 
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13-19/2/2000

Biondi Santi ha fatto «13» grazie al Brunello

MONTALCINO — Biondi Santi, griffe storica del Brunello di Montalcino e del vino italiano di grande prestigio, archivia il 1999 con 13 miliardi di fatturato (50 per cento di export) e lancia lo «Schidione III Millennio» un «super Tuscan» da mito: 1,5 milioni di lire a bottiglia, etichetta in oro, tiratura limitata a 13.987 magnum, certificato di autenticità (che permette di fatto, a ogni bottiglia, di avere una «storia personale» e che registra anche i passaggi di proprietà e la ricolmatura, un'expertise che allunga la vita del vino), creato per appassionati di alto livello e per collezionisti.«Un super vino già richiestissimo - spiega Jacopo Biondi Santi, erede della famiglia che ha inventato il Brunello - da tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti e in Giappone, ma anche in Italia. Sono apprezzate anche le dediche personalizzate, possibili grazie a un certificato di autenticità legato alla magnum di "Schidione III Millennio" che ha fatto colpo sugli appassionati».

(La Nazione, 8/3/2000)


Il Borsino dei vini
La Barbera d'Asti da invecchiamento fra 3 e 4 mila al litro

Nessuna novità sui prezzi dei vini quotati ieri al Borsino della Camera di Commercio: la Barbera d'Asti superiore adatta  all'invecchiamento è stimata dalle 3 alle 4 mila lire al litro. La qualità Superiore va dalle 2.300 alle 3 mila. Invariata anche la Barbera d'Asti doc da dodici gradi e mezzo (1.800-2.300 lire), quella a dodici gradi (1.550-1.800) e la doc Monferrato, che si attesta ad un minimo di 1.500 lire con un tetto massimo di 1.800. Ecco alcune altre quotazioni: Dolcetto d'Asti (1.900-2.300), Freisa secco (2.500-2.600), Grignolino d'Asti (2.500-2.800), Grignolino Piemonte (1.950-2.300), Cortese dell'Alto Monferrato (1.050- 1.150), Cortese Piemonte (1.000- 1.100). Tra gli aromatici: Malvasia di Casorzo e di Castelnuovo Don Bosco (2.600-2.700), Brachetto d'Acqui 4.700, Brachetto Piemonte (4.000-4.200).

(La Stampa, 9/3/2000)


A Castelletto d'Orba sarà aperta da domani fino a martedì la rassegna dei vini dell'Alto Monferrato. Il Dolcetto docg è protagonista nel paese delle acque minerali

Renzo Bottero
CASTELLETTO D'ORBA Un vino protagonista nel paese delle acque. La notorietà di Castelletto - nella Valle Orba ovadese, alle pendici dell'Appennino tra Piemonte e Liguria - si perde nella notte dei tempi: deriva soprattutto dalle sue sorgenti di acqua minerale, dotate di proprietà curative e ampiamente commercializzate (ricordiamo, fra le altre, la Fonte Feja). Ma accanto a questo c'é stato negli ultimi anni un continuo sforzo per rendere questo paese sempre più accogliente, trasformarlo in piccolo polo turistico sfruttando le sue caratteristiche da sempre adatte alla classica «villeggiatura», che oggi offrono terreno fertile al moderno agriturismo. Determinante è stata l'azione del Comune, guidato dal sindaco Lorenzo Repetto, con interventi che vanno dai recenti lavori di recupero del centro storico (due miliardi per ripavimentare a porfido strade e piazze), al potenziamento dell'illuminazione, delle strutture sportive e così via. Ma è sull'immagine di Castelletto che Repetto ha scommesso molto, puntando com'era logico su uno dei punti di forza del territorio: l'enogastronomia. Di qui l'idea, concretizzatasi quattro anni fa, di riproporre una rassegna enologica che altri centri avevano trascurato, per offrire alle aziende la possibilità di presentare al grande pubblico il meglio dei loro «docg» (in particolare il Dolcetto, vitigno principe dell'Ovadese) e degli altri prodotti tipici. La Rassegna dei vini dell'Alto Monferrato è cresciuta diventando uno degli appuntamenti «clou» per far conoscere Castelletto e la sua zona a livello nazionale e non solo: quest'anno l'esposizione, oltre al marchio di «Città del Vino», vanta anche quello di «Città del Vino d'Europa». La Rassegna, che ha sede nel palasport, sarà inaugurata domani alle 10,30 e resterà aperta fino a martedi. [...] 
Domenica, a Villa Carolina, alle 10,30, la degustazione «verticale» (si assaggiano diverse annate dello stesso vino) del Dolcetto di Ovada a cura di Gigi Brozzoni, del Seminario permanente di Luigi Veronelli. Lunedì un convegno «sulla selezione clonale» dello stesso Dolcetto e a seguire la tavola rotonda sui ristoratori e il vino dell'Alto Monferrato. 

(La Stampa, 10/3/2000)



Nel Chianti il Venturone

CASTELLINA IN CHIANTI
Nel Chianti il Venturone «è stato a lungo attirato dall'habitat variegato dai tempi in cui i poderi erano a coltura mista e non specializzata con le sole vigne. Ora è raro per il cambiamento di habitat e per l'uso sconsiderato dei prodotti chimici in molte vigne». Stessa sorte per il Verzellino: «In Toscana e nel Chianti trova l'habitat ideale per nidificare fino a quando l'uso dei diserbanti lo hanno reso raro». Venturone e Verzellino sono due razze di uccelli ormai quasi scomparse dal Chianti. L'uso eccessivo di pesticidi in agricoltura sarebbe la causa della loro progressiva uscita di scena. Dell'uso o abuso di queste sostanze si parla molto, ma quando la denuncia è su etichette di vini Chianti Classico fa un certo effetto. L'atto d'accusa è sulle etichette di Chianti Classico «Castellare di Castellina» e Vigna il Poggiale accanto alle figure degli uccelli ricordati che è ormai un'impresa veder volare. Il Castellare di Castellina ha scelto questa strada di «denuncia» perché come conferma il direttore Alessandro Cellai «abbiamo scelto la strada della gestione organica dell'azienda, ovverosia salvaguardare la produzione di vini di qualità senza usare pesticidi o erbicidi». 
Andrea Ciappi

(La Nazione, 11/3/2000)


La Castello Banfi rinnova le strutture e assume personale

MONTALCINO
L'amministratore delegato Ezio Rivella e i proprietari John e HarryMariani della Castello Banfi stanno lasciando il posto alle giovani generazioni di manager, Enrico Viglierchio, Cristina Mariani, James Mariani: «l'impegno - spiega il neo direttore generale Viglierchio - sarà gestire il cambiamento continuando a seguire la strada già tracciata. Siamo sempre stati un'azienda internazionale e il Brunello è il nostro ambiasciatore nel mondo. Adesso, però, vogliamo far capire al consumatore che noi produciamo anche altri vini eccezionali come il “Summus” e l'”Excelsus”». «La Banfi sta ultimando - continua Viglierchio - un progetto per un ulteriore restauro del trecentesco Castello, cuore dell'azienda, che ospita il Museo del vetro e della bottiglia e un potenziamento dell'attività di accoglienza e ospitalità (ristorazione, wine bar, eventi, degustazioni). Un progetto che porterà, in qualche mese, all'assunzione di nuove figure professionali».

(La Nazione, 11/3/2000)


A Canelli dal 20 una serie di incontri dell'Oicce
Capire come cambia il lavoro in cantina

CANELLI 
Una serie di incontri per capire come vambia il mondo del vino. E' la proposta dell'Oicce, l'organizzazione interprofessionale per la comunicazione in enologia, fondata da un gruppo di ricercatori, industrie ed enti pubblici e privati con interessi in campo enologico (la sede è a Canelli). L'organizzazione ha definito un programma dei corsi: vari i temi che verranno affrontati (sempre il lunedì, dalle 14,30, nel salone della Cassa di Risparmio di Asti in piazza Gancia) dai seminari tenuti da esperti. S'inizia il 20 marzo con un argomento che sta tenendo banco propri in questi giorni, ossia la depenalizzazione e la riforma del sistema sanzionatorio in tema vinicolo, con le conseguenze per aziende e operatori. Relatore sarà l'avvocato nicese Giuseppe Gallo, esperto nel settore enologico. Il 27 marzo si parlerà dell'uso razionale della barriques con il prof. Mario Castino; il 10 aprile dell'utilizzo ottimale dell'anidrite solforosa (relatore ancora Castino); il 17 dell'igiene nella cantina vinicola tra obblighi legali e norme tecniche, con esperti dell'Asl 19; l'8 maggio si dibatterà della legge 626 (quella sulla sicurezza nei luoghi di lavoro) in campo enologico con l'ing. Fabio Zucchi; il 15: le novità sull'uso di enzimi e lieviti, ne parlerà la dott.ssa Barbara Scotti; il 22 rappresentanti del servizio di Repressione Frodi di Asti illustreranno le nuove regole per la commercializzazione dei vini; il 29 maggio infine, con l'enologo Cesare Bianco, si parlerà della filtrazione in enologia. I corsi sono gratuiti per i soci Oicce, ai non soci ogni corso costa 300 mila. Informazioni e iscrizioni rivolgersi al n. 0141.822.607 o cliccando sul sito Internet www.oicce.it. 

(La Stampa, 11/3/2000)


Un convegno della Confederazione agricoltori; «zonazione», la chiave per esaltare un vigneto

ALESSANDRIA 
Le nuove regole per la competizione dei vini italiani sui mercati, indicano «la qualità» come soluzione, o meglio come obiettivo da perseguire. Il mondo vitivinicolo vive oggi un importante processo: la ricerca è divenuta la base fondamentale per l'evoluzione del settore. Accanto agli studi sulla qualità in cantina e nel vigneto, emerge una nuova filosofia, che sembra gettare le basi di una rivoluzione nel mondo enologico. E' la «zonazione», termine ostico ai più, che cela in realtà un presupposto fondamentale per i viticoltori: avere strumenti «scientifici» utili ad esaltare le potenzialità di un vigneto. La  zonazione è lo studio su un territorio, al fine di ricercare quelle zone che presentano caratteristiche omogenee, per ottimizzare la vite. E' dunque questa la nuova frontiera nello sviluppo della ricerca della qualità? Al quesito la Confederazione Italiana Agricoltori di Alessandria cercherà di dare una risposta, nella Rassegna dei Vini dell'Alto Monferrato. In un convegno, intitolato «Vini del Monferrato: la zonazione, strumento di conoscenza per la qualità?» gli esperti forniranno gli elementi di valutazione alle teorie che stanno facendo discutere i produttori. «Abbiamo colto l'occasione della rassegna - spiega Roberto Ercole, presidente provinciale della Cia, che introdurrà i lavori - per approfondire un tema importante per la viticoltura monferrina». Accanto ad Ercole, sono stati chiamati Attilio Scienza, del Dipartimento di Produzioni Vegetali della Facoltà di Agraria dell'Università degli studi di Milano, e Osvaldo Failla, anch'egli docente della facoltà milanese, che avranno il compito di illustrare i concetti fondamentali della zonazione, la sua applicazione pratica, gli obiettivi che tale ricerca si pone. Saranno poi presenti Attilio Borroni, vicepresidente regionale della Cia, che illustrerà la politica regionale sul vino, e Pietro Palumbo, membro del Comitato Vini Nazio nale. L'appuntamento con l'incontro-dibattito della Cia è per martedì 14 marzo, nell'area convegni della Rassegna dei Vini dell'Alto Monferrato a Castelletto d'Orba, con inizio alle ore 10.

(La Stampa, 11/3/2000)

 

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