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Ortona. Kay Rush madrina dell’enoteca regionale d’Abruzzo 

C’era anche l’attrice Kay Rush, che propaganda il Montepulciano d’Abruzzo su giornali e tv alla cerimonia d’inaugurazione dell’Enoteca regionale d’Abruzzo.  Un punto di riferimento dell’enologia abruzzese per favorirne la commercializzaione è stato definito nel corso della manifestaziione nei locali di Palazzo Corvo di Ortona dal presidente della Giunta regionale Antonio Falconio, dall’assessore regionale all’agricoltura Luigi Borrelli e dal presidente dell’Agenzia regionale per il servizi di sviluppo agricolo (Arssa) Antonio Picchi. Si realizza un’iniziativa che è stata caldeggiata per anni dal consorzio di difesa delle Cantiene sociali presieduto dall’enologo Carmine Festa, che purtroppo non ha avuto la possibilità di vedere attuato il programma di valorizzazione e promozione del vino abruzzese, con le "strade del vino", la campagna promozionale dell’accattivante Kay Rush,le varie edizioni di "cantine aperte", la partecipazione e i riconoscimenti ottenuti al "Vinitaly" di Verona ed in altre manifestazioni fieristiche. L'enoteca regionale di palazzo Corvo, che ha richiestro 3 anni di lavoro di restauro e che si estende su una superficie di 600 metri quadrati, si avvale di un marchio realizzato dallo scultore Pietro Cascella per conto dell’Agenzia Blumm, avrà il compito di curare l’esposizione permanente e la vendita dei prodotti. Falconio ha sottolineato come il vino abruzzese «da vino da taglio sia oggi vino tra i piùapprezzati nel mondo e in grado di camminare con le proprie gambe». 
 

(Il Messaggero, 10/4/2000)



Vino Doc, una “carta d’identità” per le cantine dei Colli Amerini 

Per acquisire elementi utili alla modifica del disciplinare di produzione dei vini doc "Colli Amerini", mercoledì prossimo, alle 10.30, si terrà una pubblica audizione nella sala consiliare del Comune di Amelia. Lo annuncia un comunicato della Regione. Nel corso dell' incontro la commissione della Regione perfezionerà l' iter amministrativo del documento.
La proposta, che sarà presentata ai soggetti interessati - spiega l' assessorato regionale all' agricoltura - è «conforme a quanto indicato negli atti di programmazione della Regione, dove si sostiene che la revisione dei disciplinari di produzione delle doc umbre è uno strumento significatico per rilevare il livello qualitativo del vino». Come dire: si tratta di garanzie circa la bontà del prodotto che viene immesso sul mercato.
 

(Il Messaggero, 12/4/2000)


Oggi a Milano la presentazione dell’iniziativa itinerante che coinvolge ristoranti, chef e migliaia di buongustai. Avventura sulle vie del riso. Parte la rassegna enogastronomica
Gianfranco Quaglia

MILANO Arriva da lontano la via del riso, dall’Oriente come vuole la storia. Ma qualche volta scende anche dal Nord, seguendo percorsi d’acqua millenari. Lungo il Ticino, ad esempio, che nasce in Val Bedretto (Svizzera) e sfocia nel Po. E porta con sè un bagaglio di tradizioni, fatiche, cultura, un vissuto secolare che appartiene all’evoluzione stessa di Piemonte e Lombardia. Le «Vie del riso» che oggi saranno presentate a Milano (Palazzo dei Giureconsulti, via Mercanti 2), sono una rivisitazione di un mondo, ancora intatto, custodito nel territorio delle province di Novara, Vercelli, Biella, Alessandria, Pavia,Milano. Un percorso di centinaia di chilometri in oltre quattro mesi, alla scoperta dei sapori e della cultura delle terre dell’acqua. La rassegna (sottotitolo «Riso e Lago»), è alla quattordicesima edizione e conferma il valore della cucina locale. 
L’iniziativa si snoda infatti attraverso 28 cene di gala in ristoranti alla moda (costo promozionale 60 mila lire, con prenotazione obbligatoria). Organizza «Giroscopio», con sede a Milano, partecipano le Regioni Piemonte e Lombardia, con le Province delle zone risicole ma anche quella del Verbano Cusio Ossola. Tra gli altri sponsor la «Martini&Rossi», i Consorzi di tutela Nebbioli alto Piemonte, Oltrepò Pavese, l’Accademia italiana della cucina, la Federazione italiana cuochi, l’Associazione maitres italiani ristoranti e alberghi. Inoltre:l’Ente Nazionale Risi, le Camere di commercio di Biella e Novara; l’Associazione nazionale «Le donne del riso», Ecorì. Partecipa «La Stampa», che di volta in volta seguirà le serate. Partenza ufficiale il 28 aprile al «Pinocchio» di Borgomanero, con un itinerario che toccherà, sino al 16 giugno, noti ristoranti sul Lago Maggiore, nel Vercellese, nel Pavese e nel Milanese. Dopo la sosta estiva ripresa il 26 settembre sino al 17 novembre, con il gran finale al «San Rocco» sul Lago d’Orta. L’itinerario prevede anche una puntata oltrefrontiera,  nella Val Magia svizzera, dove è documentata laocltivazione più settentrionale d’Europa. Tutte le serate a tema fisso: il riso protagonista, in qualche caso dall’antipasto al dolce. Nel menù antiche ricette, ma anche nuove elaboraziooni. Sempre, riso «made in Italy», per rafforzare l’immagine e contribuire ai consumi. Nella scorsa edizione parteciparono oltre tremila commensali, di tutte le età e appartenenti alle più disparate categorie professionali. In una fase delicata per il settore risicolo, caratterizzato da una concorrenza esercitata da Paesi Terzi e forti giacenze di prodotto, «Le vie del riso» rappresenta un’operazione promozionale di nicchia ma fortemente caratterizzata. E non solo: un invito a riscoprire un territorio unico, omogeneo, che in questi giorni offre il suo volto più suggestivo, con la sommersione delle campagne anche attorno alle città, come Novara e Vercelli. Una «mappa delle risaie» rivista attraverso le tappe nei ristoranti, alla riscoperta dei gusti contadini. 

(La Stampa, 12/4/2000)



Venduto in due settimane il primo vino solo ”on line” 

Parlare di exploit sembra addirittura riduttivo, ma il commercio "on line" ormai ci ha abituato anche a questo: ovvero la vendita, in appena 15 giorni, delle uniche mille bottiglie magnum di "Nero Outsider ’98", un pinot nero, frutto di sperimentazione in cantina e selezione clonale in vigna, affinato per 15 mesi in barriques, create esclusivamente per il commercio via Internet. «E’ stato un boom incredibile - commenta Marco Caprai, titolare dell’azienda leader del Sagrantino di Montefalco e ideatore dell’iniziativa -. La risposta è andata ben oltre le aspettative. Gli ordini sono arrivati dall’Italia, ma anche dai luoghi più lontani del mondo, a dimostrazione che non esiste miglior canale di Internet per un vino da collezione».
 

(Il Messaggero, 14/4/2000)



Presentata la rassegna commerciale: si terrà in Piazza d’Armi dal 28 aprile all’8 maggio, La «Fiera di Asti» è quasi pronta. Dubbi sulle adesioni al settore vini e gastronomia

Ci sono ancora una trentina di stand liberi alla fiera «Città di Asti», nonostante manchino meno di due settimane all’inaugurazione della edizione numero 48. La notizia è rimbalzata ieri mattina alla conferenza stampa di presentazione in municipio. L’apertura in piazza d’Armi è fissata per venerdì 28 aprile, alle 17: per ora non si sa chi taglierà il nastro; madrina forse la cantante Andrea Mirò. La fierà sarà aperta fino all’8 maggio. Invariato il costo del biglietto: 7 mila lire, ridotti 4 mila. Dopo le ultime tre edizioni affidate ai cuneesi dell’«Al.Fiere», da quest’anno (e fino al 2002) la manifestazione sarà gestita dalla società pavese «Manazza Gefra». Al Comune, secondo l’appalto, sarà assicurato, annualmente, un introito di almeno 70 milioni e una percentuale (16%) sull’affitto di stand e vendita dei biglietti. I 280 stand hanno prezzi diversificati: da 2,3 a 2,6 milioni l’uno. Nei 7500 metri quadri di superficie al coperto troveranno posto i tre settori riservati alla fiera campionaria, enogastronomia, presenze istituzionali, mobili e attrezzature per la casa; le macchine agricole, affiancate da concessionarie di auto, installatori d’impianti e altre attività, copriranno i 6500 metri quadri all’aperto. Dei 280 stand ne restano da coprire una trentina, tutti dell’enogastronomia, che anche quest’anno si vorrebbe proporre come settore portante. Ai prodotti tipici dell’Astigiano è stato riservato il cuore della fiera, con gli stand collocati a metà percorso. Nella stessa area c’è il ristorante, che sarà gestito da ristoratori astigiani «la trattativa sta per essere conclusa» ha annunciato Rosario Mandoliti, portavoce della Manazza Gefra, alla conferenza stampa di ieri, con i rappresentanti di Comune, Provincia (Ebarnabo), Cr-At (Fasano), Camera di commercio (Pia). L’incontro ha registrato momenti di imbarazzo. Mandoliti si è lamentato del poco tempo a disposizione della Manazza&Gefra per organizzare la fiera, ha criticato apertamente la precedente gestione e rivelato che «ad alcune organizzazioni di categoria erano stati riserva trattamenti diversi. Noi siamo abituati a lavorare diversamente e alla luce del sole». 
Quest’anno non ci sarà più l’associazione dei mobilieri astigiani e si «attendono ancora risposte» dalle organizzazioni agricole e dai Consorzi dell’Asti e della barbera». L’assessore alle Manifestazioni Domenica Demetrio ha tentato una correzione di rotta: «I problemi si stanno risolvendo» ha detto dimostrandosi innervosita dalle dichiarazioni di Mandoliti. Simona Broccardo dell’agenzia astigiana «Promo», che cura il settore stampa e promozione, ha presentato il folto programma di convegni sulla valorizzazione del territorio. Uno degli appuntamenti sarà organizzato dalla Cr-At, sponsor della fiera: si parlerà del commercio del vino su Internet. Arriveranno gli incontri-degustazione con le Donne del vino, mentre nel teatro fiera si esibiranno, tra gli altri, i «Fiati pesanti» e la «Super Cerot Band». Prima volta, tra gli stand, per le «Città del vino», i cugini di Biberach (porteranno anche la birra) e tornerà il servizio del bus-navetta. 
 

(La Stampa, 15/4/2000)


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