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Allarme per i vini Doc del Piceno
Chiesta una proroga per adeguare gli impianti ai nuovi disciplinari 

Allarme per i vini Doc del Piceno. Rischiano di perdere il marchio di qualità. Il problema è stato affrontato in una riunione, presso la Camera di Commercio, del Consiglio di amministrazione del Consorzio di difesa dei vini a denominazione di origine controllata Rosso Piceno e Falerio dei Colli Ascolani. Il presidente cav. Guido Alesi ha confermato la volontà di mettere a punto «azioni che permettano ai viticoltori provinciali di guardare con rinnovata fiducia al loro futuro e a quello dei vini a Doc della nostra provincia». Qual è il problema del momento? I tempi troppo ridotti, concessi ai viticoltori dall’attuale normativa, per adeguare gli impianti ai nuovi disciplinari dei vini a denominazione di origine controllata. «Occorre pertanto - è stato affermato - ottenere dal Comitato nazionale vini una proroga. E la mancata concessione della proroga potrebbe provocare al settore vitivinicolo provinciale e regionale un danno economico di ingente ricaduta e difficilmente sanabile in pochi anni». Data l’importanza dell’argomento il presidente della Camera di Commercio Enio Gibellieri ha invitato alla riunione anche l’assessore regionale all’agricoltura Marco Moruzzi e numerosi tecnici della Regione, delle associazioni dei produttori e della Camera di commercio. Dalla riunione è emerso che se esistono i presupposti tecnici per richiedere la proroga, questa, per essere accolta, ha bisogno di azioni forti e coordinate tra Regione, Camera di commercio e associazioni di
categoria. 
Intanto, con l’adesione di quindici deputati e sette senatori, ha avviato la propria attività il Gruppo interparlamentare per la tutela del vino italiano che vede impegnato in prima persona l’on. Gianluigi Scaltritti componente della commissione agricoltura della Camera. Quattro gli obiettivi principali dell’iniziativa. «1) Razionalizzaizone e semplificazione delle leggi riguardanti il settore vitivinicolo, 2)Sensibilizzazione dei parlamentari nazionali ed europei alla valorizzazione delle aree vocate alla vitivinicoltura tenendo conto che le aree maggiormente vocate raramente sono sfruttabili con altri ordinamenti colturali, 3)Promozione di un ente specializzato nella enogastronomia volto alla valorizzazione dei prodotti anzionali nel settore agroalimentare nei mercati europei e internazionali, 4)Considerato che il veicolo principale per la valorizzazione del prodotto agroalimentare italiano nel mondo è rappresentato dalla ristorazione italiana, istituzione di un ente preposto alla protezione e tutela dell’immagine della ristorazione italiana». 
 

 (Il Messaggero, 26/4/2000)


Frascati doc: le aziende vogliono ridurre la produzione

Un passo decisivo verso la qualità. Con questa motivazione il Consorzio di tutela marchio Frascati Doc, il 4 maggio prossimo, all'assemblea dei soci chiederà la riduzione della produzione delle uve, passando da 150 quintali per ettaro a 130. «Anche quest'anno - spiega Maurizio Tamburrano, direttore del Consorzio - le aziende vitivinivole registrano un aumento delle giacenze di vino, quantizzabile intorno al 15 per cento in più rispetto all'anno scorso. La riduzione della resa per ettaro, quindi, si rende indispensabile per riequilibrare il mercato e per non fare cadere ulteriormente il prezzo delle uve». Tra l'altro al Consorzio di tutela non fanno mistero che la proposta arriva proprio dalle più rinomate aziende vitivinicole produttrici del Frascati Doc.

(Il Messaggero, 27/4/2000)


Addio a Italo Zingarelli: manager tra vino e film

CASTELLINA IN CHIANTI — Cordoglio nel Chianti e in tutto il mondo vitivinicolo per la scomparsa, avvenuta a Roma nei giorni scorsi di Italo Zingarelli, produttore cinematografico della fortunata serie di film di Bud Spencer e Terence Hill (oltre ad altre produzioni), nonchè creatore della prestigiosa azienda Rocca delle Macìe di Castellina. Rocca delle Macìe produce pregiati vini rossi Chianti Classico che sono esportati in tutto il mondo. Le redini dell'azienda sono state prese dal figlio, Sergio. Italo, che aveva 70 anni ed era malato da tempo, acquistò Rocca delle Macìe quando era ancora un rudere ed è riuscito a farne la sede di una delle più importanti imprese vitivinicole del Chianti senese. L'ultimo ampliamento fu negli Anni Ottanta con l'acquisto della tenuta di Fizzano. Da qualche tempo Italo abitava a Roma e si recava nel Chianti per trascorrere qualche ora di pace. Non solo vino: insieme al figlio Sergio ha reso famosa Rocca delle Macìe per l'importante concorso internazionale di canto lirico, il raduno delle mongolfiere e le iniziative di solidarietà. 

(La Nazione, 29/4/2000)


Per proteggere il cuore la birra è meglio del vino

LONDRA - Una pinta di birra al giorno ci protegge da attacchi al cuore ben più di un bicchiere di vino rosso o di altri alcolici: lo afferma un team di ricercatori olandesi in uno studio pubblicato a Londra dalla rivista scientifica “Lancet". La birra contiene difatti molta vitamina B6 che rallenta la produzione all'interno dell'organismo di un agente chimico denominato omocisteina e ritenuto una delle concause dei problemi cardiaci. Per il dottor Kenk Hendriks e i suoi colleghi dell'Istituto olandese per la ricerca sul cibo e sulla nutrizione ci sono dunque buoni motivi per bersi una pinta. Durante le loro ricerche gli scienziati olandesi hanno misurato i livelli di omocisteina su 111 uomini in buone o ottime condizioni di salute, abituati a consumare ogni sera la stessa bevanda: chi la birra e chi il vino. 
È emerso che quanti bevevano la birra vedevano aumentare nel sangue i livelli di vitamina B6 mentre quelli del pericoloso agente chimico rimanevano stabili. Coloro che invece usavano il vino mostravano un costante aumento dei livelli di omocisteina. Per Hendriks la birra contiene vari ingredienti che fan bene alla salute e mettono l'uomo al riparo da brutti colpi. «Questo però - ha chiarito lo scienziato - non è un motivo valido per alzare il gomito, nemmeno con una pinta in mano». 

(Il Messaggero, 29/4/2000)


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