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I titoli


Banca italiana compra tenuta nel Chianti Classico per tre milioni di dollari

Michèle Shah
La banca più antica d'Italia, il Monte dei Paschi di Siena, ha appena pagato tre milioni di dollari per l'acquisto l'azienda Poggio Bonelli, nella zona di Castelnuovo Berardenga del Chianti Classico."Il Monte dei Paschi di Siena è stato tradizionalmente legato all'agricoltura", ha detto Giovanni Bazzini, che è ora il manager di Poggio Bonelli e di Chigi Saracini, un'altra azienda di Castelnuovo Berardenga che è di proprietà della banca dal 1985. "I nuovi investimenti sono complementari a quelli già esistenti per la Chigi Saracini," ha detto Bazzini. "La nostra intenzione è di produrre un grande vino per una grande banca. È una questione di immagine, e per questo abbiamo scelto Carlo Ferrini, uno dei migliori enologi toscani, per assisterci nel nostro progetto."

Poggio Bonelli è una proprietà di 136 acri con 36 acri di viti, 80% dei quali sono sangiovese e il rimanente Cabernet e Merlot. Fino a quest'anno produceva Chianti Classico, Chianti Classico Riserva e un rosso igt chiamato Tramonto d'Oca, con una produzione annuale totale di 7500 casse. "Progettiamo di espandere la superficie vitata per altri 15 acri, fino a raggiungere 50 acri nei prossimi cinque anni, con una produzione di 10000 casse," ha detto Ferrini, che sta lavorando con Bazzini da Maggio del 2000. "Dalla vendemmia 2000 cesseremo la attuale produzione e ci concentreremo su un vino di punta, che sarà prodotto principalmente da sangiovese."

Ferrini sarà anche l'enologo di Chigi Saracini, che attualmente possiede 146 acri di vigne, principalmente sangiovese, e produce due Chianti - 15000 casse di Chianti Colli Senesi e 2000 casse di Chianti Superiore - e un rosso igt chiamato Poggiassai. Nella Chigi Saracini, "abbiamo già piantato 36 acri di nuove vigne ed entro i prossimi cinque anni progettiamo di portare la superficie totale [di nuove vigne] a 50 acri," ha detto Ferrini. "Io ho in mente di rivoluzionare la produzione abolendo tutto e ripartendo con la creazione di due importanti vini di punta."

Nel 1930 la Monte dei Paschi comprò la sua prima azienda, Fontanafredda in Piemonte. La proprietà di 250 acri, vicino Alba, comprende 160 acri di vigne che comprendono le varietà tradizionali quali Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e Moscato, oltre a Chardonnay, Pinot Nero e Freisa. I vini di Fontanafredda sono stati alquanto opachi, sebbene ci sia da qualche anno qualche movimento per migliorarne la qualità.


(Wine Spectator, 1/1/2001)


Vino, Antinori e Zonin sbarcano in Puglia. Sviluppo Italia finanzierà con 10 miliardi l' operazione della società fiorentina

Sergio Rizzo
L' agenzia del ministero del Tesoro per il rilancio del Mezzogiorno, finanzierł con 10 miliardi lo sba rco in Puglia dei Marchesi Antinori nei settore dei vini di qualità. L' operazione prevede l' ingresso della società pubblica con una quota del 10% nella Vigneti sud, azienda agricola con 300 ettari nelle zone di Castel del Monte e Squinzano, in provincia di Brindisi, recentemente acquisita dalla casa vinicola fiorentina, e la concessione di un finanziamento agevolato di 8,5 miliardi. Il supporto finanziario di Sviluppo Italia metterà in moto un investimento complessivo di 30 miliardi, che saranno impiegati per realizzare due impianti per la vinificazione e l' imbottigliamento di vini a denominazione di origine controllata. "Il progetto nasce dalla presa di coscienza che anche in Puglia, regione dove tradizionalmente si producono i cosiddetti vini da taglio, è possibile realizzare una produzione di elevato livello", spiega Pietro Antinori. Dopo la Sicilia, dove l' iniziativa dei principali vinificatori dell' Italia continentale è partita da tempo con l' acquisizione di grandi aziende agricole, si apre ora il fronte pugliese. Antinori, infatti, non è l' unico a muoversi. Gił presente in Sicilia, anche la vicentina Zonin, alla vigilia del lancio di una imponente offensiva pubblicitaria televisiva nella quale impegnerà 8 miliardi, ha appena acquistato in Puglia un' azienda agricola di oltre 200 ettari dove si produce il Primitivo di Manduria. E Gianni Zonin, che guida l' azienda numero uno in Italia nel settore, è sicuro di aver fatto un buon affare: "La Puglia Ć, insieme alla Sicilia, la regione con le piŁ alte opportunitł di sviluppo per il vino di qualità". A questa offensiva promette attenzione anche il nuovo presidente della Regione Raffaele Fitto, esponente del centrodestra eletto nell' aprile del 2000, che dà la sua benedizione all' intesa fra Sviluppo Italia e Antinori e allo sbarco di Zonin. E annuncia: "Per queste iniziative avvieremo presto una fase di verifica e di sostegno", con un evidente riferimento alle risorse che la stessa Regione Puglia ha a disposi zione per il finanziamento delle imprese.


(Il Corriere della Sera, 2/1/2001)

Per la Casa vinicola Cecchi un 2000 di successi. E già si annunciano nuovi investimenti

CASTELLINA IN CHIANTI - La Casa vinicola Cecchi di Castelllina in Chianti ha chiuso il 2000 con un fatturato complessivo di 55 miliardi di lire (contro i 45 del 1999) e annuncia un investimento da 4,5 mld con l'acquisto della tenuta Montefalco (in provincia di Perugia) per aggiungere ai suoi prodotti anche il Sagrantino, uno dei vini più alla moda e con ulteriori prospettive di crescita.
L'acquisto in Umbria (l'azienda ha per ora 8 ettari di vigneti con una previsione di 30) segue quella di Val delle Rose di Scansano (vicino a Grosseto) per la produzione di Morellino, (altro vino in ascesa e che vede forti investimenti da parte di famosi produttori).
La Casa Cecchi ha ora quattro aziende agrarie di proprietà e, per quanto riguarda l' ultima acquisizione, il progetto prevede che nella tenuta umbra verrà anche ristrutturato il Palazzo Paulucci, risalente a quattordicesimo secolo, in piazza Mustafà a Montefalco, che sarà sede di rappresentanza e degustazione. Obiettivo dell' investimento quello "di valorizzare i vitigni autoctoni, specie il Sagrantino, unendo le proprie energie a quelle degli altri viticoltori della zona", afferma Luigi Cecchi.
Durante l'anno appena conclusosi la Casa Cecchi ha esportato il 65% della produzione in cinquanta paesi, con particolari successi in Europa (specialmente in Gran Bretagna e Germania) e oltreoceano negli Stati Uniti.


(La Nazione, 3/1/2001)


Vuitton "firma" i vigneti californiani. Acquisti anche in Australia

PARIGI
LVMH, Louis Vuitton Moet-Hennessy, il gigante francese del lusso, va ad acquistare il vino in California e nel sud dell'Australia. La controllata Veuve Clicquot ha acquisito la maggioranza di Newton Vineyard di Napa Valley, in California, e di Mount Adam, Eden Valley, nel South Australia. LVMH ha spiegato che Newton Vineyard è un'"eccezionale proprietà" di 60 ettari nelle colline su Napa Valley, in grado di produrre Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Merlot della migliore qualità. Mount Adam sono 50 ettari a nord di Adelaide, rinomati per il clima temperato e considerati fra i migliori di Australia per la produzione di vino Pinot nero, Cabernet Sauvignon, Shiraz e Chardonnnay. L'investimento sembra in linea con la strategia di rafforzamento della presenza del gruppo sui mercati in espansione. LVMH ha già la maggioranza di alcuni marchi di produzione di vino prestigiosi, fra i quali Chateay Yquem in Francia. Oltreoceano possiede Cloudy Bay in Nuova Zelanda, Cape Mentelle in Australia e Terrazas in Argentina.


(La Repubblica, 5/1/2001)

Brunello, la Castello Banfi a quota 85 miliardi

MONTALCINO - Tempo di bilanci per il Brunello di Montalcino, la Castello Banfi ha "brindato" al 2000 con un fatturato di 85 miliardi (+15% sul '99 e un + 5% sulle previsioni di budget). L'azienda di Montalcino (2.850 ettari, di cui 800 a vigneto, da cui nascono 7 milioni di bottiglie, 80% docg e doc), investimento innovativo dell'enologia italiana di qualità (250 miliardi), ha insomma chiuso il 2000 con un importante risultato di bilancio. "Un 2000 che ci rende orgogliosi dei risultati raggiunti - afferma il direttore generale della Castello Banfi, Enrico Viglierchio - e ci dà la spinta per gli anni futuri, all'insegna della conquista dei mercati. L'obiettivo dell'azienda sarà quello di continuare a creare grandi vini legati alla cultura del territorio, in primis il Brunello, ma allo stesso tempo di produrre vini innovativi come il "Summus" e l'"Excelsus", da anni ai vertici delle guide della critica internazionale". Il trecentesco castello è meta di 40.000 turisti del vino e ospita il Museo del vetro e della bottiglia. "Stiamo potenziando con oltre 3 miliardi di investimenti Ś conclude Viglierchio Ś l'attività d'accoglienza e di ospitalità".


(La Nazione, 5/1/2001)

 

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