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Sassicaia falsificato, truffa da 2 miliardi

Vino di "super nicchia" in cerca di nuovi mercati
Bonarda, una doc per tredici comuni


CISTERNA - Un vino di "super-nicchia": questa la definizione data alla Bonarda doc durante il convegno di sabato al Castello, organizzato nell’ambito della festa (con mercatino dei produttori locali). All’incontro erano presenti i sindaci di tredici comuni compresi tra le province di Asti e Cuneo (oltre a Cisterna sono coinvolti Antignano, Cantarana, Ferrere, San Damiano, San Martino Alfieri, Canale, Castellinaldo, Govone, Montà, Monteu Roero, Santo Stefano Roero, Vezza d’Alba).
"La nuova Doc (il disciplinare è stato approvato a gennaio dalla Regione) - ha spiegato Nicola Argamante, del Consiglio nazionale delle ricerche - riconosce la tipicità dell’antica tradizione cisternese di coltivare il vitigno croatina, localmente conosciuto come "bonarda di Cisterna"". "Il vino rosso - ha continuato Argamante - potrà affiancare alle uve di croatina un 15% di altri vitigni a bacca nera autorizzati e raccomandati dalle due province coinvolte". Sono stati poi trattati da Vincenzo Gerbi, docente della facoltà di Agraria di Torino, e sindaco di Cantarana, i principali dati compositivi e le caratteristiche gusto-olfattive di alcuni campioni di vino del 1998 e del 1999, per giungere attraverso uno studio attento delle caratteristiche della Bonarda alla precisazione delle qualità proprie di questo rosso. "Dallo studio si afferma - ha detto Gerbi - un vino rosso di discreta struttura, con note di profumo molto fruttate e accattivanti". "Ora che è stata riconosciuta la validità del prodotto - ha affermato Elio Archimede, direttore della rivista "Barolo e Co" - bisogna proporre adeguate strategie di mercato. E’ fondamentale che questo vino poco noto, ma prezioso dal punto qualitativo sia presentato in maniera adeguata al consumatore". Attualmente nella zona interessata si coltivano 40 ettari, di cui 15 a Cisterna, dove si producono oltre 120 mila bottiglie all’anno. "La Provincia - ha concluso il presidente Roberto Marmo - si propone di promuovere questa nuova doc investendo denaro a sostegno di questo progetto. All’iniziativa si affiancherà anche la Provincia di Cuneo".


(La Stampa, 27/6/2000)


Il sindaco riporta i vigneti in Kosovo

MONTEFALCO - Il sindaco di Montefalco, Valentino Valentini, accompagnato dall'assessore della Comunità montana, Stefano Antonini, è in visita a Malesheve, una città del Kosovo, per accertare la possibilità di riabilitare la produzione di vigneti di quella zona.
La città dell'ex-Jugoslavia, prima dei bombardamenti Nato scoppiati nel corso dell'ultimo conflitto che ha interessato i Balcani -sostiene l'amministrazione comunale di Montefalco- era un'importante produttrice di vino. L'azienda agricola di Mirusha dava lavoro a 700 operai ed era in grado -aggiunge- di produrre uva utilizzata per la realizzazione di eccellenti vini locali.
Lo scopo della visita di Valentini è quello di esaminare la possibilità di stringere rapporti commerciali fra il Comune umbro e quello kosovaro.


(Il Messaggero, 28/6/2000)


Vini sperimentali, premiati i migliori enologi

LANCIANO - A margine dell'incontro con il professor Curtis Ellison, organizzato da Arssa e Mario Negri Sud, svoltosi alla presenza di Leonardo Montemiglio, responsabile del settore vino dell'Istituto per il commercio estero, il responsabile del settore vitivinicolo dell'Arssa, Giuseppe Cavaliere, ha comunicato i nomi dei quattro vincitori del primo Concorso per enologi della Regione Abruzzo, dedicato a vini sperimentali, frutto della ricerca viticola ed enologica delle aziende.
Per la categoria vini bianchi hanno vinto l'enologo Nicola Paolucci e il vino Chardonnay '99; nella categoria vini bianchi da dessert l'enologo Rocco Pasetti e il vino Moscato di Castiglione a Casauria '99; nella categoria vini rossi l'enologo Riccardo Brighigna e il vino Montepulciano d'Abruzzo '97; nella categoria vini rossi da dessert l'enologo Franco Di Giandomenico e il vino Montepulciano d'Abruzzo passito '98.
Per Cavaliere "questi vini nuovi rappresentano la nostra forza rispetto alla standardizzazione del mercato: ventuno partecipnati, tanti vini interessanti che hanno riscoperto il valore di vitigni come il Moscato e la Cococciola". Montemiglio ha auspicato che "i produttori abruzzesi continuino in questo importante processo di valorizzazione dei vini di qualità".

(Il Messaggero, 28/6/2000)


Vini, fondi europei e ritardi


Luigi Florio, sindaco di Asti
Se l’Italia non si doterà in tempi rapidi degli strumenti per poter beneficiare degli aiuti europei alla vitivinicoltura il danno che ne riceverà sarà doppio: non soltanto, infatti, non arriveranno i finanziamenti, ma gli stessi saranno dirottati a favore degli altri Paesi dell’Unione europea nostri concorrenti in questo importante settore.
Mi permetto di lanciare questo grido d’allarme in qualità di sindaco di Asti nonché di coordinatore delle "Città del Vino" del Piemonte. Voglio sollecitare il ministro delle Risorse Agricole, Alfonso Pecoraro Scanio, a fornire con urgenza a Bruxelles i dati relativi al catasto vitivinicolo italiano, condizione essenziale per poter usufruire dei finanziamenti.
Sembra incredibile, ma mentre gli italiani sono stati dettagliatamente informati dallo stesso ministro delle Risoerse agricole sulle sue abitudini sessuali, l’Italia sta perdendo nel più assoluto silenzio, causa i cronici ritardi del ministero delle Risorse Agricole, i 300 miliardi destinati dalla Unione Europea alla ristrutturazione dei nostri vigneti per l’anno in corso. E di questo passo l’Italia perderà anche gli ulteriori finanziamenti in programma per gli anni successivi. Da anni, e non da oggi, si chiede al ministero di realizzare il catasto dei vigneti, ma pare che ben poco sia stato ancora fatto.
Voglio preannunciare che qualora la situazione non si sblocchi chiederò una mobilitazione di tutte le "Città del Vino" italiane: i fondi europei che dovessero essere sottratti all'Italia andrebbero prevalentemente a Francia e Spagna e per noi sarebbe un vero disastro.
 

(La Stampa, 28/6/2000)


Presentata ieri l’anticipazione del programma della festa del vino di settembre. La Douja riparte dal Duemila
Nuova sede, mostre, vetro e ospiti toscani



CASTIGLIONE FALLETTO.
Un programma ricco e con alcune proposte di risonanza nazionale: ieri alla Camera di commercio è stata presentata la Douja 2000, con molte novità e la scelta, evidente, di riportare ad alti livelli una manifestazione che con gli anni si era "appannata".
Il presidente Aldo Pia non ha nascosto di aver chiesto una sorta di prova di fiducia agli altri enti (dalla Regione, alla Fondazione della Cassa di risparmio, all’Unioncamere alla Provincia), per uno sforzo organizzativo che coinvolgerà tutti nel tentativo di rivitalizzare la festa del vino più importante dell’Astigiano.
Intanto c’è la novità, già annunciata della nuova sede: la Douja d’or sarà ospitata nei cortili del palazzo del Collegio. S’inizierà l’8 settembre e chiuderà i battenti il 17, domenica del Palio. "Abbiamo avuto la collaborazione di molti settori dell’economia astigiana - ha detto Pia - a partire dai ristoratori, dalle organizzazioni professionali agricole ed artigiane e della Confcooperative".
Altro contributo importante, quello del Comune di Asti e della Biblioteca, che mettono a dispozione il museo lapidario e spazi per mostre fotografiche. Il triangolo palazzo Mazzetti, Ottolenghi, Collegio, per dieci giorni vivrà la festa del vino.
Ecco qualche dettaglio sulla manifestazione: l’entrata sarà su via Goltieri (Centro giovani) ed il visitatore avrà un percorso tra stand istituzionali (tra le novità la presenza della Camera di commercio e dell’Enoteca italica di Siena) e l’area degustazioni (sono stati presentati 900 vini al concorso, ma dopo le selezioni resteranno meno della metà). Nel cortile del Collegio (dove c’è il palco di Asti-teatro), ci sarà l’area self service e ristorante con "serate d’autore". Ai fornelli si avvicenderanno Cascinalenuovo, La Braja, Hasta Hotel, Vittoria e Gener Neuv. Mentre l’Onav gestirà le degustazioni. Ovviamente al bando i bicchieri di plastica che accesero le polemiche lo scorso anno.
Tre i convegni: mercoledì 13 settembre appuntamento con Carlo Cerrato (giornalista e presidente Atl) e medici-dietologi per parlare di salute e alimentazione. Venerdì 15 si parlerà di normative europee e di organizzazione dei mercati agricoli e sabato 16, gran finale a palazzo Ottolenghi con un incontro "Piemonte chiama, Toscana risponde". Stimolati da Sergio Miravalle de "La Stampa" e da Carlo Cambi di "Repubblica" (un giornalista piemontese e uno toscano) saranno ad Asti grandi nomi dell’enologia chehanno interessi e cuore nelle due regioni: Ezio Rivella, Nicolò Incisa della Rocchetta, Albiera Antinori, Angelo Gaja, Dievolo, fratelli Dezzani e l’enologo Giacomo Tachis.
Alla presentazione della Douja si è parlato anche di Sagre: tra le novità di quest’anno, un ampliamento dello spazio per le degustazioni in campo del Palio e l’invito alle pro loco (per ora raccolto da Motta, Casorzo e Costigliole), di utilizzare piatti e bicchieri di vetro. E la creazione di un’isola ecologia con lavastoviglie. Infine apertura all’Europa, con invito ad una sagra straniera, si parte dalla Francia, a partecipare con un piatto tipico al festival astigiano.

(La Stampa, 29/6/2000)


Riunione dei delegati dell’Associazione a Santo Stefano
Moscato, sulla distillazione i produttori d’uva sono divisi


Filippo Larganà
SANTO STEFANO BELBO
Distillare le eccedenze di Moscato (120 mila ettolitri ancora stoccati in stabilimenti e cantine sociali), produrre meno uva, trattative commerciali alla pari con l’industria, e fascette di Stato in filigrana per Asti e Moscato docg. E’ la "ricetta virtuosa" di Giovanni Satragno, presidente della Produttori di Moscato d’Asti (raggruppa tremila viticoltori tra Cuneese, Alessandrino e Astigiano) per dare stabilità al mondo del moscato.
Se ne è discusso martedì, a Santo Stefano Belbo. Davanti ai 150 delegati Assomoscato, Satragno ha relazionato sugli incontri avuti con sindacati agricoli e assessorati provinciali di Asti, Cuneo e Alessandria sulla distillazione dei superi: "Appoggiano il progetto" ha riferito. E a chi avanza dubbi sui tempi tecnici dell’operazione (distillare costerà 33 miliardi e i fondi sono ancora da raccogliere attraverso Ue, Regione e Stato), il direttore di Assomoscato, Angelo Dezzani, assicura che "il tempo non manca se c’è la volontà politica".
Dalla platea segnali discordanti. I delegati dei Liberi produttori, i cosiddetti Cobas che controllano il direttivo Assomoscato (Satragno è un iscritto), accettano la distillazione ma invocano la linea dura nelle trattative con l’industria, in programma in queste settimane, per fissare rese per ettaro e prezzo del moscato 2000.
Inviti alla cautela da parte delle otto cantine sociali che, in disaccordo coi Cobas, pur restando nell’Assomoscato hanno rifiutato di entrare nel direttivo (altre 6 invece hanno accettato). "Sì alla distillazione, ma senza dare l’impressione che l’Asti sia in crisi, perchè così non è" ha detto Paolo Ricagno, presidente della Cantina Vecchia Alice e vicepresidente di parte agricola del Consorzio di Tutela dell’Asti. "No allo scontro con l’industria - ha aggiunto -, si trovi l’equilibrio, salvaguardando gli interessi dei contadini, Liberi produttori o soci di cooperative".
Il presidente Satragno infine ha annunciato che, sul tema distillazione, chiederà un incontro urgente al presidente della Regione Ghigo e al ministro per le Politiche agricole, Pecoraro Scanio.
Regione e Ministero potrebbero però già essere presenti sabato, a Neviglie, nel Cuneese, all’incontro sul futuro di Asti e Moscato, organizzato dal sindaco del paese, il produttore vinicolo, Valter Bera. Lì, a due mesi dalla vendemmia, torneranno a confrontarsi le varie anime del moscato, contadini e industriali in testa.


(La Stampa, 29/6/2000) 


Novità dall’enologia astigiana
La Riccadonna lancia sul mercato lo spumante analcolico per bimbi


CANELLI.
Il primo spumante per bambini, analcolico e con tappo a vite (per fare "pum" in tutta sicurezza) si chiama Riki ed è prodotto dalla canellese Riccadonna del gruppo Bersano Riccadonna (sedi e stabilimenti a Nizza e Canelli). Domenico Colla, amministratore delegato dell’azienda ne descrive le caratteristiche, "è uno spumante analcolico completamente naturale, prodotto con succo di uve moscato e bollicine di anidride carbonica ottenuta dalla fermentazione dell’uva". Riki è già stato testato con successo nel Milanese. Dice Colla "è stato pensato per i bambini dai 5 anni in sù , esclusi dai brindisi a base di spumante degli adulti per via dell’alcol. Anche loro ora potranno far festa con una coppa di moscato analcolico". Per ora Riki sarà venduto solo in Italia (ma sono previsti test anche all’estero) in una confezione da due bottigliette da 37,5 centilitri ognuna, la metà esatta di una bottiglia normale di spumante; prezzo al pubblico, intorno alle 7 mila a confezione.


(La Stampa, 29/6/2000)


CHIANTI - Per il sesto anno la Società cooperativa Agricoltori del Chianti Geografico di Gaiole mette in palio una borsa di studio per neodiplomati enotecnici dell'Istituto tecnico agrario di Siena. Quest'anno la borsa offre la possibilità di effettuare uno stage di oltre un mese, nel periodo della vendemmia, in una grande cantina francese, nell'area del "Beaujolais" (Rhone et Loire, a nord di Lione).Un'iniziativa nata per ricordare il compianto Pietro Cinughi de' Pazzi, già presidente della cooperativa, ma anche per sottolineare il legame tra questa scuola senese, unica nel suo genere in tutta l'Italia centrale, e il territorio che ha nella produzione vinicola la sua immagine più prestigiosa. L'esperienza diretta in un'area vitivinicola come quella francese, rappresenta un passo ulteriore sulla strada della qualificazione professionale, oggi più che mai insostituibile.

(La Nazione, 30/6/2000)


Firenze, scoperte bottiglie di falso Sassicaia

FIRENZE, 1 LUGLIO - Una bottiglia-mito, da collezione, che nessuno osa aprire per assaggiarne il contenuto: questa sarebbe stata la garanzia di impunità per i produttori di migliaia di bottiglie di falso "Sassicaia", il celebre vino prodotto nella tenuta del marchese Incisa della Rocchetta, ora sequestrate dai carabinieri nell'ambito di un' inchiesta condotta dalla procura di Pisa.

Le bottiglie (quelle vere hanno un costo che si aggira sulle 350.000 lire) differivano da quelle autentiche, oltre che per il contenuto, per due particolari sull'etichetta: l'oro dello stemma era un normale giallo e il nome della tenuta non era in rilievo come nell'originale. Ad accorgersi che c'erano in giro dei falsi sono stati i dirigenti della società che distribuisce il Sassicaia, la "Meregalli".

I suoi agenti, per un periodo, si sono quasi trasformati in investigatori ed hanno accertato che ad alcune enoteche e ristoranti erano state offerte bottiglie di falso Sassicaia con le scuse più varie: provento di furti in cantina, oppure dissidi tra il produttore ed il distributore ufficiale, il quale nel frattempo aveva inviato 3.000 lettere per mettere in guardia i clienti. Nelle bottiglie false c'era un vino non pessimo, ma che, spiegano alla "Meregalli", difficilmente sarebbe stato assaggiato poiché gran parte degli acquirenti compra il Sassicaia solo per collezione.


(La Nazione, 1/7/2000)

PISA - Maxi-frode e sequestro di più di 6mila bottiglie di vino. Una partita di prestigioso "Sassicaia" falsificato è stata messa in commercio nelle enoteche e nei ristoranti ma la voce che si trattasse di una "patacca" si è sparsa ben presto e i primi sospetti sono diventati realtà (e dunque fonti di prova) durante l'inchiesta condotta dalla Procura pisana con interventi dei Nas e dell'Istituto repressione frodi. I sequestri sono stati effettuati a Pisa, nel Livornese, a Bergamo e a Milano. Le bottiglie di finto "Sassicaia" avevano un'etichetta riprodotta non proprio alla perfezione; invece del celeberrimo e nobile "rosso", una mistura di vini di qualità nettamente inferiore. E i responsabili? Per ora ne sarebbero stati individuati due. Si tratta di intraprendenti napoletani da anni abitanti in Toscana e non nuovi a questo genere di imprese. Il giro di affari scoperto è di due miliardi di lire.

(La Nazione, 1/7/2000)

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