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Il vino rosso previene il cancro: ecco il perché

UNO STUDIO sperimentale pubblicato sul numero di luglio della rivista scientifica "Cancer Research" ha rivelato il motivo per cui l'ossidante trans-Resveratrolo (RES), contenuto nel vino rosso e nelle uve (nelle quali ha l'effetto di un antibiotico per proteggerle dalle infezioni di funghi) è efficace nella lotta contro alcuni tumori. A quanto hanno appurato i ricercatori della facoltà di medicina della University of North Carolina, il RES disattiva la proteina NF-Kppa-B, che protegge le cellule cancerose dalla chemioterapia e dalla distruzione. Secondo Minnie Holmes-McNary, che ha diretto la ricerca, i risultati ottenuti significano che il RES stesso potrà forse essere utilizzato un giorno per la prevenzione e/o la terapia anti-cancro. Utilizzando il RES negli esperimenti, condotti in laboratorio su cellule umane e su cellule di topi sperimentali, gli scienziati hanno potuto riprodurre "il processo che utilizza naturalmente l'organismo per uccidere le cellule cancerogene", come ha spiegato la Holmes-McNary: tale processo è un meccanismo di difesa che induce una sorta di suicidio (apoptosi) delle cellule nocive. "Quando il RES era assente nella coltura di cellule - si legge nello studio - le cellule cancerogene continuavano a riprodursi. Ma quando il RES è stato introdotto nell'esperimento, abbiamo potuto attivare con successo la morte delle cellule cancerogene grazie alla disattivazione della proteina NF-Kappa-B". L'efficacia anti-cancro del vino rosso era stata già accertata da alcuni anni, ed una ricerca svolta due anni fa dalla University of Illinois aveva appurato l'efficacia anti-cancerosa ed anti-infiammatoria del RES. Questa sostanza è presente in varia misura in tutti i vini (in particolar modo nei vini rossi), ma è abbondante anche nell'uva, nelle more e nei mirtilli.


(La Gazzetta del Sud, 2/7/2000)


Il museo del vino è una realtà. Inaugurata ieri la struttura che offre uno scorcio sugli strumenti della civiltà contadina

RUFINA - C'erano tante persone per salutare l'apertura del museo del vino di Rufina. Accanto al Sindaco rufinese, Annamaria Bigozzi, i colleghi dei comuni vicini, a significare che il progetto Valdisieve sta diventando sempre di più una realtà. Non solo, per l'occasione c'erano anche i presidenti delle comunità montane del Mugello, Giuseppe Notaro e della Montagna Fiorentina, Massimo Sottani, l'assessore regionale, Riccardo Conti e quello provinciale, Del Lungo. Tanti anche gli esponenti del mondo imprenditoriale, il presidente della camera di commercio, Luca Mantellassi, e quello del consorzio Chianti Rufina, marchese Ferdinando Frescobaldi. La visita guidata al museo offre uno scorcio sugli strumenti dell'antica civiltà contadina dedita al vino.
Ha un'ambizione importante, la villa di Poggioreale, l'obiettivo è diventare l'ambasciatrice mondiale del Chianti Rufina. Un obiettivo da perseguire attraverso iniziative, convegni e un turismo sempre più di qualità che porti a valorizzare i prodotti della terra. Un ruolo importante in questo senso sarà giocato dai produttori locali, con il Marchese Frescobaldi in testa e dal consorzio Chianti Rufina, che dovrebbe gestire l'enoteca allestita nelle sale della villa. Questo punto di ristoro e degustazione, arredato dai maestri bottai della zona utilizzando il legno delle antiche botti, dovrebbe aprire nel settembre prossimo, in occasione del Bacco Artigiano. La villa di Poggioreale è stata acquistata dal comune di Rufina dodici anni fa.
Successivamente sono stati investiti 4 miliardi e mezzo per il rifacimento del tetto, degli ambienti interrati, per gli arredi dell'enoteca, per la facciata e il restauro delle parti lapidee.
L'obiettivo è il completamento della struttura, restituendo a cittadini e turisti anche il parco, la libreria e la cappella. Poi sarà la volta del centro congressi e a quel punto il progetto sarà completo. La villa di Poggioreale si prepara a diventare così il centro del vino della Valdisieve, ambasciatrice della cultura enologica e ad un tempo richiamo turistico. I rufinesi sono venuti a renderle omaggio, ma la soddisfazione maggiore è quella di riappropriarsi di un gioiello che appartiene a tutta la comunità.

di Fabrizio Morviducci

(La Nazione, 2/7/2000)

PISA - I falsari sembrano proprio...

PISA - I falsari sembrano proprio intenzionati a invadere pericolosamente il mercato dei prodotti tipici dell'enogastronomia toscana e italiana in generale. Mentre le indagini sulle migliaia di bottiglie di finto vino "Sassicaia" proseguono in tutta Italia, e nella rete degli inquirenti sono finiti altri due personaggi, entrambi salernitani, il Nas ha aperto il sipario su un altro tipo di frode proseguendo un'inchiesta partita in sordina da alcuni mesi. Si tratta di verifiche e controlli capillari sul fenomeno dell'importazione di olio destinato a finire sulle nostre tavole con la falsa denominazione di "extra vergine di oliva", di cui non ha né le caratteristiche organolettiche né le origini. Nella fase attuale gli accertamenti del Nucleo antisofisticazioni e sanità che ha sede a Livorno e competenza su 5 province toscane sarebbero imperniati sulle partite di olio proveniente dall'estero (in particolare dalla Tunisia) via mare, e approdate a Livorno, Pisa e altre città toscane dopo scali in Spagna e altri Paesi comunitari. In pratica il prodotto non ancora sottoposto alla lavorazione viene "nazionalizzato", diventa comunitario e termina il lungo viaggio solo al momento in cui è sottoposto al processo di raffinazione. Che comunque non gli potrà mai conferire le caratteristiche e le garanzie del vero olio extra vergine di oliva. Naturalmente, finirà in vendita a prezzi stracciati, di gran lunga inferiore a quelli dell'olio "buono". E come sempre, qualcuno abboccherà alle "offerte speciali", fidandosi di etichette ingannevoli. Non sarà comunque facile scoprire tutti i meccanismi e i vari "passaggi" della vera e propria frode in atto. Nel frattempo è opportuno mettere in guardia i consumatori affinché controllino sempre le etichette e le origini delle bottiglie. A meno che pure queste non vengano abilmente contraffatte, come è già accaduto per molte truffe commerciali anche sul fronte alimentare.
L. O.

(La Nazione, 2/7/2000)


Aperto sito regionale. "Terranostra" del Piemonte su Internet


ALESSANDRIA. Volete trascorrere una vacanza fuori porta ma non sapete proprio dove reperire le informazioni necessarie per scegliere l'agriturismo più adatto alle vostre esigenze? D'ora in avanti il problema non esiste più, infatti la Regione ha creato un sito Internet firmato da Terranostra, l'associazione agrituristica Coldiretti, dedicato a tutte le strutture presenti in zona a lei associate. E' sufficiente digitare www.coldiretti.it/piemonte/terranostra e cliccare per trovarsi di fronte la natura e le ricchezze enogastromiche del Basso Piemonte e non solo. Un sito dedicato anche a quella forma di "turismo popolare" che ultimamente si sta affermando sempre di più sul nostro territorio affascinando e richiamando anche ospiti d'oltralpe. Una risorsa tutta da scoprire dove i 38 agriturismi presenti nella sola provincia di Alessandria troveranno una vera e propria vetrina. Non c'è che l'imbarazzo della scelta e trovare anche quello che state cercando non sarà certo difficile.

(La Stampa, 2/7/2000)


Il Tornamagno si laurea vicecampione del mondo


CUPRAMONTANA - Tornamagno di Colonnara è vicecampione del mondo. Parliamo di vino e del prestigioso riconoscimento conferito alla Colonnara Marche srl dall'"International Wine and spirit competition 2000". Gli intenditori, però, assicurano che un secondo posto nella categoria "Vini d'annata" equivale ad un titolo mondiale del settore. Ecco come nasce il coacervo di uve Sangiovese e Montepulciano chiamato Tornamagno e descritto come "un vino molto originale nei suoi profumi e sapori di frutta rossa". "Il vino sosta per 8-10 mesi nelle barrique - spiega Angelo Zannotti, presidente di Colonnara Marche - e circa un anno nella cantina di invecchiamento. Come ogni prodotto di una certa qualità, la sua disponibilità è limitata. E' infatti il frutto di uve selezionate: una resa di 80 quintali per ettaro che dona ogni anno non più di 50 mila bottiglie. Intanto stiamo lavorando su un nuovo vino che sta dando ottimi risultati a livello di test e che presenteremo a settembre al mondo della ristorazione, ai sommelier e alla stampa".
L.A.


(Il Messaggero, 4/7/2000)


MONTALCINO - Nella trecentesca Fortezza...

MONTALCINO - Nella trecentesca Fortezza di Montalcino si terrà una serie di sette concerti per festeggiare un grande vino, il Brunello.
"Jazz & Wine", che animerà il luglio montalcinese, torna grazie all'organizzazione del Comune di Montalcino e della Castello Banfi, l'azienda leader del Brunello che dalla prima edizione (questa è la terza) ha creduto nella perfetta sinergia fra la cultura musicale e la cultura del vino.
Il cartellone dei concerti (dall'8 al 15 luglio, tutti alle 22) è ricco e di alta qualità e vedrà la partecipazione delle più importanti band jazzistiche di livello internazionale.
Questo il programma degli eventi:
Abraham Burton & Eric Mc Pherson 8 luglio, Giovanni Tommaso 9 luglio, Ada Montellanico Quartet 11 luglio, Shawnn Monteiro band 12 luglio, Tom Kirkpatrick 13 luglio, Irio De Paula 14 luglio, Nnenna Freelon Quintet 15 luglio.
Il "Jazz & Wine" è un evento fortemente voluto dalla Castello Banfi con l'intento di coniugare e rappresentare due dei più intensi piaceri terreni, il vino e la musica.
La loro unione non può che dar vita ad un connubio di straordinario, affascinante e irripetibile richiamo.
Oltre alle note di grande jazz, l'evento musicale di Montalcino (realizzato sotto la direzione artistica di Giampiero Rubei dell'Alexanderplatz di Roma), offre al pubblico la possibilità di coniugare al piacere dell'ascolto quello del "bere bene", grazie alle degustazioni di Brunello di Montalcino e degli altri eccellenti vini prodotti dalla rinomata casa che ha sede e terreni nel territorio ilcinese.
Per informazioni, Ufficio Turistico Comunale di Montalcino 0577849331
Castello Banfi 0577840111.
Andrea Falciani


(La Nazione, 5/7/2000) 


Nascerà un’associazione europea delle denominazioni
Il barolo tra i vini storici. Un patrimonio da valorizzare


ALBA
Sta nascendo un’associazione europea delle denominazioni di origine storica dei vini, un patrimonio da salvaguardare e valorizzare. L’idea è maturata in una riunione, che si è svolta a Logrono in Spagna, alla quale è stato invitato anche il Consorzio del vino barolo, una delle denominazioni storiche con i francesi Borgogna, Bordeaux, Champagne, Cognac, gli spagnoli Xérès e Rioja, il portoghese Porto. Per il Consorzio del barolo è intervenuto il vicepresidente Giuseppe Contratto. La riunione ha occupato due giornate di lavoro, con visite tecniche nella zona. Il direttore del Consorzio del barolo, Claudio Salaris: "Dal meeting è emersa le necessità di mantenere rapporti molto stretti tra le principali denominazioni europee, con incontri periodici, al fine di adottare strategie e azioni comuni di promozione, valorizzazione nonché la difesa dall’uso erroneo e fraudolento delle denominazioni stesse".
Al termine dei lavori è stato deciso di tenere il prossimo incontro in autunno (non è ancora stata stabilita la sede, ma sarà probabilmente in Francia), per giungere alla definizione della forma giuridica dell’associazione, che sarà estesa anche ad altri vini di prestigio. Intanto, il "Consorzio di tutela del barolo e barbaresco", con diciotto produttori, ha partecipato alla trasferta in Germania, a Dresda, promossa con la Camera di commercio italiana per la Germania, la Regione e l’Istituto per il commercio estero. I vini di Langa e Roero sono stati presentati a numerosi operatori e appassionati. Erano presenti anche il Consorzio di tutela dei vini d’Asti e Monferrato con i rispettivi produttori e l’Assopiemonte in rappresentanza dei formaggi dop piemontesi.


(La Stampa, 6/7/2000)


Quattro viticoltori nei guai per vigneti "non autorizzati"

MOMBARUZZO.
Quattro viticoltori del Nicese, sono indagati dalla magistratura di Acqui, per avere venduto uve raccolte in vigneti "non autorizzati", vale a dire su appezzamenti impiantati a vite negli anni passati, per cui non è ancora arrivato il permesso necessario dalla Regione, oppure non è stato richiesto. La vicenda (di cui si sono occupati i carabinieri di Mombaruzzo e Canelli), pare aver preso le mosse dall’esposto di un privato. L’indagine ha portato alla formulazione dell’accusa di "falso materiale e induzione alla frode in commercio". Un reato che secondo il difensore degli agricoltori, Giuseppe Gallo, "proprio non ci sta". "Si tratta di un problema amministrativo - dichiara il legale nicese - sono stupito per la rilevanza penale data al caso. La vicenda degli impianti non autorizzati è già di fatto superata dalle attuali normative comunitarie ed entro agosto ci sarà una sanatoria". In sostanza, non si tratterebbe di problemi legati alla qualità delle uve, ma di una annosa vicenda che riguarda almeno mille agricoltori in Piemonte, con vigneti per cui non sono state rilasciate le apposite autorizzazioni.
I viticoltori indagati, conferiscono le uve alla cantina sociale di Mombaruzzo, una delle più antiche della Regione.


(La Stampa, 6/7/2000)


Festa del vino a Paliano, è di scena il Cesanese

Il vino protagonista delle nostre tavole e della festa in programma sabato e domenica al villaggio Cervinara di Paliano, ai confini con il parco naturale La Selva.
Il comitato San Procolo Cimate, in collaborazione con il comune e la Pro Loco ci riprovano. Dopo l'enorme successo riscosso nella passata edizione anche quest'anno il percorso attraverso le strade del Cesanese e la scoperta degli antichi sapori della Ciociaria fanno tappa a Paliano con "Vino in festa": la seconda rassegna dei vini e dei prodotti tipici locali prevede un nutrito programma di due giorni all'aria aperta a godere del piacere del paeseggio, della campagna e del buon vino. Domani alle 18 verranno aperti gli stand dei prodotti gastronomici e gli antichi locali del villaggio che ospitano una mostra di attrezzature per la vinificazione. Tra una dimostrazione del metodo della spremitura manuale e i canti e i balli sull'aia si arriverà a domenica con una degustazione, alle ore 12.30, dei menù tipici dei ristoranti di Paliano e con i giochi popolari previsti per le ore 17. Alla celebrazione della Santa messa con la benedezione dei vini seguirà una serata all'insegna della buona tavola, dell'allegria e delle antiche tradizioni rurali dei nostri avi.
An.Mag.


(Il, Messaggero, 8/7/2000)

Oggi e domani all’Enoteca le iniziative di "Degustar Piemonte", tra gastronomia ed escursioni tra i vigneti Gran festa nella terra del Cardinale Gattinara rilancia lo "storico" rosso

Ivan Fossati
GATTINARA Dal buon vino alla diplomazia internazionale il passo è breve. Basta essere a Gattinara. Qui è appena stato festeggiato, con gran fasto, il cittadino più illustre, il Cardinale Mercurino Arborio, cancelliere di Carlo V e personaggio che già cinque secoli fa immaginava un'Europa unita. E qui è più attiva che mai la promozione del vino prodotto in città e nel circondario.
Da quattro anni il Gattinarese, territorio di dolci colline in provincia di Vercelli, si è risvegliato dal lungo torpore e sta recuperando le posizioni perdute. Un passo dopo l'altro, con trovate anche curiose (il vigneto in città) e di grande impatto (i festeggiamenti internazionali appunto in onore di Mercurino), ha riproiettato il "Gattinara docg" nel Gotha dei vini regionali. E nel weekend una manifestazione particolare farà conoscere e assaporare tutte le possibilità di accostamento del rosso di Gattinara ai piatti della cucina regionale. "Degustar Piemonte" è alla seconda edizione, e per due giorni, oggi e domani, proporrà pranzi e cene tipiche ma anche escursioni tra i vigneti, visite alle cantine e ai vecchi cortili del centro storico. Un tuffo nel passato pensando al futuro del vino e alle sue potenzialità turistiche oltre che commerciali.
L'Enoteca regionale, fondata l'anno scorso, è il fulcro dell'iniziativa, ma l'arma vincente di Gattinara è la nuova mentalità che vede tutti schierati in campo con un unico obiettivo: promuovere il vino che ha reso famosa la città.
Rispetto alla prima edizione, "Degustar Piemonte" non sarà più itinerante: tutte le portate saranno servite nel cortile di Villa Paolotti, sede dell'Enoteca (pranzi dalle 12,30, cene dalle 19, per informazioni 0163.834070), mentre saranno fornite cartine, mappe e guide per le escursioni. Saranno anche a disposizione biciclette in affitto per passeggiate in collina (i sentieri sono segnalati) e lungo il fiume Sesia.
Lingua al verde e bollito, panissa e agnolotti, il menù sarà ovviamente tipico, mentre sarà una novità la compagnia della musica "new age" dell'arpista Eleonora Perolini che questa sera si esibirà nel cortile di Villa Paolotti. L'ospite di domani è invece una cantante gattinarese diventata celebre: Stefania Aggio, che dopo anni di gavetta ha incontrato il successo con la trasmissione televisiva "Passaparola" di Gerry Scotti.
Gattinara "regina" delle Terre del Nebbiolo del Nord Piemonte ha ottenuto di recente un posto in primo piano sulla rivista specializzata statunitense "Wine Spectator", e proprio nel weekend è atteso un gruppo di turisti americani.


(La Stampa, 8/7/2000)

Il mondo agricolo discute a due mesi dalla vendemmia
Moscato:"Abbiamo già dato"
. Cia contro l'abolizione della pesatura


Tra due mesi si vendemmierà il moscato ed i viticoltori non sanno ancora a quale prezzo cederanno le uve all'industria spumantiera, quali rese per ettaro saranno fissate, se il mercato continuerà ad essere regolato da un accordo oppure, interrompendo una tradizione ventennale, dovranno affidarsi alla libera contrattazione per ottenere la remunerazione del loro lavoro. Non è una situazione allegra: lo stesso stock di 120mila ettolitri di mosto giacente presso le cantine sociali costituisce una presenza sicuramente ingombrante alla vigilia di una trattativa nella quale è bene evitare di enfatizzare con pericolosa leggerezza la crisi dell'Asti, visto che le vendite sono cresciute nel '99 da 72 a oltre 80 milioni di bottiglie con un incremento del 14%.
Oggi crediamo che ci siano alcune priorità assolute da perseguire. Proviamo ad elencarle.
La prima è che la parte industriale rispetti gli accordi presi lo scorso anno ritirando lo stock stesso e dividendolo tra le varie aziende interessate. Eliminato il nodo dei 120 mila ettolitri, si tratterà di discutere della resa per ettaro, portandola sicuramente al di sotto dei 100 quintali per ettaro e riducendo proporzionalmente anche la quantità di prodotto destinata a vino aromatico.
IL PREZZO. Lo scorso anno era stato, nominalmente, di 16.670 lire più Iva. La cifra era però stata "depurata" della quota per il fondo di promozione e sostegno. Quest'anno il prezzo reale dovrà avere come base minima quella dello scorso anno, ovviamente senza alcuna decurtazione e si dovrà pure definire un prezzo per le uve destinate alla produzione di vino aromatico.
Infine la pesatura delle uve. Sono in molti a volerla abolire ed in questo senso andrebbe un recente parere del Comitato Vitivinicolo Regionale, convocato peraltro in modo assai approssimativo con il risultato che alla riunione mancavano molti dei suoi componenti. La decisione di abolire la pesatura pare affrettata e non priva di rischi. Pertanto la Cia, con una recente lettera all'assessore regionale all'agricoltura, ha richiesto il ripristino della stessa.
In questo frastagliato e complesso quadro d'insieme pare decisivo il ruolo che assumerà la figura dell'assessore regionale all'agricoltura a cui si chiede di essere sì pregiudizialmente al di sopra delle parti, ma non certamente inerte ed incapace di scegliere nel momento decisivo.
Una prima positiva indicazione sull'avvio della trattativa è venuta da una decisione presa ieri, venerdì, dalla Commissione paritetica riunitasi a Torino. Si è infatti concordato di costituire un gruppo, composto da 5 esponenti della parte agricola e altrettanti della parte industriale, che ha il compito di analizzare la destinazione dei 120mila ettolitri di mosto fermi nelle cantine sociali.
é logico pensare, a questo punto, che la decisione riveli la consapevolezza delle varie parti sulla responsabilità del mosto stoccato che non può essere addossata alla sola parte agricola, o peggio ancora, a chi lo detiene e cioè le cantine sociali.
Allo stesso tempo è necessario che la Commissione paritetica ed il Gruppo di analisi si riuniscano nuovamente al più presto e lavorino "presto e bene", tenendo conto anche della possibilità di distillare, ma non necessariamente come l'unica soluzione del problema. La distillazione, infatti, presenta non pochi scogli da superare, da quelli burocratici a quelli istituzionali e politici. Altre strade potranno essere indicate, in modo da dare senso e continuità alla volontà di proseguire nella politica degli accordi interprofessionali.
In caso contrario, si può anche ragionevolmente pensare che la sola parte agricola sia in questo momento matura per tentare di risolvere da sola l'intera questione del prodotto stoccato. Far pagare tutto agli agricoltori è un tipo di "uscita" dall'attuale situazione di stallo, ma significherà sicuramente la creazione di difficili rapporti con la parte industriale che a sua volta pagherà prezzi alti, soprattutto economici, con scenari i cui esiti paiono oggi estremamente incerti e dalle conseguenze imperscrutabili.
Italo Mussio
Presidente provinciale Cia Asti

(La Stampa, 8/7/2000)

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