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Malattie cardiovascolari e tumori, forse spiegato il "paradosso francese"

Da anni gli studiosi stanno cercano di capire come mai i francesi, pur avendo una dieta piuttosto grassa e pur bevendo più vino di altre popolazioni, abbiano un tasso relativamente basso di malattie cardiovascolari e di alcuni tumori. Per spiegare il fenomeno, noto come "paradosso francese", da tempo gli scienziati avevano puntato l'attenzione su eventuali capacità protettive del vino rosso, consumato abbondantemente Oltralpe. E in effetti l'intuizione si è probabilmente dimostrata giusta. Un gruppo di studiosi dell'università della North Carolina ha infatti identificato un composto che potrebbe spiegare il paradosso. Si tratta del trans-Resveratrolo, o "Res". Tale sostanza, presente nel vino rosso, avrebbe la capacità di modulare a livello cellulare l'attività di una proteina, la NF-kappa B, che ha la funzione di disattivare un sistema che protegge dalla distruzione le cellule tumorali. Usando il Res in futuro potrebbe essere possibile dunque influenzare la capacità dell'organismo di eliminare le cellule cancerose.
Luigi Ripamonti


(Il Corriere della Sera - Salute, 9/7/2000)


Verdicchio di Matelica e musica classica: cinque viaggi nel mondo di Bacco e delle note

di PIERFRANCESCO GIANNANGELI

MATELICA - Vino e musica, o, più in generale, gastronomia e cultura, possono convivere felicemente? Sembra di sì, se, dopo l'esperimento dell'anno scorso (quando ebbe luogo una sorta di edizione zero), Matelica rilancia l'idea. "Cantine sonore" il titolo dell'iniziativa, intorno alla quale hanno lavorato i quattro professionisti fabrianesi di "Vino & Musica", che hanno trovato la collaborazione operativa della Pro Matelica e il sostegno dell'amministrazione comunale, impegnata nel rilancio del turismo. Già il nome del gruppo organizzatore è tutto un programma, è un manifesto della sua azione, che si concretizza in una proposta culturale che valorizzi un certo tipo di vino, il verdicchio, e un particolare territorio, quello matelicese. Il progetto, infatti, mescola insieme turismo, prodotti alimentari tipici e vino. In pratica, gli organizzatori - Francesco Sbaffi, Alvise Manni, Claudia Crocetti e Barbara Giurastante - hanno pensato cinque piccoli viaggi nel mondo di Bacco, che si svolgeranno il 23 e 30 luglio, il 18, 25 e 26 agosto. Il pomeriggio tipo prevede una visita alla città e ai suoi monumenti, un giro panoramico (in pullman) attraverso gli angoli anche più segreti dei vigneti che permettono la produzione del verdicchio doc di Matelica e il ricevimento presso alcune aziende agricole, dove i visitatori saranno guidati da un gruppo di esperti nella degustazione di prodotti tipici e del "sovrano" dell'iniziativa, il verdicchio appunto. E a questo punto che si inserirà il momento culturale, scandito da un concerto di musica classica, organizzato in collaborazione con la scuola di musica "B. Barbarino" di Fabriano. "E' proprio l'aspetto culturale - affermano gli organizzatori - che aiuta a creare nell'enoturista un meccanismo di "affezione" verso un determinato vino". Insomma degustare non basta: se nel contesto si inserisce qualcos'altro di piacevole, ciò aiuta a ricordare e ad associare meglio anche i sapori.
Va ricordato, infine, che l'ultimo itinerario, quello del 26 agosto, celebrerà la visita all'altro ben noto verdicchio, quello dei castelli di Jesi. Gli enoturisti avranno la possibilità di visitare e gustare città, territorio, vigneti e vino di Cupramontana.

(Il Messaggero, 9/7/2000)

Il cartellone della festa non valorizza il prodotto
Fiera del vino dell'anno 2000, a Montefiascone un programma poco frizzante

di GIUSEPPE RICCI

Fiera del Vino anno 2000. Siamo alla 42^ edizione della popolare manifestazione che si tiene a Montefiascone nella prima quindicina di agosto e che attrae negli stand di Prato Giardino migliaia di buongustai e di visitatori come api nel miele. Ma come è ormai tradizione, si arriva alla vigilia dell'inaugurazione, fissata per il 1^ agosto, con il solito affanno e idee un po' confuse. questa la sensazione che si ricava in Comune che ha avocato a sè, da alcuni anni, l'organizzazione della fiera togliendola prima ai privati e quindi alla Pro-loco. Quando questa era già in fase di smantellamento per poi scomparire del tutto.
Ad organizzare quella che è considerata a ragione la più importante manifestazione estiva dell'Alto Viterbese, ci pensa l'assessorato alla Cultura, supportato da quelli allo Sport e turismo e all'Agricoltura. Ma tutta la giunta guidata dal sindaco Mario Trapè è impegnata per la migliore riuscita della Fiera, la cui organizzazione però (dai sentori della vigilia) non sembra abbia ancora fatto quel salto di qualità atteso da tempo: cioè una più efficace cura e valorizzazione del fulcro della manifestazione che è il vino: a cominciare dall'Est! Est!!Est!!! che va maggioramente pubblicizzato sia a livello nazionale che internazionale, per finire con tutti gli altri vini che gli fanno da corona. Ben vengano dunque i vari spettacoli musicali, le kermesse gastronomiche, gli incontri sportivi, ma non bisogna trascurare l'oggetto principale della manifestazione che è e resta il vino di questi territori. Atteso il Corteo storico che rievoca le gesta del buongustaio tedesco Giovanni Defuk, tracollato per il troppo bere e primo insuperabile sponsor dell'Est! Est!! Est!!!, e attese anche le ballerine brasiliane della sfilata carnevalesca "Montefiascone come Rio" di Ferragosto. Ma si ponga maggiore attenzione al vino incrementando gli espositori con convegni e incontri, con scambi tra produttori nazionali. Il tutto affinchè si realizzi il sogno: che la Fiera del vino diventi, finalmente, la Fiera del vino.

(Il Messaggero, 11/7/2000)


La Lady del Chianti Classico
Emanuela Stucchi Prinetti presidente del cda del Consorzio


Fulvio Paloscia
Dice che quando ha iniziato a lavorare nel mondo del vino e se ne andava in giro a raccontare la bontà del prodotto, doveva abbuffarsi per dimostrare ai ristoratori che valeva quanto un uomo: come se la quantità esagerata di cibo fosse direttamente proporzionale alla perizia enologica. «Ma oggi i pregiudizi sono caduti, anche se ancora a produrre e assaggiare vino sono soprattutto uomini» spiega Emanuela Stucchi Prinetti che, del resto, è la dimostrazione vivente che certe barriere sono cadute: da ieri, infatti, è il nuovo presidente del consiglio d'amministrazione del Consorzio del marchio storico Chianti Classico, e succede nell'incarico a Gherardo Ungarelli. «E' un segnale di come il consorzio sia in grado di recepire i nuovi fermenti del settore» dice Stucchi Prinetti che da oltre dieci anni si occupa del settore commerciale e della comunicazione di Badia a Coltibuono, l'azienda di famiglia che si estende su 800 ettari di terreno nel cuore del Chianti Classico, nel senese, a Gaiole. Già, perché negli ultimi anni le signore del vino sono aumentate a vista d'occhio in un settore a prevalenza maschile. Da Donatella Cinelli Colombini, che ha prodotto il primo Brunello al femminile, «Prime Donne», pensato e assaggiato da sommelier donne, alla famiglia Antinori con Albiera, Allegra e Cristina già in attività e detsinate a svilluppare l'azienda dal padre Piero: «Il vino richiede una conoscenza scientifica, certo, ma anche una vocazione istintuale: è l'istinto di noi donne, si sa, è infallibile, anche in materia di palato». Senza contare la predisposizione al rapporto umano, «alla comunicazione, che nella donna è più forte per questioni di sensibilità. Ecco perché molte di coloro che lavorano in questo settore si occupano di marketing». E proprio dalla comunicazione la Stucchi Prinetti intende partire nel suo nuovo incarico: «consolidare i rapporti con i nostri associati, trovare nuove strategie nel contatto con il pubblico, che non è fatto solo di addetti ai lavori o appassionati. Infine, un accordo importante: quello con il Parmigiano Reggiano. Uniremo le nostre forze per proporci con maggiore incisività in Italia e all'estero».

(La Repubblica - Firenze, 11/7/2000)


Sarà offerto al pubblico nelle manifestazioni sul territorio
Moscato, nuove idee. Si promuove il vino con assaggi gratis


Giuseppina Fiori
SANTO STEFANO BELBO L’Associazione produttori moscato d’Asti associati (Assomoscato) e il neonato "Coordinamento terre del moscato" hanno organizzato per domani un incontro in municipio (ore 21) con i presidenti delle Pro loco e i rappresentanti dei 52 Comuni di Cuneo, Asti, Alessandria compresi nella zona del moscato d’Asti e dell’Asti spumante. In particolare, si parlerà della partecipazione alle manifestazioni più importanti sul territorio per offrire assaggi gratis al pubblico di questi vini da parte di giovani del luogo. S’inizierà ad Alba con la 70^ Fiera nazionale del tartufo di ottobre per proseguire poi nelle varie località. Giovanni Satragno, presidente dell’Assomoscato: "Contiamo molto su questa iniziativa promozionale". Aggiunge Marinella Barbero responsabile manifestazioni del "Coordinamento terre del moscato": "Sono già state ordinate cento divise per i giovani che frequenteranno anche corsi di preparazione sul moscato, la sua storia e le tradizioni per poter dare informazioni ai turisti".
A Santo Stefano Belbo si sta intanto definendo l’accordo con il Comune per il recupero e l’utilizzo dell’ex centro studi "Cesare Pavese" che diventerà la sede del Coordinamento terre del moscato. Il sindaco di Santo Stefano Belbo, Luigi Ciriotti, ha già dato la disponibilità del Comune. Il presidente Satragno conferma che negli stessi locali sarà aperta anche una sede staccata dell’"Assomoscato" di Asti. E’ trascorso un anno da quando i "cobas" cominciarono ad organizzare le primi riunioni che portarono al "sit-in" di protesta in piazza a Santo Stefano Belbo dei primi di settembre. L’animatore, Giovanni Bosco, commenta: "Non credevamo di trovare tante adesioni e desiderio di partecipazione. Sono state poste le basi di un lavoro di valorizzazione non solo del prodotto moscato, ma di tutto il territorio con il proposito di coinvolgere tutte le categorie dai contadini ai commercianti, artigiani, professionisti e altre realtà locali". Continua Bosco: "Un anno di attività è servito a cambiare i vertici dell’Assomoscato, ottenendo una significativa rappresentanza dei piccoli produttori. Inoltre, è stato costituito il Coordinamento ‘’Terre del moscato’’ che darà vita al ‘’Parlamento del moscato’’, un punto di riferimento, una sorta di casa comune in cui riunirsi e discutere".
Intanto, la Cia organizza per giovedì alla cantina sociale di Ricaldone (Alessandria), alle 21, un pubblico dibattito sul tema: "Moscato più certezze per i produttori". La Cia avanzerà proposte sostenendo che, a due mesi dall’inizio della vendemmia, non sono ancora stati fissati i prezzi delle uve, né raggiunti accordi. Le conclusioni saranno affidate al presidente regionale Cia, Peppino Cancelliere. Domani in Regione a Torino (ore 21) ci sarà una riunione sull’accordo interprofessionale all’assessorato all’Agricoltura tra un comitato ristretto di rappresentanti delle parti agricola e industriale.


(La Stampa, 11/7/2000)


Contestato l'imbottigliamento in zona reintrodotto per decreto a giugno. Ricorso contro il Frascati Doc

di LUIGI JOVINO

Frascati Doc: la storia infinita. I produttori ed i vitivinicoltori del Frascati Doc non hanno avuto neanche il tempo di godere degli effetti benefici del decreto sull'obbligo dell'imbottigliamento in zona, emesso dal ministro delle Politiche agricole a giugno, che già un'altra preoccupazione si affaccia all'orizzonte. Una decina di aziende imbottigliatrici straniere e del nord Italia, infatti, ha ricorso contro il decreto, chiedendone la sospensione immediata "per gravi vizi procedurali e perchè l'atto è palesemente illegittimo".
Sostanzialmente i vitivinicoltori ricorrenti si sono richiamati ad una precedente sentenza del Tar Lazio che aveva già sospeso un altro decreto ministeriale che imponeva l'obbligo dell'imbottigliamento in zona per il Frascati doc "per carenza di istruttoria".
Al Consorzio di tutela denominazione vini Frascati doc è d'obbligo la cautela, anche se si studiano le contromosse. "L'obbligo dell'imbottigliamento in zona - dice Maurizio Tamburrano, direttore del Consorzio - è indispensabile per la rivalutazione economica del prezzo dell'uva e del vino e cercheremo di difendere il decreto, appena emesso dal ministro Pecoraro Scanio, a denti stretti. Non abbiamo timori: gli atti sono stati preparati a dovere e non dovrebbero essere facilmente impugnabili dalla giustizia amministrativa". A questo punto diventa fondamentale l'istruttoria avviata dal Comitato nazionale tutela vini Doc che, entro il 31 luglio, deve produrre un dossier sui motivi che hanno reso necessaria l'emanazione del decreto.

(Il Messaggero, 12/7/2000) 


Case scoperchiate, vigneti rasi al suolo e coltivazioni distrutte. Pesantissimo il bilancio della tromba d'aria. Il maltempo costa 5 miliardi
Danni ingentissimi a Godega, Gaiarine e Orsago

di Franco Allegranzi

CONEGLIANO. Sette case scoperchiate a Campomolino di Gaiarine, vigneti e coltivazioni di mais rasi al suolo per almeno l'ottanta per cento a Godega e Orsago, linee elettriche e telefoniche abbattute dagli alberi con black out in diverse frazioni. Sono di almeno cinque miliardi, in base ad una prima stima, i danni provocati dalla tromba d'aria e dal nubifragio di lunedì sera. Per tutta la giornata di ieri si sono succeduti gli interventi dei vigili del Fuoco a Orsago, Godega, Codognè e Gaiarine.
Un colpo durissimo ai vigneti e alle coltivazioni. La tromba d'aria di lunedì sera ha distrutto in pochi minuti il lavoro di mesi. Compromessa la vendemmia di quest'anno per molte aziende agricole. Ingentissimi anche i danni alle abitazioni e all'arredo urbano.
Gaiarine. A Campomolino, in via Cal di Mezzo, sette famiglie si sono ritrovate con la casa scoperchiata dalla furia del vento e hanno trascorso la notte tra lunedì e martedì all'adiaccio, ad osservare i soccorsi prestati dai vigili del Fuoco di Motta. Scarichi intasati alla Jolly Arredamenti, parziali allagamenti anche in altre aziende. Gli interventi di soccorso dei vigili del Fuoco si sono protratti per tutta la giornata di ieri con l'ausilio della squadra di tecnici comunali e della Protezione civile. A Francenigo molti alberi sono stati divelti, soprattutto nella zona dei Palù, con parecchi rami piombati sulla sede stradale.
Godega. Un primo bilancio dei danni è stato compiuto ieri mattina dall'architetto Alessandro Boscolo, dell'ufficio lavori pubblici, che ha già predisposto un allarmante dossier fotografico. Il nubifragio ha martoriato soprattutto la frazione di Bibano di Sotto. «Due platani secolari si sono abbattutti sulla piazza di Bibano travolgendo le linee elettriche e telefoniche - riferisce Boscolo - in via Storta qualche platano, sradicato, ha distrutto la carreggiata stradale. A spaventare è soprattutto l'abbattimento dei vigneti in località Palù. Direi che almeno l'ottanta per cento delle viti e delle coltivazioni di mais, in base ad una prima stima, è andato completamente distrutto». A Bibano sono finiti scoperchiati anche un capannone e la tettoia dell'azienda agricola di Bruno Feltrin, con le lamiere trasportate dal fortunale.
Orsago. Centinaia di milioni di danni al Molino Vendrame, dove i vigili del Fuoco di Conegliano hanno lavorato tutta la notte per garantire una copertura d'emergenza. Altra situazione critica nella zona delle Piane, dove alcuni pioppi, sradicati, hanno abbattuto le linee elettriche e telefoniche che sono ancora in fase di ripristino. In via Corridoni un albero secolare, strappato dalla furia del vento, ha trascinato con sè una larga parte della carreggiata creando una voragine lunga dieci metri e profonda quattro metri. «La cosa più impressionante è vedere le coltivazioni di mais ridotte a 30 centimetri di altezza e i vigneti distrutti - dice il sindaco Gaiot, che ha seguito personalmente i soccorsi notturni - non ricordo di recente un evento atmosferico di queste proporzioni».
Altri comuni. Danni minori si sono registrati a Codognè, Conegliano, San Vendemiano e San Fior, dove i pompieri sono intervenuti soprattutto per rimuovere alberi pericolanti. Alcune coltivazioni sono andate distrutte nei Palù di San Fior di Sotto.


(La Tribuna di Treviso, 12/7/2000)


Il ministro firma decreto sui vini doc

Le strade del vino partono da Ercolano. Dalla settecentesca Villa Signorini dove ieri il ministro per l'Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio ha annunciato la firma del decreto che fissa modalità e standard minimi di qualità per la creazione di percorsi vitivinicoli.
L'occasione è data dalla terza edizione della «Selezione dei Vini Campani 2000», un appuntamento prestigioso, ideato e organizzato dall'Ersac - Ente Regionale di Sviluppo Agricolo in Campania, con quasi 200 vini prodotti da 56 aziende vitivinicole campane in rappresentanza dell'intera produzione enoica regionale.
La «gloria» è fissata ad ottanta punti, il punteggio che dovranno raggiungere i vini per fregiarsi della valutazione «ottimo» secondo il metodo Union Internationale des Oenologues.
Un esame severo guidato da venti enologi provenienti da tutta Italia e selezionati dal'Associazione Enologi Enotecnici Italiani. Questa sera alle 21, nei giardini di Villa Signorini, il momento clou: dopo le ultime degustazioni (ore 11 e 16.30) la «tre giorni» inaugurata mercoledì scorso si chiuderà con la proclamazione dei vini selezionati. Per i vincitori si apriranno così le porte del commercio internazionale.
(ferruccio fabrizio)

(La Repubblica - Napoli, 14/7/2000)

Presentata ieri legge sulla distillazione. Si raccoglierà il moscato ma le cantine sono piene. Lo stoccaggio globale è a 460 mila ettolitri Quanti ne assorbirà l’"Asti" in questa estate?

ASTI.
La presentazione della proposta di legge sull’intervento straordinario per la valorizzazione della produzione del moscato da parte di Lido Riba consigliere regionale dei Democratici di sinistra è stata l’occasione per un summit, ieri mattina, nella saletta azzurra ella Provincia con i protagonisti del dibattito di questi giorni. Riba, Mauro Oddone e gli altri esponenti Ds hanno affinato gli articoli della proposta di legge che prevede un impegno di 13 miliardi da parte della Regione a sostegno della distillazione, cioè della trasformazione in alcol di 120 mila ettolitri, pari a 16 milioni di bottiglie, di moscato della scorsa annata ancora giacente nelle cantine. Diversi i pareri sulle origini dell’eccedenza: certo il calo di vendite dell’Asti spumante nel mondo, più dubbio l’aumento degli ettari a vigna (dal dal 2001 ne entreranno in produzione altri 500). Ezio Pelissetti direttore del Consorzio dell’Asti ha fornito i dati aggiornati al 30 giugno: c’è uno stock di 460 mila ettolitri. "Se le richieste di imbottigliamento da parte delle industrie durante l’estate continueranno arriveremo in vendemmia a circa 400 mila ettolitri. La distillazione ne toglierebbe 120 mila, ripristinando il normale polmone utile per rispondere alle oscillazioni del mercato".
L’assessore provinciale Perfumo (Forza Italia) si è detto d’accordo con le finalità della legge proposta dai Ds, ma ha avvertito: "Alla vendemmia mancano 50 giorni e ci sono sei o sette cantine sociali con le vasche ancora piene. Che si fa? Dobbiamo intervenire distribuendo su tutte le cantine il moscato invenduto per consentire la raccolta delle nuova uva".
"E noi chiediamo anche un calo delle rese massime a 80 quintali ettaro" ha ricordato Angelo Dezzani direttore dell’Assomoscato "a patto che ci sia pagata veramente la qualità".


(La Stampa, 14/7/2000)

Domani sera la consegna del singolare premio
Nizza, alle cantine Scrimaglio Emilio Fede diventa "Il Matto"

NIZZA. Sarà Emilio Fede, il "Matto" del Duemila. Domani sera alle cantine Scrimaglio di strada per Alessandria, il direttore del Tg4 riceverà il premio che si ispira al vino omonimo, nato tre anni fa nella casa vinicola nicese. Il nome di Fede va ad aggiungersi a quelli di Antonio Ricci, Enrico Beruschi, del pupazzo Gabibbo, che hanno ricevuto il riconoscimento nelle passate edizioni.
Ancora "top secret" i nomi degli altri "matti": saranno tre, come consuetudine in rappresentanza di vari settori del mondo del lavoro. "Scegliamo accuratamente i nostri "matti" spiega Piergiorgio Scrimaglio - sono persone che hanno raggiunto grandi traguardi, usando coraggio, preparazione ed un pizzico di follia". L’occasione della festa, nasce dai compleanni di Mario (il padre) e dei figli Piergiorgio e Francesco, nati tutti in luglio ed impegnati nell’azienda vinicola nicese. La manifestazione è stata creata nel ’97: tra i premiati, Tullio Mussa (enotecario alla Signora in rosso), lo scrittore Nico Orengo, il giornalista svizzero Andreas Mertz ed il viticoltore Pippo Parodi.

(La Stampa, 14/7/2000)

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