Rassegna stampa
28 Maggio-3 Giugno
 
 
Rassegna 21-27/5 
Rassegna 14-20/5 
Rassegna 7-13/5 
Rassegna 30/4-6/5 
Rassegna 23-29/4


Rassegna 16-22/4

Rassegna 9-15/4

Rassegna 3-8/4

Rassegna 20/3-2/4

Rassegna 13/19-3

Rassegna 6-12/3

Rassegna 1-5/3

Rassegna 20-29/2

Rassegna 13-19/2
Più di 750.000 visitatori per la giornata del vino. La manifestazione si è tenuta in Italia e in altri sette paesi. Boom del fatturato

ROMA - Un successo annunciato ma non atteso in queste proporzioni. In tutta Italia oltre 700 cantine hanno aperto le porte ai visitatori e da una prima stima, emerge che dal Trentino alla Sicilia, dalla Val dAosta alla Sardegna i turisti del vino sono stati 750 mila, con un incremento di circa il 10 per cento rispetto al record del 99. In neppure 10 anni Wine day (Cantine Aperte, oltre che in Italia, si è tenuta in contemporanea in altri sette paesi vitivinicoli del mondo) ha raggiunto livelli di popolarità che lo rendono ormai un fenomeno di massa. 
 

(La Repubblica on line, 28/5/2000)


L'azienda vinicola finanzierà i lavori di scavo "Donnafugata" sponsor dell'antica Anthilia

PALERMO - Un' azienda vinicola diventa sponsor di uno scavo archeologico a Contessa Entellina, in provincia di Palermo. L' idea è venuta alla famiglia Rallo di «Donnafugata`, proprietari dell' omonima azienda, che possiede una delle tenute agricole a ridosso della rocca di Entella, sulla cui sommità gli elimi edificarono, tra il VI ed il III secolo a.C., l' antica «Anthilia`. Donnafugata finanzierà così una parte delle attività di scavo su una delle aree archeologiche più importati della Sicilia occidentale. La relativa convenzione è stata firmata con la Scuola Superiore Normale di Pisa che dall' 83 conduce, in collaborazione con la soprintendenza ai beni culturali di Palermo, le operazioni di recupero sul sito archeologico. L' iniziativa mira a riportare alla luce i resti dell' antica città. Sino ad oggi sono stati rinvenuti alcuni tratti delle mura, una delle porte di accesso alla città, un magazzino destinato alla raccolta di cereali, una necropoli ed i residui di un castello di epoca successiva. Assieme a Segesta, Entella, è da considerarsi uno degli insediamenti più importanti del popolo Elimo. Della civiltà elima si conosce ben poco: popolazione probabilmente di origine egea, forse dell' Asia minore, erano dediti all' agricoltura e, specialmente, alla coltivazione della vite. Da qui il legame tra vino ed archeologia che Donnafugata ha inteso sviluppare con l' iniziativa della sponsorizzazione.. Sulla valorizzazione dei beni artistici, monumentali e archeologici c'è un risveglio di interesse che coinvolge sempre di più il privato e che la recente convenzione siglata dalla Regione con l'Assindustria, ha suggellato. Esempi di particolare riuscita nella sinergia tra imprese private e istituzioni ormai si moltiplicano al Nord come al Sud. Investire nel recupero del nostro patrimonio archeologico e architettonico è una scelta imprenditoriale intelligente e di prospettiva. Il ritorno, infatti, in termine di immagine è notevole e al tempo stesso diventa più agile e snella qualsiasi procedura di spesa una volta svincolata dai farraginosi meccanismi finanziari di un qualsiasi ente pubblico. L'imprenditoria vinicola ha dato dimostrazione negli ultimi anni di interesse verso questi aspetti e la managerialità che caratterizza alcune delle nostre imprese leader ha supportato una scelta politica che ormai appartiene ad un modo nuovo di vedere i rapporti pubblico-privato. 

(La Gazzetta del Sud, 30/5/2000)


Una nuova minaccia biotech incombe sul Made in Italy e sulla salute dei consumatori. Vino transgenico sulle nostre tavole?

ROMA - Nuova minaccia biotech all'orizzonte per un prodotto tipico del made in Italy: vite, uva e vino. C'e infatti dietro l'angolo la proposta di direttiva europea che prevede nuove procedure di autorizzazione per l'introduzione di organismi geneticamente modificati nella coltivazione della vite. Questo nuovo affondo contro un prodotto italiano, e non solo, che porterebbe le biotecnologie nei vigneti europei più famosi nel mondo dallo Champagne al Piemonte, dalla Loira fino alla Toscana è reso noto dai Verdi che annunciano già «una battaglia dura`. «La proposta di direttiva europea - afferma il sen. Athos De Luca - va ancora una volta nel senso della scarsa valorizzazione dei prodotti e delle specialità nazionali e introduce una sorta di deregulation in materia di utilizzazione degli organismi geneticamente modificati nella coltivazione della vite`. Talee e innesti geneticamente modificati, per de Luca, poi, arrivano proprio mentre l'Unione Europea sta studiando le procedure di controllo più rigorose per la coltivazione e la commercializzazione degli Ogm. «Ecco - tuona de Luca - che già si cerca clamorosamente di svincolare dall'applicazione di queste norme uno dei grandi settori della produzione agricola`. La scelta di rendere possibile la modifica genetica delle varietà di viti si trova in una proposta di direttiva dal titolo, come dice De Luca, «molto rassicurante`. Si tratta infatti della «commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite`. «Come nel caso del cioccolato - osserva De Luca - questo è un attacco alla produzione nazionale in un settore di punta e in pieno sviluppo come quello del vino`.

(La Gazzetta del Sud, 30/5/2000)


Oltre 15 mila visitatori per "Cantine aperte" 

PESCARA - Oltre 15 mila persone hanno partecipato in Abruzzo, nello scorso week-end, alla manifestazione "Cantine aperte": i visitatori, rispetto all'edizione precedente, sono aumentati addirittura del cinquanta per cento. 
Il risultato positivo, dicono gli organizzatori, è dovuto anche al maggior numero di aziende coinvolte, ben 41, oltre che alla campagna promozionale dell'iniziativa, coordinata appunto dall'organizzazione composta dal Movimento per il turismo del vino, dalla Regione Abruzzo e dall'Arssa. 
Il direttore dell'Arssa, Donatantonio De Falcis: «E' un fenomeno da sostenere e incentivare, perchè aiuta sia il consumatore che il produttore`. L'enoturismo, del resto, muove ogni anno circa tre milioni di persone, un milione solo in occasione di "Cantine aperte". 
Soddisfatti i produttori. Esmeralda D'Auria (Cantine Sarchese di Ortona): «Solo nel pomeriggio di domenica sono venute da noi 400 persone`. Maurizio Primavera (Cantina Tollo): «Un vero fenomeno, il nostro piazzale di norma occupato dai Tir è stato invece riempito in ogni angolo dalle automobili dei visitatori. Ne abbiamo contati più di mille`. Laura Montori (Montori di Controguerra): «Abbiamo accolto più del doppio delle persone venute da noi un anno fa`. Giovanni Faraone (Faraone di Giulianova): «Manifestazioni come questa rappresentano uno dei momenti più importanti per la promozione dei vini abruzzesi`. 
In forte aumento la presenza dei giovani tra i 25 e 35 anni. 
 

(Il Messaggero, 30/5/2000)


Cantine Aperte, nelle Marche incremento del 15% 

Grande successo nelle Marche per Cantine Aperte. Circa 28.000 visitatori, il 15% in più rispetto alla passata edizione. Questo il bilancio della giornsata dedicata ala promozione del vino in tutto il mondo (Wine Day) e coordinata nel nostro paese dal Movimento Turismo del Vino, un'associazione che da anni incoraggia una forma di vacanza anche breve a contatto con il territorio e la migliore produzione vinicola nostrana. «Far incontrare gli artefici dei grandi vini italiani con i destinatari con coloro che li asaggiano sulle proprie tavole,nei ristoranti, nei bar e nelle enoteche` questo lo spirito del'iniziativa che vuole creare un filo diretto tra produttore e consumatore, per instaurare un rapporto di fiducia e per suscitare curiosità ed interesse attorno ad uno dei prodotti che il mondo intero più apprezza e ci invidia. 
«Le cantine marchigiane - riferisce la delegazione regionale del Movimento turismo del vino - hanno registrato una presenza oscillante tra le 400 e le 1000 unità, un bel risultato. L'incremento medio di presenze è stato del 15% a fronte del 10% nazionale`. Da sottolineare che anche nelle Marche è aumentata la presenza di giovani, molti dei quali già conoscitori del prodotto vino. Bene anche per l'Aism, l'Associazione italiana Sclerosi Multipla che ha ideato l'iniziativa parallela «Un bicchiere per la vita`, i calici sono andati a ruba. A Cantine aperte hanno aderito quest'anno 39 cantine.

(Il Messaggero, 30/5/2000)


Velenosi: ormai è una sagra 

ASCOLI - Non tutti i produttori hanno aderito al Movimento turismo del vino. Una è Angela Velenosi dell'omonima azienda vitivinicola di Ascoli Piceno, premiata con medaglia d'argento al "Vinalies internationales" di Parigi con il Rosso Piceno Superiore "Roggio del Filare", riserva '97, che si sta preparando ora a lanciare sul mercato "Ludi" un nuovo vino rosso Igt '98 con uvaggio di Merlot, Cabernet e Montepulciano. Per una questione di stile. 
Scelta o provocazione?
«Negli anni passati abbiamo aderito di buon grado. La nostra cantina a causa della sua ubicazione facilmente raggiungibile, in una città grande come Ascoli Piceno veniva presa d'assalto. L'appuntamento con Cantine Aperte si era trasformato in una sagra paesana, tanto da sfuggirci il contatto con i visitatori che mangiavano, bevevano e spesso si ubriacavano. Abbiamo detto basta perché non è questo lo spirito dell'iniziativa, della festa del vino`. 
Continuate a ricevere i visitatori?
«Abbiamo predisposto degli spazi per visite guidate. Ci piace prendere per mano il visitatore, seguirlo con attenzione, accogliere osservazioni e rispondere ai vari quesiti. Dietro prenotazione organizziamo dei tour nella nostra azienda per comitive di turisti italiani e stranieri anche di domenica`. 

T. Cap.

(Il Messaggero, 30/5/2000)


I Sommelier assegnano gli oscar del vino

ROMA, 30 MAGGIO - Sono stati assegnati a Roma, per il secondo anno consecutivo, i quindici Oscar del vino 2000, conferiti dall'Associazione italiana sommeliers: i lettori del «Sommelier italiano», la pubblicazioen ufficiale dell'Ais, avevano espresso nei mesi scorsi le loro preferenze, determinando una rosa di finalisti tra i quali una apposita giuria ha scelto i vincitori.

Miglior vino bianco è risultato Langhe Sauvignon Alteni di Brassica 1997 (Gaja, Barbaresco); miglior rosso Turriga 1995 (Argiolas, Serdiana); miglior rosato Alezio Rosato Rosa del Golfo 1999 (Rosa del Golfo, Alezio); miglior vino dolce Morsi di Luce 1997 (Florio Marsala); miglior vino spumante Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1991 (Ferrari, Ravina); miglior vino straniero Alion Ribera del Duero 1996 di Alion (importato da Gaja, distribuzione Barbaresco). Miglior produttore è risultato Piero Antinori; miglior enologo Franco Bernabei; miglior giornalista e/o scrittore Daniele Cernilli; miglior sommelier nel suo ristorante Fabio Scarpitti di «Aimo e Nadia», Milano; migliore etichetta Orvieto Classico Superiore Opinioni 1999 (di Monrubio, Cardeto, La Carraia, Orvieto); migliore azienda vitivinicola Cà del Bosco (Erbusco); vino con il miglior rapporto qualità-prezzo Trebbiano d'Abbruzzo Marina Cvetic 1997 (Gianni Masciarelli, San Martino sulla Marruccina); migliore campagna pubblicitaria per il vino di qualità Le Vigne di Zamò (Manzano); migliore enoteca Enoteca Longo (Legnano).
 

(La Nazione, 30/5/2000) 


Fine Giugno gastronomico 
"Castelli in tavola" quest'anno si apparecchierà a Frascati 

di VALENTINO CASTALDO
Apriranno dal 23 al 25 giugno «I Castelli in tavola` e intanto si pensa già ad apparecchiature scomodando le più nobili tradizioni gastronomiche per il quarto anno consecutivo di una tra le kermesse più attese nell'hinterland capitolino. Dopo Albano, Ariccia e Genzano, ora è Frascati la città titolata a rappresentare l'enogastronomia dei Castelli romani, «in un progetto culturale di grande respiro` come ha tenuto a precisare nei giorni scorsi durnate una cena di presentazione consumata a Roma il suo sindaco Franco Posa. 
All'insegna del «mangiare sano`, ma anche con l'intento di salvaguardare dall'estinzione verdure e legumi poco interessanti da punto di vista economico, Frascati aprirà il suo ineguagliabile palcoscenico naturale, sfoderando storia, costume e arte per «travasarla`, insieme al vino di qualità, anche su Internet in collegamento con le più importanti città del mondo dove operano locali denominati appunto Frascati. 
Le «Isole del Gusto` sparse nel centro urbano con prodotti del sottobosco, carni locali, dolci, gelati e naturalmente vini anche biologici, faranno da scenografia agli spettacoli musicali che si alterneranno fino a notte fonda. Una sezione particolare sarà dedicata agli studenti ai quali il vino sarà centellinato, mentre tutti gli altri potranno «sciogliersi` liberamente in questa tre giorni da non perdere. 
 

(Il Messaggero, 1/6/2000)


«Il Classico torni alle origini`

CHIANTI - «Il Chianti Classico deve tornare a essere il vino di punta, ritrovare la sua centralità, il suo legame col territorio`. Dopo i Ricasoli, anche il principe Duccio Corsini rilancia le quote del Chianti Classico, chiudendo la kermesse dei vini di prestigio toscani tra le colonne in pietra serena di Villa Le Corti. «Alla Corte del Vino`, con una nutrita schiera di vini del Chianti Classico senese, ha messo insieme oltre i tremila visitatori abbattendo la quota 2.800 del '99. La manifestazione tra l'altro è avvenuta in concomitanza con l'«alba` del nuovo disciplinare di produzione del Classico. Sono state a proposito confermate le indiscrezioni già anticipate qualche giorno fa da queste colonne: sarà alzata la soglia minima di Sangiovese dal 75 all'80 per cento e tenderanno a sparire le uve bianche. E' quanto emerso dall'assemblea del Consorzio del Chianti Classico. «Alla Corte del Vino` è servita anche per mettere a punto strategie di sviluppo: «questi ultimi vent'anni sono serviti per il riassorbimento della crisi della fine della mezzadria`, ha detto Michele Cassano, presidente di Eurochianti, a sottolineare che il Classico è ai blocchi di partenza di una ulteriore fase di positiva evoluzione economica.
 

(La Nazione, 1/6/2000)


Morellino, un "miracolo" in rodaggio 

Fescobaldi e il socio Usa, Mondavi. Cecchi "grandi tirature". Mazzei, cioè Fonterutoli, Chianti da top class. Biondi Santi e Cinelli Colombini, Montalcino "alta". Guicciardini, pure Chianti. Cos'hanno in comune tutti? La scelta di Scansano come nuovo fronte, e del Morellino come presente o futura bandiera da sventolare tra gli stendardi aziendali. 
Scansano così (ma non solo per gli arrivi: guardate che sprint, i già stanziali) sbuca lanciata sul proscenio del "nuovo vino" italiano. E spera in un miracolo-bis extra-Chianti. Prima, si sa, venne Bolgheri (ma a Scansano dicono che lì in fondo sul vino non s'era mai puntato, e Scansano e dintorni erano famose secoli fa). Oggi, qui, due milioni bottiglie, e potenzialità quadrupla. Le uve, da 20 a 150.000 al quintale in 10 anni. Il Morellino va sulle 8-10.000 (base), 20-30.000 se Riserva. Un ettaro sta 100 milioni. 
Fin qui i numeri. Ma i "numeri" veri, da eno-fan, li trovi poi nel bicchiere. Assaggi a raffica nel "big day" del Consorzio (tutti a defilé con i vini nel Teatro rinnovato) regalano livelli proprio alti, e cose come i vini di Moris Farms o Le Pupille (gran classe), quello ricco e sodo di Mazzei, l'elegante "cru" '97 Mantellassi, il Ciabatta Banti (bene al gusto, anzitutto), e la sorpresa di un "autoctono" totale, anche in stile, da Silvia Gallori & papà, che ribadisce come, avendo qui gran basi, basterà moltiplicarle per la giusta altezza in cantina, per fare veri strike. 
 

(Il Messaggero, 2/6/2000) 


Si apre stasera la grande vetrina nazionale. Albesi e astigiani uniti dal moscato

Moscati d’Italia in vetrina unisce Alba e Asti in un grande abbraccio alle colline del gusto. Un trionfo del territorio che stasera avrà un’appendice importante. Il grande appuntamento fortemente voluto da «Ci.Vin`, la società di servizi dell'associazione nazionale «Città del Vino`, avrà una gustosa anteprima stasera, al Circolo della stampa in corso Stati Uniti, 27 a Torino. Alle 21 Gigi Brozzoni, direttore del Seminario permanente Luigi Veronelli, guiderà una degustazione professionale riservata ai giornalisti ed altri operatori specializzati del settore. 
La serata di Brozzoni è stata preceduta da una lunga fase di preparazione, l’esperto scelto da Città del vino ha selezionato dieci prodotti in grado di rappresentare i vertici qualitativi del variegato panorama territoriale dei Moscati italiani, dall'estremo Nord all'estremo Sud della penisola. Il selezionato pubblico della serata potrà assaggiare tre Moscato d'Asti, un Asti Spumante, un Moscato Giallo del Trentino dolce, un Valle d'Aosta Chambave Muscat Passito, un Piemonte Moscato Passito, un Moscadello di Montalcino, un Moscato di Trani e un Moscato Passito di Pantelleria. Si tratta di un incontro ad alto livello, un’occasione rara per mettere a confronto le varie caratteristiche di questi grandi vini, in base alle zone di provenienza. 
Torino è soltanto la prima puntata di una grande «tre giorni` dedicata a un vitigno di assoluto interesse. Che domani farà tappa ad Asti e Alba, dove nei centri storici funzioneranno banchi d'assaggio dalle ore 16 alle 23 per concludersi domenica a Santo Stefano Belbo con una grande giornata di degustazione continuata e gastronomia, dalle ore 10 alle 20, durante la quale ai Moscati piemontesi si uniranno come in precedenza quelli provenienti da Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino, Friuli, Veneto, Toscana, Sardegna, Molise, Basilicata, Puglia, Sicilia. 
Una delle anime della manifestazione è Massimo Corrado, presidente di «Ci. Vin`: «Abbiamo voluto un appuntamento di territorio e non è stato casuale avere scelto Asti e Alba. Santo Stefano è il fulcro del moscato, le due capitali fanno da garanti al progetto. Anche per questo l’iniziativa è destinata a crescere, il moscato a livello nazionale non ha una sua manifestazione e questo è un grande appuntamento che è già stato capace di unire Alba e Asti, due città fondamentali per il mondo del vino`. 
Città e paesi si entusiasmano per il moscato con l’affascinante Santo Stefano a racchiudere la magia di colline straordinarie. 
L’appuntamento è tra quelli che contano anche per l’Atl di Alba. L’Ente turismo lo ha scelto come grande evento e domenica arriverà a Santo Stefano anche il «Carro dei tespi`. «Crediamo nelle sinergie - dice il presidente Claudio Alberto -, puntiamo sulla forza del territorio e siamo ancora nella grande stagione di Vinum. Ogni angolo di queste colline ha la straordinaria capacità di creare momenti vincenti, Santo Stefano è addirittura riuscito a diventare la ‘’casa’’ dei moscati d’Italia, un onore per il territorio che si unisce alla festa con gli appuntamenti di Alba e Asti`. 
Il Duemila può essere un anno chiave per le colline del moscato e con questa «Vetrina nazionale` si può andare molto lontano. Fondamentale per la crescita è stato il coinvolgimento dei comuni di Alba, con l’impegno del sindaco Beppe Rossetto e del vice Alberto Cirio e di Asti, dove il primo cittadino Luigi Florio e l’asssesore Pierpaolo Pontacolone hanno creduto subito nelle potenzialità dell’evento. Ma dopo tante parole e importanti progetti concretizzati, da stasera è l’ora dei brindisi. E a Torino non mancheranno prestigiose presenze come grandi produttori - è annunciato Bruno Ceretto - e qualche sorpresa vip. 
 

(La Stampa, 2/6/2000)

Prima pagina | L'articolo | Il vino della settimana | Rassegna | Sottoscrivi | Collaboriamo