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I TITOLI


Jesi. Dovrà occuparsi della promozione non solo del vino ma anche di tutti i prodotti tipici. Investito un miliardo e mezzo. Aperta l'enoteca, dopo 10 anni. E per la gestione Agostini propone la collaborazione con i privati

di LUCA ANGELUCCI
JESI - Palazzo Balleani, via Federico Conti numero 5. Un indirizzo che gli amanti del vino dovranno tenere a mente. Da ieri, infatti, è la sede della nuova enoteca delle Marche. Un progetto che ha finalmente visto la luce dopo anni di gestazione. Dieci, per l'esattezza. Da quando, cioè, la prima enoteca jesina venne "accolta" nelle secolari cantine della famiglia Balleani, ma solo per pochi mesi. I locali non a norma furono la causa della brevissima e fallimentare esperienza, poi lasciata nel dimenticatoio per alcuni anni. E circa due anni fa, con l'avvio dei lavori di ristrutturazione e di messa a norma dei locali, per una spesa di un miliardo e mezzo, è stato mosso un passo decisiso in direzione dell'enoteca. "La funzione di questo ente - spiega Luciano Agostini, assessore regionale all'agricoltura - non sarà limitata alla degustazione e alla promozione del vino locale. Tutti i vini e i prodotti tipici marchigiani dovranno venire valorizzati attraverso iniziative adeguate. L'enoteca regionale dovrà quindi acquisire dinamicità, vivacità e promuovere la tipicità delle Marche. E' chiaro che l'elemento trainante debba rimanere il vino, il prodotto regionale più conosciuto e apprezzato anche fuori Italia. La mia proposta per la gestione di questo ente è la creazione di una struttura pubblico-privata che abbia nella Regione il suo regista, ma che in fase di attivazione avvii legami con il mondo imprenditoriale". L'interno dell'enoteca è opera di un artista poliedrico, Gildo Pannocchia, scultore e arredatore, che ha puntato molto sulla sacralità dell'ambiente. "Il vino, per le sue tradizioni secolari, merita rispetto - chiarisce - e quindi mi sembrava logico dare vita ad un ambiente che rimandasse ad un'immagine quasi sacra. Anche nella scelta del legno ho optato per qualcosa che ne rispettasse la natura. Ed ecco la decisione dell'abete, legno povero che, invecchiando come il vino, migliorerà nel suo aspetto". Con abete, noce e ciliegio, Pannocchia ha realizzato una sorta di opera d'arte. Tutti gli arredamenti, dagli armadi ai cassetti e alle mensole, portano la sua firma, e creano un ambiente estremamente elegante. Gli intarsi sui mobili, tanto per coniugare artigianato e tecnologia, sono stati realizzati dall'artista con una particolare tecnica laser. Le sorprese non mancano. A cominciare dall'enorme botte che risale al 1908 e permetterà ai visitatori di rituffarsi nell'atmosfera dei "tempi andati". L'enoteca è un unico grande locale di circa 1000 metri quadri, con un paio di stanze separate dalle altre. Una è occupata dal coloratissimo bar, l'altra dalla "sala della declamazione". Anche chi vuole recitare poesie, magari ispirato dal "nettare di Bacco", sarà accontentato. Una speciale postazione ospiterà il "poeta" di turno, in una sala dove sono immortalati i nomi di celeberrimi personaggi jesini, Pergolesi in testa. L'enoteca delle Marche è un solo ente con due anime o, meglio, due sezioni. Una jesina e l'altra a Offida. La gestione della prima è affidata all'Ass.I.V.I.P., cioè l'associazione che raggruppa tutti i produttori del mitico "Verdicchio", mentre la Vinea si occupa di Offida. "I rapporti tra le nostre due realtà - sottolinea il sindaco di Offida Lucio D'Angelo - sono avviati sui binari della reciproca collaborazione. Mi auguro che per Jesi questa esperienza possa risultare positiva come lo è stato per noi. Dopo un anno e mezzo dall'inizio dell'attività della nostra enoteca abbiamo potuto constatare un buon ritorno sia a livello commerciale che di immagine". Anche Fabrizio Tonini Cardinali, assessore jesino allo sviluppo economico, condivide le parole di D'Angelo: "Non c'è alcuna rivalità con Offida - conferma - anzi lavoriamo in perfetta armonia, con una unità d'intenti che non si riscontra tanto facilmente".



(Il Messaggero, 1/10/2000)

Planeta da Feltrinelli, libri e vino oggi sposi

Vino e letteratura, vecchi amici per i quali oggi è prevista una rimpatriata in grande stile: alla libreria Feltrinelli di via Maqueda 355, alle 12 si svolgerà il primo incontro tra lettori, scrittori e vino promossi dal negozio in occasione della nuova apertura domenicale (dalle 10 alle 13,30 e dalle 17 alle 20). Saranno presenti Pasquale Hamel, autore dell'Ingorgo edito da Sellerio, e i vini della casa Planeta, prescelta per prima della serie dal curatore enologico degli appuntamenti, Fabrizio Carrera.
Per le prossime domeniche la libreria Feltrinelli vaglierà in questi giorni il programma definitivo, che riproporrà la medesima formula alternando autori e case vinicole. Spiega Lia Vicari, direttrice del negozio, che l'iniziativa dell'apertura domenicale è «una scommessa per la cui vincita Palermo oggi ci offre buone speranze. Del resto, anche quando la libreria palermitana è stata inaugurata, nell'85 prosegue la Vicari era qualcosa che aveva il sapore della scommessa. Che oggi credo sia stata vinta».


(La Repubblica - Palermo, 1/10/2000)


Grande stagione per i vini marchigiani


di MASSIMO BERNETTI
Questo, chiaramente, è un problema di tutto il nostro Paese, non solo della nostra regione o in particolare di Ancona e provincia. Le aspettative, però, per quest'anno parlano chiaro: la qualità del vino, che è poi l'aspetto più importante quando si parla di questi argomenti, non sarà inferiore alle vendemmie delle ultime due stagioni. Specialmente i rossi di casa nostra si faranno onore sui mercati, addirittura superando in alcuni casi stagioni passate già soddisfacenti.
Insomma, le potenzialità per i vini marchigiani di svolgere il solito ruolo da protagonisti, non solo in Italia, ci sono tutte. Sono tre i vini prodotti nella nostra zona e che interessano in particolar modo i marchigiani che meritano una citazione specifica.
Il Verdicchio dei castelli di Jesi "precorrerà" addirittura i tempi. Infatti l'andamento climatico della stagione ha favorito l'anticipo della maturazione delle uve di circa 15 giorni rispetto alla norma. Per contro le altre temperature del mese di agosto, sui vigneti più esposti a sud, hanno causato qualche bruciatura dei grappoli, provocando la diminuzione delle quantità per ettaro. Ma, alla fine, ci si è comunque attestati sui livelli medi degli anni passati. La qualità nel suo insieme può considerarsi buona, con gradazioni minime naturali abbastanza elevate e livelli di acidità che solo su una piccola parte dei vigneti sono risultati non ottimali.
Per il Rosso Conero valgono le considerazioni fatte per il Verdicchio dei castelli jesini, anche se le alte temperature sono generalmente positive per i vitigni rossi. Infatti riescono ad offrire un prodotto non solo di alta gradazione, ma anche molto ricco di sostanze coloranti e polifeniliche.
Stesso iter per il Lacrima di Morro D'Alba, uno dei vini rossi più pregiati della zona, dal quale ci si attende ancora una stagione "alla grande".
* Presidente dell'Assivip (associazione interprovinciale produttori di vini pregiati)


(Il Messaggero, 1/10/2000)

Uva e veleni. E alla fine la Cantina punì i ribelli. Guerra del vino a Piglio, i vecchi soci si schierano contro la nuova coop

di ANTONIO MARIOZZI
La "guerra del vino", a Piglio, continua. Alla Cantina sociale che produce il famoso rosso Doc non sono giorni tranquilli. Venerdì sera il consiglio d'amministrazione ha infatti deliberato che la richiesta d'affitto del ramo d'azienda presentata dalla nuova cooperativa "Terre del Cesanese" non può essere presa in considerazione. In sostanza, il cda ha respinto la domanda della neonata azienda, che tra i suoi fondatori annovera ben quattro soci e dieci dipendenti della Cantina sociale. La frattura emersa nella storica realtà vitivinicola di Via Prenestina, che proprio in questi giorni compie quarant'anni d'attività, dunque, non è per niente rinsaldata. E ora si tratta di vedere che cosa decideranno e come si comporteranno i soci per la lavorazione delle uve dopo la vendemmia: se quintali di grappoli dovessero prendere un'altra strada, il cda della Cantina potrebbe anche arrivare a chiedere, in tempi brevi, l'espulsione dei soci che hanno deciso di partecipare alla nuova cooperativa e un eventuale risarcimento danni.
La situazione, insomma, resta sempre piuttosto confusa e tra i vertici della Cantina (che al termine della vendemmia metterà in pagamento le uve del '99 per circa 340 milioni) permane una certa preoccupazione per le sorti della struttura presieduta da Gino Pietrangeli. "Con il quadro che si è creato - ha detto un dirigente - il futuro è a rischio". E sulla vicenda scende in campo anche la Coldiretti di Frosinone, che dice "no" all'affitto del ramo d'azienda. "Non siamo favorevoli all'operazione - ha dichiarato il direttore della confederazione dei coltivatori, Vittorio Cicerone - perché, a nostro avviso, presenta notevoli rischi per gli amministratori".
Intanto, mentre a Piglio contrasti e polemiche restano, in questi giorni è iniziata la vendemmia. Il raccolto nel Frusinate si prevede inferiore alla passata stagione con un calo di oltre dieci per cento. Ma, in compenso, la produzione si annuncia di qualità nettamente superiore al passato e ciò potrebbe portare a un aumento del prezzo del vino. "Ci sarà una riduzione notevole della produzione - ha proseguito Cicerone - ma l'alto livello qualitativo ci lascia in ogni modo ben sperare".


(Il Messaggero, 2/10/2000)

Bioagricoltura, Campania leader. 1700 le aziende "senza chimica". Nella mattinata senza auto 1600 multe e iniziative ecologiche


È la mattina del monopattino di alluminio ultima moda al confronto della quale i roller sono oggetti di antiquariato – e dei prodotti biologici, quelli coltivati senza pesticidi e senza l'intervento dell'ingegneria genetica. Quelli, tanto per capirsi, brutti da vedere: la garanzia che non sono trattati come invece i perfetti frutti che troviamo al supermercato.
E così mentre nella città pedonale e silenziosa (1.600 contravvenzioni ai soliti furbi), sotto un cielo minaccioso, andava in scena la prima passeggiata autunnale con il solito calendario di visite guidate e sport in strada che a Napoli, ormai, sono un appuntamento abituale, nella galleria Principe di Napoli centinaia di persone hanno visitato l'esposizione del cibo sano partecipando alla «Biodomenica» organizzata da Legambiente e dall'Aiab, l'associazione italiana per l'agricoltura biologica. Un'occasione per assaggiare – vino, olio, frutta e verdure cucinate dall'associazione Arcobaleno fiammeggiante – ma anche per conoscere informazioni utili. Gli indirizzi dei punti vendita, per esempio. O le aziende produttrici. In Campania sono oltre 1.700 e hanno occupato almeno 10 mila ettari con le loro coltivazioni. Una regione all'avanguardia nella produzione ma non nella vendita al dettaglio. Un paradosso che riguarda tutto il Sud: la maggior parte della merce arriva da Roma in giù ma è destinata quasi tutta ai consumatori del Nord molto più attenti al mangiar sano di quanto non lo siano i meridionali.
È per questo che nel suo intervento pomeridiano, il ministro per l'Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio ha annunciato investimenti per favorire la bioagricoltura già previsti dalla Finanziaria, ma ha anche sollecitato la costituzione di cooperative per la distribuzione dei prodotti. Un'occasione per creare nuovi posti di lavoro.
Parole accolte con prevedibile soddisfazione dagli espositori che hanno donato al ministro una cesta di prodotti e un paio di bottiglie di vino «sano». Una manifestazione riuscita segnata da una sola macchia: possibile che il Comune non riesca a ripulire il porticato della bella galleria che anche ieri, nonostante l'importante appuntamento, era impresentabile?
(d.d'a.)


(La Repubblica - Napoli, 2/10/2000)

Radda in Chianti. Per abbattere il "vinosauro", chiesti aiuti alla Regione


RADDA - Alla fine lo butteranno giù, ma la strada è ancora lunga: frattanto il "Vinosauro" continuerà a deturpare l'Alta Valdipesa, proprio sotto le mura di Volpaia e di Santa Maria Novella, con i suoi squallidi e grigi bastioni abbandonati. Da Radda è partita una istanza al Ministero delle Risorse Agricole, proprietario di questo aborto di cantina sociale abbandonato da un trentennio, per farlo passare direttamente sotto la proprietà del Comune che procederebbe subito alla demolizione. Ma non è così semplice: ci vorrebbe che il passaggio fosse a costo zero per Radda, di modo che il Comune si trovasse a distruggere un colosso enorme ma di nessun valore davanti alla Corte dei Conti. Ogni aspetto della questione è stato studiato durante un incontro tra l'amministrazione raddese e l'assessore regionale Tito Barbini. La prima "tegola" da evitare sarebbe la prassi di questi casi: passaggio intermedio, prima di arrivare al Comune, tra Stato e Regione. L'altra è proprio quella del costo.


(La Nazione, 3/10/2000)

La raccolta tardiva darà il moscato passito. Al via la vendemmia del "Loazzolo doc".


LOAZZOLO
Dopo la pausa dovuta al cattivo tempo riprende la vendemmia. Nei vigneti resta meno del 20% di uva da raccogliere. Ma in Langa c’è una vendemmia che inizia ora: è quella del "Loazzolo doc", il vino passito da uve moscato, vendemmiate tardivamente tra fine settembre e ottobre, con la più piccola zona a denominazione d’origine controllata d’Italia (concessa giusto 10 anni fa): sei produttori, produzione fissata a 27 ettolitri-ettaro (in tutto meno di 20 mila bottiglie da 0,375 centilitri, ricercatissime e vendute tra le 30 e le 40 mila l’una) e vigneti solo nel territorio di Loazzolo su meno di 4 ettari.
"Qualcuno ha già staccato i grappoli più umidi per farli appassire su graticci di legno. Io aspetto che la ’’botritis nobile’’, il fungo-muffa che apporta corpo e sapore agli acini, faccia il suo corso, aiutata dalle nebbie autunnali. Vendemmiarò il moscato da Loazzolo la prossima settimana" spiega Giovanni Satragno, sindaco del paese (1500 ettari di territorio collinare, 390 abitanti, il 90% viticoltori), produttore di Moscato e Loazzolo doc, dalla primavera scorsa anche presidente di Assomoscato, l’associazione che raggruppa 4 mila viticoltori. Giovanni Scaglione, figlio di Giancarlo, enologo loazzolese, "papà" del Loazzolo doc (a lui si devono discliplinare e caratteristiche del vino), parla di annata superlativa (col padre e la sorella Silvia lavora nell’azienda vitivinicola di famiglia a Loazzolo), "le scarse piogge di settembre hanno fatto bene ai grappoli che si sono arricchiti di aromi".
E in attesa del Loazzolo Duemila (si berrà fra tre anni) è in commercio l’annata 1997; anche quella fu stagione enologica a cinque stelle.


(La Stampa, 3/10/2000)


A Montefiascone vendemmia ricca

di GIUSEPPE RICCI
Vendemmia in pieno svolgimento nella terra dell'Est! Est!! Est!!! con la prospettiva di produrre vini eccezionali grazie all'alto grado zuccherino contenuto nelle uve maturate sotto il solleone di agosto.
Ed è proprio per far sì che il grado di zucchero salisse al più alto stadio possibile, che molti viticoltori di Montefiascone hanno cercato di ritardare al massimo la vendemmia di quest'anno. Ma il maltempo di questi ultimi giorni li ha convinti a metter mano alle forbici e a staccare finalmente, i generosi grappoli di Trebbiano, Malvasia, Rossetto. Sono questi i nomi delle varie qualità di uva che si utilizzano per produrre il famoso vino bianco, conosciuto in tutto il mondo con la triplice esclamazione: Est ! Est!! Est!!!
Ma perchè questo nettare possa fregiarsi dei marchi Doc e Classico, occorre che le tre qualità di uva siano rigorosamente quelle previste e mischiate fra di loro in questa esatta percentuale: Trebbiano toscano procanico 65%, Malvasia bianca toscana 20% e Rossetto 15%. Ed è la prassi, tradizionale e consolidata che sta mettendo in atto la Cantina Cooperativa di Montefiascone, promossa dall'Ente regionale di sviluppo agricolo del Lazio, a seguito della sua quarantaquattresima vendemmia.
La Cantina, fondata infatti nel lontano 1956, sta portando a termine la campagna di conferimento dei suoi oltre 1000 soci e si appresta a produrre circa 80.000 ettolitri di vino, di cui 30.000 di Est! Est!! Est!!! nelle sue varietà: Vescovo, S. Flaviano e Caveau e vini biologici dei Colli etruschi viterbesi: Tusciano, Rufus, Rupestre, Meonia e 50.000 di vini comuni da tavola bianchi e rossi che nulla hanno da invidiare ai loro fratelli blasonati.
Ma è giusto notare che a questo stabilimento, per così dire, pubblico, si aggiungono a Montefiascone, altri importanti produttori vinicoli che raccolgono migliaia di quintali di uva e, al pari della Cantina Cooperativa, immettono sul mercato nazionale e internazionale i loro eccellenti vini, compreso l'Est! Est!! Est!!! Tra i più conosciuti vanno ricordati le Cantine : Leonardi, Falesco, Stefanoni, Fazi-Trapè.


(Il Messaggero, 4/10/2000)

Melma d'uva sulle strade, scontri a raffica


CASTELLINA - Un bel mix che ha fatto la fortuna dei carrozzieri e che ha fatto girare sotto l'acqua per tutti questi giorni i mezzi di soccorso dell'Aci.
Miscuglio fatto di acqua piovana, terra, e residui di succo d'uva.
Terra e uva lasciati sulle strade dai carri agricoli impegnati nella vendemmia non facile di quest'anno.
E dunque, da sabato a ieri non si sono contati gli incidenti stradali dovuti a questa melma che si è formata sulle strade chiantigiane.
Fortunatamente il bilancio non parla di feriti gravi, contusioni ed escoriazioni "di rito" a parte, nonché spaventi e paure assortite.
Sulla statale 429 tra Castellina e Poggibonsi una vettura è finita fuori strada ribaltandosi nella scarpata: un contuso.
L'auto è stata rimossa dai mezzi di soccorso Aci di Ponte dell'Armi.
Stessa sorte toccata ad un'altra macchina in transito sulla strada che collega Castellina a San Donato: anche in questa circostanza un ferito lieve e auto rimossa dall'Aci del Bargino.
Situazione non troppo diversa sul tratto montano di statale 429, tra Castellina e Radda: anche qui vetture finite contro il guard-rail o che si sono scontrate, per fortuna senza danni per le persone coinvolte negli incidenti.
Manovre difficili e veicoli in difficoltà anche sulla statale 222, specie nel tratto fra Castellina e Panzano dove l'ennesima macchina è finita a ruote all'aria.
Questa specie di autoscontro da lunapark è terminato solo quando la pioggia è aumentata d'intensità e ha quindi lavato le strade dalla melma insidiosa.
Il soccorso Aci è intervenuto due volte anche sull'Autopalio: tra Poggibonsi e San Donato una vettura si è letteralmente catapultata su un albero prima di schiantarsi di nuovo sulla carreggiata.
Salvo per miracolo l'autista. Ma qui la melma al succo d'uva non c'entra.
Andrea Ciappi


(La Nazione, 4/10/2000)

Gorizia. Una folta delegazione dell'Associazione siciliani. Dal sindaco Orlando con il Vino della pace


Scoppiettante ripresa dell'attività post-estiva per l'Associazione culturale e ricreativa siciliana di Gorizia. Domenica, infatti, una cinquantina di persone, siciliani e no, residenti nel capoluogo isontino e della provincia partiranno per Catania da dove inizieranno il tour della Sicilia, toccando i luoghi più suggestivi della Trinacria.
In questa occasione, il gruppo sarà accompagnato dal presidente dell'associazione Salvatore Colella, sarà ricevuto sabato 14 ottobre a Villa Niscemi a Palermo dal sindaco Leoluca Orlando (nella foto). Colella nel corso dell'incontro consegnerà a Orlando un messaggio del sindaco di Gorizia Gaetano Valenti e alcuni doni dell'amministrazione comunale e dell'Associazione culturale siciliana, e, da Cormòns, il Vino della Pace.
Dopo il tour siciliano, gli appartenenti all'associazione si ritroveranno il 29 ottobre in un locale del Collio goriziano per la tradizionale "Festa di li ficudinnia", cui seguirà il 12 novembre una gita a Treviso per la visita alla mostra "La nascita dell'impressionismo" e un'escursione ad Asolo per la visita guidata alla caratteristica cittadina veneta.
Negli ultimi scorci del Duemila il programma prevede una serata in ricordo della cantante siciliana folk Rosa Balistreri e, il 16 dicembre, la festa di "Natale insieme" con musiche, balli e gli immancabili dolci siciliani.



(Il Piccolo di Trieste, 4/10/2000)

Decolla da Levaldigi la delegazione per l’evento organizzato da Camera di commercio, Enoteca regionale e Atl di Alba-Bra. Il Barolo ‘96 oggi vola su Roma. In via Veneto la nuova annata e il tartufo

Luca Ferrua
ROMA La Capitale è una delle città dove il barolo ha saputo imporsi. La moda ha aiutato il grande vino piemontese ha prendersi spazi che in passato appartenevano ai francesi e in qualche caso ai toscani.
Oggi, però, il più nobile tra i figli del nebbiolo vola a Roma per una grande giornata di promozione che coinvolge tutte le proposte dell’enogastronomia cuneese ed è in programma alle 16 al Grand hotel Palace di via Veneto. Il promotore dell’iniziativa è il presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Ferruccio Dardanello che ha saputo coinvolgere l’Enoteca regionale di Barolo e l’Atl di Alba, Bra, Langhe e Roero, un Ente turismo che con lo strumento "Vinum" ha dato il primo segnale forte di come l’unione tra i produttori possa diventare la grande forza delle colline.
E la squadra di cantinieri a Roma sarà davvero nutrita. Oltre settanta aziende saranno presenti con i loro vini, mentre quasi una quarantina parteciperanno personalmente con produttori, enotecnici o direttori commerciali. Non sarà una marcia, ma un volo, anzi due, in partenza da Levaldigi, una manifestazione - che avrà la collaborazione di Associazione romana albergatori e Assoristoranti di Roma e Provincia - destinata a essere una vetrina del territorio.
Della spedizione oltre allo staff camerale fanno parte tra gli altri il presidente dell’Atl di Alba, Bra, Langhe e Roero, Claudio Alberto; il "numero uno" dell’Enoteca regionale di Barolo, Gigi Cabutto; Bruna Sibille, vicesindaco di Bra e presenza importante come segnale di lavoro comune sul territorio; Giovenale Gerbaudo, vicepresidente vicario della Camera di Commercio e Angelo Giordano, presidente provinciale della Coldiretti. E’ attesa la visita del presidente nazionale della Confcommercio, Billè.
Ci saranno giornalisti, enotecari, ristoratori, osservatori attenti del mondo del barolo e pronti a confrontarsi con un gran numero di etichette dell’annata 1996. Il presidente della Camera di Commercio di Cuneo Ferruccio Dardanello, che a metà novembre sarà a New York per una grande appuntamento dedicato al tartufo, crede nelle potenzialità dell’evento capitolino: "La provincia di Cuneo si presenta a Roma con alcune delle emozioni che così bene sa offrire a chi sceglie di andarla a visitare. Barolo e tartufo (che sarà degustato dopo l’appuntamento dedicato al re dei rossi) sono il nostro biglietto da visita, armi capaci di sedurre qualunque viaggiatore. La nostra capacità deve essere quella di usarle anche a sostegno dei prodotti più deboli, in apparente difficoltà solo perché non hanno ancora la notorietà sufficiente per farsi conoscere dal grande pubblico".
Anche l’Atl di Alba, Bra Langhe e Roero sposa questa linea. "Il territorio si è imposto all’attenzione del mondo che viaggia grazie a barolo e tartufo. Con questi gioielli abbiamo mostrato il nostro target, ma ci sono ancora tante frecce da scoccare per inseguire nuovi traguardi. Dalle Langhe al Roero, da Alba a Bra siamo ricchi di proposte come, d’altra parte, l’intera provincia di Cuneo. Dobbiamo solo crederci e avere la forza di essere squadra".


(La Stampa, 4/10/2000)


Vendemmia difficile. Coltivatori in allarme


CHIANTI - E' una vendemmia difficile, nonostante l'ottimismo della prima ora. Le piogge ostacolano le operazioni soprattutto sui pendii più elevati. E non basta. La strana estate appena passata e le piogge di questo scorcio di ottobre non consentono, sempre alle quote più elevate, la perfetta maturazione del Sangiovese che col nuovo disciplinare sta diventando protagonista assoluto del Chianti Classico. Sorge legittimo il dubbio: come sarà il rosso Classico del 2000 ?. Accorgimenti tecnici in vigna e in cantina al limite della perfezione consentono di limitare al massimo i danni, ma la preoccupazione c'è. Ieri dal Consorzio del Chianti Classico è stato confermato che si tratta di una vendemmia difficile. Lo affermano anche i piccoli coltivatori del Chianti, specie quelli che possiedono vigneti sulla fascia premontana. Alla fine di tutto la qualità sarà salvaguardata proprio in virtù dell'alta specializzazione, ma si farà molta più fatica rispetto agli anni scorsi. Le ultime annate difficili, andando a ritroso nel tempo, furono quelle del 1989, 1991 e 1993, periodo in cui il prezzo del vino Chianti Classico andò a minimi oggi non immaginabili.Luglio e primi giorni di agosto insolitamente miti e con nottate addirittura eccessivamente fresche, con abbondanza di piogge, poi improvvisamente il caldo torrido ed eccessivo della seconda metà di agosto che aveva provocato fenomeni di disidratazione e appassimento delle viti: questa estate pazza era stata rimediata da un settembre caldo (ma non troppo) e asciutto che aveva consentito una buona ripresa della maturazione. Tanto da far anticipare di qualche giorno la vendemmia. C'erano stati anche episodi di grandine, che fortunatamente erano rimasti circoscritti ad alcune aree. L'ultima perturbazione ha rimesso tutto in discussione.
di Andrea Ciappi


(La Nazione, 5/10/2000)

Dopo la sospensione dei giorni scorsi per il maltempo. Ripresa la vendemmia. Produzione in calo, qualità ottima.

Giuseppina Fiori
ALBA La vendemmia, che era stata sospesa nei giorni scorsi per la pioggia, ha ripreso a pieno ritmo nelle Langhe e nel Roero. Si stanno raccogliendo le uve nebbiolo da barolo e barbaresco, nebbiolo d’Alba e Roero, nonché le barbere. Se continuerà il bel tempo, la raccolta si concluderà entro il 10-15 ottobre. Dalle prime valutazioni negli ambienti vitivinicoli, la vendemmia 2000 nell’Albese risulta scarsa, i grappoli si presentano sani con gradazioni elevate, mentre i prezzi delle uve sono sostanzialmente stabili e sui valori dello scorso anno. I dirigenti del Consorzio di tutela, che insieme con la Vignaioli Piemontesi, le associazioni agricole e studi specializzati, stanno monitorando l’evoluzione della vendemmia, a proposito delle varietà tardive che si stanno vendemmiando, dicono: "Lo stato sanitario delle uve è ottimo e le precipitazioni che sono cadute non compromettono l’esito favorevole della vendemmia". "La raccolta sta procedendo bene - commenta Giancarlo Montaldo, agronomo -. Il maltempo ha solo intralciato il lavoro nei vigneti. I dati a nostra disposizione sono tranquillizzanti: i grappoli sono sani e non ci sono problemi di muffa. La minore quantità, che è un fattore positivo, è dovuta alla mancanza di pioggia a settembre, per cui gli acini non si sono ingrossati". Conclude Montaldo: "In generale i risultati sono buoni. Anche i dolcetti, per i quali c’erano timori, hanno fornito dei vini con un contenuto organolettico, profumi e colori che vanno oltre al previsto". Si calcola che la quantità sia inferiore del 10-15% rispetto alle annate normali. Per i nebbioli e le barbere le uve raggiungono i 20-21 gradi babo, che danno vini di 13-14 gradi alcolici. "Sono prodotti ben strutturati - commenta il presidente della Consulta vitivinicola Gigi Rosso - adatti ad un lungo invecchiamento. Per il barolo sarà un anno da riserve".
Un tema molto discusso è quello dei prezzi: secondo le indicazioni che si raccolgono da più parti le quotazioni della vendemmia 2000 non si discostano molto da quelle dello scorso anno. Per i nebbioli da barolo e barbaresco docg, agricoltori e aziende hanno concordato di mantenere i prezzi dello scorso anno: da 45 a 55 mila lire al miriagrammo per il barolo e da 40 a 46 mila per il barbaresco. E’ probabile che partite particolarmente selezionate riescano a spuntare cifre superiori. I prezzi delle barbere oscillano intorno alle 16 mila lire al miriagrammo, con punte fino a 20 mila. "Le uve dolcetto - rilevano i tecnici - sono quelle in cui si evidenzia maggiormente la differenza tra coloro che hanno lavorato bene e coloro che non hanno compiuto nessuna selezione". I primi sono riusciti a spuntare 14-15 mila e fino a 17-18 mila lire al miriagrammo, gli altri sono stati costretti a vendere anche al di sotto delle 10 mila". Per quanto riguarda il mercato del vino l’andamento è stabile all’ingrosso: c’è vivacità per gli acquisti del prodotto in bottiglia, anche in vista della campagna natalizia.


(La Stampa, 5/10/2000)

Barolo, sabato sera prenderanno il via gli "Incontri con il gusto". Stage al castello con i sommelier. Assaggi di vini abbinati a prodotti tipici.

BAROLO
"Incontri con il gusto al castello di Barolo". Con questo invito l’associazione "Turismo in Langa" propone nella sala del castello degli stage di degustazione che, sotto la guida di esperti sommelier, offriranno la possibilità di assaggiare vini classici delle Langhe e del Roero in abbinamento con alcuni tra i prodotti più tipici della tradizione gastronomica locale.
Con i vini saranno proposti i formaggi dei consorzi di tutela e di rinomati produttori, salumi e dolci tipici della tradizione come quelli alla nocciola e paste di meliga. Quattro le serate in programma nei sabati di ottobre.
S’inizierà sabato dando spazio ai giovani produttori che potranno così promuovere i loro vini in una cornice prestigiosa ed esprimere il loro punto di vista sul settore.
La prima serata di sabato dal titolo "Fra passato e futuro: giovani produttori per un’esperienza antica" avrà per protagonisti i vini dolcetto d’Alba "Manescott 1999 doc" dell’azienda Silvano Bolmida di Monforte d’Alba abbinato al formaggio Murazzano; Verduno Pelaverga 1999 doc dell’aziendsa San Biagio di Roggero di La Morra con toma piemontese; barbera d’Alba superiore 1997 doc dell’azienda Stefano Cagliero di Barolo abbinata al Raschera; barolo 1996 docg dell’azienda Comm. G.B. Burlotto di Verduno con formaggio "Bra duro"; moscato docg della Bottega del vino moscato di Castiglione Tinella accompagnato dalle paste dimeliga della panetteria Basso e Vinai di Montaldo Mondovì, località Corsaglia.
I formaggi saranno quelli dell’azienda Co.zoo.al di Murazzano, mentre il salame crudo sarà offerto da "Salumi Armini" di Guarene, oltre a fragranti grappoli di uva nebbiolo. Porteranno il loro contributo i giovani produttori Silvano Bolmida e Stefano Cagliero delle aziende omonime, Gianluca Roggero (azienda San Biagio) e Fabio Alessandria (G.B. Burlotto).
Sabato 14 ottobre sarà dedicato alle donne che operano nell’ambiente vitivinicolo: sarà una buona occasione per sentir parlare del lavoro che svolgono nell’ambito delle aziende di Langa.
La serata intitolata "Le amiche di Giulia: cinque signore sulle orme della marchesa che inventò il barolo" proporrà i vini dolcetto di Dogliani "Sorì dij But 1999 doc" dell’azienda Anna Maria Abbona (Farigliano); barbaresco 1997 docg della Tenuta Serragrilli (Neive); barolo Castelletto 1996 docg della cantina Gigi Rosso ( Castiglione Falletto); barolo Cannubi San Lorenzo 1996 docg dell’azienda Camerano (Barolo); moscato docg della Bottega del vino moscato di Castiglione Tinella con le paste di meliga della panetteria Margherita Quaglia di Montaldo Mondovì.
Le degustazioni saranno abbinate ai formaggi delle "Fattorie Osella" di Caramagna Piemonte, salame crudo di "Salami Armini" di Guarene e grappoli di nebbiolo.
Interverrano con le loro testimonianze Anna Maria Abbona, Rosanna Lequio (Tenuta Serragrilli), Mia Rosso (Cantina Gigi Rosso) e Francesca Camerano.
Per sabato 21 ottobre "Turismo in Langa", di cui è presidente Daniele Manzone, propone una serata dal titolo "Calici di note: vini e musica dal cuore di Barolo". Protagonisti i vini nebbiolo d’Alba "Cumot 1998" doc dell’azienda Bricco Maiolica di Diano d’Alba con la "tuma d’la paja"; Roero Braja 1997 doc dell’azienda Carlo Deltetto di Canale abbinato al formaggio Sora; barbaresco Saset 1997 docg dell’azienda La Spinona di Barbaresco con il formaggio Testun; barolo Castellero 1996 docg di Giacomo Brezza di Barolo con il Raschera; moscato docg della Bottega del vino moscato di Castiglione Tinella con paste di meliga e nocciolini de "La Bottega del fornaio" di Luigi Viberti di Barolo, frazione Vergne.
Le degustazioni saranno abbinate a formaggi dalla "Occelli Agrinatura" di Farigliano: un rappresentante dell’azienda porterà il suo contributo alla discussione. Non mancheranno succulenti grappoli di uva nebbiolo e il tutto sarà accompagnato da musica dal vivo.
Sabato 28 ottobre si concluderà con la serata "Alla corte di quattro re: quattro grandi barolo invitano a scoprire i loro segreti". Quattro vini barolo docg saranno proposti in forma anonima e svelati al termine della degustazione comparativa. Saranno offerti "barolo Runcot 1996" di Elio Grasso di Monforte d’Alba; "barolo vigneto Arborina 1996" di Elio Altare di La Morra, frazione Annunziata; "barolo Bussiamunie 1996" di Giacomo Conterno di Monforte; "barolo Cannubi 1996 dell’azienda Rinaldi Francesco e Figli di Barolo.
Saranno abbinati ai formaggi Bra duro, Castelmagno, Murazzano, Raschera, Toma piemontese, robiola di Roccaverano e uva nebbiolo. Interverrà un degustatore dell’Onaf. Agli incontri sarà presente una traduttrice di lingua tedesca.
Ognuna delle 4 serate avrà due turni di stage: alle 21 e alle 22,30 ed è gradita la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni agli "Incontri con gusto" gli interessati devono rivolgersi a "Turismo in Langa", telefono 0173364030; www.turismoinlanga.it

(La Stampa, 5/10/2000)

La denuncia: "Ristoranti troppo cari, il vino costa il triplo"


PALERMO - "I prezzi dei ristoranti italiani crescono sempre più". L'ha detto senza perifrasi il vicepresidente dell'Accademia italiana della cucina, Giuseppe Dell'Osso, ieri a Palermo per presentare la tappa siciliana della manifestazione "Il cibo dei pellegrini", in programma a Palermo dal 13 al 15 ottobre per celebrare l'anno giubilare attraverso la rivisitazione dei cibi che i pellegrini hanno consumato nei secoli, durante i loro viaggi di fede.
"Questo preoccupa non poco l'accademia - ha spiegato Dell'Osso - impegnata nella lotta contro la disaffezione verso la nostra cucina, che vanta tradizioni antichissime. La conseguenza più immediata dei conti salati è la crescente fuga verso gli economici fast food, le pizzerie e le cucine cosiddette povere, come quella cinese, che allontanano la gente, e soprattutto i giovani, dalla tradizione culinaria nazionale".
"I vini sono i più colpiti dai rincari - ha aggiunto - e il prezzo di una bottiglia spesso subisce una triplicazione rispetto a quello del supermercato o dell'enoteca. Al vino allora viene preferita frequentemente la birra ed è un peccato perché all'estero invece si assiste a un boom del vino bianco siciliano, confermato anche dal giudizio positivo espresso dall'americano Robert Parker, che è considerato una sorta di guru nel settore culinario".
"La cucina italiana è la più semplice e fantasiosa", ha ribadito il marchese Fabrizio Serafini Degli Abbati Trinci, presidente delegato di Palermo dell'Accademia che fu fondata a Milano da Orio Vergani nel 1953. "Il primo fast food della storia - ha anche detto Serafini - potrebbe essere considerato il buon piatto di spaghetti, cotti in pochi minuti in pentoloni che un tempo erano sistemati negli angoli delle strade e poi conditi col sugo di pomodoro, secondo la ricetta più genuina".



(Il Messaggero, 6/10/2000)

Vino novello, nasce l'istituto. Corvo: "Produzione di punta"

L'Istituto del vino novello italiano è stato costituito a Milano alla vigilia dell'entrata in commercio della nuova produzione, che comincerà il 4 novembre prossimo al Salone di Vicenza. È un passo importante, secondo l'avvocato Merra, presidente della Duca di Salaparuta produttrice dei vini Corvo, per l'ulteriore affermazione di questi vini di così detta «pronta beva» (13 milioni di bottiglie l'anno) fatti con le uve della vendemmia dello stesso anno e che sono particolarmente graditi dai consumatori più giovani. Merra, ha sottolineato anche l'interesse per i «novelli» della sua azienda che è quasi l'unica del Sud a imbottigliarne con 300 mila bottiglie l'anno.

(La Repubblica - Palermo, 6/10/2000)


Monte Porzio, fascino del vino, la città diventa museo di Bacco. In più sedi la nuova istituzione dedicata al vino che sottolinea un legame storico ed economico sempre più importante

BERNARDINO CAMPELLO

Sulle tracce del vino a Monte Porzio Catone. Nella cittadina laziale alle porte di Roma proprio qualche giorno fa si è inaugurato un nuovo museo dedicato alla bevanda di Bacco. Una scelta non casuale visto che ancora oggi l'economia di Monte Porzio è legata al vino con quasi trecento aziende che garantiscono una produzione complessiva di oltre sessantaquattromila ettolitri. Un museo in una sede adeguata anche se più che di sede sarebbe corretto parlar di sedi. Nel quadro di un progetto più vasto che prevede di portare a nuova vita il piccolo centro storico, il museo comprende tutti i luoghi legati in qualche maniera alla produzione vinicola. E a questo si affiancherà in seguito un Centro di Documentazione per fornire ai visitatori più attenti una catalogazione di quanto la memoria storica del paese conserva delle sue tradizioni. Pannelli didattici riportano dati e notizie storiche ma il museo prevede anche un largo uso di strumenti multimediali per facilitare l'approccio ai temi principali. Sono esposti, oltre agli oggetti legati alla produzione e al consumo anche oggetti d'arte, quadri, stampe d'epoca e riproduzioni fotografiche. Il percorso che si seguirà dovrà, illustrando le tappe fondamentali della produzione vinicola, portare fino alle realtà industriali dei nostri giorni. Le installazioni visive contribuiranno a dare dinamicità al percorso didattico scelto contrariamente ad altre istituzioni analoghe le cui esposizioni soffrono di una certa freddezza. Particolare attenzione è stata dedicata all'interazione per cui, grazie al largo uso delle nuove tecnologie, l'interesse dello spettatore viene tenuto costantemente vivo.
Per il futuro il museo prevede di ospitare mostre temporanee oltre che altre manifestazioni legate alla civiltà del vino. Convention di esperti, corsi di enologia, manifestazioni enogastronomiche faranno del museo un punto di riferimento per tutti i tecnici del settore.
A quattrocentocinquanta metri sul livello del mare il Comune di Monte Porzio Catone deve il suo nome, secondo la tradizione, a Marco Porcio Catone il Censore. Oltre al vino le sue attrazioni sono il Parco Borghese dove tuttora sono visibili i resti di una serie di antiche fabbriche.

(La Repubblica - Roma, 6/10/2000)

Un successo la presentazione dell’annata ‘96 del "re dei rossi" con la Camera di commercio. Barolo in viaggio da Roma a New York. Dopo la Capitale trifole e vini protagonisti in Central Park

Luca Ferrua
ROMA Per un giorno hanno lasciato le colline dove stanno vivendo giorni importanti per la vendemmia e sono arrivati a Roma, uniti come una vera squadra. All’hotel Palace di via Veneto hanno presentato - con Miss Cinema 2000 Elisa Isoardi come madrina - l’annata ‘96, portando il meglio delle loro cantine. La Capitale ha risposto con i ristoratori che già conoscono il "re dei rossi" e con molti altri che si sono avvicinati ai tavoli dove si potevano degustare le proposte di 74 aziende. L’evento è stato organizzato dalla Camera di Commercio con la collaborazione dell’Enoteca regionale di Barolo, rappresentata dal suo presidente Gigi Cabutto, e dell’Atl di Alba, Bra, Langhe e Roero.
A guidare la marcia su Roma del barolo ‘96 è stato Ferruccio Dardanello, presidente della Camera di Commercio di Cuneo. Davanti all’amico fraterno Sergio Billè, "numero uno" nazionale della Confcommercio, Dardanello ha esaltato il barolo: "Roma è una piazza importante, terra di re come il nostro grande rosso. Con i vini e il tartufo possiamo conquistarla. Per questo è importante investire in eventi". E da un appuntamento all’altro il barolo è in viaggio attraverso il pianeta, abbinato ai tartufi, presentati a Roma dall’Atl di Alba e dal suo presidente Claudio Alberto. Le trifole e gli altri gioielli a novembre faranno tappa in Central Park a New York, ma prima saranno di nuovo a Roma, poi in Olanda e in Germania tra le grandi città e lungo le rive del Reno.
La Capitale ha visto in azione gli assessori regionali Ettore Racchelli e Dedodato Scanderebech, il senatore Tomaso Zanoletti, Giacomo Oddero, il vice sindaco di Bra Bruna Sibille, Angelo Giordano della Coldiretti e tanti altri, tutti schierati dalla stessa parte, quella del territorio.

(La Stampa, 6/10/2000)

Cormons. Ciclo di incontri con i produttori entrati nella Guida Gambero Rosso 2000 Si svelano i vignaioli top. A tu per tu con i "tre bicchieri" e l'enologo Lunelli

Dopo la felice iniziativa Uvaggi Doc di fine estate e la parentesi vendemmiale l'Enoteca di Cormons riprende l'attività con una serie di proposte di particolare interesse per gli addetti ai lavori e i tanti appassionati di enogastronomia, anche austriaci, che gravitano abitualmente nella sede di piazza 24 Maggio.
Senz'altro da annotare in agenda il cicli d'incontri, quattro per l'esattezza, con i produttori della nostra regione che sono entrati nel top nella Guida Gambero Rosso 2000 con i propri vini e che saranno presenti, per una anteprima, a partire da mercoledì 11 ottobre, alle 20. Si tratta, più in particolare, dei vignaioli Edi Keber (Tocai 99, Russiz Suoriore (Tocai 99), Zamò (Tocai 99), Maini (Tocai 99), Venica (Sauvignon 99) e Fabio Coser (Vigna del Lauro Sauvignon 99).
Le serate successive sono già in programma per mercoledì 8 novembre, lunedì 18 dicembre e giovedì 11 gennaio 2001, per complessivi 24 "Tre bicchieri" e altrettante aziende in passerella, con l'esperta regia del governatore di Arcigola slow food, Giulio Colomba. Una "chicca" che l'enoteca ha potuto acquisire grazie a una conoscenza e apprezzamento reciproco maturati in un recente viaggio di studio in Trentino è la serata di lunedì 16 ottobre alle 20, che vedrà per la prima volta in regione il numero uno della spumantistica nazionale aderente al cosiddetto "Talento" (organizzazione nazionale del metodo champenoise, fermentazione in bottiglia) e cioè l'enologo Lunelli della storica famiglia contrassegnata dal marchio Ferrari e, come tale, nota da decenni in tutto il mondo. Serate, comprensibilmente, da non perdere, cui si potrà partecipare esclusivamente previa prenotazione alla segreteria dell'enoteca (telefono 0481630371), aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 13 e dalle 17 alle 20.30, escluso il martedì.



(Il Piccolo di Trieste, 7/10/2000)

Vendemmia e vini invadono il Web. Decine di siti per conoscere tutto sulla produzione italiana e acquistare le bottiglie migliori


di FRANCESCA TARISSI

Appartiene all'Oltrepò la vendemmia più lunga d'Italia che dagli inizi di settembre sino ad ottobre inoltrato impegna faticosamente i viticoltori con la raccolta delle uve Pinot prima, con quella delle uve bianche Chardonnay, Riesling e Moscato poi e, da ultima, con quella delle uve rosse Barbera e Bonarda. E sebbene alcuni esperti sostengano che la vendemmia del 2000 sarà la più veloce degli ultimi 50 anni, in molti sono pronti a scommettere sull'ottima qualità di questa nuova produzione d'inizio millennio.
Di contro, appartiene alla Rete l'enorme vetrina di cui possono usufruire i produttori e i consumatori della nobile bevanda, liberi di far sfoggio orgoglioso del frutto dei loro vitigni, di diffondere la cultura del buon bere, ma anche di vendere, prenotare od acquistare direttamente on line le bottiglie dal colore pieno, rosso rubino o bianco ambrato.
Tra Gaiole, Radda e Castellina, ad esempio, si estende la zona del cosiddetto "Chianti Classico", un'area che ha dato origine al Chianti Geografico, uno dei compromessi più riusciti tra qualità e prezzo. Facilmente raggiungibile con un clic, oggi questo vino rosso è acquistabile direttamente nel sito degli stessi Agricoltori del Chianti Geografico, all'url www.chiantigeografico.it/.
Rimanendo in suolo toscano, cinque sono gli anni necessari affinché maturi uno dei vini rossi italiani più pregiati, il Brunello di Montalcino che, con i suoi 35 produttori e i suoi 7 miliardi di fatturato annuo, ha reso noto anche all'estero il nome dell'omonimo comune. Oltre che al prezzo, però, occhio anche alle annate: del passato recente, le migliori sembra siano quelle del 1988, 1989 e 1990. In caso di dubbi o semplicemente per approfondire l'argomento, si può comunque contare sul sito ufficiale nel quale, ad informazioni di varie genere orientate sempre sul prodotto, si aggiungono dati e indirizzi utili per l'acquisto in Rete (http://web.tiscalinet.it/
brunello/). Sedotti dalle profumate uve toscane, si potrebbe infine anche decidere di comprarne un quantitativo medio e sperimentare in proprio l'arte della vinificazione. Un buon punto di partenza, in tal caso, è sicuramente il sito dell'Azienda Agricola delle colline Aretine (www.uvatoscana.com) che propone succosi grappoli dei vitigni di Sangiovese, Chardonnay, Trebbiano e Malvasia.
Anche il premiato Verdicchio delle Marche ha una finestra multilingue in Internet e un suo spazio per la vendita diretta al consumatore italiano o straniero. È sufficiente dirigersi all'url www.verdicchiowine.it e seguire le indicazioni.
Dal centro al nord della penisola, tutto quello che si è interessati a scoprire sulle Barbera si trova all'indirizzo Web www.barbera.it, mentre per quanto riguarda i vini del Friuli, è già possibile prenotare la vendemmia del 2000 in cassette da 12 bottiglie direttamente nel sito ufficiale (www.vinofriulano.it). Molto interessanti sono anche le produzioni di vino biologico della zona del Piave che, alla qualità della lavorazione delle uve rosse e bianche, unisce la genuinità e la purezza di un prodotto privo di diserbanti (www.vinovivo.com), e i particolari Vini di Alcatraz della zona di Treviso, accompagnati da certificazione Bios e da trasgressive etichette tra cui spiccano nomi quali Merlot "Delirio dei Sensi" o Pinot Grigio "Sesso Cosmico" (www.alcatraz.it).
Nel caso si voglia vendere o acquistare una partita di vini o anche solo delle bottiglie rare, due sono gli indirizzi ai quali ci si può rivolgere per iniziare una proficua contrattazione: Auction Wine (www.auctionwine.com) e Winebid (www2.winebid.com/winebid.html), vere e proprie aste on line riservate agli estimatori.
Infine due curiosità: la prima riguarda gli amanti dei vini portoghesi che possono ora disporre di un sito italiano, Vino Porto, in cui acquistare parte delle etichette provenienti dalle cinquantacinque regioni lusitane a denominazione di origine controllata (www.vinoporto
.it). La seconda, invece, è riservata agli astemi: se anche una sola goccia d'alcool vi fa perdere la bussola ma, al contempo, desiderate comunque non farvi cogliere impreparati sull'argomento, allora in Rete c'è l'indirizzo su misura per voi, quello dell'Associazione Italiana Collezionisti Etichette Vini (http://space.tin.it/clubnet/anmusant/aicev2000/associaz.htm)


(La Repubblica, 7/10/2000)


 

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