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27 Agosto - 2 Settembre
 
 

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I TITOLI


La cantina sociale si appresta ad accogliere le uve del migliaio di soci. Previsioni sulla produzione

di GIUSEPPE RICCI
Nelle zone di produzione dell'Est! Est!! Est!!!, il classico vino a denominazione di origine controllata, che si estende intorno a Montefiascone, per quanto riguarda la vendemmia ci si avvia, quest'anno, verso un tris eccezionale per la qualità delle uve, dopo le ultime esaltanti stagioni che hanno prodotto dei vini eccellenti. Il clima torrido di agosto e l'assenza di pioggia, che dura ormai da oltre cinque mesi, andranno a discapito della quantità di uva da raccogliere, ma non certo della loro qualità che presenta un elevato grado zuccherino e proprietà organolettiche ideali.
La vendemmia, stante l'andamento stagionale, sarà anticipata dagli oltre 1000 soci della Cantina sociale di Montefiascone. Potenziata nelle sue strutture e dotata delle tecnologie più avanzate, la Cantina sociale, promossa dall'Ente regionale per lo sviluppo argicolo del Lazio, si appresta ad accogliere le uve dei vigneti a coltivazione tradizionale e biologica che si estendono nel bacino vulsineo, nella Teverina e nella Maremma. La sua produzione stagionale si attesta sugli 80.000 ettolitri (quest'anno saranno un po' di meno) di cui 30.000 di Est! Est!! Est!!! e vini biologici dei Colli Etruschi Viterbesi: Tusciano, Rufus, Meonia e Rupestre e 50.000 di vini da tavola. Cresce l'attenzione da parte dei consumatori verso i vini biologici che si ottengono dalla selezione delle uve coltivate senza concimi chimici, insetticidi ed erbicidi. Le avanzate tecnologie negli impianti della Cantina, sulla Cassia alle porte di Montefiascone, consistono nella pigiature soffice, fermentazione termocontrollata sotto pressione, macerazione carbonica e stoccaggio in atmosfera inerte. L'imottigliamento avviene in maniera sterile e a bassa temperatura senza pastorizzazione. Per quanto riguarda l'imminente vendemmia, c'è da notare che l'alto grado zuccherino presente nelle uve permetterà ai coltivatori di spuntare un prezzo più elevato rispetto alla norma.


(Il Messaggero, 27/8/2000)

Palermo. I danni del caldo. Costa chiede stato di calamità per i vigneti.

PALERMO - La dichiarazione dello stato di calamità naturale per i vigneti siciliani danneggiati dall' ultima ondata di caldo torrido è stata chiesta al governo regionale dal capogruppo del Ccd all' Ars, David Costa. " I viticoltori siciliani - spiega Costa - riferiscono con estrema preoccupazione che nell' ultima settimana il caldo ha letteralmente "bruciato" fino al 40 per cento dell' uva alla pianta. Ciò avrà conseguenze catastrofiche sulla produzione annuale di vino, considerato che la Sicilia rappresenta il 70 per cento del prodotto nazionale. Maggiori ripercussioni sul piano aziendale ed occupazionale si avranno soprattutto in provincia di Trapani, il cui raccolto è pari al 65 per cento del totale dell' isola". Per compensare parzialmente le perdite subite dai viticoltori e dalle cantine di vinificazione Costa invita la Giunta regionale "a dichiarare subito lo stato di calamità naturale, delineando le zone maggiormente colpite". "Ciò attiverà le procedure di legge e il trattato con l' Unione europea - conclude il capo gruppo del Ccd - consentendo agli ispettorati provinciali per l' agricoltura di valutare i danni azienda per azienda e di avviare le pratiche di risarcimento".


(La Gazzetta del Sud, 29/8/2000)


Vendemmia al via: caso unico


MONTALCINO - E' un evento storico: da oggi, a Montalcino, è iniziata la vendemmia del Sangiovese, il vitigno da cui nasce il famoso Brunello e Rosso. Un fatto che non si ricorda a memoria d'uomo e non trova riscontro nella documentazione storica. "Di regola, le uve si raccolgono - spiega Fabrizio Bindocci, amministratore della Tenuta Il Poggione (500.000 bottiglie, di cui 180.000 a Brunello, dai 100 ettari di vigneto; 8 miliardi di fatturato; di proprietà di Leopoldo, Clemente e Livia Franceschi) - ad iniziare dal 20 settembre. Ma quest'anno, l'andamento stagionale molto anticipato sin dalla primavera (il 10 luglio l'uva era già invaiata) ed anche dai nuovi cloni di Sangiovese hanno, di fatto, creato questa situazione: la vendemmia del Rosso e del Brunello in agosto non è mai successa nella storia di questo vino". Un evento che non interessa tutte le aziende di Montalcino, ma comunque tre importanti aziende (che iniziano oggi o domani): la Tenuta Il Poggione, la Tenuta Col d'Orcia ed i Tenimenti Angelini-Val di Suga. "La pianta è arrivata a maturazione regolarmente. Le uve sono mature — aggiunge l'agronomo Giuliano Dragoni, responsabile del settore agronomico della Tenuta Col d'Orcia (1 milione di bottiglie, di cui 350.000 a Brunello, dai 135 ettari di vigneto; 10 miliardi di fatturato; di proprietà di Francesco Marone Cinzano) - ed è dunque il momento naturale per vendemmiare. Prima di fare questa scelta abbiamo compiuto innumerevoli prove, per controllare la regolarità e la giustezza di tutti i valori: siamo, ad esempio, a 13,5 gradi d'alcol. Ma ad influire sull'anticipo della vendemmia sono anche i nuovi cloni e anche le scelte dei terreni". "Comunque — conclude Fabrizio Bindocci, vicepresidente del Consorzio del Brunello - la vendemmia si può giudicare buona o cattiva solo quando le uve sono in cantina: infatti, nel '92, le uve erano perfette, ma poi al momento della vendemmia 20 giorni di pioggia vanificarono tutto".

(La Nazione, 29/8/2000)


Guida alle città del vino itinerari, storia e cultura

Paolo Amato
MILO - Cinque itinerari comprendenti ventisette località; diciassette zone principali di produzione vinicola a denominazione d'origine controllata; centocinquanta pagine di cultura, storia, usi, tradizioni, turismo, tante belle immagini. Sono questi i numeri della prima "Guida alle città del vino di Sicilia", presentata alla stampa ai sindaci delle "città del vino", presente l'assessore provinciale per lo sviluppo economico Ottavio Garofalo, nel corso della manifestazione "Vinimilo 2000" in corso a Milo sino al 10 settembre. Una pubblicazione che, se da una parte non costituisce una novità nel panorama editoriale a carattere specialistico, dall'altra colma un vuoto - avvertito non solo dai cultori della materia - allorché gli autori, Carlo Ravanello e Cinzia Tosetto, con intelligente tecnica illustrativa riescono a contestualizzare il loro lavoro attraverso un viaggio che ha come protagonista il vino e aiuta a scoprire i luoghi di una Sicilia a volte inedita, per la quale il frutto della vite rappresenta uno degli elementi costitutivi dell'economia e della cultura rurale. Non solo gli esperti, dunque, possono contare su uno strumento autorevole ma chiunque abbia interesse a conoscere luoghi, percorsi, usi, tradizioni, personaggi, storie, in cui il vino assume un ruolo "virgiliano" accompagnando il lettore in un accattivante viaggio tra antiche mura e tesori d'arte, tra assolate colline e orizzonti di mare, tra i profumi della terra e le tradizioni gastronomiche. Poiché, come afferma nella presentazione Salvatore Lombardo, presidente dell'Associazione nazionale Città del vino, "il Marsala o il Nero d'Avola, il Nerello mascalese o il Moscato, il Cerasuolo e tutti gli altri vitigni tipici ben si abbinano ai bagli e alle masserie, ai templi greci, al mare, alle città barocche, agli infiniti panorami, al più grande vulcano d'Europa".


(La Gazzetta del Sud, 30/8/2000)


CORMONS. Ultimi preparativi per la Festa dell'uva che conta oltre 75 edizioni alle spalle
Un trionfo di grandi vini Doc. Dal rarissimo Picolit al Tocai, ma anche chioschi e carri allegorici


I grandi vini Doc del Collio e dell'Isonzo saranno i protagonisti della Festa dell'uva, che si terrà a Cormons il 10 settembre, con oltre 75 edizioni alle spalle una delle più antiche e apprezzate del Friuli-Venezia Giulia: un'occasione per passare un fine settimana fra le dolci colline del Collio goriziano (patria di vini bianchi fra i più conosciuti e apprezzati in Italia e di meno noti — ma altrettanto prelibati — rossi) e per rifornire la cantina di vini pregiati.
Tocai, Malvasia istriana, Ribolla, Pinot bianco e grigio, Sauvignon, Picolit, Cabernet, Merlot, Pinot nero, il rarissimo Picolit, "vino da meditazione"... Per chi vuole imparare a conoscerli e confrontarli, niente di meglio che affidarsi alle degustazioni guidate di esperti sommeliers, che insegneranno come gustarli nel migliore dei modi (dalla scelta del bicchiere in cui vanno serviti alla temperatura più adatta) e daranno vita alla rassegna Vinissimo.
Domenica 10 sarà una giornata tutta dedicata a vino e gastronomica: nei chioschi e nelle botteghe allestiti negli angoli più suggestivi di Cormons si potranno degustare vini Doc e acquistare il meglio della produzione locale e si potranno assaggiare i tipici piatti della cucina goriziana e friulana. Dagli gnocchi con le susine (tradizionale piatto goriziano attinto, come molti altri, dalla gastronomia mitteleuropea) allo strudel di mele si metteranno a confronto piatti gustosi e diversissimi fra loro e si potranno sperimentare gli abbinamenti più adatti con i vini del Collio e dell'Isonzo.
Chi ama i prodotti naturali e le antiche tradizioni potrà acquistare prodotti artigianali, ceramiche, mieli, scoprire come lavoravano un tempo gli artigiani friulani e visitare alcune loro botteghe, ricreate per l'occasione. Fra l'altro saranno in vendita anche i bicchieri con lo stemma della Festa dell'uva, già oggetto di collezionismo. Nel pomeriggio, le vie e le piazze di Cormons saranno animate da majorettes, bande, gruppi folkloristici italiani e dei paesi di Alpe Adria e da una grande Sfilata di carri allegorici, una sorta di Carnevale estivo tutto dedicato all'uva e al vino.
La festa - organizzata dall'Associazione Castrum Carmonis, in collaborazione con Inn-Italian Netwoek News - si concluderà, come nella più genuina tradizione delle sagre paesane, con musica e balli.

(Il Piccolo di Trieste, 30/8/2000)


CORMONS Sarà consegnato durante la manifestazione del Vino della pace
A Dino Zoff l'Acino d'oro. Saranno premiati anche Enzo Bevilacqua e Luigi Veronelli


L'ex ct della Nazionale Dino Zoff uno dei premiati con l'Acino d'oro del 2000, il riconoscimento che ogni anno viene dato dalla Cantina produttori Cormòns a esponenti che si sono distinti nel mondo culturale, sportivo e economico. Con lui saranno premiati Luigi Veronelli, uno dei massimi e profondi conoscitori della cultura gastronomica e del settore vitivinicolo italiano, il dottor Enzo Bevilacqua, già presidente della Camera di commercio. L'Acino d'oro a Bevilacqua è stato assegnato "per aver contribuito con la sua professionalità alla promozione dell'immagine e allo sviluppo del settore vitivinicolo della nostra area".
Per il mondo agricolo i premi sono stati assegnati a due cooperative, la Friulkiwi e il Consorzio Carnia.
L'Acino d'oro verrà consegnato durante la manifestazione del Vino della pace, in programma la sera dell'8 settembre nel Teatro comunale di Cormòns. In quell'occasione saranno presentate le bottiglie della vendemmia '99 le cui etichette quest'anno sono state firmate dal giapponese Hideloshi Nagasawa, dal milanese Emilio Tadini e dal romano Mario Ceroli.
Come ogni anno le bottiglie, dopo la loro presentazione e il brindisi augurale, saranno inviate ai Capi di Stato di tutto il mondo.
Ma l'8 settembre per Cormòns si tratta di una data molto importante perché, in precedenza alla manifestazione del Vino della pace, sarà inaugurata la sede del Centro per la didattica e la ricerca in viticoltura ed enologia dell'università di Udine.



(Il Piccolo di Trieste, 31/8/2000)

Vini doc, sarà un'annata di qualità

PERUGIA - Sarà un'annata di qualità. Se si conferma il trend della stagione nella maturazione delle uve rosse, per il vino umbro quasi certamente questo sarà un anno all'insegna della qualità.
I dati dell'Arusia fanno più che sperare: le uve rosse sono in notevole anticipo di maturazione, a testimoniarlo, oltre ad una acidità elevata, l'alto contenuto degli zuccheri nelle bacche di varietà quali il Sagrantino, il Gamay, il Ciliegiolo e San Giovese.
Le produzioni dell'annata 1999-2000 dei vigneti umbri rispecchiano la media degli ultimi anni,

(Il Messaggero, 2/9/2000)


L'inchiesta. Vendemmia con venti giorni di anticipo, l'allarme dei produttori. Vino buono ma poco, colpa della siccità

E' iniziata con un'anticipo di una ventina di giorni a causa della forte siccità la vendemmia nelle Marche. Le prime ad essere fatte sono le uve dei vitigni più esposti al sole e quelle rosse. Nonostante il sole quest'anno permetta di esprimere alte gradazioni zuccherine, indispensabili per fare buoni vini, non mancano le "grida" d'allarme da parte dei produttori: qualità non eccelsa e dal 10 al 20 per cento di produzione in meno. Quest'anno le Marche vitinicole possono essere racchiuse nei seguenti dati: 30.000 ettari di vigne di cui un terzo per la produzione di vini Doc; la vendemmia produrrà circa 2 milioni e mezzo di ettolitri di vino con prevalenza di bianchi. I produttori restano comunque ottimisti sulle qualità dei vini, meno aromatici rispetto agli anni passati ma più corposi.

(Il Messaggero, 2/9/2000)


Un 2000 non eccellente. Si prevedono 2,5 milioni di ettolitri in bottiglia

di PIERO MUZZETTO
E' iniziata da alcuni giorni la raccolta e la pigiatura delle uve e presto si parlerà dei nuovi vini marchigiani. Le prime ad essere fatte sono le uve dei vitigni più esposti al sole e quelle rosse. Poi seguiranno a giorni tutte le altre, fino ad arrivare a quelle dei vigneti che volutamente (seconda decade di settembre) si vendemmianno in ritardo di solito per ottenere vini con gradazioni e sapori diversi dai soliti. Nonostante il sole quest'anno permetta di esprimere alte gradazioni zuccherine, indispensabili per fare buoni vini, non mancano le "grida" d'allarme da parte dei produttori: qualità non eccelsa e dal 10 al 20 per cento di produzione in meno.Quest'anno le Marche vitinicole possono essere racchiuse nei seguenti dati: 30.000 ettari di vigne di cui un terzo per la produzione di vini Doc; la vendemmia produrrà circa 2 milioni e mezzo di ettolitri di vino con prevalenza di bianchi. In attesa che i risultati siano soddisfacenti per quanto riguarda la vendemmia del 2000 dobbiamo ricordare che nella nostra regione negli ultimi anni si sono sviluppate tecniche di affinamento dei vini per il loro invecchiamento, soprattutto dei rossi Conero e Piceno Superiore, con la tradizione delle "Bottaglie" e quindi di locali dove sfilano le botti in legno di rovere che esprimono l'immagine della cantina tipica marchigiana. Inoltre si registrano nuove tecnologie quali il "Barriche" o l'invecchiamento moderato di alcuni bianchi tra cui il Verdicchio con cui si arricchisce il vino di sapori e profumi che stimolano il consumatore. Queste le previsioni che emergono dagli esperti relativamente ai vini marchigiani. Il rosso Conero, vino del promontorio dorico, giudizio ottimo; il rosso Piceno, la cui zona si estende fino alla provincia di Ancona al limitare della zona del senigalliese, vanta un discreto; il rosso Piceno superiore, il quale in particolare ha il piglio robusto deligente delle Marche Inferiore, può fregiarsi di un eccellente; Colli maceratesi e vernaccia di Serra Petrona sono vini quest'anno giudicati discreti; nel Fermano troviamo il Falerio, buono; stesso giudizio per il Bianchello del Metauro e Colli pesaresi; il Verdicchio del castelli di Jesi e di Matelica sarà ottimo e infine per ultimi, ma non per la qualità, la Lacrima di Morrovalle e la Lacrima Doc del Lesino: quest'ultimi due vini dei castelli di Jesi e giudicati quest'anno buoni.
Tra formaggi, pani e dolci è sempre il vino Piceno a fare da protagonista nell'edizione 2000 della mostra mercato "Di Vino in Vino" .
Intanto a Offida da oggi a lunedì si rinnova il consueto appuntamento per promuovere il vino del territorio Piceno. La mostra ripropone per il terzo anno consecutivo "Calici e Caci" rassegna dei migliori prodotti caseari del centro sud Italia. All'interno dell'iniziativa, organizzata in collaborazione con l'Arcigola Slow Food, verrà riproposto il mercato di "Via Lattea Picena" che occuperà le vie del centro storico di Offida per l'esposizione, la degustazione e la vendita dei formaggi presenti. Non mancheranno i partecipati Laboratori del Gusto, autentici contenitori di curiosità culinarie che vedranno succulenti abbinamenti tra vini e formaggi. La sede dell'Enoteca Regionale ospiterà i diversi prodotti vitivinicoli delle aziende marchigiane.
(Ha collaborato Valerio Lucciarini)


(Il Messaggero, 2/9/2000)


Si preannuncia un'annata a rischio: molte uve sono già appassite. I grandi produttori:"Avremo il 10% in meno. Bassa acidità, poco profumo"

di CLAUDIA GRANDI
Bianco o rosso, fermo o frizzante: quando si parla di vino ce n'è davvero per tutti i gusti, purché sia made in Marche. Del resto la regione è in grado di offrire innumerevoli qualità di vini, esportate anche in tutto il mondo. Come accade per l'azienda di Castelplanio (Ancona) "Fazi Battaglia" i cui vini vengono gustati dagli Stati Uniti al Canada, dal Sud America al Giappone. La "Fazi Battaglia" produce per la maggior parte Verdicchio, che fornisce il 60% del fatturato annuo (intorno ai 15 miliardi). Se la scaramantica Barbara Giannotti, figlia della presidentessa Maria Luisa Sparaco, preferisce per ora non parlare dell'annata agli sgoccioli, azzarda invece un pronostico Massimo Bernetti, presidente dell'azienda "Umani Ronchi" di Osimo gestita insieme al figlio Michele. "L'annata è buona - spiega - anche se, a causa della siccità, avremo una diminuzione della produzione del 10% rispetto al '99". Verdicchio, Rosso Conero, Lacrima di Morro d'Alba: questi i fiori all'occhiello della "Umani Ronchi" che produce ben quattro milioni di bottiglie all'anno. 48 anni di esperienza alle spalle per un fatturato annuo di 20 miliardi: questi i numeri d'oro dell'azienda osimana.
Più modesta per dimensioni, ma non certo per qualità, è l'azienda Moroder di Monatacuto (Ancona) che ha il merito di aver esportato il nome del Rosso Conero in tutto il mondo (Svizzera, Germania e Stati Uniti in testa). Una monocoltura che si estende su 26 ettari di terra e che frutta all'azienda un fatturato annuo di un miliardo. Una passione forte, quella dei Moroder, per il celebre rosso anconetano. "L'annata per ora si preannuncia buona - spiega Alessandro Moroder, che gestisce l'azienda insieme alla moglie Serenella - anche se, a causa delle scarse piogge, siamo in anticipo di una ventina di giorni sul normale calendario della vendemmia".
Ad Ascoli c'è un'azienda legata a un nome caro a tutti gli sportivi bianconeri: si tratta della "Villa Pigna" fondata nel '70 dall'indimenticabile Costantino Rozzi. "La speranza - spiega Anna Maria Rozzi, figlia del celebre presidente dell'Ascoli - è che il forte caldo non impedisca una buona raccolta di uve integre. Visto che i nostri vigneti (che fruttano 4 miliardi l'anno, ndr) sono distribuiti su diverse colline, quelle maggiormente esposte al sole hanno sofferto di più". Rosso Piceno superiore, Falerio dei colli ascolani, Montepulciano imbottigliati ogni anno in 2 milioni di pezzi, vengono esportati persino in Giappone. Sempre nell'Ascolano c'è un'azienda il cui nome non deve trarre in inganno: è la "Velenosi" di Angela Velenosi, che produce Rosso Piceno superiore e Falerio dei colli ascolani. Per il 2000, spiegano all'azienda, ci si può aspettare vini di grande struttura e di gradazione elevata. I numeri della "Velenosi"? Tre miliardi di fatturato per 40 ettari di vigneti che producono 450.000 bottiglie l'anno. Una politica aziendale volta a valorizzare la tipicità dell'ascolano è la caratteristica della Cocci Grifoni che produce ogni anno 350.000 bottiglie di Falerio, Rosso Piceno, Pecorino e Passerina, vino, quest'ultimo, che ha meritato l'oscar qualità-prezzo del Gambero Rosso.
E poi ancora i vini della provincia di Macerata, come il bianco doc dei Colli maceratesi prodotto, insieme al Rosso Piceno, dall'azienda "Montesanto" (che fattura 5 miliardi l'anno) diretta da Paolo Berardi. "I nostri vitigni - spiega il direttore - che si estendono su 220 ettari producono 18 quintali di uva all'anno".
Matelica, si sa, è la patria del Verdicchio e il Verdicchio a Matelica ha il nome dell'azienda "Belisario", presieduta da Antonio Centocanti che vanta il 65% della produzione totale del rinomato bianco. 250 ettari di uve bianche più 100 di uve rosse, la cooperativa "Belisario", che possiede anche una catena di enoteche, fattura 4 miliardi e mezzo all'anno. Promette un'ottima annata la produzione di una delle aziende più antiche della regione, la "Carradori" di Montefano che conta ben 14 diversi tipi di vino: dal Rosso Piceno al Pinot grigio al Montepulciano. Sei miliardi è il fatturato annuo di questa azienda vinicola che si estende per 140 ettari. "La percentuale di zucchero e la gradazione alcolica - spiegano alla "Carradori" dei fratelli Azzoni Avogadro - saranno alte nella produzione 2000. E' per questo che, anche se la quantità di vino prodotto non sarà ai livelli degli anni scorsi, la qualità sarà ottima".
E infine Pesaro. Qui è il Bianchello del Metauro a fare la parte del gigante e le piogge più prolifiche rispetto alle altre province fa guardare con occhio speranzoso alla vendemmia. Claudio Morelli dell'omonima azienda vinicola fanese, che produce fino a 2.500 quintali di uva all'anno, promette un vino molto aromatico e sapido, mentre Carla Fiorini della "Fiorini" avverte: ci sarà un ottimo vino ma la siccità ha messo a rischio i profumi. "Noi produciamo Bianchello del Metauro doc e rosso dei Colli pesaresi - spiega Carla - e l'acidità non altissima di questa annata, anche se non si ripercuoterà sul sapore, potrà avere effetti negativi sui profumi".


(Il Messaggero, 2/9/2000)



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