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Brunello di Montalcino Riserva 2016. Prova di forza, atto secondo

MONTALCINO (SI) – Se le attenzioni verso il nuovo (la vendemmia 2017 di Brunello) hanno preteso il giusto spazio, attizzando curiosità e smuovendo confronti e riflessioni, non da meno è stata l’attesissima prova dei Brunello di Montalcino Riserva 2016, ovvero delle ipotetiche selezioni che i produttori hanno scelto per consacrare ai più alti livelli qualitativi un’annata potenzialmente coi fiocchi.

Ora, della 2016 a Montalcino ne ho parlato pochi mesi fa e ne ho parlato qui, appena reduce dall’ampia ricognizione estiva sui Brunello “annata”. Alla luce dei 90 Brunello Riserva assaggiati in anteprima assoluta a Benvenuto Brunello poche settimane fa, non mi sento che di ribadire gli asserti e le impressioni, aggiungendo anche che il confronto just in time con i Brunello 2017, degustati nello stesso contesto, ha fatto emergere una divaricazione in termini di tensione, grado di contrasto, qualità del tannino, complessità e prospettiva evolutiva, tutte doti che depongono a favore della 2016 e che proiettano questa annata nel novero delle migliori, quantomeno dell’ultimo ventennio.

E se lo spauracchio dell’equilibrio alcolico resta uno dei punti focali nell’orizzonte interpretativo del vino italiano, e quindi montalcinese, dobbiamo dare atto che in molti casi i Riserva ’16 hanno decisamente convinto, sia pur riscontrando ancora una volta quel proverbiale gap di territorio e di “manico” da cui ne discende sempre e comunque una forchetta qualitativa immancabilmente stabile: da una parte un numero non troppo elevato di vini al comando, dall’altra un gruppone che potrebbe portare a pensare – o a ripensare –  alla vera essenza della tipologia Riserva, da più parti fatta oggetto di critiche per la reale difficoltà a distinguersi rispetto alle performance dei Brunello “annata”. Se a questo ci aggiungiamo i prezzi, sensibilmente più elevati rispetto agli annata (in aumento pur’essi), si comprende ancor di più come anche a livello commerciale l’argomento Riserva possa essere foriero di accesi dibattiti.

Io intanto mi attengo al ruolo di cronista, e contrariamente a quanto fatto e scritto sui Brunello ’17 (LEGGI QUI) torno per una volta alla lenzuolata di commenti. Che non contemplerà però tutti e novanta i Riserva degustati. In alcuni casi infatti ho preferito tacere per manifesta incomprensione e idiosincrasia, o per essermi probabilmente imbattutto in campionature poco significative.

E dato che con la puntata odierna chiudiamo con le ricognizioni autunnali riguardanti Montalcino, una nota di merito vada alla oliatissima macchina organizzativa (Consorzio del Brunello) e a tutti i sommelier che si sono prodigati in un servizio articolato e di non facile gestione, visto il numero dei vini e degli astanti, affrontato però senza incertezze e con un elevato livello di professionalità.

Val la pena ribadire infine l’assenza di nomi importanti che potrebbero piazzare i loro Riserva ai piani alti della denominazione: da Biondi Santi a Fuligni, da Pian dell’Orino a Colleoni, da Costanti a Baricci, da Le Potazzine a Podere le Ripi….

Altri ve ne sono, e per questa ragione -prezzi a parte- mettersi in cantina un po’ di Brunello ’16 potrebbe costituire un’iniziativa sana, pulita e giusta, sia per gli amatori che per i professionals.

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AGOSTINA PIERI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Frutto un po’ “smaltato”, rotondità di forme, una frazione di dolcezza in sopravanzo ma anche una apprezzabile compattezza d’insieme. Vino sorvegliato dal punto di vista tecnico, che fonda la sua gradevolezza (e la sua immediatezza) sull’evidenza dei toni fruttati.

ARGIANO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Una delle sorprese di questa sessione di assaggi: stilizzato e convincente già al naso, è fine, sottile, infiltrante, garbato, sinuoso. Ne apprezzi la freschezza, le sfumature e la dinamica.

BANFI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA POGGIO ALLE MURA 2016

Vino curato di buona materia e apprezzabile equilibrio, soprattutto meno mediato dalla confezione rispetto al passato: rovere ben assestato e “digeribile”, indole elegante, morbidezza. Un leggibile progresso sul piano della personalità.

CAMIGLIANO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA GUALTO 2016

A proposito di sorprese: si mantiene su registri aerei e leggeri, sostenuto da un bel tono di acidità. Colpisce per scioltezza e facilità di beva, risultando appena affilato in chiusura. Bel conseguimento.

CANALICCHIO DI SOPRA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Austero, incisivo, solido, determinato, sapido, molto in stile Canalicchio (di Sopra) e con una qualità del tannino rimarchevole. Chiede tempo per acquisire maggiore agilità, ma è un Brunello con gli attributi. Decisamente.

CAPARZO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Qualche tentazione confit per un profilo curato, levigato, rilassato, apparso un po’ in debito di ariosità e di progressione.

CAPRILI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA ADALBERTO 2016

Oh, finalmente la vera faccia di Adalberto, dopo che la precedente edizione mi era apparsa piuttosto veicolata dai legni. Bella finezza aromatica qui, una trama che rinfresca e un passo in più quanto ad equilibrio ed articolazione. Il calore c’è ma ben imbrigliato, il tratto è succoso, incisivo, di sicuro garbo.

CASTELLO ROMITORIO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA FILO DI SETA 2016

Balsamico e ammiccante, morbido e tornito, non si distingue per chissà quale caratterizzazione ma l’abbraccio che ti concede è confortevole.

CASTIGLION DEL BOSCO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 1100 2016

Empireumatismi vari e assortiti ne comprimono la piena espressività e ne offuscano la chiarezza; è ruvido ma tenace, le proporzioni sono quelle giuste, peccato per le velature. Da attendere (o da rivedere).

CIACCI PICCOLOMINI D’ARAGONA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016            

Frutto in evidenza, calore alcolico, coté dolce. Non proprio l’ideale per agevolare una proficua dinamica gustativa.

COL D’ORCIA – BRUNELLO DI MONTALCINO NASTAGIO 2016

Generosamente fruttato, possiede un tratto carnoso, un corpo di seta e una pienezza gustosa, con il frutto a foderare ben bene un tannino all’altezza.  Stile curato senza che sfiori la chirurgia. Buono!

CORTE PAVONE – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA ANEMONE AL SOLE 2016

Profilo aromatico particolare: speziato, balsamico, fresco. L’amalgama propizia una sensazione di fragranza giovanile; certo è ancora indietro nello sviluppo, ma ha tutte le carte in regola per convincere e farsi apprezzare.

CORTE PAVONE – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA VIGNA POGGIO MOLINO AL VENTO 2016

Presente ma non presenzialista, polposo e seducente, si diffonde più in larghezza che in profondità, con una sensazione pseudo-calorica percepibile. Buona riuscita, nel complesso.

DONATELLA CINELLI COLOMBINI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

L’impianto dei sapori cerca un dialogo con la classicità; c’è qualche tentazione più evoluta, e un lato selvatico a incidere sulla finezza; il carattere però è preservato, mentre l’alcol batte un colpo.

ELIA PALAZZESI COLLELCETO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

La nota affumicata tipica della casa, poi uno sbuffo di zolfo. E’ composto, anche se non troppo diffusivo. Come sempre un po’ sottopeso, se la gioca bene sul piano delle sottigliezze, dimostrando una certa attitudine per le sfumature, con il conforto di un’enologia curata.

FATTOI –  BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Una frazione di rovere ancora da assorbire, un afflato balsamico e un tatto felpato. Carezzevole e al tempo stesso ben carrozzato, mostra un tratto avvolgente che si nutre di contrasti. Può salire di quota.

FATTORIA DEI BARBI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Di aulica classicità e pregevole equilibrio, di lui mi piace tutto, dai cromatismi alla sobrietà espressiva. Grande dignità territoriale, sia pur a fronte di una chiusura un po’ affilata. Sì, è un bel conseguimento.

FATTORIA LA LECCIAIA- BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Di stile tradizionale, poco spinto nel colore, è longilineo e brillantemente essenziale. Certo un pizzico di densità e di peso in più non guasterebbero, anche e soprattutto in un’ottica evolutiva, ma ora come ora si propone in gradevole equilibrio.

FORNACINA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Una freschezza silvestre, che richiama l’humus e la bacca selvatica, apre a una trama croccante, saporita, di grande grip e pregevole dolcezza tannica. Giuste proporzioni e carattere a mille. Bello bello.

FOSSACOLLE – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Sanguigno, carnoso, mediterraneo. Il frutto svela un lato più brulé, tradendo un certo temperamento alcolico. Ma non manca di carattere.

FRANCO PACENTI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Tipico, introspettivo, tuttodunpezzo, l’ascendente terroso e austero matura un debito nei confronti della flessuosità, non certo nei confronti della sincerità.

IL PARADISO DI FRASSINA –  BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA FLAUTO MAGICO 2016

Tanto reticente ai profumi quanto guizzante e contrastato al palato. Tensione acida che sostiene, vivide note agrumate, rovere ben digerito, nessun sciabordio di materia. Un po’ di asciuttezza nel finale, quella sì, ma buona lena e una dinamica che lo distingue.

IL POGGIONE – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA VIGNA PAGANELLI 2016

Notevole forza espressiva, saldezza, calore e signorilità. Riempie bene la bocca, è austero e profondo, su note di ghianda, alloro e sottobosco. Legno in fase digestiva, bella dimensione di vino.

INNOCENTI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Un Brunello vecchio stile, “rusticheggiante” ma di sapore, un po’ indolente nella dinamica sia pur non sgarbato. Mi conforta la tipicità.

LA SERENA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA GEMINI 2016

Una maggiore trasparenza espressiva rispetto al solito governa un vino discretamente caratterizzato, dove la sapidità veste di sapore la dote tannica, prevalendo sulla confezione.

LA MAGIA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016     

Piuttosto impacciato nello sviluppo, è largo, avvolgente, decisamente fruttato, con un esubero di dolcezza e un tannino irruente e perentorio.

LA TOGATA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Di bella compostezza, è davvero interessante sia come timbrica che come dinamica. E se il tannino è un po’ nudo, la “mano” mostra un debole per le sfumature e la leggerezza, e per questo mi piace.

LE MACIOCHE – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Ineccepibile cura formale per un tratto levigato, cesellato, tuttammodino, dotato pure di freschezza. Diciamo che l’originalità non è il suo forte.

MACHETTI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA VIGNA DEI FRATI 2016

Doppio binario: un comparto aromatico fatto prigioniero dalla confezione, ad eroderne una frazione di spontaneità, e un gusto sorprendentemente più arioso, verticale e sciolto, ciò che porta a fidarsi di lui. Credo si tratti del primo vino mai assaggiato di questa cantina, se la memoria non mi inganna.

MATE’ – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Un ritorno su livelli di definitiva eleganza, in cui il nostro libera tutto il suo temperamento mediterraneo, prodigo di accensioni agrumate, traendo vantaggio da una stratificazione tannica di qualità. Succosissimo.

MOCALI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA LE RAUNATE 2016

Menta, agrumi, macchia e selva. E’ teso, diffusivo, profilato, elegante, flessuoso. Mi piacciono la freschezza, la droiture, la progressione: mi piace il suo tannino di classe.

PADELETTI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016       

Classico negli accenti ma un po’ indolente nella dinamica, è un tipo placido, anche se non sgarbato. Diciamo che ritmo e reattività non sono il suo forte, ecco.

PARADISO DI CACUCI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA  2016     

Un vino a cui appartiene la scorza e l’esteriorità del Brunello, non ancora la profondità. E’ polposo, accomodante, figlio di una enologia smaliziata, il tempo potrebbe sortire un effetto rigenerante su di lui, ma ora come ora appare manchevole di dettagli e di complessità.

PATRIZIA CENCIONI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Scioltezza, classicità, eleganza e tannini puntiformi. Davvero equilibrato e seducente, su risvolti agrumati e speziati. Il capolavoro di Patrizia Cencioni.

PIAN DELLE QUERCI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Coinvolgenti i richiami alla terra e al sottobosco, espressi in un contesto tonico e aggraziato dove sapore e concretezza si fondono. Tutto molto bello.

PIAN DELLE VIGNE – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA VIGNAFERROVIA 2016

Al gusto levigatezza tattile e tostature ne segnano la fisionomia e lo stile; al naso il timbro “vulcanico”, con tanto di note di massicciata, ne rende personale il profilo, un profilo che comincia a farsi riconoscibile più per la sostanza che non per l’esteriorità.

PIETROSO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016  

Bel tono di acidità, a controbilanciare un impianto generosamente fruttato la cui fusione con l’alcol gli rende una sensazione di dolcezza fin troppo accentuata. Chiede amalgama, e distensione. Chiede tempo.

PODERE BRIZIO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Fragranza e naturalezza, dettaglio e sinuosità. E una trama longilinea e accordata, appena calda, con un bel coté agrumato e di erbe aromatiche da mettere sul piatto dei ragionamenti. Davvero convincente!

POGGIO ANTICO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Colore vivido e brillante, tono acido molto presente, una intensa nota balsamica e una fragranza che se da un lato esprime gioventù, dall’altro pone fin troppo in subordine spontaneità e naturalezza espressiva.

POGGIO DI SOTTO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Punta di dolcezza (e di volatile) in sopravanzo, diffusione aggraziata, densità tattile da grande vino e tannino superfuso. No, non disperde il suo lirismo, sia pur a fronte di un impatto fruttato evidente, che ne attenua il portato di sfumature, quantomeno ora. Comunque ottimo.

POGGIO LANDI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Grinta, contrasto, sapore, lì dove gli accenti più veraci si esprimono nel segno di una sana tipicità, e dove l’andamento gustativo si distingue per misura e giustezza. Muy bene!

RENIERI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Coniuga territorio ed espressività in modo efficace, sotto l’egida di uno stile moderno che non vuole strafare. Ci riesce grazie all’intrigante coté vulcanico-grafitico, molto caratterizzante, alla verve e alla provvidenziale dote sapida.

RIDOLFI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA MERCATALE 2016

Un pizzico di leggiadria in meno rispetto al 2015 ma una sostanza notevole, annunciata da un nervosismo propositivo e bello e da una vitale reattività. Spinge e convince, disegnando un arco gustativo importante. Ai massimi livelli.

SAN POLINO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016 

L’abbrivio balsamico annuncia un profilo umorale e come sempre mai scontato. Il carattere non manca, ma è “scuro”, dialettico, non propriamente fine, arroccato su un tannino che stringe.

SANLORENZO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA   2016  

Un vino centrato sul frutto: maturo, ricco, avvolgente, con un approdo gustativo fin troppo veicolato dalla dolcezza.

SESTA DI SOPRA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Con la proverbiale suadenza fruttata in bella mostra, si concede senza sbracarsi lasciandosi ben apprezzare, pur non toccando abissi di profondità. Il frutto comunica integrità, e tu lo capisci subito che è un affidabile portavoce del versante meridionale.

SESTI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA PHENOMENA 2016

Giocato su toni tanto affascinanti quanto crepuscolari, la sua attitudine per le sottigliezze e il suo andamento finto-evoluto evocano e coinvolgono. Belle le accensioni agrumate, per un vino all’apparenza disadorno ma in realtà fortemente interiorizzato.

TALENTI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA PIAN DI CONTE 2016

Grafite, erbe aromatiche, alloro. E poi sale e tenacità, contrasto e cambi di passo. In una parola: profondità.

TASSI DI FRANCI FRANCA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA FRANCI 2016

Calore, frutto, felpa tattile, materia, rilievo sapido: tutti ingredienti utili alla personalizzazione. Solo in leggero esubero la dolcezza, con un finale che ancora allappa.

TENUTA BUON TEMPO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Si nota un progressivo alleggerimento nei toni, rispetto al presenzialismo materico del passato. Certo succo e frutto stanno in prima linea, ma senza strafare stavolta. Vi si respira un certo ordine, ecco, e un certo calibro estrattivo.

TENUTA DI SESTA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA DUELECCI EST 2016

In perfetto equilibrio fra cura formale ed essenza, è flessuoso, misurato, accordato, fra note esotiche, mezze tinte e toni sfumati.

TENUTA FANTI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA VIGNA LE MACCHIARELLE 2016

Polposo, procace, accomodante, dietro il cesello formale hai morbidezza e avvolgenza. E una sincera generosità.

TIEZZI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA VIGNA SOCCORSO 2016

Qualche screziatura aromatica non impedisce di apprezzarne la qualità tattile e i suoi tannini dolci e “scioglievoli”, a scolpire i contorni di un vino realmente compiuto, che si allunga a dismisura grazie alla proverbiale scia di sale.

TORNESI – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016     

Rustico e sanguigno, mostra un orgoglio tenace e una certa tensione gustativa, ma è piuttosto manchevole quanto a disegno e garbo espositivo.

UCCELLIERA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Sicuramente riconoscibile, sicuramente Uccelliera. Anche se meno altero del solito. Una potenza garbata, la sua, su sentori di china, terra, corteccia. E una bella scodata sapida finale.

VENTOLAIO – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Luminoso e trasparente a cominciare dal colore, è un vino stilizzato, tutto in sottrazione, leggiadro, slanciato e puro. Disegna una traiettoria a sé ed è realmente evocativo.

VILLA LE PRATA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA MASSIMO 2016

Robustezza e freschezza come maritate. E un temperamento austero che chiama classicità. Ottima materia prima e tannino ancora un po’ “mordace”, ma lo stile è apprezzabile, e lui non può che crescere.

GUEST

COL D’ORCIA – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA POGGIO AL VENTO 2015

L’alcol disegna una cornice eterea intorno a un quadro che rifulge per finezza e seta tattile. E’ sinuoso, accattivante, curato; se rapportato poi all’annata generosa e calda da cui discende, è persino luminoso.

LE CHIUSE – BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA DIECIANNI 2012  

Maestoso ed elegante, baritonale e profondo, il suo passaggio crea un’eco, un rimbombo, spostando un po’ più in su l’asticella della bellezza.

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Assaggi effettuati nel mese di novembre 2021

 

 

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