La malinconica bellezza del nebbiolo

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Il nebbiolo fa nascere rossi malinconici. Rossi di grande bellezza in molti casi, certo; ma rossi di carattere malinconico, autunnale, introverso. È un’uva-vino che capisco soprattutto quando parla in modo sussurrato. Se canta con voce piena, spiegata, può riempire di suono tutta la sala-palato, giù giù fino alle ultime file-gola. Ma io resto un po’ stordito, come se avessi le orecchie a due centimetri dalla bocca del baritono.

La metafora è chiara: i monumentali Barolo, i complessi Barbaresco, sono cantanti d’opera che mi lasciano ammirato per l’ampiezza di estensione, per l’intensità di timbro, per la profondità della loro voce. Io però ho i miei limiti di ascoltatore, non ho la capacità di concentrazione per reggere un’opera lirica di tre o quattro ore.
La tridimensionalità dei grandi rossi da nebbiolo è dunque affascinante ma saturante per i miei deboli mezzi palatali.
Preferisco la bidimensionalità dei rossi da nebbiolo più semplici.
Disegni leggeri, acquerelli ariosi che si esprimono sulla superficie piatta di un foglio, di una tela.

L’altro giorno, in trattoria, un amico e collega che non cito – perché già citato da me mille volte in altre occasioni, sempre con la dovuta ammirazione e riconoscenza – ha offerto al tavolo un delicatissimo Langhe Nebbiolo Cascina Roccalini. L’annata 2022 ha dato un rosso tenuemente colorato, dai profumi immediati di fragoline di bosco (o di serra, come si preferisce), tratteggiato con gentilezza nella trama tannica, misurato nella componente alcolica, rinfrescante nel finale: insomma, di travolgente bevibilità.

A questi patti non soltanto ammiro l’uva-vino nebbiolo per le sue straordinarie virtù architettoniche e plastiche, ma la amo per la sua grazia discreta, non appariscente, quasi timida.

 

Fabio Rizzari

Giornalista professionista. Si è dedicato dalla fine degli anni Ottanta ad approfondire i temi della degustazione e della critica enologica professionale. Ha collaborato con Luigi Veronelli Editore, casa specializzata in critica enologica e gastronomica, e dal 1996 ha lavorato, come redattore ed editorialista, presso il Gambero Rosso Editore. È stato collaboratore e redattore per la Guida dei Vini d’Italia edita da Gambero Rosso Editore e Slow Food. È stato per diversi anni curatore dell’Almanacco del Berebene del Gambero Rosso Editore. È stato titolare, in qualità di esperto di vino, di diverse rubriche televisive del canale tematico Gambero Rosso Channel. È stato relatore per l’AIS, Associazione Italiana Sommelier. È stato membro del Grand Jury Européen. Dal 2003 al 2015 è stato curatore, insieme a Ernesto Gentili, della Guida I Vini d’Italia pubblicata dal gruppo editoriale L’Espresso. Del 2015 è il suo libro “Le parole del vino”, pubblicato dalla Giunti, casa editrice per la quale ha firmato anche – insieme ad Armando Castagno e Giampaolo Gravina – “Vini da scoprire” (2017 e 2018). Con gli stessi due colleghi è autore del recente “Vini artigianali italiani”, per i tipi di Paolo Bartolomeo Buongiorno. Scrive per diverse testate specializzate, tra le quali Vitae, il periodico ufficiale dell’AIS.

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Giornalista professionista. Si è dedicato dalla fine degli anni Ottanta ad approfondire i temi della degustazione e della critica enologica professionale. Ha collaborato con Luigi Veronelli Editore, casa specializzata in critica enologica e gastronomica, e dal 1996 ha lavorato, come redattore ed editorialista, presso il Gambero Rosso Editore. È stato collaboratore e redattore per la Guida dei Vini d’Italia edita da Gambero Rosso Editore e Slow Food. È stato per diversi anni curatore dell’Almanacco del Berebene del Gambero Rosso Editore. È stato titolare, in qualità di esperto di vino, di diverse rubriche televisive del canale tematico Gambero Rosso Channel. È stato relatore per l’AIS, Associazione Italiana Sommelier. È stato membro del Grand Jury Européen. Dal 2003 al 2015 è stato curatore, insieme a Ernesto Gentili, della Guida I Vini d’Italia pubblicata dal gruppo editoriale L’Espresso. Del 2015 è il suo libro “Le parole del vino”, pubblicato dalla Giunti, casa editrice per la quale ha firmato anche – insieme ad Armando Castagno e Giampaolo Gravina – “Vini da scoprire” (2017 e 2018). Con gli stessi due colleghi è autore del recente “Vini artigianali italiani”, per i tipi di Paolo Bartolomeo Buongiorno. Scrive per diverse testate specializzate, tra le quali Vitae, il periodico ufficiale dell’AIS.

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