Come spezzare la nefasta catena dell’alcol

Di • 27 lug 2010 • Rubrica: Attualità e idee 19 commenti
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Un recente studio scientifico, non ancora pubblicato, ha dimostrato che sotto certe condizioni di marea luni-solare e per certe latitudini elevate è possibile ridurre drasticamente e naturalmente i tragici effetti dell’alcol. Ancora una volta la fisica viene in aiuto del vino.

I lettori di questa rivista rammenteranno sicuramente che alcuni mesi fa avevamo affrontato l’importanza fondamentale dell’effetto di Coriolis sulla degustazione di un vino non proveniente dalla zona di assaggio e su altro ancora. Ricordo solo che l’effetto di Coriolis è quel fenomeno fisico, legato alla gravità ed alla rotazione della Terra, che fa ruotare un liquido nel lavandino in un senso nell’emisfero nord ed in senso opposto nell’emisfero sud; l’effetto è massimo vicino ai poli e praticamente nullo all’equatore. Attraverso studi eseguiti recentemente presso l’ADAE (Analcoholic Department of Applied Enology) di Fishing City (Ohio, USA), si è giunti ad un’ applicazione ancora più straordinaria, che va ben oltre la tecnica di degustazione. Premetto che ho avuto il permesso di descrivere i risultati preliminari, anche se solo sommariamente e semplificandoli alquanto, poiché ho collaborato direttamente agli studi su cui vige ancora il più assoluto riserbo.

Per comprendere la rivoluzionaria scoperta, ci sarà utile descrivere brevemente un altro fenomeno fisico di estrema importanza: la marea luni-solare, proprio quella che alza di parecchi metri il livello del mare in moltissime zone costiere. Essa è legata alla forza gravitazionale e tende a “stirare” un oggetto posto nella direzione dei due astri, in quanto la parte più vicina subisce una forza maggiore di quella più lontana. Nelle condizioni giuste può addirittura frantumare il corpo che la subisce. E’ lo stesso fenomeno che su scala gigantesca ha distrutto un satellite di Saturno ed ha originato gli anelli del celebre pianeta.

Ma torniamo all’alcol, il grande nemico del degustatore e dell’appassionato di vini. Pesantissime sanzioni incombono sulla sua testa se solo supera di un’inezia il livello limite del terribile veleno ingerito con il bicchiere. Tutti sanno che l’alcol etilico ha la formula chimica CH2CH3OH e che la sua malefica molecola può essere rappresentata da una catena a forma triangolare, come riportato in Fig. 1, dove è schematizzata in fase di riposo (a bicchiere fermo). Sotto l’azione dell’effetto di Coriolis, unito alla rotazione del bicchiere, la suddetta catena viene ovviamente trascinata insieme al liquido. Tuttavia, la parte superiore della molecola subirà uno spostamento maggiore rispetto alla parte più bassa, in quanto quest’ultima sarà frenata dalla viscosità e dalla pressione del vino sovrastante. Inoltre essa è soggetta ad una gravità maggiore in quanto più vicina al suolo terrestre. Ne deriva una situazione come quella della Fig. 2, in cui la catena mostra chiaramente i segni della deformazione. Voglio ricordare che tutti gli spostamenti illustrati sono stati “volutamente” esagerati per facilitare la comprensione.

Fino a qui, però, solo uno “stiramento” laterale, che non può, per le ben note proprietà dell’elasticità molecolare, cambiare la struttura complessiva e le caratteristiche essenziali: l’alcol rimane un diabolico nemico! Tuttavia, nel nostro bicchiere, soprattutto se di forma acconcia, incombe anche la marea luni-solare. Di solito si parla solo di marea lunare, ma esiste anche quella dovuta al Sole, anche se di minore intensità. Come agisce questa forza elusiva e ambigua sulla nostra catena, già deformata in senso orizzontale? Ebbene, la parte superiore sarà attratta dalla Luna (e dal Sole) in modo più sensibile di quella inferiore. Voi potreste esclamare: “ma come? non ho mai visto alzarsi il vino in un bicchiere!” Io vi risponderei prontamente che non avete nemmeno mai visto una molecola di alcol etilico! Così come questa è troppo piccola per vedersi ad occhio nudo, altrettanto piccolo sarà lo “stiramento” dovuto agli astri. Non è riscontrabile dai nostri limitati sensi, ma è più che sufficiente a deformare drasticamente la “catena”. Cosa succede allora? Le conseguenze si vedono nella Fig. 3, con la molecola che si allunga anche in senso verticale. Bisogna ricordare a questo punto che il processo che ci interessa avverrà in modo corretto SOLO E SOLTANTO SE AVREMO CURA DI TENERE IL BICCHIERE IN POSIZIONE PERFETTAMENTE PERPENDICOLARE AL SUOLO. Guai a piegarlo o a degustare comodamente sdraiati in poltrona. Qualche piccolo accorgimento è obbligatorio per ottenere l’epocale risultato!

La nuova azione deformante della marea è ben diversa da quella dovuta a Coriolis. Essa, infatti, non può essere controbilanciata dalla già menzionata elasticità molecolare (la quinta forza della materia, che come è ben noto agisce soltanto orizzontalmente). La combinazione dei due spostamenti (Coriolis + marea) porta alla ROTTURA della catena, che da triangolo si trasforma in segmenti ed infine libera completamente CH3 (Fig. 4). Ma quanto avvenuto non è stata solo una trasformazione geometrica… Ben di più. Tutti sanno che CH3 soffre generalmente di crisi di solitudine, studiate a fondo dagli specialisti psicochimici. Perde la sicurezza in sé stesso e si chiude in una neutralità e tristezza devastante. Il risultato è che il vino perde le caratteristiche bioelettriche dell’alcol originario, pur mantenendo perfettamente i parametri gustativi. In parole povere: il gusto del vino non cambia assolutamente, ma la sua capacità psicofisica è completamente stravolta. Cambia cioè quello che viene comunemente chiamato “grado alcolico”. In condizione di alta marea si può ridurre fino ad un valore dieci volte inferiore a quello originario. In altre parole, un valore di 0.6 (mostruosamente pericoloso) può essere portato da Coriolis + marea a solo 0,06 (completamente innocuo). Purtroppo, al momento, ciò capita alle nostre latitudini solo in condizioni di massima alta marea luni-solare (Luna piena o nuova nel punto più vicino alla Terra della sua orbita, ossia al perigeo). Ciò è ovviamente dovuto al valore dell’effetto di Coriolis troppo basso. Risultati nettamente migliori e quasi perfetti si ottengono in Finlandia, Islanda, Svezia, Groenlandia o in Antartide, sud del Cile o dell’Argentina, dove l’effetto di Coriolis è ben più imponente (Fig. 5).

Tranquilli, comunque. Questo è solo il primo passo. Basterà imporre una rotazione artificiale ben più violenta (sono già in studio speciali autorotatori programmabili) e amplificare tecnologicamente l’effetto della marea lunare e solare. Cari degustatori ed appassionati, d’ora in poi: braccio fermo, rotazione decisa, un occhio al vino ed un altro alla Luna!
Ancora una volta la fisica pura ci può veramente salvare, spezzando finalmente quella nefasta catena etilica che pesa come un macigno sulle nostre serate allegre e spensierate, facendo inoltre risparmiare soldi allo Stato che non dovrà più combattere con tutti i mezzi i terribili effetti dell’alcol.

P:S.: In attesa delle nuove soluzioni tecnologiche, a richiesta degli interessati (maggiorenni), potrò fornire privatamente i giorni in cui la Luna e il Sole sono in condizioni ottimali per  farli sfogare tranquillamente in bevute anche importanti!

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19 commenti »

  1. Il mio scetticismo sugli esperti di cose <> mi porta a dire che è una cavolate; confermata dal fatto che in Finlandia, dove sono stato per qualche tempo, gli ubriachi, di semplice birra, sono in strada anche nelle notti di luna piena!

  2. @Fabrizio,
    ma forse è perchè sono … licantropi!!
    A parte le battute, penso che tu abbia capito che l’articolo è solamente una bonaria invenzione scientifica… Ogni tanto bisogna pure scherzare…

  3. Ciao Enzo , sarà per il tuo passato cattedratico ma ti prendono sempre troppo sul serio……..

  4. Salve.. Parlo da studente in Farmacia al 5° anno.. In questi anni ne ho visti di alcoli con la chimica organica e l’etilico disegnato qui sopra a me pare un pò strano: il C del CH3 ha già i suoi 4 legami e l’O dell’OH ha già i suoi 2 legami.. Sono aperto a qualsiasi spiegazione che mi possiate portare sul fatto che un carbonio possa formare 5 legami covalenti e l’ossigeno 3.. Detto questo, non so se l’articolo sia vero o una bufala, ma date le premesse………….lo prenderei con le pinze!

  5. caro Matteo,
    si vede che non hai letto la risposta che ho inviata a Frabrizio… E’ ovvio che è una invenzione che cerca di ironizzare su un mondo a volte preso troppo sul serio. Temo che l’ironia sia un piacere ormai dimenticato…sarà la TV, la politica o qualche altra cosa? Puoi andare a leggere la prima puntata sull’effetto di Coriolis di un paio di anni fa e capirai meglio lo spirito che spesso mi anima.
    caro Lamberto,
    forse hai ragione, ma io vorrei continuare comunque. L’ironia non deve morire in un mondo che sta perdendo tutti i valori che non siano solo soldi, affari, ritorno economico, professionalità a basso livello, ecc., ecc. Se poi pensate che vada troppo controcorrente, potete sempre cassarmi… Io comunque persevero e mi dispiace per Fabrizio e Matteo. Viva il vecchio Arbore e la sua ex banda!!

  6. @ enzo
    Si, ok, è uno scherzo..
    Solo che c’è gente che prende per oro colato quello che dite su questo sito.. E poi magari va in giro a dire che l’alcol etilico ha la struttura a triangolo….. Siccome non sono un assiduo frequentatore, ma l’articolo mi è stato riportato da uno che voleva saperne di più, quando ho sentito la storia dell’etanolo triangolare…………….

  7. Caro Enzo figurati ! L’ironia è l’ultima arma che ci rimane contro la cultura dell’omologazione.. Solo che anche la mia era ironia … e certo l’avrai capito, la mia ironia era rivolta verso la potenza stessa dei media (e nel nostro piccolo anche noi l’abbiamo) di far apparire vero anche quello che palesemente non lo è ma è solo proposto come vero…. Ciao Enzo e continua così!

  8. caro Lamberto,
    vi conosco troppo bene e so benissimo quanto amiate il vero “spirito”. Anche la mia risposta era -per così dire- provocatoria e in fondo ironica… Come dici benissimo chi continua a credere nei media anche se palesemente si dimostra l’inconsistenza del fatto deve cambiare e non sperare che gli si dia il cibo già “digerito”. Tra noi non vi è bisogno di spiegazioni…ormai mi avete abbondantemente compreso e accettato e io mi trovo benissimo in un sito che non teme la sana e innocente ironia!

    caro Matteo,
    in fondo ho risposto anche a te e al tuo amico… Un articolo che si appoggia leggermente ad una costruzione “scientifica”, ma che poi dice: “Tutti sanno che CH3 soffre generalmente di crisi di solitudine, studiate a fondo dagli specialisti psicochimici. Perde la sicurezza in sé stesso e si chiude in una neutralità e tristezza devastante. Il risultato è che il vino perde le caratteristiche bioelettriche dell’alcol originario, pur mantenendo perfettamente i parametri gustativi. In parole povere: il gusto del vino non cambia assolutamente, ma la sua capacità psicofisica è completamente stravolta”, oppure: “Essa, infatti, non può essere controbilanciata dalla già menzionata elasticità molecolare (la quinta forza della materia, che come è ben noto agisce soltanto orizzontalmente). La combinazione dei due spostamenti (Coriolis + marea) porta alla ROTTURA della catena”, come può essere preso sul serio? E nemmeno con le pinze… Soprattutto da chi studia in una facoltà scientifica… Accidenti…la quinta forza era troppo grande come “palla”. E forse varrebbe la pena che anche la gente appassionata di vino sapesse qualcosa in più sulla realtà VERA e non solo su quella riportata dai media che cercano solo di instupidire tutto e tutti. Potevi sicuramente tranquillizzarlo da solo…. Anzi, è proprio da gente come te che abbiamo bisogno di aiuto per far capire la differenza tra ironia e sarcasmo (questo) e la becera stupidità della TV e dei suoi falsi comunicatori…. Loro sì che cercano di ingannarci per scopi solo e soltanto di lucro e di falsa informazione…
    Non credi? Ti invito anzi ad andare a leggere i molti articoli che ho scritto su queste pagine e diretti a ironizzare sulla falsa scienza mediatica… Poi mi dirai…

  9. Ma praticamente stiamo dicendo la stessa cosa: solo che la persona in questione, al posto di essere “tranquillizzata” da me, persisteva nella sua tesi (ed in quella dell’articolo).. Buona serata..

  10. Tra l’altro, l’amico in questione, mi dice che ci sono bellamente cascati un primario ed un assistente medico (quindi con almeno 10 anni di università alle spalle e, nel caso del primario, ormai prossimo alla pensione, una notevole quantità d’anni d’esperienza) che lavorano nel suo stesso ospedale.. Alla faccia dello studente!

  11. caro Matteo,
    che dirti… in fondo sono contento di aver costruito una messinscena credibile. Tuttavia, pensare che un primario ci creda…. mi mette un po’ in imbarazzo. E’ proprio vero che ciò che viene pubblicato non fa scattare nessun senso critico e responsabile. Abbi pazienza…ormai mi conosci e continuerò….

  12. Ciao Enzo,

    grandissimo come al solito, qui è nato un tuo fan club… non so se ti prendono sul serio o no ma a noi vai bene così

  13. grazie grande Mirko e relativo fan club…. Io continuo…
    a presto!

  14. grande enzo
    io proverei a mandare il tuo trattato ai nostri 975 dipendenti dei prezzolati faccendieri che governano l’italia.
    Pensando ad una tua< (comunque etica) tangente accetterebbero coglioli' e non romperebbero piu' i coglioni' xke' il vino di uva nulla, nulla centra con le stragi della strada. ma, il vino vino non pagando tangenti ha sulle spalle, ma non sulla coscenza, i disatri dello sballo. ecc…. ecc… ecc.

  15. caro Dino (alias Valterio??!!) parole sante che ben definiscono il tuo spirito battagliero da tempi medioevali… E giunto al fin della licenza…io tocco!! (fonte: Guccini)

  16. senti caro, ti consiglio di ridurre drasticamente le sbornie quotidiane, cerca di farti un po’ meno pere, ingoia meno pastiglie che si vendono in discoteca, poi dopo un mese di vita ascetica in cui ti sei depurato di tutte le kazzate che albergano nella tua ridotta scatola cranica, comincia a studiare un po’ di chimica organica. Almeno impara che la formula dell’alcool etilico è un po’ differente da come la scrivi tu. PIRLA

  17. caro flavio,
    complimenti per la tua CULtura fenomenale e per la tua vivacità intellettuale. Se non hai capito che era ironia meriti di abboccare all’amo al posto dei pesci rossi. Continua così…il mondo ha proprio bisogno di persone come te…

  18. Non credo che Il prof. Zappalà a secolo Enzo abbia bisogno di una difesa da parte della redazione ma mi permetto di far notare all’Amico Flavio che alla redazione partecipano 2 Fisici 1 ingegnere i Agronomo ed Enologo . Gli articolo di Enzo sono spesso ironici , provocatori e controculturali, noi l’avevamo capito forse tu……
    Qualche Info su Vincenzo Zappalà

    Vincenzo Zappalà (1945) è un astronomo italiano. Il suo campo di interesse prevalente è quello relativo allo studio del Sistema solare ed in particolare dei corpi minori, quali comete ed asteroidi. Difatti, ha scoperto 11 asteroidi.

    Vanta al suo attivo oltre 250 pubblicazioni sulle maggiori riviste scientifiche internazionali. I suoi maggiori risultati scientifici hanno riguardato lo studio delle proprietà rotazionali degli asteroidi e la definizione di un nuovo metodo, oggi universalmente riconosciuto, per la definizione delle famiglie asteroidali. È stato varie volte membro di consigli scientifici di congressi internazionali, oltre che presidente di alcuni di questi. Ha tenuto numerose conferenze in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone e in Russia (presso l’Accademia delle Scienze). Dal 1997 al 2000 è stato il Presidente della Commissione 15 dell’Unione Astronomica Internazionale, di cui è membro dal 1975. È stato anche co-leader del gruppo di lavoro sul Sistema Solare della missione spaziale Gaia.

  19. caro Lamberto,
    ti ringrazio di cuore, anche se come dici tu non vi è bisogno di molte spiegazioni quando ti accorgi che una delle più libere capacità dell’intelletto umano, l’ironia, è ormai diventata una merce veramente rarissima. Non solo nel manifestarla, ma anche e soprattutto nel comprenderla. Sarà colpa del Grande Fratello o di altri programmi simili? Non so, ma il fatto resta… Non sarei magari nemmeno intervenuto: chi non comprende (e non legge nemmeno i commenti precedenti più che esaurienti a riguardo) non merita risposta. Il fatto è che io accetto e ammiro la critica e la discussione, ma sicuramente non l’insulto gratuito. Esso è segno di pochezza intellettuale e di scarsità dialettica. E poi, come in questo caso, porta sempre a terrificanti “autogoal”!!
    Forse delle scuse, anche tardive, permetterebbero di salvare almeno la faccia. Non trovi?
    Un abbraccio a tutta la redazione…

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