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Suggestioni in Rosso (di Montalcino)

La trama è melodiosa, la dolcezza tutta del frutto. Ma, quel che più conta, le insidie di una annata siccitosa e asperrima come la 2017, che in teoria -ma anche in pratica- avrebbero potuto lasciare strascichi indelebili sulla dinamica e la piacevolezza di beva, vengono qui rintuzzate da un disegno garbato e dalla dote dell’equilibrio espositivo.
Il sorso è rilassato ma non molle, il frutto elargito con giustezza, del tannino prevale il lato morbido e accogliente. E il tutto si regge su una convincente armonia.
Quel leggero sbuffo etereo, poi, è come un tubetto di tempera che si apre all’aria: la suggestione fruttata si fa volatile, aerea.

Poi ve n’è un’altra, di suggestioni, più sottile e sottocutanea, che ti riconduce a un retroterra stilistico che non puoi dimenticare, quello di Poggio di Sotto, lì dove Gianni Maccari, attuale direttore tecnico di Ridolfi, è cresciuto e si è formato come cantiniere nell’era dorata di Piero Palmucci e sotto la guida accorta di un certo Giulio Gambelli.
Lo ha fatto per quasi 20 anni, prima di trasmigrare ai Mercatali del Canalicchio.
Oggi, grazie a lui, la produzione di casa Ridolfi va indossando un vestito tutto nuovo: vanta ambizioni sartoriali, chiama rispetto e odora di buono.

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